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22/10/2010 h. 16.49 Film: Off Topic
Vincenzo Muccioli, il Ser Ciappelletto riminese

Vincenzo Muccioli, il Ser Ciappelletto riminese

Ad oggi, ventisei vie di altrettanti comuni italiani risultano  intitolate a Vincenzo Muccioli, il controverso fondatore della destrorsa comunità terapeutica di San Patrignano, processato per sequestro di persona, maltrattamenti e omicidio colposo ai danni di alcuni ospiti della struttura. La sua immagine ne esce indenne grazie agli appoggi politici ed istituzionali, tanto che-reduce da un processo per omicidio colposo- muore nel 1995 in odore di santità. Come poteva, dunque, Pippo Baudo ignorare un simile filantropo?  L'articolo riportato di seguito lo mostra chiaramente:

Baudo elogia Muccioli in tv. Maranzano:'ha ucciso mio padre'  RIMINI | 22 ottobre 2010
Giuseppe Maranzano, figlio di Roberto Maranzano, ucciso nella porcilaia all'interno della comunità di San Patrignano ha inviato una lettera a Pippo Baudo dopo la puntata di lunedì del suo programma 'Novecento' dedicata a Vincenzo Muccioli, esprimendo il suo disappunto nel celebrare un uomo che, per lui, è l'assassino del padre. Nel 1994 Muccioli fu assolto dall'accusa di omicidio colposo e condannato a otto mesi di carcere per favoreggiamento per l'omicidio di Maranzano. Nel 95 la cassazione, su ricorso della procura di Bologna, cambiò il capo d'imputazione in maltrattamenti seguiti da morte. Muccioli morì 2 mesi dopo.

Pubblichiamo la lettera di Maranzano:

'Le scrivo in riferimento alla puntata del 18 Ottobre in memoria di Vincenzo Muccioli. Mi chiamo Giuseppe Maranzano, figlio di Roberto. Mio padre è stato "ospite" di San Patrignano fino al 1989, anno in cui morì. Morì picchiato selvaggiamente da due energumeni e sotto l'acqua ghiacciata lasciato fino a perdere i sensi per poi essere "buttato" in una discarica a 700km di distanza. Dimenticavo...anche le scariche elettriche. La giustizia terrena ha provato la responsabilità di colui che lei in una intervista chiama: un uomo che si è dato tanto da fare per il bene del prossimo. Le rammento che Muccioli avrebbe dovuto affrontare un nuovo processo con capi d'accusa ben più "scomodi" ma morì prima che potesse finalmente essere giudicato per quello di cui era realmente colpevole riguardo i fatti accaduti all'interno della "porcilaia". Ecco...le scrivo perchè mi rattrista non poco dover sentir sempre e solo una sola campana. La campana che suona a festa per ricordare quanti buoni propositi aleggiano a San Patrignano. Per la giusta memoria di mio padre e di tante altre persone che lì ci sono morte o che hanno perso la loro dignità sarebbe giusto che accanto alle belle parole camminino le parole per qualcuno "scomode". Tutto questo far finta che nulla sia mai accaduto e questo velo di grande beatitudine sulla Collina non fanno altro che far aleggiare l'anima di mio padre e degli altri ragazzi imprigionata su quel colle. Mi sarebbe piaciuto poter pacatamente intervenire alla Sua trasmissione per celebrare la memoria di chi da lì non è mai uscito e di chi lì ci ha lasciato la dignità; sradicata. Ma non c'è spazio perchè in Italia siamo stati abituati a vedere solo le cose belle.
Con sincerità,
Giuseppe Maranzano'

Vincenzo Muccioli ha dovuto affrontare due processi. Il primo ebbe inizio col rinvio a giudizio il 10 dicembre 1983 e terminò con la condanna il 16 febbraio 1985, per sequestro di persona e maltrattamenti per avere incatenato alcuni giovani della comunità. Muccioli fu assolto in corte d'appello nel novembre 1987 e la sentenza fu confermata in cassazione il 29 marzo 1990. Il secondo, nel 1994, ha portato a una condanna a otto mesi di carcere per favoreggiamento e a un’assoluzione dall’accusa di omicidio colposo per l’assassinio, avvenuto in comunità, di Roberto Maranzano. Dopo la sua morte, tuttavia, la Corte di Cassazione, sez. sesta, con sentenza n. 3063 del 13/07/1995 (dep. 15/09/1995) su ricorso della Procura generale di Bologna sancì che fu un errore processare Muccioli per omicidio colposo e che, se fosse stato in vita, avrebbe dovuto essere giudicato di nuovo per la morte di Roberto Maranzano con la più grave accusa di maltrattamenti seguiti da morte.
http://www.newsrimini.it/news/2010/ottobre/22/rimini/baudo_elogia_muccioli_in_tv._maranzano__ha_ucciso_mio_padre_.html

P.S. Ser Cepperello con una falsa confessione inganna uno santo frate, e muorsi; ed essendo stato un pessimo uomo in vita, è morto reputato per santo e chiamato san Ciappelletto.
                             
                                      

  1. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Decameron (1971)
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Magdalene (2002)
  3. DvdBlu-RayUmd non disponibile Shutter Island (2009) Con la differenza che a San Patrignano il morto ci è scappato per davvero.
SI

Commenti

  • 22 ottobre 2010, 17:16 di M Valdemar

    Chissà se la prossima puntata la dedicheranno a quel malefattore di (già Don) Gelmini

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  • 22 ottobre 2010, 17:17 di Utente rimosso (andreona)

    @M Valdemar, giustissima osservazione.

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  • 22 ottobre 2010, 17:31 di jonas

    L'ho sempre trovato un personaggio inquietante. E ricordo bene che, quando dicevano che quel ragazzo era stato ucciso "perché aveva violato le regole della comunità", nessuno spiegava quali mai erano queste regole la cui violazione doveva essere punita così. Puzzava di clima mafioso lontano un miglio.

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  • 22 ottobre 2010, 18:07 di panflo

    Il suo viso ambiguo non mi aveva mai convinto, e io, anche al di fuori della cinematografia, vado a istinto; le persone con i "baffetti" sono molto spesso equivoche ( Fanfani, Calvi, Hitler...).

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  • 22 ottobre 2010, 18:55 di eloiseshf

    per non parlare di certi suoi sostenitori che giustificavano la morte di Maranzano dicendo che "era per il suo bene!"

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  • 22 ottobre 2010, 18:57 di Spaggy

    ...a quando una playlist sui Misseri? Ecco, ad esempio, per citare una diatriba di un mese fa su questo sito, sono queste le playlist che considero "inutili": non per l'argomento in sé ma solo perché fuori luogo su questo sito... se fosse su quello di Fox Crime o su "IndagaTuDoveNonRiesceLaMagistratura" niente da obiettare...

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  • 22 ottobre 2010, 21:25 di pazuzu

    Al di là del commento maldestramente ironico perché evitabilmente lombrosiano dell'altrove buon panflo, mi lascia basito l'intervento di Spaggy: a parte il fatto che tra le opportunità concesse da questo sito c'è quella di compilare playlist off topic, questa, oltre ad essere civilissima ed impegnata, off topic non lo è nemmeno poi tanto, dal momento che la denominazione del sito è film.TV.it.. TV, appunto. Si dà il caso che Pippo Baudo l'elogio di Vincenzo Muccioli lo abbia fatto proprio in TV; la presente si limita quindi a darne notizia inoltrando altresì la sacrosanta protesta di una persona che, avendo avuto il padre morto in seguito ai maltrattamenti ricevuti nella comunità che questo controverso personaggio gestiva, l'elogio non l'ha gradito ed ha voluto esporre le proprie obiezioni. Spaggy reputa inutile questa playlist nonostante parli (anche) di TV nel sito filmTV nato (anche) per parlare di TV? Credo che il problema sia solo suo. Complimenti ad Andrea per questa playlist utilissima per me che non sapevo nulla dell'uscita di dubbio gusto del signor Baudo.

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  • 22 ottobre 2010, 21:42 di Spaggy

    ...il problema non è dato dal fatto che si parli di tv... il tutto ha un precedente: è la seconda volta che chi ha redatto la playlist ritorna su San Patrignano con commenti poco lusinghieri... Lungi da me la difesa del posto, fortunatamente non ci son mai stato né conosco nessuno che vi ha fatto visita o soggiorno... ma, giornalisticamente parlando, non si può scrivere un atto di accusa senza sentir la difesa: vale sia per Baudo, propenso alla santino di Muccioli, sia per questa playlist... ci battiamo per il sacrosanto contraddittorio e noi stessi non ce ne preoccupiamo quando ci torna utile? ...poi, per via delle circostanze, non c'è mai stato un processo a Muccioli e come tale non è colpevole... tutto qui... Per quanto poi riguarda il fatto che il sito si chiami "Film.Tv.it", niente da ridire ma, consentitemi la battuta, da domani tutti a parlare di ciò che accade nel tubo catodico, dallo Scazzi Crimininal Reality al Grande Fratello, dai tronisti della De Filippi alla goliardia di "Mai dire..."... anzi, portiamo qui anche le Amorosine, le Cartine, le Scanine: escono fuori anche loro dalla tv... e guai poi a lamentarsi di deriva del sito...

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  • 22 ottobre 2010, 21:55 di Utente rimosso (andreona)

    Infomati meglio, caro Spaggy, perché Muccioli di processi ne ha subìti ben due. Mi sorprende che proprio tu che di mestiere fai il giornalista e sei sempre così informato, non sia a conoscenza di un fatto così eclatante. Quindi, ti consiglio di farti un giro sul web, poi magari ne riparliamo in questa sede. Per tua informazione, non è la seconda bensì la quarta volta che attacco duramente S. Patrignano.

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  • 22 ottobre 2010, 22:02 di Utente rimosso (andreona)

    E poi, se avessi letto la play sapresti dei processi, ergo devo dedurre che sputi sentenze senza nemmeno sapere di cosa si tratta.

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  • 22 ottobre 2010, 22:20 di pazuzu

    Ah. Quindi, siccome Muccioli è morto, nessuno può più scrivere nulla su San Patrignano perché mancherebbero la difesa e il contraddittorio. Interessante punto di vista. Complimenti.

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  • 22 ottobre 2010, 22:33 di maghella

    ...ora mi sembra che si esageri...in fondo spaggy ha dato una sua opinione...non mi sembra obiettivo dargli contro solo perchè ha espresso la sua contro un certo tipo di play..Non gli è piaciuta, ha espresso il suo giudizio..basta! Fare dell'ironia e dargli dello sputa sentenze mi sembra eccessivo.

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  • 22 ottobre 2010, 22:43 di Spaggy

    ...andreona, i processi sono stati due ma... ora invito io te a documentarti, su... poi, io sputerò sentenze ma ricorderei anche che per uno, dieci, cento morti a San Patrignano ce ne stanno anche mille, diecimila, centomila salvati dalla distruzione... a me non interessano le tue motivazioni personali ma vola basso quando parli con gli altri, sono da querela facile io :P @pazuzu: non ho detto che nessuno può scrivere niente ma sarebbe più corretto portare le due tesi e non solo una e qui la chiudo, odio l'ostinazione di chi vuol leggere solo con i propri occhi... @maghella: quanto ti devo di parcella? ;)

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  • 22 ottobre 2010, 22:54 di pazuzu

    @maghella: Andreona con la sua playlist ha esposto i fatti citando sentenze. Ha riportato la lettera (disperata? rassegnata?) di una persona che ha visto un noto personaggio televisivo mancare di rispetto in tv alla memoria del padre morto ammazzato. Mentre Spaggy, col suo bellissimo esordio ("...a quando una playlist sui Misseri?"), l'ha implicitamente accostata a chi fa sciacallaggio su una tragedia adducendo poi a difesa della propria posizione la mancanza di difesa e di contraddittorio!! Ma per favore, c'è un limite a tutto! @Spaggy: andreona nella sua playlist ha citato le lodi di Baudo e la risposta di Roberto Maranzano, aggiungendo poi anche nientemeno che le sentenze dei tribunali che, fino a prova contraria, sono super partes. Che altro doveva fare? Telefonare agli avvocati di Muccioli e chiedere anche il loro parere?

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  • 22 ottobre 2010, 22:56 di pazuzu

    @Spaggy: "per uno, dieci, cento morti a San Patrignano ce ne stanno anche mille, diecimila, centomila salvati dalla distruzione". Come dire che Hitler avrà pure ammazzato un po' di ebrei ma ha fatto anche del bene a parecchi ariani. Di nuovo complimenti.

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  • 22 ottobre 2010, 23:01 di Utente rimosso (andreona)

    Intanto @Maghella, se è vero che Spaggy ha espresso la sua sacrosanta opinione, lo ha fatto in maniera affatto circostanziata, dimostrando oltretutto di non aver letto la mia play e questo, a mio avviso, è sufficiente per dargli dello sputasentenze. Dopodiché amici come prima. @Spaggy, sei liberissimo di querelarmi, ma-perdonami- il rapporto rischi/benefici, ovvero vite sacrificate/vite salvate non sta né in cielo né in terra. E' un'affermazione molto, ma molto grave.

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  • 22 ottobre 2010, 23:05 di Spaggy

    ...e, visto che si citano le sentenze, l'ultima che ha giudicato Muccioli vivente lo assolve... la sentenza della Cassazione è relativa, non c'era più l'accusato e niente processo ma nessuno vieta che si sarebbe potuto difendere benissimo anche in quella circostanza... Rimane il fatto che la vicenda è molto più complessa di quanto qui sia riportato... Pazuzu, il tuo ultimo paragone è sconcertante: non ho confrontato categorie di persone differenti, ho messo a confronto tossici con tossici... e ribadisco anche il termine tossico, considerando la poca stima che ho nei loro confronti e le loro scelte vigliacche... e ora giù con gli insulti, vi do il via libera...

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  • 22 ottobre 2010, 23:06 di maghella

    @spaggy:non hai certo bisogno di essere difeso da me, sono a gratis =D@pazuzu:ripeto che la play può piacere o no, può interessare o no, io di solito leggo e ascolto tutti, però se Spagy ha dato un suo giudizio contrario va accettato, magari può essere criticato, ma non come se avesse detto una cavolata senza senso....poi l'opera di Muccioli non credo sia paragonabile ai crimini di Hitler, ma penso che anche la tua sia una provocazione...perciò vedi che è tutto un ragionare, basta non pensare sempre che chi la pensa diversamente vada disprezzato...con questo direi stop..ti pare? altrimenti si va veramente fuori tema,ciau.

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  • 22 ottobre 2010, 23:09 di pazuzu

    Io ho messo a confronto ebrei con ariani, ossia esseri umani con esseri umani. Il tuo ultimo messaggio si commenta da sè.

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  • 22 ottobre 2010, 23:10 di Spaggy

    @andreona: il rapporto rischi/benefici è semplicemente un voler sottolineare che, al di là del marcio che nessuno mette in dubbio, non si può condannare un'intera comunità... poi, se hai tempo e voglia, ti spiego in privato perché... qui ho concluso ma non perché non abbia altro da dire ma solo perché non reputo che si possa parlare "civilmente" quando si passa sul piano personale, con accuse e recriminazioni da prima elementare...

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  • 22 ottobre 2010, 23:12 di Utente rimosso (andreona)

    P.S. inoltre, @Maghella, Spaggy ha esordito, vistosamente infastidito per i miei ricorrenti attacchi a San Patrignano (che peraltro non conosceva per sua stessa ammissione!), con una lezione di giornalismo che francaemte ho trovato fuori luogo.

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  • 22 ottobre 2010, 23:12 di Spaggy

    pazuzu, manci di contestualizzare il tutto... tu hai messo a confronto ebrei e ariani nell'ottica hitleriana... non portarmi a dire ciò che non ho detto...

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  • 22 ottobre 2010, 23:13 di Spaggy

    ...oddio, mo' è diventata una lezione di giornalismo? Ragazzi, smettete veramente di guardare la tv =D

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  • 22 ottobre 2010, 23:13 di pazuzu

    @maghella: non ho paragonato Muccioli a Hitler, ho detto che Spaggy si inerpica in una "media/pesata" tra morti e salvati che legittimerebbe anche uno sterminio. Ti riporto ancora il suo fine concetto, così magari ti rendi conto: "per uno, dieci, cento morti a San Patrignano ce ne stanno anche mille, diecimila, centomila salvati dalla distruzione".

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  • 22 ottobre 2010, 23:16 di pazuzu

    Ok Spaggy. Allora riporto solo la tua frase, ok? Per la terza volta. E stavolta senza commenti, perché si commenta da sola: "per uno, dieci, cento morti a San Patrignano ce ne stanno anche mille, diecimila, centomila salvati dalla distruzione".

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  • 22 ottobre 2010, 23:16 di Utente rimosso (andreona)

    "ho messo a confronto tossici con tossici... e ribadisco anche il termine tossico, considerando la poca stima che ho nei loro confronti e le loro scelte vigliacche..." mamma mia

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  • 22 ottobre 2010, 23:19 di pazuzu

    http://www.youtube.com/watch?v=rbLiko-2ggw

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  • 22 ottobre 2010, 23:22 di maghella

    @tutti:stoooop...vi prego!!!intanto sto facendo fatica a seguire tutti i commenti che si stanno sovrapponendo, molto probabilmente stiamo scrivendo tutti e 4 insieme...non so che si sta facendo....fermi tutti, ora ci sono io...@andreona:e ci mancherebbe che non si rimanesse amici come prima, io sono per il discutere e confrontarsi, soprattutto sulle cose sulle quali non ci si trova,altrimenti è troppo facile ragionare sempre su argomenti che ci trova d'accordo, ti pare? sei intelligente e trovo bello come difendi la tua play alla quale tieni molto, perciò no problem.Rimango dell'idea che Spaggy abbia semplicemente espresso la sua opinione contraria, per questo va rispettato, casomai se vuoi gli puoi spiegare le tue ragioni, che saranno valide.Questo non potrà fare altro che arricchire il dibattito....io almeno la penso così...alla prossima, ciau. =D

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  • 22 ottobre 2010, 23:24 di Spaggy

    Sette ragazzi su dieci, una volta completato il programma, abbandonano definitivamente la droga. E’ il principale dato messo in evidenza dall’ultimo studio condotto su ex residenti di San Patrignano. Che dice anche molte altre cose. di Carlo Forquet 72 per cento: è la percentuale, incredibile, di persone che non utilizzano più droghe dopo aver completato il percorso di recupero a San Patrignano. Sancita, per la prima volta in Italia, da una ricerca indipendente - lo “studio multidisciplinare di ritenzione in trattamento e fallow-up su un campione significativo di ex residenti di una comunità (Oltre la comunità, Franco Angeli editore, Euro 12,00)” - svolta dalle Università di Urbino e Pavia. Un lavoro “rivoluzionario”, perché basato sul duplice apporto dell’indagine sociologica (curata da Giorgio Manfré e Giuliano Piazzi) e delle cosiddette scienze dure, rappresentate da un’ équipe di tossicologi guidata da Aldo Polettini. A quest’ultima è stato affidato il compito di certificare, attraverso accurate analisi di campione biologico (capello) e quindi in modo scientificamente indiscutibile, la condizione drug free dei partecipanti allo studio, con retroattività di cinque mesi e la possibilità di accertare tipologia e quantità delle eventuali sostanze assunte. Ebbene: stando ai dati - sottolineamo inoppugnabili - in media sette ragazzi su dieci hanno vinto, e a distanza di anni, la loro battaglia contro la droga. I ragazzi restano e si salvano Ma andiamo con ordine, perché l’obiettivo dei ricercatori, in realtà, era più complesso e articolato. Per quanto riguarda la parte tossicogica, si trattava di valutare la condizione esente da droghe delle persone che svolgono il programma; quindi, di misurare quella che gli esperti chiamano ritenzione in trattamento, cioè la percentuale di ragazzi che proseguono nel percorso dopo un periodo prestabilito; infine, il numero di coloro che, dopo averlo concluso, possono essere considerati “recuperati”. Per quanto riguarda l’uso di stupefacenti in comunità, sono state riscontrate tre positività (due al metadone e una alla cannabis) su un campione rappresentativo di 100 ragazzi accolti dal 1999 al 2002. Estremamente contenute le quantità rinvenute, a testimonianza, spiega Polettini, “di un ricorso occasionale alla sostanza” del quale nessun operatore era al corrente o di un difetto di metabilizzazione della stessa (visto il poco tempo intercorso dall’ingresso). Eccezionale, invece, il dato sulla Rit (ritenzione in trattamento, ndr): il 66 % dopo un anno di comunità, il 53% dopo due anni ed il 45% dopo tre anni (dato disponibile solo per gli ingressi nel ’99) continuano il programma senza interruzioni. Sono numeri. questi, ottenuti sulla totalità dei tossicodipendenti accolti nel ‘99, 2000, 2001 e nei primi sei mesi dello ’02. Per comprenderne appieno il valore, basta pensare che viene considerata alta dalla letteratura scientifica internazionale la percentuale di ritenzione in trattamento a dodici mesi del 37% ottenuta dal metadone (che perdipiù non risolve la tossicodipendenza ma è solo un farmaco sostitutivo); e che le migliori comunità non superano il 20 – 35% (La valutazione dei trattamenti, E. Gori), tanto che, nelle loro conclusioni, gli autori dello studio europeo Vedette sui trattamenti per la tossicodipendenza sostengono testualmente, ed anche un po’ pretestuosamente: “Il mantenimento metadonico ritiene significativamente di più della comunità terapeutica”. Lapalissiano, direbbe qualcuno. Ma tant’è. Passiamo, invece, al dato più importante, ottenuto su un campione di 511 ragazzi usciti da San Patrignano con e senza consenso (rispettivamente 408 e 103) nel 2000/’01/’02, dopo almento tre anni di percorso. La rilevazione ha consentito di raccogliere informazioni attendibili (dirette, con l’analisi del capello, e indirette, attraverso notizie certe di ricaduta) su 287 persone, mettendo in evidenza un tasso medio di esiti postivi a distanza di due, tre e quattro anni del 72%, con picchi del 78 % fra coloro che hanno completato il programma d’accordo con la comunità. Non esiste, a livello mondiale, nessuna struttura di recupero dalla droga che possa dichiarare risultati simili, certificati da soggetti terzi con metodi scientificamente inattaccabili. Non esistono irrecuperabili La parte sociologica della ricerca, realizzata attraverso la somministrazione “faccia a faccia” di un questionario intervista allo stesso campione di ex ospiti, non è meno interessante. Manfré e Piazzi (quest’ultimo autore di altre ricerche su San Patrignano, ndr) ne mettono in evidenza alcuni aspetti qualificanti, che confermano le risultanze dei precedenti studi (San Patrignano tra Comunità e Società, Terapia ambientale ed effetto città e La comunità capovolta, Franco Angeli editore). Innanzitutto, il range costituito dalle professioni che i ragazzi oggi svolgono: ben 135 lavori diversi, da cui si evince che “il matching tra formazione professionale appresa in comunità e le esperienze del mercato del lavoro non è occasionale, ma frutto di un ‘saper essere’, cioè di una flessibilità e capacità di autoadattamento notevoli”. In secondo luogo, la conferma che gli irrecuperabili non esistono. Ben 97 persone, sulle 252 che hanno partecipato all’indagine, hanno dichiarato un periodo di tossicodipendenza superiore agli 11 anni, e 51 di questi di oltre 16 anni. Ebbene: il 60 per cento “non solo è vivo e vegeto ma ha abbandonato l’esigenza delle droghe come forma di mediazione del rapporto tra sé e il mondo. Una popolazione con queste caratteristiche”, sottolineano i sociologi di Urbino, “non sarebbe, secondo l’attuale logica delle ricerche scientifiche, nemmeno dovuta entrare in un qualsiasi programma drug free, ma al massimo essere inserita in un programma ‘a mantenimento’ chimico”. Andando avanti, i dati evidenziano un alto livello di autonomia: solo 1/3 (il 33%) del campione studiato vive con i genitori e, dei restanti 2/3, 115 hanno una famiglia propria, nella maggior parte dei casi con figli. “Ciò dimostra”, spiegano Manfré e Piazzi, “un human functioning - per utilizzare un termine di Amartya Sen - che va oltre il puro reinserimento sociale per toccare le stesse possibilità di vita”. Infine, il tema della dipendenza dalla comunità, che nel passato ha rappresentato una delle ‘idee forti’ dei critici di San Patrignano. “Tutte le risposte ottenute”, precisano i ricercatori, “denotano una frequenza di rapporti che va dalla totale assenza a relazioni sporadiche e saltuarie; il che, ovviamente, non significa che non si nutra affetto e gratitudine, testimoniate dalla frase “San Patrignano è una famiglia e la sua porta sarà sempre aperta per me”, ma che anche all’oppositore più acerrimo apparirebbe arduo sostenere che le 252 persone in studio fossero affette da dipendenza da comunità”. La ricerca sociologica si conclude con alcune considerazioni sui tossicodipendenti “ricaduti”. Quattro le principali: gli insuccessi sono maggiori nelle persone uscite senza consenso (37%) che nelle altre (17,6%); le donne ricadono meno (11,5% a fronte del 22% degli uomini); la permanenza in comunità, come era lecito aspettarsi, incide sulle ricadute (il 28% nelle persone che si sono fermate da tre a quattro anni, il 16% tra quattro e cinque, l’11 per quelle oltre i cinque); l’incidenza dei fallimenti, infine, è maggiore tra coloro che sono tornati nella stessa città in cui abitavano prima dell’ingresso e tra quelli che sono tornati nella famiglia di origine. “La rottura con l’ambiente di provenienza”, concludono Manfré e Piazzi, “appare quindi come un elemento significativo per stabilizzare i risultati raggiunti nel lavoro su se stessi svolto in comunità”. La ricerca “Oltre la comunità”, pubblicata per i tipi di Franco Angeli, sarà in libreria dal prossimo mese di novembre. Dedicato a Vincenzo Scrivono gli autori nel risvolto di copertina: “Questo libro è dedicato a Vincenzo Muccioli, che ha fondato San Patrignano nel 1978 e l’ha guidata fino alla sua morte, avvenuta il 19 settembre 1995. Molti allora pensavano che San Patrignano non sarebbe sopravvissuta. I principi e i valori di Vincenzo Muccioli, che aveva avuto il coraggio di aprire la Comunità alla ricerca scientifica, permangono, e il lavoro di San Patrignano, anche a distanza di dieci anni, mantiene la stessa exactitude e la stessa efficacia nell’aiutare le persone in difficoltà. Siamo convinti che sarebbe felice e orgoglioso dei risultati che questa ricerca mette in luce”. Grazie. ______________ Giorgio Manfré Insegna Teoria sociologica, teoria della società e Strutture di società e semantica presso la Facoltà di Sociologia dell'Università di Urbino "Carlo Bo". Fra le sue pubblicazioni. Eros e società-mondo, Luhmann/Marx Freud, QuattroVenti, Urbino 2004; Ambiente umano e valore di scambio, QuattroVenti, Urbino 2000. _____________ Giuliano Piazzi E' professore ordinario di Teoria sociologica e di Sistemi sociali, bioetica e antropologia della memoria nell'Università di Urbino "Carlo Bo". Fra le sue pubblicazioni: Il Principe di Casador, QuattroVenti, Urbino 1999; La comunità capovolta. Bambini a San Patrignano (con Claudio Baraldi), Franco Angeli, Milano 1998; La ragazza e il Direttore, Franco Angeli, Milano 1995. ____________ Aldo Polettini E' professore associato di Tossicologia forense e responsabile del Laboratorio di analisi chimico-tossicologiche del Dipartimento di medicina legale e sanità pubblica dell’Università degli Studi di Pavia. Ha al suo attivo oltre 60 pubblicazioni, frutto di un’intensa attività di ricerca svolta a livello nazionale e internazionale. E’ membro di comitati editoriali di riviste scientifiche e di comitati scientifici.

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  • 22 ottobre 2010, 23:28 di Utente rimosso (andreona)

    @Spaggy, non sarai mica dell'ufficio stampa di Sampa (così lo chiamano affettuosamente)?

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  • 22 ottobre 2010, 23:29 di Spaggy

    ...e allora... è bello accendere dibattiti, interessante, stimolante... ma ricordate sempre che esistono aspetti che sottovalutate sempre... avete aderito quasi ad una ricerca sociologica: avevo scritto ad un'amica e ad un amico in privato "Guarda ora come si accendono" e avete risposto in pieno alla provocazione... Ma vi pare che proprio io possa dire o asserire che "un tossico è un tossico" e che condanno la loro vigliaccheria? Io che sono il principe dei vigliacchi per un altro tipo di dipendenza/ossessione?.... Al di là del flame o meno, non vorrei però che si sottovalutasse l'importanza che hanno certe comunità e ve lo dice uno che di "prigioni a 5 stelle" ne ha viste, ne vede e ne vive in continuazione in prima persona...

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  • 22 ottobre 2010, 23:30 di Spaggy

    ...no, andreona... quello è un comunicato stampa della casa editrice "Franco Angeli", con sede a Bologna...

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  • 22 ottobre 2010, 23:32 di Utente rimosso (andreona)

    lo so Spaggy, lo so bene. la mia era una battuta :)))

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  • 22 ottobre 2010, 23:34 di Utente rimosso (andreona)

    Ecco, io adesso voglio l'abstract di questa ricerca.

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  • 22 ottobre 2010, 23:41 di maghella

    ...diceva Peppino De Filippo in "Totò Peppino e la malafemmina" :" ...e ho detto tutto"...;)

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  • 22 ottobre 2010, 23:46 di Spaggy

    Andreona, no problem... ne elaboro i risultati tramite le metodologie della ricerca sociale e te li passo :) Per dover di cronaca, ieri sera è stato tentato un esperimento simile nel mio profilo Fb e anche lì venne già il putiferio, più di 70 commenti... qui almeno ci si è fermati prima, non mi andava di continuarla per le lunghe... son stanco anch'io =D

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  • 22 ottobre 2010, 23:48 di Utente rimosso (andreona)

    e pure le conclusioni, eh!

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  • 23 ottobre 2010, 00:03 di Spaggy

    ...le conclusioni al momento non sono molto "divertenti"... emerge un dato però interessante al momento: si è persa l'arte della dialettica... stranamente si passa subito all'offesa personale, come se la propria tesi assumesse maggior valore dell'altra nel momento in cui si alzano i toni, denotando quella che io definisco "sindrome bislacca", in onore di una nota conduttrice nei cui salotti tv si passa subito dalla chiacchiera alla rissa verbale...

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  • 23 ottobre 2010, 08:14 di LAMPUR

    Ti sarebbe piaciuto coinvolgere mezzo sito eh?!.. eh eh.. comunque il "fine sociologico" non mi convince del tutto... ;)

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  • 23 ottobre 2010, 09:51 di Utente rimosso (andreona)

    @Lampur, naturalmente non convince nemmeno me, tuttavia Spaggy non è nuovo a queste dinamiche. Coatio ripetorum? Paraculata? Io opto per la seconda. Ah, a proposito, Spaggy dovrebbe sapere che i risultati delle ricerche non si presentano in una conferenza stampa (in assenza di contraddittorio e soprattutto in assenza di esperti in grado di valutarne e confutarne la validità IN TERMINI STATISTICI). Non dimentichiamo, poi, che la suddetta 'ricerca'-vergognosamente autocelebrativa e creata ad arte per impressionare il popolo bue- è stata finanziata dal Fondo Nazionale Droga, grazie all'interessamento del nazi-ministro Giovanardi (ohibò!). Allora qui c'è qualcosa che non va, mi dispiace molto ma il contraddittorio di Spaggy non regge.

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  • 23 ottobre 2010, 09:59 di panflo

    Ciao a tutti, che notte , quella notte ..... io per fortuna dormo a quell'ora ; ora fresco e riposato mi sono letto tutta questa bella discussione tra giovani menti giornalisticofilosofiche e tiro le somme . Per comodità uso il sistema cartesiano di Yume : A) checché ne dica quel diavolo di @Pazuzu il mio commento non era affatto ironico ; lombrosiano magari si . B) @Spaggy parla delle play che lui ritiene "inutili" ; e allora, amico mio ? Per molti altri sono "utili" ; non c'è altro da dire C) il resto è mera discussione accademica che potrebbe andare avanti notti e notti . Andreona ha giustamente esposto una sua indignata considerazione su un evento televisivo fuori luogo ; la questione si è spostata su Muccioli e chiaramente ognuno difende le proprie opinioni che siano pro o contro di lui, così come quando si parla dei centri di recupero in generale. E qui casca l'asino (cioè l'utente) : se si hanno prove evidenti contro , le si presentano e si convince l'avverario, così come per le prove evidenti e dimostrabili a favore. Altrimenti è il gioco dei sofisti greci. D) Siete proprio tutti simpaticissimi quando vi accalorate... Ciao a tutti e bon samedi...

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  • 23 ottobre 2010, 10:11 di Utente rimosso (andreona)

    San Patrignano, comunità non terapeutica? «Centrata sul carisma del grande capo che ha trasmesso al figlio i suoi “magici poteri”, l’attività che si volge a San Patrignano non ha mai accettato il confronto con quelle che si svolgono in altri luoghi. Legata a doppio filo ad una posizione politica di destra, protetta e beneficiata da un certo numero di “vip” della finanza e dello spettacolo, San Patrignano piace ai giornalisti per la spettacolarità delle sue prese di posizione ma non considera degni di attenzione quelli che lavorano e fanno ricerca nel campo della tossicodipendenza». Luigi Cancrini commenta la conferenza stampa con cui San Patrignano magnifica i propri risultati. da l'Unità del 26 settembre 2005 Caro Luigi, in questi giorni circolano dati e risultati di un «progetto di valutazione» della Comunità Terapeutica di San Patrignano che si presenta come uno studio scientifico condotto da eminenti universitari. Si usava un tempo presentare i risultati dei progetti finanziati con lo stesso Fondo Nazionale di Lotta alla Droga attraverso Convegni, seminari od incontri pubblici discutendone con la collettività scientifica e professionale. La scelta fatta stavolta è quella di una conferenza stampa, senza esperti e senza dibattito. Tu che ne dici? Anche, se credi, a proposito di ciò che è stato raccontato sulla “ricerca”. In assenza di un minimo di discussione pubblica, dobbiamo accontentarci, infatti, delle “notizie provenienti dalla stampa”. Maurizio Coletti Risponde Luigi Cancrini Vorrei, per discuterne un po’, riprendere i dati di quella che San Patrignano presenta come una ricerca. Le ricerche, tu hai ragione, non si presentano in una conferenza stampa, si discutono in un convegno scientifico, dove ci sono persone in grado di valutarne metodi e risultati. I dati filtrano, tuttavia, e se ne deve discutere. Partiamo, per farlo, dal campione. Composto, si dice, da 511 utenti che hanno passato tre anni in comunità ma di cui si comprende dopo che erano solo 287, quelli effettivamente rintracciati. Non sottolineando quanto sia importante, dopo una permanenza di tre anni in comunità, il dato della rintracciabilità. Accettiamo pure l’idea, infatti, di un 10% di persone non rintracciate per difficoltà oggettive (trasferimenti, errori di indirizzo) per tutti gli altri vale l’idea per cui chi è stato da te e con te per tre anni non lo trovi perché è ricaduto e non vuole farsi rintracciare o perché è ricaduto e non è più rintracciabile presso il domicilio dove era diretto quando è uscito. Nessuno può escludere, certo, che qualcuno non voglia farsi rintracciare semplicemente perché non vuole più avere niente a che fare con una comunità e con degli operatori che l’hanno “costretto” a stare con loro per tre anni. Anche questo, tuttavia, non mi sembra un buon indizio e rinforza il dubbio sulla validità di una ricerca che parte da 511 ex utenti e ne incontra solo 287. Un altro criterio di inclusione nel campione esaminato, lo abbiamo visto, è quello dei tre anni passati in comunità. Esaminata sulla base dei dati offerti dalla letteratura internazionale, tuttavia, la scelta di un criterio del genere esclude che chi lo utilizza stia portando dati sulla efficacia di un trattamento comunitario. Quello che sappiamo con certezza infatti, è che il problema delle Comunità è quello di ottenere la permanenza dell’utente e la sua partecipazione attiva al programma terapeutico per un tempo sufficientemente lungo. Riesaminata a distanza di tempo, l’efficacia del trattamento è sempre direttamente proporzionale alla quantità di tempo passata in comunità. Con due conseguenze importanti dal punto di vista metodologico. Scegliendo di valutare quelli che sono stati in comunità per almeno tre anni, (a) si valuta solo l’esito dei trattamenti con più alta probabilità di riuscita; (b) nulla si dice, non prendendoli in considerazione, di tutti quelli che, pur essendo stati in contatto con il programma, non ne hanno tratto alcun giovamento o sono, come pure accade, peggiorati. Facendo un’operazione simile a quella che farebbe un medico o un’industria farmaceutica che valuta l’efficacia di un trattamento chemioterapico escludendo tutti i pazienti che muoiono o che lo abbandonano e includendo nel suo campione solo i pazienti oncologici che sopravvivono per almeno tre anni. La scorrettezza di questa procedura non deve stupire, tuttavia. Centrata sul carisma del grande capo che ha trasmesso al figlio i suoi “magici poteri”, l’attività che si volge a San Patrignano non ha mai accettato il confronto con quelle che si svolgono in altri luoghi. Legata a doppio filo ad una posizione politica di destra, protetta e beneficiata da un certo numero di “vip” della finanza e dello spettacolo, San Patrignano piace ai giornalisti per la spettacolarità delle sue prese di posizione ma non considera degni di attenzione quelli che lavorano e fanno ricerca nel campo della tossicodipendenza. Annunciare in una conferenza stampa che il 70% dei suoi ospiti sono “guariti” dalla tossicodipendenza non è solo un modo di imbrogliare chi ci crede e di farsi pubblicità a buon mercato, è soprattutto un modo semplice di evitare dei confronti difficili. Offrendo all’onorevole Giovanardi, l’uomo che ha raccolto il cerino lasciato acceso dal generale Sotgiu prima e dall’onorevole Carlesi poi, la possibilità di dire e di far credere che il governo di cui fa parte ha fatto qualcosa nel campo delle tossicodipendenze. I pochi soldi del Fondo Nazionale Droga sfuggiti alla falce “creativa” di Tremonti sono andati tutti lì, infatti, a San Patrignano, e da San Patrignano qualcosa, a questo governo, doveva dunque tornare. In preparazione, magari, di quella conferenza triennale (di anni ne sono passati più di quattro) che l’onorevole Giovanardi dice di voler comunque organizzare a dicembre e di cui è possibile dir fin d’ora che si farà, se davvero la si farà, senza il concorso e la partecipazione degli operatori e dei ricercatori che hanno continuato a portare avanti il loro lavoro e le loro ricerche basate, invece che sui finanziamenti promozionali, sulla professionalità e sulla passione di chi ancora crede nel lavoro che fa. Epilogo triste di un quadriennio da dimenticare, la conferenza stampa sulla non ricerca autocelebrativa (o autoerotica) di San Patrignano, è utile soprattutto per riproporre, a tutti quelli che lavorano in questo settore, la pesantezza e la gravità di quello che accade, nel sociale, quando chi governa un paese si ispira alla filosofia dei neoconservatori. Una filosofia centrata sull’abbattimento dello stato sociale e sulla condanna aprioristica di chi, essendo più debole, non è competitivo funziona solo se riesce a far credere che i deboli sono persone colpevoli da rinchiudere o da perseguitare, non persone sfortunate da aiutare. Perché questo messaggio sia veicolato al grande pubblico quello di cui c’è bisogno, però, è un gruppo di persone in grado di sostenere e di “provare” la pericolosità immorale del diverso e la necessità di intervenire con lui sul piano del contenimento e della repressione invece che su quello della vicinanza e dell’assistenza. Come Fini avrebbe voluto che si facesse con tutti i tossicodipendenti: seguendo l’esempio niente affatto luminoso delle comunità non terapeutiche di San Patrignano.

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  • 23 ottobre 2010, 16:29 di Utente rimosso (lamagadioz)

    Io non ci trovo nulla di scandaloso in questa play è stata data una notizia e non mi risulta che il pippopippo nazionale abbia invitato il contraddittorio. Lunga vita ad andreona!

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  • 23 ottobre 2010, 17:51 di panflo

    @lamagadioz ... e su questo non ci piove : viva Andreona !!!

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  • 23 ottobre 2010, 19:43 di Utente rimosso (andreona)

    ahahahha se vi sentono!!!!

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  • 23 ottobre 2010, 20:20 di Spaggy

    ...oggi non sono in vena di discussioni ma volevo aggiungere solo due cosette: i risultati delle ricerche non si danno mai in conferenze stampa, se non si è avvezzi o soliti a certe dinamiche non è nemmeno consigliabile parlarne. Tra l'altro, questo non è il primo tentativo ma il secondo, quindi non parlerei di paraculata... nel primo tentativo, chi aveva redatto la play aveva preferito cancellare il mio commento ma non a scopo censorio anzi... gentilmente venne in privato e le fu spiegato che era una semplice provocazione e amici come prima... Il perché poi di un eventuale tentativo del genere, sulla sua genesi, sulla tecnica dell'osservazione partecipante, sui risultati e sui probabili fallimenti dell'operazione meriterebbe un capitolo "tecnico" abbastanza noioso... però, posso garantirvi che finora sono state ben sei le comunità virtuali che hanno risposto allo stesso modo e posso anche citarvele... Per ritornare invece a Muccioli, direi che qui la diatriba potrebbe andare avanti anni e anni... ma non perché mi interessi difendere il soggetto in questione... il punto è che mi dispiace che si spari a zero su queste strutture dimenticando i sacrifici che operatori, sanitari, famiglie e individui fanno, siano essi soggetti attivi e/o passivi...

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  • 23 ottobre 2010, 22:05 di Utente rimosso (andreona)

    ERRATA CORRIGE A SCOPPIO RITARDATO!!! COATIO AD REPETENDUM, NON QUELLA MONNEZZA CHE HO SCRITTO

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  • 23 ottobre 2010, 23:02 di Utente rimosso (mike patton)

    Ho sempre pensato alla comunità di San Patrignano come una azienda che prende i tossicodipendenti, (togliere la parola tossico e rimane dipendenti), si dipendenti al gratis, manovalanza per gli affari di don Vincenzo & figli. Addirittura intitolare una via alla memoria, io l'avrei dedicata a Mauro Rostagno.

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  • 23 ottobre 2010, 23:53 di Utente rimosso (andreona)

    @mike patton, direi che hai centrato il problema.

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  • 24 ottobre 2010, 00:27 di maghella

    ...@andreona: mi sa che avevo capito anche io...sullo sfruttamento dei "lavoretti" fatti in certi ambienti ne avrei raccontare pure io...ciau.

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  • 24 ottobre 2010, 02:58 di pazuzu

    Sfruttamento + lavaggio del cervello. Tutto compreso.

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  • 24 ottobre 2010, 12:44 di graffiodiluna

    @andreona, credo che nessuno possa avere dubbi su come sulla terapia lì dentro nè sulla manodopera a costo zero, e non si pensi che sia l'unico centro che funziona così quello è solo il più famoso. Play bella e giusta, non necessariamente in quest'ordine.

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  • 24 ottobre 2010, 14:11 di panflo

    @ TUTTI avete tutti ragione , ognuno nell'orticello suo . Però a voi che ormai SIETE la società che viviamo chiedo questo : che alternativa ci può essere a queste comunità che a quanto dite sono veri e propri lager ?? Mio padre diceva dei tossici "in galera e buttar via la chiave " ; la mia generazione diceva "creiamo delle comunità di recupero" ; voi cosa proponete ?? Ciao a tutti.

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  • 24 ottobre 2010, 14:15 di graffiodiluna

    @panflo, è troppo chiedere che siano curati senza essere uccisi e sfruttati??????? E questo non solo per queste persone ma per tutti dai disabili agli anziani ma anche solo alle persone che vanno in un comune ospedale per curare una qualsiasi cosa. SI CHIAMA UMANITA'!

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  • 24 ottobre 2010, 14:16 di Utente rimosso (andreona)

    @panflo, ci sono comunità e comunità, ce ne sono alcune che funzionavano piuttosto bene, dico funzionavano perché questo governo del cazzo ha deciso di togliere a loro e dare tutto a san patrignano.

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  • 24 ottobre 2010, 14:23 di Utente rimosso (andreona)

    fanno in modo che le altre comunità spariscano in modo che non ci siano più alternative a san patrignano

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  • 24 ottobre 2010, 15:36 di dedo

    Mi ero limitato a dare un voto di utilità, ma devo dire che una mia esperienza di 38 giorni in un celebrato e famoso centro di riabilitazione mi ha dimostrato ampiamente come l'umanità sia paurosamente venuta meno, le umiliazioni e le vessazioni siano quotidiane. Senza voler generalizzare, concordo con andreona e con graffiodiluna

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  • 24 ottobre 2010, 16:03 di Utente rimosso (andreona)

    Ringrazio Dedo per la sua autorevole testimonianza.

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  • 24 ottobre 2010, 17:03 di maghella

    Se si inizia a parlare di mancanza di fondi e umanità, devo dire che questo è un male che riguarda molti altri campi purtroppo...Giusto domani dovrò andare a COMBATTERE, sì proprio combattere, con degli assistenti sociali, dovrò minacciare di andare sui giornali e chissà cos'altro, per non far levare quel poco che danno a una persona a me cara....Parlate di strutture? Ma quali? Forse qualche cooperativa si prende la briga di dare da lavorare a qualche ex (?) tossico, ma anche lì soldi e progetti cominciati e mai terminati...Ci vuole sempre la buona volontà di qualche singolo che prenda in mano la situazione, e porga rimedi e toppe...Io la vedo così: tutto, ma proprio TUTTO, è sulle spalle delle famiglie che si trovano a combattere con i propri casi umani, che siano tossici, disabili, psicolabili ecc, e vedono come unico spiraglio queste strutture, alcune carissime, altre meno...Ho avuto amici tossici che mi hanno parlato bene di queste comunità, che vi sono rimasti dentro anche una volta usciti dal loro problema, perchè nella loro vita non avevano avuto altro che assomigliasse ad una famiglia....E famiglie che esasperate dalla situazione hanno preferito mandare il proprio parente lì piuttosto che in prigione...perchè le prigioni sono strapiene di drogati....Non conosco la realtà di S.Patrignano, sicuramente è supportata da appoggi celebri e politici, e da qui nasce il suo "sporco"...Per quanto mi riguarda è bene dimenticarci che ci possano arrivare aiuti da "STRUTTURE"....ogni centesimo che si riesce a strappare per qualche buon progetto è sudatissimo, e dietro ci vuole tanto lavoro e buona volontà...Capisco comunque quelle famiglie che hanno tanto sperato in centri di recupero, anche solo per respirare un po', avere una speranza di soluzione...nella tossicodipendenza è possibile. Scusatemi per lo sfogo, ma mi sto preparando mentalmente per l'incazzatura di domani...

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  • 24 ottobre 2010, 17:42 di panflo

    @maghella ben vengano sfoghi come questi ! Quando vorrai sfogarti così troverai sempre in me (e Pinkerton ovviamente) un fedele lettore. Auguri per domani, tira fuori gli artigli ma senza incazzarti, faresti il gioco del nemico. La freddezza distaccata e la glaciale determinazione valgono molto più degli strilli (secondo me) . Una grattatina tra le orecchie e ciao.

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  • 24 ottobre 2010, 17:54 di maghella

    ...E' difficile rimanere distaccati quando ci sono di mezzo persone indifese, poi domani te lo so dire come è andata...speriamo bene...grazie per la grattatina, sempre ben accetta. ;)

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  • 24 ottobre 2010, 17:56 di Utente rimosso (andreona)

    Oltre a fagocitare i soldi del Fondo Nazionale Antidroga- sottraendoli a realtà valide ma prive di santi in paradiso-San Patrignano è finanziata anche dalle cospicue donazioni private e dal commercio dei propri, pregiatissimi prodotti (una bottiglia del loro vino al supermercato viene 20 €, per non parlare delle carni e dei manufatti), che naturalmente invito a boicottare.

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  • 24 ottobre 2010, 18:09 di Utente rimosso (andreona)

    @maghella, cercare di aiutare una persona indifesa, lottando con i servizi territoriali (sociali e di salute mentale), è una delle cose più frustranti che ti possano capitare. Ti sballottano a destra e a sinistra e proprio quando credi di avercela fatta, ti arriva la mazzata. Per ogni persona gentile e comprensiva che incontrerai sul tuo cammino, ce ne saranno dieci che cercheranno di metterti i bastoni tra le ruote. Spero che a te vada meglio di come sia andata a me. Questo mondo è fatto a misura dei predatori.

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  • 24 ottobre 2010, 18:12 di panflo

    @andre sarà fatto ; noi in genere compriamo i prodotti delle terre rubate alla mafia ; magari è una montatura anche questa, ma ogni volta che mangio la pastasciutta dico "alla faccia di Totò Riina" ...e ci provo un gran gusto !!!

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  • 24 ottobre 2010, 18:18 di Utente rimosso (andreona)

    Madonna panflo, non accostare le due realtà neanche per scherzo. Lunga vita a Don Ciotti!!!

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  • 24 ottobre 2010, 18:20 di panflo

    Mi hanno dato di tutto, ma della "madonna" mai !!!!

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  • 24 ottobre 2010, 19:00 di Utente rimosso (lamagadioz)

    Non posso che dare ragione@dedo,andreona e graffiodiluna, questo è un mondo a corto di umanità, lasciatevelo dire.

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  • 25 ottobre 2010, 08:55 di Immorale

    Il problema è che in Italia si parla di servizi sociali solamente in campagna elettorale per spillare una manciata di voti e, per il resto, si naviga a vista confidando nella supplenza delle famiglie e nella buona volontà di pochi; gli Italiani sono un popolo che dimentica in fretta. Per quanto riguarda Muccioli molte opinioni sono condivisibili, ma è innegabile una mancanza di chiarezza, suffragata dalle vicende giudiziarie che l'hanno visto come imputato, riguardo al suo operato ed a quello della Comunità di San Patrignano; sarebbe preferibile, quindi, evitare di glorificarlo in ogni dove (difficile, quando si diventa un santino di una parte politica) e, soprattutto, non dedicargli strade o piazze (mi viene in mente il tentativo di qualche tempo fa, poi abortito, di intitolare una via a Craxi).

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  • 25 ottobre 2010, 15:39 di glm

    mandiamoli in parlamento.

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  • 26 ottobre 2010, 14:49 di Paoloseveri

    Un film per capire cosa è stata San patrignano negli anni ottanta è 1984 e anche il libro. E' tutto uguale. Dalla psicopolizia in poi. Un incubo kafkiano.

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  • 26 ottobre 2010, 15:31 di Utente rimosso (andreona)

    @Paoloseveri, grazie.

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  • 26 ottobre 2010, 15:34 di Utente rimosso (andreona)

    RICCIONE / OTTOBRE 2007 APPELLO! CARI COMPAGNI CARE COMPAGNE CARI AMICI CARE AMICHE IN ALLEGATO TROVERETE UN ARTICOLO DA ME SCRITTO E PUBBLICATO NEL NOVEMBRE DEL 2003 SUL QUINDICINALE PAGINECONTRO (file pdf) CHE, ALLORA, SI EDITAVA A SANTARCANGELO DI ROMAGNA. L’ARTICOLO E’ INTITOLATO DENTRO IL GHETTO E PARLA DI SAN PATRIGNANO E DI ANDREA MUCCIOLI. IL GHETTO E’ NATURALMENTE SAN PATRIGNANO E NON TEMETE DI PRENDERE QUERELE O ALTRO USANDO QUESTO TERMINE (GHETTO) RIFERITO A QUEL PESSIMO LUOGO POICHE’ QUESTA “DEFINIZIONE” E’ ASSOLUTAMENTE LEGITTIMA. INFATTI OLTRE ALL’ARTICOLO, SEMPRE IN ALLEGATO, TROVERETE COPIA DI UN RINVIO A GIUDIZIO PER DIFFAMAZIONE (file pdf)RELATIVO A QUELL’ARTICOLO CHE MI VEDE IMPUTATO INSIEME ALL’EDITORE DI QUEL GIORNALE (CHE, NEL FRATTEMPO, HA CESSATO LE PUBBLICAZIONI): MIRELLA CANINI VENTURINI; LA DIFFAMAZIONE, INFATTI, (SECONDO IL PUBBLICO MINISTERO) NON CONSISTE NELL’AVER DEFINITO “GHETTO” SAN PATRIGNAN, NE’ NELLA INCREDIBILE SERIE DI ABERRAZIONI DA ME ELENCATE, MA NELL’AVER ATTRIBUITO AL “BUON” MUCCIOLI ANDREA SALVATORE DELLA PATRIA TOSSICA QUATTRO DEFINIZIONI PERSONALI, CIOE’ QUATTRO EPITETI CHE SONO ESATTAMENTE QUESTI: 1. VALVASSINO ARROGANTE 2. GHIGNO INSIGNIFICANTE 3. CAPACE DI IMBROGLIARE LE CARTE 4. ARTISTA DELLA TRUFFA MEDIATICA ORA! TENUTO CONTO DI QUESTO CARI COMPAGNI E CARE COMPAGNE CARI AMICI E CARE AMICHE IO SOTTOSCRITTO PAOLO SEVERI NATO A SASSUOLO IL SEDICI SETTEMBRE MILLENOVECENTOSESSANTAQUATTRO E RESIDENTE NELLA RIDENTE CITTADINA TURISTICA DI RICCIONE NELLA VIA CECINA 4, FIGLIO DI PARTIGIANO, TRANSITATO PER MIA DISGRAZIA NEL GHETTO SAMPINO TRA LA FINE DEL 1992 E GLI INIZI DEL 1996 HO NECESSITA’ DI DIFENDERMI DA QUESTE CURIOSE E “SOTTILI” ACCUSe Accuse sottili… PERCHE’ SE L’IMPUTAZIONE FOSSE STATA, PER ESEMPIO, AVERE SCRITTO CHE A SAN PATRIGNANO IN QUEL PERIODO SI COMMETTEVANO VIOLENZE FISICHE NON AVREI AVUTO PROBLEMI A DIFENDERMI: AVREI PORTATO A TESTIMONIARE UNO CHE AVEVA SUBITO QUELLE VESSAZIONI E SAREI USCITO ASSOLTO. MA L’IMPUTAZIONE NON E’ QUESTA! NON E’ L’ELENCO DI ABERRAZIONI ( I “BEI TEMPI” DEI PESTAGGI E DEGLI OMICIDI, I METODI FALLIMENTARI DEL RECUPERO CON LA DIFFUSIONE DI DATI SBALLATI E GONFIATI, IL FIUME DI DANARO CHE DALLA COLLETTIVITA’ VA VERSO UNA STRUTTURA CHE HA RISULTATI E METODI TUTTI DA VERIFICARE, IL MANCATO RISPETTO DELLE PARI OPPORTUNITA’ TRA UOMO E DONNA NELLO SVOLGIMENTO DEI CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE, LE PRESSIONI VERSO CHI LA PENSA POLITICAMENTE IN MANIERA DIVERSA, IL FATTO DI FARE VIVERE 12/15 PERSONE IN STANZE FATTE PER DUE/TRE, CON I RELATIVI AVVISI PRIMA DELLE VISITE ISPETTIVE DELL’AUSL, L’IMPEDIMENTO PREGIUDIZIALE A VISITARE GLI AMMALATI DI AIDS NELL’OSPEDALE INTERNO ATTUATO NEI CONFRONTI DI PERSONE INDESIDERATE) CONTENUTE NELL’ARTICOLO. NOOOOOOO! DIFFAMAZIONE NON E’ QUESTO!!!!!!!!! SAREBBE STATO TROPPO FACILE DIFENDERSI VISTA L’EVIDENZA!!! DIFFAMAZIONE E’ AVERE DEFINITO ANDREA MUCCIOLI UN VALVASSINO ARROGANTE, CAPACE DI IMBROGLIARE LE CARTE E ARTISTA DELLA TRUFFA MEDIATICA OLTRECHE AVER SCRITTO CHE HA UN “GHIGNO INSIGNIFICANTE”. QUESTO E’ IL PROBLEMA ED E’ PER QUESTO CHE LANCIO QUESTO APPELLO E ASSOLUTAMENTE NON E’ UNO SCHERZO STO CERCANDO TESTIMONI CIOE’ PERSONE CHE SIANO TRANSITATE PER LORO DISGRAZIA (COME UTENTI O COME COLLABORATORI) A SAN PATRIGNANO SOTTO LA GESTIONE DI ANDREA MUCCIOLI (CIOE’ DALL’OTTOBRE 1995 AD OGGI) E POSSANO CONFERMARE, SE LO RITENGONO, CHE LE DEFINIZIONI ATTRIBUITE AL RAMPOLLO DI CASA MUCCIOLI CORRISPONDANO AL VERO, NEL SENSO CHE SONO ED ERANO NEL SENTIRE COMUNE DI MOLTI OSPITI DELLA STRUTTURA. TESTIMONI CHE POSSANO CONFERMARE COME LA STRUTTURA SAN PATRIGNANO SOTTO LA GESTIONE ANDREA MUCCIOLI AVESSE EFFETTIVAMENTE QUELLE CARATTERISTICHE DI PICCOLO STATERELLO SEMI/FEUDALE CHE GIUSTIFICANO LE DEFINIZIONI DA ME USATE. UNA TESTIMONIANZA CHE NON CREEREBBE ALCUN PROBLEMA A CHI LA RENDESSE. ANZI SAREBBE UN SERVIGIOAD UNA BATTAGLIA DI VERITA’ RIPETO! SE SIETE PASSATI PER SAN PATRIGNANO O CONOSCETE QUALCUNO CHE E’ IN QUESTE CONDIZIONI E SIETE DISPONIBILI AD AIUTARMI. CONTATTATE LA PERSONA, ASSOCIAZIONE O CENTRO SOCIALE ATTRAVERSO CUI AVETE LETTO QUESTO APPELLO, O CONTATTATEMI DIRETTAMENTE AL 333/4335271. IL PROCESSO E’ FISSATO PER IL 23 NOVEMBRE 2007!!!! PUBBLICATE QUESTO APPELLO SUI VOSTRI SITI O FATELO PUBBLICARE E/O FATELO GIRARE NELLE VOSTRE MAILING LIST!!! UN GRAZIE E UN ABBRACCIO. PAOLO SEVERI RICCIONE

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  • 26 ottobre 2010, 16:20 di Utente rimosso (andreona)

    Questo l'articolo oggetto della querela: http://www.societacivilebologna.it/ser/documenti/07/ott07/severi_dentro%20il%20ghetto.pdf

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  • 26 ottobre 2010, 16:21 di Utente rimosso (andreona)

    Ed ora, per dessert, la sagra del fascismo: Lettera inviata dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ad Andrea Muccioli ed ai partecipanti al Rainbow Meeting Caro Andrea, San Patrignano è un punto di passaggio obbligato per chi voglia fermarsi a riflettere sui problemi sempre più complessi della realtà giovanile, dei falsi miti che troppo spesso si propongono e dell'emarginazione provocata dai modelli di vita superficiali e sbagliati. Come purtroppo dimostrano anche le recenti ricerche, il fenomeno della tossicodipendenza assume, ogni giorno, proporzioni sempre più allarmanti: 8 milioni nel mondo le persone dipendenti da eroina, 11 da cocaina, 30 da anfetamine. In Europa oltre 45 milioni di giovani hanno fatto uso di "droghe leggere", 15 milioni negli ultimi mesi. Un fenomeno drammatico, per il fardello di dolore che si porta dietro e che si diffonde nella famiglia e nella collettività. La missione di San Patrignano nella lotta alla droga è uno dei più alti esempi di sussidiarietà che io conosca: Vincenzo Muccioli, con il coraggio e la forza morale straordinaria che hanno contraddistinto la sua vita, è arrivato per primo dove le istituzioni pubbliche erano assenti, e ha tracciato la strada che state degnamente proseguendo. San Patrignano, come tante altre associazioni e comunità italiane ed estere che hanno creduto e sostenuto la filosofia e gli obiettivi del vostro convegno, ha rappresentato e rappresenta per migliaia di ragazzi la riconquista della propria dignità e della propria responsabilità, ha consentito e consente l'uscita di una dimensione senza speranza: è stato ed è un microcosmo di solidarietà nel deserto di una società distratta e individualista. Secondo le stime del Ministero degli Interni, nei primi dieci mesi del Duemila i morti per overdose nel nostro Paese sono lievemente diminuiti: 607 contro 797 dello stesso periodo del '99. E' un dato che non può confortarci, perché resta la realtà di un consumo sempre massiccio di droghe, nuove e vecchie, da parte dei giovani con almeno il 30 per cento dei ragazzi in età scolare che fa uso di stupefacenti, mentre continua ad abbassarsi l'età di iniziazione. La lotta alla droga è quindi, ancora e prima di tutto, una battaglia di libertà. Perché la vera libertà è la possibilità di scegliere il proprio presente e il proprio futuro senza condizionamenti, è il rispetto per se stessi e per la libertà degli altri che non va mai messa a rischio, è l'assunzione di responsabilità, la maturità acquisita e difesa, l'equilibrio, l'attenzione al prossimo e alle sue esigenze, cioè l'esatto contrario di quello che rappresenta la droga. E' la libertà che avete difeso in questi anni, caparbiamente, concretamente, fattivamente, pagandone a volte le conseguenze: è la libertà nella quale noi crediamo e che vogliamo aiutarvi a difendere. In questi anni l'Italia, grazie a voi, ha messo insieme una ricchezza di idee, di strutture e di uomini, di metodologie, di esperienze, di conoscenze che gli altri Paesi ci invidiano. Siamo i primi, nel mondo, per la solidarietà concreta che sappiamo dare a chi è rimasto indietro, a chi è sfortunato, a chi è solo. Siamo i primi ad aver costruito strutture, ad aver accolto i giovani in difficoltà, ad esserci posti il problema della loro riabilitazione. Ma siamo anche quelli che, per anni, hanno lasciato queste realtà di vita, queste organizzazioni nell'isolamento, nonostante il buon senso ci dicesse che essere rappresentavano, nelle loro comprensibili diversità di identità e di metodologie, la risposta più efficace al problema del consumo di droga. Si è tentato di relegarle in un angolo, di stravolgerne la missione, di assoggettarle all'ideologia dominante che considerava la tossicodipendenza un problema da gestire o da controllare solo per fare in modo che non desse fastidio. E' stata messa in campo una rete di servizi pubblici e privati relegati al ruolo di meri esecutori di decisioni altrui, spesso prese da burocrati e funzionari lontani dal bisogno dei ragazzi e delle loro famiglie. Sono state previste procedure distorte e dispensati finanziamenti a pioggia a chiunque dicesse di occuparsi di tossicodipendenza, anche se questa attività non aveva alcun riscontro in termini di risultati. Oggi serve un'inversione di tendenza che faccia tesoro delle esperienze e delle conoscenze acquisiste e le valorizzi in un rapporto di uguele dignità, uguali doveri e uguali diritti tra servizio pubblico e privato nella volontà di sottoporsi alla verifica dei risultati. Ce lo chiede l'ONU, ce lo chiede l'Unione Europea, che lo chiede il Papa quando dice che "nessuna droga libera dalla droga" e coraggiosamente si batte per una società basata sui valori, la famiglia, la libertà di insegnamento, la solidarietà ai più deboli. Gli stessi valori in cui noi crediamo. Ce lo chiedono anche le migliaia di famiglie che si trovano a dover gestire problemi più grandi di loro. E ce lo chiede il buon senso: spendiamo miliardi per mantenere in una condizione di "emarginazione a vita" persone che, con gli stessi investimenti, potremmo riabilitare e reinserire nella società e nel mondo del lavoro. Il governo intende fare la sua parte fino in fondo in questa battaglia: è necessario concentrare l'attenzione sulla persona e sulle cause del disagio che l'hanno portata sulla strada della droga. Un ruolo fondamentale lo devono avere la scuola e, prima ancora, la famiglia. Dovere precipuo dello Stati è quello di ridurre gradualmente le aree di emarginazione, rivedendo e superando i meccanismi del vecchio stato sociale per offrire alle nuove generazioni più opportunità di inserimento nel mondo del lavoro. L'obiettivo da perseguire non è il controllo sociale dell'individuo scomodo, per rassicurare la società, ma il suo reinserimento effettivo nella società stessa. L'esempio di San Patrignano e dell' Associazione "Rainbow" è, in questo senso, straordinario: di fronte alla tragedia della droga avete scelto di reagire e combattere, e noi saremo accanto a voi. Nel corso degli ultimi cinque anni, per l'assenza di un piano strategico, le azioni dei governi si sono sviluppate in modo discontinuo e disomogeneo: ingenti risorse sono state spese per rincorrere le emergenze - eroina, droghe sintetiche, ecstasy - nel momento in cui erano divenute "normali" consuetudini, drammaticamente radicate nella popolazione giovanile. Tante, troppo differenti entità - dal Ministero degli Interni a quello della Sanità, dal Ministero dell'Istruzione a quelli del Welfare e della Giustizia, dalle Regioni alle Province ai Comuni - hanno operato, spesso in modo caotico e in contraddizione tra loro, generando una proliferazione di consulte e di commissioni di tipo esclusivamente burocratico. Allora ci siamo chiesti: fatte salve le scelte di fondo che sono quelle della prevenzione, della riabilitazione e del reinserimento e fatte salve le strategie generali che competono al Parlamento e al Governo, perché non riunire sotto un'unica struttura i compiti di coordinamento e di tempestiva attuazione del programma? Un'agenzia antidroga esiste negli Stati Uniti, per esempio, alle dirette dipendenze della Casa Bianca; ma esiste anche in molti altri Paesi tra i quali, in Europa, la Gran Bretagna. Da ieri, con l'annuncio del Vice Presidente del Consiglio, questa è diventata una precisa scelta strategica del Governo. Chiudo il mio saluto con una citazione che ho trovato sul vostro sito Internet, e che ritengo bellissima: Madre Teresa di Calcutta disse che "salvare un solo bambino è come salvare il mondo". Ebbene, ogni giorno San Patrignano e tutte le altre comunità salvano centinaia di volte il mondo. A nome del governo che ho l'onore di presiedere a tutti voi, grazie, grazie di cuore. A Lei, caro Andrea, un abbraccio affettuoso. Silvio Berlusconi Roma, 26 ottobre 2001

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  • 26 ottobre 2010, 16:59 di Utente rimosso (andreona)

    Mi è stato segnalato che questa playlist è finita sulla pagina FB di Giuseppe Maranzano (figlio dell'uomo ucciso a San Patrignano): http://www.facebook.com/group.php?gid=96994815707&v=wall#!/group.php?gid=96994815707&v=info Ringrazio chi di dovere

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  • 26 ottobre 2010, 19:56 di pazuzu

    Massima solidarietà a Paolo Severi.

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  • 1 novembre 2010, 09:55 di Paoloseveri

    Tranquilli. La querela che ho preso da Andrea Muccioli la sto gestendo. Sapete però quale è il paradosso? In quell'articolo intitolato DENTRO IL GHETTO le fresi ritenute ingiuriose erano "giullare" "artista della truffa mediatica" e altre due di questo tono. In quell'articolo c'era scritto che a san patrignano si pratica la viloenza come metodo di recupero, che le donne sono considerate esseri inferiori, che i corsi della comunità europea sono gestiti in maniera del tutto irregolare, che si sfrutta il lavoro gratuito dei residenti. Questa non è stata considerata diffamazione. Perchè naturalmente è vero e sia il Pubblico Ministero che la banda sampina sanno che posso dimostrarlo. Recentemente il signor Andrea Muccioli poi è stato denunciato dai carabinieri per oltraggio a pubblico ufficiale. Come uno dei tanti ultrà negli stadi non ha gradito l'intervento dei carabinieri per sedare una rissa dentro il palasport di san patrignano dove si stava giocando una partita di basket con arbitraggio sgradito al Reuccio. Che educatore questo Andrea Muccioli. Che fulgido esempio di rettezza.

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  • 1 novembre 2010, 10:27 di Utente rimosso (andreona)

    Ahahahha, il Reuccio sta perdendo le staffe! Ogni tanto arriva qualche buona notizia.

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  • 1 novembre 2010, 11:23 di Wesley

    Ciao a tutti! Complimenti Giuseppe per la tua iniziativa anche se dubito che qualcuno dalla stanza dei bottoni orwelliana si prenderà la briga di considerare il tuo gesto. Tornando a noi, ho fatto una fatica boia a trovare questa pagina, bisognerebbe renderla più visibile, così come tutte le altre pagine sull'argomento, le persone devono SAPERE e la psicopolizia deve potere avere accesso così da poter controbattere con le loro scadenti argomentazioni.. Ho avuto qualche confronto su youtube con i loro conigli da guardia, gente di bassa lega senza idee nè cervello per poter sostenere uno scambio serrato, ho notato che ci sono domande di fronte alle quali si bloccano, ti ignorano, non ti rispondono, forse per evitare di dire cose a loro sconvenienti, più probabilmente perchè sono solamente dei neolaureati in sociologia al loro primo impiego e senza lo spessore necessario per prendere posizioni così qualificanti nei confronti di un utente esterno. Noi continuiamo

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  • 1 novembre 2010, 11:43 di Utente rimosso (andreona)

    @Wesley, guarda che non sono Giuseppe. Ho letto la sua lettera sul giornale e ho ritenuto doveroso appoggiarlo.

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  • 1 novembre 2010, 11:50 di Utente rimosso (andreona)

    Ho fatto il mio dovere, ovvero ciò che ci si aspetterebbe dai cittadini di un Paese 'civile', ma che non accade quasi mai.

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  • 1 novembre 2010, 17:15 di laelena

    Una rapida nota sulla questione della famosa statistica del 7 su 10 di coloro che entrano a San Patrignano vengono recuperati. La statistica, intesa come scienza, è una cosa seria con regole precise e che non può essere ridotta a strumento di bassa retorica. Dalla popolazione (tutti gli utenti che hanno completato il programma e non semplicemente entrati) si estrae a sorte un campione di 511, i dati raccolti sono su 287 e si presentano in 240 x l'esame del capello;il 72% viene fatto sui 240! Ebbene trattasi di puro onanismo e non di dato statistico. Sarebbe come sperimentare un farmaco su 10.000 persone, contattarne 200, constatare che all'appello rispondono solo in 90,verificare che sul 70% dei 90 il farmaco non ha avuto effetti collaterali e affermare che fa bene al 70% dei 10.000. E se poi si scoprisse che i 110 che non hanno risposto erano nel frattempo morti o gravemente danneggiati a causa del farmaco?! Senza considerare concetti come l'effetto placebo per cui è fondamentale un gruppo di controllo e la rappresentatività del campione.

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  • 2 novembre 2010, 19:48 di Paoloseveri

    Infatti non è una ricerca scientifica.

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  • 2 novembre 2010, 20:13 di Utente rimosso (andreona)

    Infatti non è una ricerca ma una vergogna.

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  • 2 novembre 2010, 20:19 di Utente rimosso (andreona)

    anche Mengele sosteneva di fare ricerca

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  • 3 novembre 2010, 10:08 di Wesley

    @ Andreona...mi riferivo alla lettera che ha scritto Giuseppe ;)

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