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23/10/2010 h. 16.39 Film: Playlist libera
Cinema e propaganda

Cinema e propaganda

"Un'intera catena di dipartimenti autonomi si occupava di letteratura, musica, teatro e divertimenti in genere per il proletariato. Vi si producevano giornali-spazzatura che contenevano solo sport, fatti di cronaca nera, oroscopi, romanzetti rosa, film stracolmi di sesso e canzonette sentimentali composte da una specie di caleidoscopio del versificatore. Non mancava un'intera sottosezione (Pornosez, in neolingua) impegnata nella produzione di materiale pornografico della specie più infima, che veniva spedito in pacchi sigillati, inaccessibile, eccezion fatta per quelli che ci lavoravano, ai membri del Partito." 1984, George Orwell ---
"Hitler adorava Karl May, il Salgari tedesco, splendido narratore di avventure: e se ne rintracciano consonanze anche in Mein Kampf. Voglio dire che non è mai arbitrario effettuare collegamenti. Si finisce nella filosofia naziskin nel caso contrario: quando, cioè, non si analizza con puntigliosa pesantezza la colorazione politica di un personaggio di fantasia. Se ci si chiedesse sempre, paradossalmente, se Giulietta era ecologista o dove si collocano Paolo e Francesca, si toglierebbe ai reazionari di tutto il mondo una grandissima argomentazione: quella che riguarda l'esistenza di zone non politicizzate. Se le spoliticizziamo, se le annettono subito senza dover rendere conto a nessuno. E poi la politica non è che sogno, immaginario, poesia, come il fumentto?" Antonio Faeti, docente di storia della letteratura per l'infanzia all'università di Bologna (La Repubblica, 2 marzo 1992, pag.32) ---
"E' l'eccesso d'informazione a creare una situazione di disinformazione generalizzata, o disinteresse per l'informazione. Qualcosa del genere è avvenuto durante la guerra del Golfo. Il primo giorno si era detto che erano state distrutte tutte le armate di Saddam, il secondo si disse che la distruzione riguardava solo una parte di esse. Dal terzo giorno la gente prese a seguire lo spettacolo degli Scud come frecce di luce nel cielo,  a particolari marginali e rinunciando ad avere una visione totale dei fatti. non gliene importava gran che." U. Eco (Mattino, 6 febbraio 1992)
'1984' mi ha riempito d'orrore, 1000 volte più de 'L'esorcista'. Ho paura che le cose descritte in quel libro si stiano pian piano realizzando a causa di una generale rinuncia a pensare, a far valere i propri diritti di fronte ad un'umanità che ci sembra sempre più complicata e incomprensibile. Una situzione favorita e alimentata da chi ci governa per fiaccare ogni nostra pretesa di dignità esistenziale, per giustificare la sospensione dei diritti umani. 'Conoscere è resistere', come sappiamo. Il cinema, oggi, è uno straordinario veicolo globalizzato di modelli di comportamento e di visioni del mondo. Dunque non fa male interrogarsi sul volto della propaganda. Io l'ho pensata in vari punti compatibili di revisione e aggiunte.
1) Naturlamente, promuovere la morale al potere presentandola come unica via per la felicità.
2) Produrre spettacoli d'intrattenimento ad uso della classe lavoratrice, alienata e frustrata.
3) Rappresentazione di un concetto di bellezza conforme al sistema morale al potere.
4) Comicità disimpegnata, svuotata di critica sociale.
5) Fondale emotivo, ottimistico, alla scena della realtà quotidiana. 
6) Dare un'immagine di efficenza e bontà delle forze dell'ordine. I casi polizieschi sono sempre risolti con il colpevole assicurato alla giustizia.
7) Il movente del crimine ha sempre ragioni particolari ed individuali e hanno a che fare con psicopatologie.
8) I rapporti gerarchici e i ruoli sociali sono sempre uguali a sé stessi. Ogni cambiamento è ridicolizzato, svalutato come un'involuzione o demonizzato.
9) Indirizzare il desiderio della gente.

  1. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Natale a Rio (2008) Una volta esisteva il cinema dei 'telefoni bianchi' oggi esistono i cinepanettoni che rappresentano una tipologia di italiani gaudenti, benestanti ed beatamente trogloditi. La goliardia a sfondo sessuale è fasulla, contenuta entro i limiti del perbenismo e dell'antica fallocrazia. 'Natale': cornice culturale dell'occidente consumistico.
  2. DvdBlu-RayUmd non disponibile Star Trek (1979) L'impresa commerciale, l'astronave/paese azienda, ideale - non a caso si chiama 'Enterprise' - a zonzo nella galassia. Le forme viventi sono varie ma l'umanità resta intellettualmente e morfologicamente sempre quella attuale, la migliore in assoluto, in barba all'evoluzione della specie.
  3. Dvd non disponibileBlu-RayUmd non disponibile WALL-E (2008) Anche i robot piangono e hanno un sesso ( il pistoncino entra nella rondellina così l'educazione sessuale degli infanti è salva). Ovvero anche la tecnologia ha un cuore. Che tenerezza! I robot buoni ci salveranno, cheché Kubrick ne pensi. Hal 9000 diventa un comune villain.
  4. Quantum of Solace (2008) Fallocrazia reazionaria occidentale alla riscossa. Belle macchine e belle fighe di contorno. Solo con l'uso muscolare della forza si dirimono le questioni internazionali.
  5. DvdBlu-RayUmd non disponibile Il Cavaliere Oscuro (2008) 'Bondizzazione' del fumetto. Le autorità politiche sono i nostri eroi che mentono, sul terrorismo e le guerre, per il nostro bene. Tecnica illusionistica di Nolan: l'eccesso di informazioni sposta l'attenzione del pubblico sugli effetti speciali mirabolanti (vedi sopra Eco) e le acrobazie circensi delle controfigure.
  6. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Sex and the City (2008) Il ruolo della donna: shopping e vane romanticherie rappresentati come raffinate occupazioni intellettuali. Ecco come si eccita il desiderio.
  7. DvdBlu-RayUmd non disponibile Benvenuti al Sud (2010) E tutto è bene quel che finisce bene a tarallucci e vino. La sagra dello stereotipo.
SI

Commenti

  • 23 ottobre 2010, 17:28 di LIBERTADIPAROLA75

    Leggendo il titolo pensavo ad una play che si riferisse al cinema di propaganda nei vari regimi (nazista, stalinista, etc.). Anche se non approvo la scelta dei titoli (a parte WALL-E che da quello che ho capito lo hai messo lì perch'è propaganda la tecnologia quando fa del bene -quindi propaganda positiva!-) sono d'accordo sul fatto che attualmente ci sia della propaganda reazionaria che impedisce alle masse di pensare ai reali problemi dell'umanità. E la cosa la vedo nei reality show che, oltre che essere stupidi e noiosi, creano un mondo fasullo dove l'unica cosa importante sono la bellezza esteriore e il successo (e poi ci chiediamo come mai le ragazzine vogliono rifarsi le tette?). Al cinema ultimamente mi è venuto in mente 300, film di propaganda nazista del nuovo millennio...

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  • 24 ottobre 2010, 21:14 di almodovariana

    Ma come....dimentichi quella bellissima trasposizione del mito del buon selvaggio che è AVATAR.........! Che poi è la traduzione dal cartone al film di Pocahontas solo con più effetti speciali...........

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  • 24 ottobre 2010, 23:52 di kubritch

    I vostri commenti mi hanno convinto a cambiare il titolo da 'Cinema di propaganda'. Quindi vi ringrazio per avermi aiutato a ragionare meglio. A questo serve la comunicazione altrimenti è vanità. Il cinema di propaganda fa pensare ad un cinema specifico legato ad eventi storici o regimi statali. Sarebbe stato facile, sterile e pedante proporre una playlist sulla filmografia sovietica o nazista o anche americana del periodo bellico. Purtroppo, la propaganda è invisibile allla gente che la subisce nell'attualità. E capisco che si provi una forma di resistenza a riconoscersi irretiti dal progamma cuturale predisposto dai governi a tutela di un certo ordine sociale, ovvero, dei privilegi della classe al potere. Il linguaggio propagandistico agisce sia in forma diretta che in forma indiretta, cioè senza una precisa coscienza di adoperarlo. Fa paura pensare che il proprio senso di piacere può essere manipolato da una sorta di burattinaio. Nessuno accetterebbe di buon cuore la tesi che gli innocui e teneri film della Pixar seguono un preciso indirizzo morale stabilito a livello istituzionale. I bambini sono educati ad essere dei buoni cittadini e dei buoni consumatori in un'epoca capitalistica come la nostra. E' così, anche per il semplice fatto di rientrare nella categoria di 'film per bambini' secondo uno schema pedagogico istituzionale. Quando è il finanziatore ad imporre la sua visione del mondo l'artista diventa artigiano e l'arte diventa uno strumento di potere. L'artista è quello che riesce a sfuggire alla manipolazione, a far trapelare o ad imporre la sua visione nonostante i limiti sociali imposti. E' di questo che dobbiamo farci segugi, proprio come i cani specializzati nella ricerca dei tartufi.

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  • 26 ottobre 2010, 15:11 di GIANNISV66

    Mah....il discorso è molto complesso e la tua impostazione mi lascia perplesso. Cinema di propaganda? Concetto che si lega a un regime, quindi a una nazione, un governo che riesce a manipolare i mezzi di informazione (cosa che cercano di fare anche in molte democrazie.....ogni riferimento alla nostra realtà è assolutamente voluto....) e tra questi ovviamente il cinema. Se applichiamo questi concetti ad un livello globale, dobbiamo pensare 1) a un sistema di potenze con interessi ed influenze in tutto il mondo, ma allora finiamo nel discorso del potere delle multinazionali che da anni è un cavallo di battaglia di certe frange estremiste e francamente fuori dal mondo (e fuori di testa) 2) oppure che ci sia un interesse specifico volto a promuovere certi modus vivendi e certi consumi (insomma, a fare delle pubblicità, che comunque è sempre propaganda). Allora in questo seconso caso la tua play la potevi chiamare "Cinema e Pubblicità (più o meno occulta)". Ma francamente non credo fosse questo il tuo intendimento. Piuttosto non ti è venuto in mente che forse la maggioranza della gente ama quel genere di film perché in fondo è QUELLO che vuol vedere. I cinepanettoni fanno schifo eppure la gente accorre in massa. Ci stupiamo? Io no perché se ti vai a leggere le statistiche scopri che i libri non vengono letti che da una minoranza (e tra quei pochi ci sono la maggior parte dei frequentatori di questo sito ecco perché ci scrivo anche io). E un programma terribile che per il suo nome ha preso spunto dal romanzo da te citato in premessa fa ascolti vertiginosi, e io non riesco a guardarlo più di cinque minuti perché se no i miei neuroni mi querelano. Comunque tornando alla play trovo interessante la tua premessa ma sui titoli che citi (a parte un paio) non sono d'accordo. Buone riflessioni

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  • 26 ottobre 2010, 16:09 di kubritch

    Non necessariamente un film con intenti propagandistici è un brutto film. Per esempio, mi viene in mente Eisenstein o i primi colossal italiani che hanno ispirato il cinema nascente americano. Non dimentichiamo che è grazie al fascismo se abbiamo Cinecittà. Questo fa pensare che c'è una parabola discendente. I neofascisti attuali lo stanno smantellando il cinema, in quanto fonte di idee antigovernative. La libertà dell'Arte dispiace ai nuovi padroni. Comunque anche un film come 'L'esorcista' è a suo modo propagandistico. Quelle forme demoniache sono un'esclusiva della chiesa cattolica e sono vistosamente esagerate. Ciò che lo rende pregevole è la concezione estetica del regista. Senza Friedkin al comando sarebbe stato un filmetto insulso, con una storia al limite del ridicolo. Ci sono altri film che vengono osannati come espressione di libertà creativa e invece a guardare bene non sono, poi, così liberi. La mia playlist è formata da film che considero brutti o sopravvalutati. Questo non vuol dire che di per sé un film propagandistico sia brutto come 'Barbarossa', che, in verità, non ho visto ma mi fido considerando le molteplici reazioni e la cultura dei committenti. E' solo bene avere coscienza precisa di ciò che si vede per non farsi ingannare. Le illusioni sono potenti.

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