Giuramento di Ippocrate (testo moderno)
Consapevole dell' importanza e della solennità dell' atto che compio e dell' impegno che assumo, giuro: di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell' uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali; di evitare, anche al di fuori dell' esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione. Di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica; di prestare assistenza d' urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell'Autorità competente; di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto; di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell' esercizio della mia professione o in ragione del mio stato; di astenermi dall' "accanimento" diagnostico e terapeutico.
Ad ogni episodio di mala sanità ripenso al giuramento che i medici fanno all'inizio della loro carriera . Il cinema ci ha deliziato con molte descrizioni del "tradimento di Ippocrate" perpetrato da alcuni.
- Bisturi, la mafia bianca (1973) Una bella Zampata ai primari di cliniche private apparentemente galantuomini e benefattori, e invece..
- Il medico della mutua (1968) Insuperata rappresentazione della meschinità di alcuni medici cosidetti "di famiglia"
- M.A.S.H. (1970) La dissacrante avventura della chirurgia da campo militare.
- La cittadella (1938) Un giovane medico convinto del suo giuramento dopo duri anni esercitati in una povero paesino di minatori passa ad una prestigiosa clinica della capitale, dove l'ambiente corrotto e opportunista lo cambierà radicalmente.
- Facoltà di medicina - Organi cercasi (2000) L'orrendo commercio di organi , una realtà sommersa e di cui nessuno parla.
- Il fischio al naso (1967) Ricoverato per un nonnulla , finisce nei gironi dell'ospedale , in balìa di medici che lo convincono di essere sempre più malato ,salendo di piano in piano, verso i reparti degli incurabili.
- Perché non facciamo l'amore? (1982) Un medico compiacente prescrive, dietro sostanziosi compensi, lunghi periodi di malattia ai suoi clienti danarosi-
Commenti
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25 ottobre 2010, 16:18 di dedo
Ai miei tempi non feci il giuramento di Ippocrate. Non era previsto. ma ho lavorato , inconsciamente, secondo i suoi principi etici e posso guardarmi allo specchio senza sentire il bisogno di sputarmi in faccia. Già in una recente play avevo ribadito la presenza di mele marce in qualsiasi attività professionale e. nel caso specifico, se i primi a soffrire della malasanità sono persone sofferenti, spesso indifese, i secondi sono gli operatori sani, che danno l'anima sul lavoro. Te ne dovresti intendere, ma in banca ad una richiesta di investire pochi e sudati risparmi, mi furono consigliate obbligazioni dell'Argentina, proprio alla fine dell'anno prima della bancarotta (ampiamente prevista dagli operatori del settore). Ma chissà perchè il termine "malabancario" non esiste. E su questo argomento non sono stati fatti film. Puoi citarmi una categoria di professionisti, di industriali, di insegnanti, di commercianti, di artigiani, di operai priva di mele marce ?
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25 ottobre 2010, 16:37 di yume
Parole sante, dedo, parole sante. La sanità e la scuola sono i due settori del mondo del lavoro contro cui più si scagliano critiche negative, si coniano neologismi denigratori, si deturpa un'immagine di categorie di lavoratori che non sono migliori, ma neanche peggiori di altri.Questo accade, credo, perchè sono gangli vitali del sistema, la sanità e la formazione, dunque più esposti di altri a critiche se risultano, come a volte risultano, inefficienti. Purtroppo in questo paese tendiamo sempre ad approssimare, a fare di ogni erba un fascio e tante forze sane, e sono veramente tante, si ritrovano in un calderone unico di fronte ad un'opinione pubblica mal informata, ma ciononostante pronta a condannare in blocco. L'informazione televisiva in questo ha una pesantissima responsabilità.La play di panflo mi sembra orientata giustamente nel dare il giusto peso a questa professione ricordandone il grande iniziatore
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25 ottobre 2010, 17:25 di maghella
...aggiungo alla tua lista "Coma profondo"...condivido in pieno laplay e i commenti di Dedo e Yume...Ma il finale di "Bisturi la mafia bianca" è tremendo, ve lo ricordate?....Il primario si rende conto di essersi ammalato, di essere passato dall'altra parte, quella di chi soffre...e non si fida di nessuno e...ma non voglio svelare il finale del film, è bene che chi non l'ha mai visto gli dia una sbirciatina...
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25 ottobre 2010, 18:20 di panflo
@dedo in effetti dovrebbero adottare il termine malabancario ; hai toccato un tasto dolente perché gli ultimi miei anni lavorativi ero responsabile di filiale e non ho accettato di collocare i famosi "derivati" ; mi hanno quindi "accantonato" sino alla pensione . Comunque come avete detto tu e @Yume non bisogna mai fare di ogni erba un fascio ; in tutta la mia vita bancaria ho visto comportamenti disgustosi da parte di alcuni colleghi , però ho cercato di mantenere sempre la mia dirittura morale e non è sempre stato facile ; il maligno tentatore è sempre all'agguato. Ciao.
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25 ottobre 2010, 18:47 di Utente rimosso (andreona)
"Piccoli affari sporchi" di Frears
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26 ottobre 2010, 13:38 di curiosone49
come medico affermo che c'è lo sporco dappertutto; purtroppo, però, chi specula sulla salute del prossimo compie un atto - contro la persona - apparentemente più grave del bancario disonesto, dell'avvocato azzecca-garbugli o del giudice connivente con la malavita organizzata....Purtroppo è così che nell'immaginario collettivo è vissuta la figura del medico: come "missione” o come "Sordi-medico della mutua": non c'è ancora - forse per colpa di noi medici - una sana visione "neutra", quale è, o dovrebbe essere, quella di un professionista che dà il meglio di sè, nello svolgimento di un lavoro delicatissimo, perchè riguarda la vita dei suoi simili...Diceva la buon anima di mio padre: “Non importa COSA fai (intendendo il mestiere che fai), importa COME lo fai…!” E questo vale per tutti noi, senza distinguo…Grazie per la play che mi ha anche dato la possibilità di condividere i punti di vista precedenti…in particolare di dedo…
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26 ottobre 2010, 14:38 di panflo
@Curiosone grazie a te per il commento ; spero che abbiate tutti capito (e mi sembra di si) che la mia play non vuole ASSOLUTAMENTE essere una denunzia della categoria che stimo tanto che da anni dò un contributo mensile a "Medici senza frontiere".
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