
"Militare" della mia guerra, "battaglio" contro l'umana demenza, in conversazioni con Cristo, che, si sa, si denudò solo per Maddalena, donna da mille tentazioni che lo tradì con un poco di buono
Ancora sonno, permanente e vischioso, "nebuloso" alle volte, tragico quando ci spara addosso, e la vita pare soffermarsi solo sui nostri drammi, mentre, incede, increspata da nuovi languidi baci, e quell'amarezza tipica di persone rassegnate, abituate a perdere, dentro le loro cinture di castità.
Evadi da questo turbinio di anime senz'anima, fuggi via, lontano, rilassato in un Tempo tutto tuo, non più abituato a regole schiave del sudore, dell'irruenza, del volerla mangiare per deglutire e mangiare di nuovo, nauseato, trasecoli per rinascere ancora, ti sposti e poi ti addormenti.
Uomo restituito al suo antico vigore nello stupore generale, ché la tua vita la conosci solo tu, e di questi mormorii, di questo bisbiglio "soffocante" ne hai piene le palle. Dentro un tragitto personale, percorso dai tuoi solchi, masticando con foga, fuggendo, sì, il mio attimo fuggente sarà eterno.
E non ti arrendi, non ti prostri al volere caudino di qualcuno che ti grida di "adattarti", anzi, semmai ne esci rinforzato, ancor più convinto d'intraprendere la tua strada, di ragionare col tuo cervello.
Figli di medici che faranno la stessa vita, di ricette, corna e tradimenti, e si tedieranno con un Cinema che abusa del loro essere "farmacologici", mai magico, mai surreale, mai amante della vita, nel suo grido sfrenato, sguaiato, un melodramma fatto carne e corpo, fatto di passeggiate all'imbrunire che se ne fregano del mare di banalità, di luoghi comuni assortiti, quasi buddistiche nel loro "budinizzarla".
Figli di avvocati che diverranno cinici e spietati come i padri, abituati alla gran corte e ai grandi cortei di "sfoggio".
Figli di professori "puzzoni", che discettano d'Arte senza passione, senza "virgulta" ironia, ah, come li blandisco.
Figli di psichiatri, la razza peggiore, quelli che confondono quel gran scemo di Freud per un genio, quale obbrobrio partorì la razza umana, e gente che crede, nel Terzo Millennio, che il pene sia la fonte di ogni trauma, la forza che spinge le persone a danneggiarsi, a ferirsi, o ad inginocchiarsi "boccheggianti" e bavosi, "caduchi" e penduli nel loro esibizionismo delle loro ferali, animalesche "virtù" camuffate di "cultura", foriere solo di nevrosi, di malattie "intestinali" e perché no anche intestine.
E figli dei politici, farneticanti mezzi uomini che adoperano il culto della "forza", lo innalzano a stile di vita, a modello comportamentale, generando guerre, guerre sporche come un porco nel letto di una bambina.
Basta, datemi un'ascia che la conficcherò nell'albero della vita, datemi un uomo anoressico e lo renderò un bel pastore(llo).
Firmato il Genius
Modello Giuditta, e come Benigni insegna: "Dove lo trovate un uomo più bello di me?"
Commenti
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28 ottobre 2010, 21:28 di Travis Bickle 1979
Sono davvero un Genius
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