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01/11/2010 h. 11.00 Film: Playlist libera
Clint Eastwood: storia di un aedo di successo

Clint Eastwood: storia di un aedo di successo

Più guardo film di Eastwood più stento a capire l'entusiasmo che accompagna certi commenti. C'è chi grida al capolavoro per "Un mondo perfetto", chi sbrodola per "Gli spietati", chi decanta i fantastici scenari de "I ponti di Madison County" e via discorrendo lungo tutta (o quasi) la sua filmografia in cabina di regia. Su alcune cose non si transige, Eastwood è un narratore capace e dal respiro epico, inoltre sa muoversi bene dietro la telecamera e fa pochi errori, i suoi film sono inattaccabili per molti versi e la loro estetica è da manuale, l'uso dei tempi, della fotografia, i dialoghi magari banali ma sempre misurati, le scenografie, la scelta degli attori. Insomma Eastwood è un buon regista ma nessuno sembra accontentarsi di questo già grande traguardo. Ed allora giù di "uno dei migliori registi di tutti i tempi", "i suoi film sono dei capolavori inarrivabili"... Vorrei chiedere a QUESTE persone, quelle che si sperticano in panegirici degni della poetica bondiana verso il Cavaliere: cos'ha fatto di nuovo ed innovativo Eastwood? Senza polemiche, che novità ha apportato alla morale nel cinema o alla fotografia? Quali valori tecnici ha modificato, innovato? In cosa consiste il suo "stile" e come si fa a distinguere un capolavoro di Eastwood da quello di un altro regista? Il suo è talento, genio o semplice virtuosismo tecnico? Me lo chiedo da un po' e quando ho posto la domanda a qualcuno di più preparato di me mi sono sempre sentito dare risposte vaghe e poco tecniche. Chiedo a voi, adesso, e per favore non lapidatemi se ho scheggiato il totem con qualche irriverenza di troppo. Ovviamente chi riterrà potrà citare film non presenti in play come "Million Dollar Baby" magari accompagnati dal loro perché.

  1. DvdBlu-RayUmd non disponibile Gli spietati (1992) Buon western dal respiro epico e dai toni amari. Eastwood autobiografico ed incisivo. Buon western, non capolavoro. O no?
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Un mondo perfetto (1993) Storia di un bambino e del suo rapitore che fin dall'inizio mostra dove andrà a parare il finale. Proprio per questo la durata del film appare del tutto ingiustificata ed i tempi dilatati oltre il giusto. Bravi gli attori, buona la regia. Ma in cosa consiste il capolavoro?!?
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile I ponti di Madison County (1995) Tutto parte da un romanzetto di poco superiore ai modesti Harmony acquistabili a pochi euro presso il vostro bancarellaro di fiducia, doveroso quindi non attendersi chissà quale miracolo. Eppure c'è chi grida al capolavoro per questo melò che non offre nulla di nuovo al genere. Certo la fotografia, lo sguardo da figo di Eastwood, il sorrisino a cul di gallina della Streep, tutta roba forte. Ma dove sta il capolavoro?
  4. DvdBlu-RayUmd non disponibile Potere assoluto (1996) Buon thriller in cui forse Eastwood risulta un tantino inadeguato, per una questione squisitamente anagrafica. Il film si lascia vedere e vanta la presenza di ottimi comprimari, discreto il ritmo, pressoché nulla la tensione e forse qualche tempo morto di troppo. Accennato colpo di scena nel finale, che non guasta. Ma... capolavoro?
  5. DvdBlu-RayUmd non disponibile Mystic River (2003) A mio modesto avviso uno dei migliori di Eastwood, probabilmente quello per cui meno mi sentirei di criticare chi grida al capolavoro. Buona la regia, grandiosi gli attori (persino Kevin Bacon, pensa tu), avvincente la trama. Grande film dunque, onore al merito per Eastwood. Io un 8/9 glielo darei ma anche qui vorrei chiedere a chi lo giudica tale... perché capolavoro?
  6. DvdBlu-RayUmd non disponibile Gran Torino (2008) Non l'ho visto ma ho letto con interesse le mille discussioni che hanno diviso quelli a cui è piaciuto, dagli altri. Alla fine della conta non ho ben capito cosa lo renda un "capolavoro" ed ho avuto l'impressione che tale venisse considerato perché rappresenta una sorta di testamento spirituale dello stesso Eastwood accompagnato dal virtuale gesto di appendere al chiodo i panni dell'attore. Una sorta di versione metropolitana de "Gli Spietati".
  7. DvdBlu-RayUmd non disponibile Changeling (2008) Anche questo non l'ho visto, pare che Angelina Jolie fosse in stato di grazia ed anche qui ho letto aspri scontri a colpi di "tu non capisci nulla di cinema". L'ultima parola spetta, di diritto, agli amici di film.tv.
SI

Commenti

  • 1 novembre 2010, 11:23 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Ultima parola? Non ho parole!

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  • 1 novembre 2010, 11:37 di alfatocoferolo

    Proprio tu non puoi dirmi che non hai parole. :) Contavo molto anche in un tuo intervento, spererei di avere risposte alle mie questioni e magari ricredermi sulle mie posizioni. Non ci si può trincerare dietro degli assolutismi e basta.

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  • 1 novembre 2010, 12:02 di dedo

    Pur essendo un estimatore e quindi un fan di Eastwood, sia come attore che come regista, non tutte le sue prestazioni mi sono apparse eccezionali, anche se comunque godibili. Il termine "capolavoro" viene inflazionato anche per altri grandi interpreti o registi. Capisco l'entusiasmo individuale che può fare eccedere, ma è meglio se si espone le proprie idee con ponderazione e buon senso. Tanto per offrire il fianco ad una eventuale critica per me il miglior film di Eastwood/regista è "Million dollar baby", perchè oltre che ben costrito affronta un tema che mi è caro: L'eutanasia. Per questo lo preferisco a tutti gli altri. Personalmente non credo di aver utilizzato il termine capolavoro per nessun film ed il mio voto massimo è arrivato a 9. Un saluto distensivo. Dedo

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  • 1 novembre 2010, 12:06 di panflo

    Su Eastwood già dissi la mia mesi fà chiedendomi perché Fittante lo esaltava tanto su Film Tv, indicandolo addirittura come "Moral Guidance" del giornalino (ancora in essere in fondo alla pagina 3) che io (ignorante di americanismi) traduco pari pari "Guida morale" ; ma quale morale ? Quella della spietata violenza di Mystic River ? o de Gli Spietati ? Forse la morale del sanzionare gli abusi della macchina politica di Potere Assoluto e Changeling ? Boh.. Certo che anche a me non pare così eccezionale come vogliono imporci di giudicarlo ; certo è un uomo ancora "carismatico" con i suoi 80 anni e una faccia maschia e determinata ; piace a uomini e donne ancora adesso come piacque con il poncho e il sigaro quando lo vedemmo per la prima volta ; però come regista i suoi film mi lasciano sempre la sensazione di un quadro bello, sì, ma con colori troppo indefiniti per poter essere giudicato capolavoro. Se fosse un regista italiano forse lo esalterei , dato lo squallido scenario che caratterizza il nostro cinema, ma nel suo paese abbiamo Scorsese, Coppola, De Palma e altri che non gli sono certo da meno. Allora perchè tanta esaltazione ? Forse perché è una rappresentana simbolica , anche nei suoi film, dell' "essere americano" (come fu John Wayne a suo tempo) da cui, noi della provincialissima colonia italiana dell 'impero ,restiamo sempre affascinati dai tempi di Sordi ( Americano a Roma) e di Carosone (Tu vo' fa' l'americano) . Ciao

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  • 1 novembre 2010, 12:27 di maghella

    Questa è una discussione che non troverà mai fine...e la cosa la trovo molto divertente. Sono una di quelle che esalta Clint Estwood, perchè? Perchè quando esco dal cinema dopo aver visto un suo film, sono sempre sazia, soddisfatta. Non per tutti i suoi film, naturalmante, ma "GranTorino" e "Mistyc River" sono 2 titoli che hanno laciato il segno, per la regia, per il modo di raccontare, per cosa raccontano...che non mi sembra pochino di questi tempi. Su "I ponti di Medison County"....Non potete capire come qusto film sia importante, non tanto per il racconto in sè, ma per come Clint abbia saputo raccontare così bene l'attesa di una donna (e di un uomo, ma io la vedo dal mio punto di vista) prima dell'amore, poi della riunione con lui...Come la vita di un'essere, alcune volte, si risolva in pochi giorni, all'insaputa di molti. Scoprire i propri genitori solo dopo morti, scoprire che all'interno di qualcuno si celava un'altra vita, con altri sogni, altri amori sconosciuti...Questo mi racconta il bellissimo film di Clint Estwood, tutte le volte che lo guardo...poi c'è la bella fotografia, i bravi attori, la buona sceneggiatura....ma è come e cosa ci racconta che mi affascina.

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  • 1 novembre 2010, 12:32 di eloiseshf

    ritengo che Eastwood sia il classico caso di sottovalutazione immeritata seguita da esaltazione eccessiva, come John Wayne, appunto. Personalmente, io trovo che più che il regista sia sopravvalutato l'attore (soprattutto da chi darebbe l'oscar solo quando appaiono capelli bianchi e rughe): era sexy, non è mai stato monolitico, ma non brilla per versatilità.

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  • 1 novembre 2010, 12:38 di steno79

    Per me l'unico suo film che merita in pieno l'appellativo "capolavoro" è Gran Torino, e il suo valore "testamentario" e di "summa poetica" mi hanno fatto rialzare le sue quotazioni. Per il resto, in alcuni degli altri film "maggiori", fra cui Million dollar baby, Gli spietati, Mystic river o Un mondo perfetto, ho trovato sempre qualche difetto, seppur "lieve" a conti fatti, e questo me li fa ritenere ottimi film ma non capolavori. Concordo che Scorsese e Coppola siano registi più importanti, ma Eastwood è al giorno d'oggi un regista fra i più quotati in America e forse nel mondo

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  • 1 novembre 2010, 13:12 di almodovariana

    Ecco, diciamo che per essere un attore classe 1930 che non ha sbagliato un colpo nel suo genere e ha lavorato in film storici come quelli di Leone, e per essere un americano è già tanto per uno della sua generazione essere oggi quel buonista che è. Chiaro che le armi di Clint sono spuntate, in un mondo schizofrenico come il nostro. Ma ha avuto il coraggio,di aprire spiragli di critica relativamente a temi scottanti come la pena di morte (Il miglio verde), l'intolleranza e il pregiudizio (Gran Torino), oltre a mostrare gli stenti delle truppe nipponiche nella guerra del Pacifico (Lettere da ivo Jima). Ciò che non mi è piaciuto è stato Invictus: mi pare un film che addomestica la figura di Mandela ai gusti americani, Ma Clint è alle soglie della pensione, lo perdoniamo?

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  • 1 novembre 2010, 13:13 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Sinceramente, alfatocoferolo - non so che dire, non so come far cambiare idea a qualcuno, né è educato tentare di fare cambiare idea. Per farlo, occorrerebbe molto tempo, scrittura, proposizioni, - se ci conoscessimo di persona sarebbe più semplice e il mio 'non ho parole' non era una frase di sgomento perché tu la pensi in una maniera che non condivido, ma la resa a un'opinione che mi lascia senza parole. Comunque, è bene pensarla diversamente. In passato la stessa posizione era appannaggio della sinistra storica niente meno che su John Ford. Chi sa, fra mezzo secolo molti dovranno rivedere i loro giudizi attuali. Io non ci sarò, ma ho avuto la soddisfazione di vedere 'rivalutato' John Ford. Mi dirai che Eastwood non vale John Ford. Io dico di sì, moral guidance o meno. Inoltre Clint ha sbagliato molto meno dell'irlandese. Quasi nulla. Un saluto.

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  • 1 novembre 2010, 13:32 di alfatocoferolo

    @almodovariana, Il miglio verde non è suo. :) E non ho nulla da perdonare o condannare, volevo solo fare una discussione costruttiva per inquadrare meglio Eastwood (che riguarda film fatti ben prima dell'età pensionabile). @Marcello, capisco la tua posizione che però non soddisfa le mie curiosità. Mi dai delle opinioni ed io non posso certo toccarle, magari Eastwood è paragonabile a Ford e magari no. La penso diversamente da te ma due opinioni, da sole, hanno lo stesso peso senza qualche fatto a supporto e non ne hai portati come non lo sto facendo io. @maghella, le tue parole trasudano passione per ciò che ami ma rispecchiano quel che mi sembra una condizione soggettiva. Il senso di sazietà e soddisfazione ed anche le considerazioni su I ponti di Madison County. In fondo ha solo trasposto un libro per cui riferendosi ai contenuti non si può dar merito a Eastwood che mi pare ci abbia messo poco del suo. Tra l'altro queste tematiche sono state già trattate anche da altri e non vedo in questo film particolari caratteri di originalità; men che meno tali da farne un capolavoro. @steno, il fatto che un regista sia "quotato" non da una misura del suo valore artistico e di per sè non risponde alle tante questioni che ho provato a sollevare. Un regista può semplicemente essere "alla moda" o proporre prodotti commerciali ed essere per questo "quotato" ma la storia ci insegna che le qualità di un regista prescindono dall'approvazione che il suo tempo gli tributa. In definitiva mi trovo molto più in sintonia con le opinioni di dedo, panflo ed eloiseshf che sembra possano essere compatibili tra loro e con la mia. Eastwood è un bravo regista, questo nessuno vuol discuterlo.

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  • 1 novembre 2010, 14:27 di maghella

    Questa discussione è divertente, perciò voglio continuarla...@Alfa: non credo che "I ponti di Medison County" sia una semplice trasposizione del romanzo, che ho letto, e non è niente di speciale, ma ribadisco quello che ho detto sopra, che non è soggettivo, ma che ha trovato riscontro in tantssime altre persone...Questo appunto per la capacità di Estwood di trasmettere sensazioni molto profonde, con immagini ben curate ma che non si limitano solo all'utilizzo di una buona luce e di un'ottima prospetiva, queste sono arti del mestiere che lui ha imparato molto bene ma è proprio dalla capacità dei raccontare con la sua sensibilità, con i suoi occhi storie che riconosci subito come sue (appunto solo sue)...La bravura e l'eccezionalità di un buon regista sta proprio in questo, secondo me, cioè quando riconosci nel suo stile qualcosa che va oltre il buon mestiere..."Gran Torino" è un'altro esempio lampante, lui oltrettutto sa utilizzarsi molto bene come attore, cosa che non è scontata, anche questo un buon pregio per lui...In "Gran Torino" si utilizza anche per quello che ha rappresentato, incosciamente per noi spettatori, e perciò scatena altri tipi di sensazioni ed entusiasmi, da Clint Estwood ci si aspetta sempre che ad un certo punto tiri fuori una pistola, in "Gran Torino" tira fuori un dito dalla tasca, sarebbe stato uguale se ci fosse stato un'altro attore? Non credo....In "I ponti di Medison County" tira fuori una scatola piena di ricordi, sarebbe stato uguale se l'avesse fatto con un'altro attore? Non credo...Una delle genialate di Estwood è saper utilizzare al meglio l'attore Estwood...anche questo trovo che sia un'aspetto interessante del regista Estwood.

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  • 1 novembre 2010, 15:33 di steno79

    Sono perfettamente d'accordo con Maghella, come attore è diventato una tale icona che nessun altro avrebbe potuto sostituirlo in certi ruoli...

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  • 1 novembre 2010, 15:44 di annamartori

    Sguardo da figo di Eastwood?!?!?!?Ussignurrrrr.....

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  • 1 novembre 2010, 16:40 di Neve Che Vola

    D'accordo in pieno con alfatocoferolo.

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  • 1 novembre 2010, 17:53 di billykwan

    Una premessa: oggi il termine capolavoro è largamente abusato. Personalmente sono abbastanza restio ad usarlo ma per "Million dollar baby" mi sento di farlo, è un film che affronta temi difficili (rapporto padre/figlia, uomo/Dio, eutanasia) e lo fa senza cadere nel pietismo, tocca il cuore senza essere stucchevole, arriva fin dove deve arrivare e non va oltre perché oltre c'è il banle e lo scontato. In una parola è un film molto ben dosato, equilibrato. E l'equilibrio, insieme a un crepuscolarismo di fondo, è la costante del cinema maturo di Eastwood. Altra premessa: ogni autore a mio avviso va inquadrato all'interno del proprio cinema di appartenenza. Parliamo dunque di cinema americano, oggi. Reputo Eastwood, insime a Mann, attualmente il miglior cineasta americano in attività. Perché? Tu stesso lo definisci "un narratore capace e dal respiro epico, inoltre sa muoversi bene dietro la telecamera e fa pochi errori, i suoi film sono inattaccabili per molti versi e la loro estetica è da manuale, l'uso dei tempi, della fotografia, i dialoghi magari banali ma sempre misurati, le scenografie, la scelta degli attori". A me non sembra affatto poco. Sono qualità che sempre più di rado ritrovo nei cineasti d'oltremare. Tu chiedi "...che novità ha apportato...", io ti rispondo, non è necessario apportare novità per assurgere al rango di autore. Una storia bisogna saperla raccontare, metterla in scena, e anche questo è talento. Eastwood come tu stesso citi nel titolo, è un ottimo cantore di storie e lo fa con uno stile (oggigiorno) tutto suo, una sorta di "neoclassicismo". Eastwood attinge a piene mani dalla lezione di Ford ma reinterpreta tutto secondo i canoni dell'oggi, in questo è personale. Il suo è un cinema classico ma non è citazionismo. In lui colgo una poetica di fondo e uno sguardo spesso volto agli umili e agli oppressi. Eastwood ha diretto tanti ottimi film: il dittico su Iwo Jima, Mystic River, Gran Torino, Honkytonk man, The outlaw Josie Wales, Gli spietati (non so se è un capolavoro ma temo, ahimè, che chiuda la stagione del western), Bird... E quando un regista può vantare tanti ottimi film, a mio avviso, merita di essere ricordato come un dei migliori del proprio tempo.

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  • 1 novembre 2010, 18:01 di maghella

    ...Bravo Billykwan...concordo su tutto tutto tutto quello che hai scritto.

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  • 1 novembre 2010, 18:19 di yume

    mi accodo alla coda di maghella...

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  • 1 novembre 2010, 18:26 di maghella

    ...ehmmm, ne per scherzo ne per burla intorno al..la coda, non ci voglio nulla...La mia coda poi è lunghissima, prendere con molta delicatezza please...=D

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  • 1 novembre 2010, 19:43 di Inside man

    Porto un contributo indiretto alle tue domande alfacoterolo, segnalandoti il link di una breve analisi su Offscreen di Adriano Ercolani (critico che apprezzo molto), a mio parere sufficientemente chiara ed esplicativa in merito ad alcuni pregi dell'Eastwood grande regista (per me da Bird in poi) soprattutto per quanto riguarda la modernità del suo classicismo: http://www.offscreen.it/frame/clinteastwood.htm. Sempre personalmente, ritengo dei capolavori (non temo di abusare del termine) sia Gli Spietati (di importanza monumentale, un giorno ne scriverò...forse) che Million dollar baby, quasi-capolavoro Letters from Iwo Jima (fortemente candidato vorrei giusto rivederlo e studiarmelo attentamente per averne la certezza), di notevolissimo rilievo Bird, Mystic river, Gran Torino seppure non impeccabili, ed a seguire altre numerose opere più che riuscite. Concordo con Ercolani, Billykwan e i tanti che considerano Eastwood uno dei maggiori autori contemporanei (alla faccia degli 80 anni!), oltretutto uno fra i pochi in attività a stagliarsi nell'attuale, asfittico, panorama statunitense (lasciando perdere però moral guidance ed assolutismi vari del tipo è il migliore di tutti, voto 10 forever, e così via). Spero di esserti stato utile con il link. Un saluto.

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  • 1 novembre 2010, 21:45 di alfatocoferolo

    @Inside man, il tuo link è stato siruramente gradito ma ha fatto emergere ciò che è già nelle mie parole. Almeno mi sembra e correggimi se sbaglio. Eastwood non porta novità, è l'ultimo dei registi "classici" ed in fondo sta solo portandosi dietro il mondo in cui è cresciuto. L'articolo dice "Da questa precisissima visione del cinema e dei suoi meccanismi di narrazione, a prescindere anche dal genere scelto per raccontare, Eastwood ha tirato fuori un “personal touch” assolutamente inconfondibile, rintracciabile anche nelle prove meno riuscite." ma non chiarisce in cosa consista questo personal touch. C'è e basta, per fede. Il resto poi verte su ciò che ha scritto anche maghella, il ruolo di Eastwood attore e regista al tempo stesso e quindi un cinema autobiografico e poetico in cui Eastwood sfrutta al meglio la sua stessa immagine. Ma non è una novità di Eastwood il fare autobiografia. Sta fotografando la sua fine e questa coincide con la fine di un'era, è un classicista. Tutto qui. @maghella, mi permetto di riassumere le tue parole in maniera molto personale. Prima dici "La bravura e l'eccezionalità di un buon regista sta proprio in questo, secondo me, cioè quando riconosci nel suo stile qualcosa che va oltre il buon mestiere..." ma poi questo qualcosa si riduce, almeno nelle tue parole, a "Una delle genialate di Estwood è saper utilizzare al meglio l'attore Estwood...", ovvero la grandezza di Eastwood sta nel saper sfruttare se stesso? Il suo "personal touch" potrebbe essere questo? Riconosci un suo film perché... c'è lui? Mi sembra poco, onestamente. Ed altro non è emerso dalle vostre parole. La poetica, il blablabla, ma se io vedo un film di Carpenter lo riconosco il suo tocco, posso riconoscere Tarantino, Mann. C'è qualcosa che li distingue dal resto. Ma per Eastwood, a parte Eastwood stesso...? @billykwan, concordo su molte cose. Eastwood ha fatto tanti buoni film e già per questo può meritare un suo spazio nell'olimpo dei grandi ma nessuno gli sta togliendo questo. Parli di talento e certo non è facile comunque utilizzare gli strumenti del buon regista ma questo non è un valore aggiunto. Il tuo discorso ha due falle importanti secondo me. La prima è che citi solo lui e Mann ma c'è in giro una pletoria di ottimi registi ancora in attività come Carpenter, Cronenberg, Tarantino e via dicendo. La seconda è che parli di "neoclassicismo" e secondo me in maniera impropria perché Eastwood è un classicista e non un neoclassicista, non nel senso che vorresti dargli tu, di una reinterpretazione dei canoni passati in chiave moderna. Lui non ha abbandonato il vecchio per il nuovo, anzi manifesta l'inadeguatezza di ciò che è vecchio (lui ed il suo tempo) nel contesto attuale ma con tutti gli strumenti classici. Ma questa non è una prerogativa di Eastwood che in tal senso resta, come ho già scritto, solo un ottimo narratore e nulla più. Sa raccontare il disagio e l'invecchiamento e lo fa con gli strumenti che tutti conoscono, lo fa bene. E' giusto tenere in conto, però, che il termine capolavoro non può avere lo stesso valore per tutti ma è pur vero che un significato deve pur averlo se nessuno si sognerebbe mai di dire che i film di Neri Parenti siano dei capolavori... :)

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  • 1 novembre 2010, 22:07 di maghella

    ...ma nessuno dice che Eastwood è il migliore di tutti, e il fatto che Carpenter, Tarantino ecc abbiano il loro stile non vuol dire che siano meno bravi di lui...Anche se bisogna dire che Eastwood si è buttato su molti generi, e in ognuno ha dimostrato grande capacità narrativa. Il mio sottolineare come lui si sappia utilizzare al meglio come attore non è l'unica motivazione alla sua bravura, ma un'astuzia che ha in più....Sinceramente non capisco più cosa vuoi intendere per capolavoro....Certo è che per me Capolavoro è "Shining" che non affiancherei mai a "Gran Torino"...forse intendi questo?...Comunque il "bla bla bla" fatto da me e altri su Eastwood non mi sembra così banale, non credo che un film di Eastwood si noti perchè c'è lui, anche perchè in "Mistyc River" non c'è, eppure si vede che è un film suo...soprattutto nel finale...

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  • 1 novembre 2010, 22:24 di alfatocoferolo

    Per capolavoro intendo un qualcosa da cui non si può prescindere. Il posto delle fragole è un capolavoro perché rappresenta un punto inarrivato e di riferimento riguardo sia alla poetica di Bergman ma anche e soprattutto alla poetica dell'introspezione. E' un capolavoro perchè lo ha stabilito il tempo (ma questo non può ancora riguardare a pieno l'opera di Eastwood). Pulp fiction è un capolavoro perché fa genere a sè. Frankenstein Junior è un capolavoro perché ha tracciato una strada seguita da infiniti epigoni. L'infernale Quinlan è un capolavoro perché ha portato novità sulle tecniche registiche indiscutibili. Non ho detto che il blablabla vostro sia banale ma in tutto il tuo discorso mi pare emergesse soltanto l'uso che Eastwood fa di Eastwood. Non mi pare che hai parlato di altro. Adesso, per esempio, ti chiederei di dirmi perché si vede che Mystic River è suo? Perché SI VEDE, in maniera oggettiva o comunque molto vicina all'oggettività? Vorrei ribadire una cosa, non sono qui per far polemica o andare controcorrente. Non sia mai che si leggano male le mie parole o i miei intenti. :-)

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  • 1 novembre 2010, 22:38 di maghella

    no,no..ti ripeto che mi diverte molto questa discussione, per questo vi partecipo, anche perchè non credo si troverà mai una fine...Secondo me si vede che "Mistic River" è di Eastwood da come tratta l'argomento, soprattutto il finale è così politico come sa fare solo Eastwood in questo momento, costruendo molto bene i personaggi, ma sempre alla sua maniera, molto spigolosa, prendendo sempre una parte politica ben precisa, senza sbavature.

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  • 2 novembre 2010, 05:38 di LAMPUR

    ...e chissà quanti ti passeranno Pulp Fiction capolavoro, ora... eh eh.. (io stò dalla tua parte, ovviamente...)

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  • 2 novembre 2010, 09:27 di audrey84

    Mi introduco solo brevemente in questo dibattito perchè non mi sento nemmeno troppo qualificata per farlo. Di certo io ritengo Clint Eastwood uno dei migliori registi almeno dei giorni nostri. Il fatto di chiedersi continuamente COSA faccia di lui un mito, quali elementi del suo stile rendano i suoi film dei capolavori, mi sembra sia un metodo che potrebbe smontare qualunque regista: scomporre eccessivamente le opere in minuscoli pezzi rende tutto insignificante e ovviamente accresce le possibilità di trovare errori. Credo che nessun regista reggerebbe a un esame come questo. Il contributo di Clint al cinema è lui stesso, il complesso delle sue opere, il fatto che abbia segnato un'epoca, il fatto che come dice maghella, si esca dal cinema sempre arricchiti e con l'impressione di aver avuto una grande fortuna a non essere rimasti sul divano di casa. Ritengo che Clint abbia percorso un cammino in continua ascesa, sfruttando i suoi film da attore per assorbire l'arte di dirigere, il suo sguardo quando recita mi sembra sempre iindagare più la macchina da presa che il contesto intorno a lui. Comunque, @alfatocoferolo, guardati GRAN TORINO, è il film che in aasoluto mi ha convinto su Clint (che io quasi non conoscevo) e mi ha fatto riscoprire tutto il suo passato..... Ci dirai cosa ne pensi! E per finire, non credete che la definizione di capolavoro al cinema abbia MOLTISSIMO a che fare con la percezione del pubblico? In fondo siamo l'altra metà del cielo al cinema, conteranno qualcosa le nostre sensazioni......

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  • 2 novembre 2010, 09:44 di alfatocoferolo

    @maghella credo di aver capito ciò che dici ma non concordo affatto che questo aspetto riguardi solo Eastwood, anzi la letteratura cinematografica è zeppa di esempi in cui la distinzione "politica" dei personaggi fosse netta e "senza sbavature". Oggi lo si fa di meno? Ok ma il "copiare" il passato non può essere elemento di originalità! Ritengo che non si sia messo in evidenza ciò di cui si parlava, restando piuttosto sul generico di "solo Eastwood sa farlo così" che significa tutto e nulla. @audrey, discordo sul fatto che qualsiasi regista possa essere distrutto solo analizzando le sue opere. Non è così per Kubrick o per Kurosawa, registi che hanno retto il peso di ogni analisi e superato il vaglio di ogni critica. Stesso dicasi per Tarantino. Può piacere e non piacere ma nessuno ne discute l'originalità nè le capacità tecniche e DI FATTO si è ritagliato uno spazio personale nel panorama cinematografico, uno spazio ben delineato e distinguibile sia da ciò che c'è adesso sia da ciò che c'è stato in passato. E se poi dal regista vogliamo passare all'opera, io ti ho elencato alcuni (e troppo sintetici) motivi per cui le opere che ho citato possono essere considerate capolavori ma di contro non ho visto fare altrettanto con i film di Eastwood che ho citato in questa play.

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  • 2 novembre 2010, 11:45 di FABIO1971

    Al di là di specifici meriti tecnici, i capolavori sono quei film che, indistantemente, da un lato all'altro del globo, riescono a toccare le corde più sopite o nascoste di ogni spettatore con un linguaggio di universale comprensione... "Bird" e "Gli spietati", per citare un paio di film di Eastwood che amo, sono due modi di raccontare una storia facendo vibrare quelle corde: donano alla visione una gioia intima che soltanto il cinema riesce ad evocare e suscitare... Il fatto che Clint Eastwood sia "sopravvalutato" rispetto ad altri autori è innegabile, ma da qui a disprezzarlo (metaforicamente) o a considerarne nella valutazione soltanto le capacità tecniche ce ne passa... Un saluto a tutti!!

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  • 2 novembre 2010, 17:10 di fixer

    Eastwood non innova; non è un regista che riesce a cambiare linguaggio cinematografico con invenzioni, talento visionario, originalità. Però ha un pregio: quello che fa lo fa bene. Il suo è un cinema grosso modo tradizionale, classico, depurato da stranezze, da autocompiacimento, da gusto sadico per la violenza, da estremismi inutili riguardo alla "ratio" del film. Ma non è nemmeno un regista banale: si possono dirigere film "classici" senza cadere nello scontato e nel luogo comune. C'è un elemento che unisce il suo cinema: è uno stile che mostra e nasconde: quello che vedi nasconde sempre qualcosa che poi alla fine si rivelerà in tutta la sua tragicità o drammaticità. C'è un crescendo di tensione che mantiene vivi, attenti e che difficilmente delude. Il suo linguaggio è scorrevole, fila via liscio come l'olio pur se costellato qua e là da piccoli colpi di scena che preparano quello finale. Il suo linguaggio è anche il suo stile, che è andato raffinando nel corso della sua lunga carriera sicuramente condizionato da Sergio Leone (certe sue scene lente, panoramiche sono chiaramente ispirate al nostro regista italiano), da Don Siegel e sicuramente da Ford e probabilmente Peckinpah. L'esperienza italiana gli ha sicuramente giovato perchè Leone ha il soffio epico (forse l'unico in Italia nel western) che gli ha evitato di scadere nel prodotto mediocre di tanti suoi conterranei nei B-Movies. Don Siegel gli ha insegnato i tempi e le arguzie dell'action-movie e Ford gli ha insegnato a raccontare e curare l'inquadratura con meticolosità e sapienza. Un film di Eastwood si gusta perchè non ci si aspettano tradimenti, cadute di tono, cedimenti melodrammatici, sotterfugi, trucchi , ammiccamenti. Sono curioso, a questo proposito, di vedere HEREAFTER, un film che parla di quel che avviene oltre la vita, un tema che mai Clint aveva affrontato, forse perchè non ancora preparato culturalmente e anagraficamente per trattare un tema così pericoloso. Ho letto alcune critiche che sono divise fra detrattori e favorevoli. Vedremo.

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