oggi andiamo al cinema...anzi no...dallo psicanalista...
“ Ed è così che augurai a mio padre la morte”.
Dal romanzo di Italo Svevo “La coscienza di Zeno”
Il padre, spesso divenuto un modello da cui occorre distaccarsi, viene vissuto come “antagonista”, specie in età adolescenziale; e la morte della figura paterna sembra essere l’inevitabile percorso per raggiungere una propria individualità autonoma; salvo poi ripresentarsi come modello (“cosa avrebbe fatto mio padre in questa o quella circostanza?”) allorchè ci si trovi di fronte a scelte difficili quanto ineluttabili..
In “Doppio ritratto” (Heinrich Benesh ed il figlio Otto -olio su tela, 1911), Egon Schiele analizza il rapporto tra le due figure, in particolare si sofferma sul significato che può avere il braccio sinistro del padre, teso verso il figlio, a un tempo in senso “protettivo” e di “separazione” dal mondo... “Protezione” e “separazione” del figlio dal mondo, potrebbero essere due chiavi interpretative (non certo le uniche!) per comprendere tale difficile rapporto.
Il cinema si è spesso soffermato sull’argomento, essendo lo stesso uno dei pilastri su cui si fonda il processo evolutivo dell’individuo che, se interrotto, o disturbato, è causa di sofferenze e di conflitti...
In Indovina chi viene a cena, il giovane Sydney Poitier cerca di convincere il padre, ex postino di colore, dell’inevitabilità del proprio amore per la bella ragazza bianca dell’alta borghesia..e ad un padre contrario all’unione, che arriva a ricordargli tutti i sacrifici fatti per farlo studiare, Poitier, infuriato gli risponde: “...ti sono grato, ma ora scrollati dalle mie spalle!!!” E’ evidente il peso ingombrante della figura paterna da cui ci si deve “scrollare” di dosso...Oppure il peso di un Padre-padrone che condannerebbe il figlio ad una vita di stenti, al pari della sua, sordo alle richieste, sempre più pressanti, di una vita diversa e dignitosa da parte di quest’ultimo..
Così pure in La gatta sul tetto che scotta nella memorabile scena ambientata in cantina, durante la quale il vecchio patriarca egoista e dispotico, ancorchè affetto da un male incurabile, si vanta di tutti i propri averi ed il figlio Brick (Newman), con acredine “Ci hai posseduti tutti…papà…, me, la mamma, Gooper”…Il Padre mostra allora, con disprezzo, a Newman il cappello bucato del proprio padre…”Questo mi ha lasciato il vecchio… un cappello ed una divisa bucata della guerra civile americana!…Un vagabondo...vivevamo sui treni, ...per tutti gli States …ed è morto correndo dietro ad un treno…!” e poi, fattosi all’improvviso dolce ” Mi portava sempre con sé …che buffo.. …quando morì il vecchio sorrideva….!” Allora Newman. …con voce all’improvviso dolce ” …sorrideva perché aveva vicino il figlio…” Ci voleva questo ricordo struggente per rompere finalmente il ghiaccio tra padre e figlio…” non chiuderti figlio…parlami…”
Talora l’immagine del padre ci insegue e ci tormenta proprio per il meccanismo di identificazione in un modello - ancorchè negativo... come in uno degli episodi di Guerre Stellari dove Skywalker - in fase di addestramento sulla via della “forza” - viene indotto a confrontarsi con il padre (Fenner) in un duello psicologico trasposto in una realtà virtuale...e quando finalmente il giovane riesce a tagliargli la testa...che rotola in terra miseramente... il volto della stesso Skywalker appare al posto di quello di Fenner...e a quel punto comprendiamo le parole del saggio Jedi: ”in questo confronto le armi non ti serviranno...!”
Qui di seguito alcuni film che trattano l’argomento...
- Padre padrone (1977) ...vedi testo..
- Un altro mondo (2010) Viaggio in cerca del padre
- Vincere (2009) L'amore negato di un padre
- Come Dio comanda (2008) Un affetto tra padre e figlio in un mondo ostile
- L'uomo nero (2009) Le ambizioni artistiche di un padre rivissute dal figlio
- Baarìa (2008) Il desiderio di emancipazione di un padre raccontato nell'ambito di una storia familiare
- La casa sulle nuvole (2008) La ricerca del padre fuggito all'estero da parte di due fratelli
Commenti
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1 novembre 2010, 15:30 di panflo
"Incompreso" ; un padre troppo occupato per occuparsi dei figli.
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1 novembre 2010, 17:45 di maghella
Che bella play, complimenti Curiosone...Io ci metto il padre più angosciante e pesante della storia del cinema, cioè "Shinig"...c'è una scena (bellissima come tutte) dove Jack tiene in braccio uno spaurito Danny e gli dice "Sarebbe bello poter rimanere nell'Overlook Hotel per sempre e sempre"...ma Danny percepisce un che di angosciante e si sente imprigionato più che protetto da quell'abbraccio e da quella frase, e gli risponde facendogli una domanda "Tu non faresti mai male a me e alla mamma, vero?"....Quel "sempre e sempre" è anche la frase angosciante delle 2 gemelline che appaiono nelle visioni di Danny...Un'affetto paterno angosciante e folle, non può fare altro che tenere prigioniero il proprio figlio.
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1 novembre 2010, 18:23 di Neve Che Vola
Io aggiungerei IL SENTIERO DELLA VIOLENZA con i problemi tra un padre (Van Heflin) e due figli, dei quali uno (Tab Hunter) gli procura non pochi dispiaceri. Se ti riferisci anche a rapporti padre-figlia femmina, aggiungerei LE FURIE di Anthony Mann con una tradita Barbara Stanwick, continuando con gli augurati figli maschi direi IL GRANDE PAESE con lo stesso Burl Ives che ha una delle scene più belle e drammatiche tra padre dispotico e figlio sul quale sputa dopo che si è andato a nascondere per aver perso un duello memorabile, LA LEGGE DEL SIGNORE con Perkins e Cooper, sempre con un Perkins campione di baseball succube del padre Karl Malden in PRIGIONIERO DELLA PAURA, uno scherzoso duetto tra Jerry Lewis e quello splendido caratterista di cui non ricordo ora il nome in QUEL FENOMENO DI MIO FIGLIO, un intelligente episodio della serie L'ORA DI HITCHCOCK "Vicino pericoloso", la volontà di un padre poliziotto di riunirsi nella morte con il figlio ucciso sempre della stessa serie "A pesca con Philip", "Premonizione" e "Il giorno del destino" della stessa serie però più breve, la figura del figlio che aleggia in LA PAROLA AI GIURATI, LA SCUOLA DELL'ODIO a proposito di Poitier psicologo di Bobby Darin, le problematiche di L'UOMO DI LARAMIE dove un figlio soffre per le preferenze del padre verso quello adottivo, ce ne sono molti, mettiamoci ancora HUD IL SELVAGGIO con Newman, e le parole commoventi che pronuncia uno straordinario Kirk Douglas sull'odiato padre "Ho basato tutta la mia vita sull'odio per mio padre, e lui invece era dentro di me che rideva... o forse piangeva... povero diavolo, forse non ne aveva colpa neanche lui". in un film di cui non faccio il nome per non rovinarlo a chi non l'avesse visto.
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1 novembre 2010, 18:31 di Neve Che Vola
Quando si riesce ad accettare la debolezza del proprio padre, e ad accettarlo così com'è o com'era, quello è un grande momento in cui ci si può riappropriare della propria forza perduta.
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1 novembre 2010, 18:34 di Neve Che Vola
Credo che per un figlio sia molto difficile accettare la disperazione del proprio padre, si preferisce odiarlo piuttosto che ammettere con sè stessi che quello è nostro padre, "così fragile, così indifeso".
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1 novembre 2010, 18:43 di Neve Che Vola
Fu quando una persona, dopo una delle mie solite sfuriate contro mio padre e le sue pecche, mi disse "Hai ragione a dire così di tuo padre, sono d'accordo; ma manca un pezzo. Se hai del talento per la musica, lui ha contribuito; se hai qualche pregio, lui ne è corresponsabile; anche ti avesse dato soltanto la vita e niente altro, non sei neppure capace di essergli grato per questo. La solita frase ' non gli ho chiesto io di mettermi al mondo' oppure 'i doveri di mio padre' sono giuste, ma altro conto è fare i conti con la realtà della Vita. Che ti piaccia o no, non puoi permetterti questa ingratitudine, anche se forse è più difficile ammettere questo che scalare l'Everest."
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1 novembre 2010, 18:44 di Neve Che Vola
...fu allora, che dovetti ammettere di non aver mai voluto affrontare alcun dolore.
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1 novembre 2010, 19:19 di curiosone49
@PadmeSkywalker76 : è vero...complimenti...quella frase di Poitier avrei dovuto ricordarla!!! :"Se anche avessi fatto il doppio di quelle miglia, avresti fatto ciò che dovevi fare, perché eri tu responsabile per me come io lo sarò per i miei figli" ...Ma come hai fatto a ripetere le parole esatte ???? Quanto poi a Luke, intendevo proprio quello che dici: NON è uno scontro generazionale (come peraltro si comprende allorchè si vede il viso di Luke che rotola per terra)... ciò che dici è esattamente quello che intendevo dire: è una lotta col male che è in noi ...(tra l'altro: VERISSIMO!) Luke non sapeva ancora che Vader (assonanza con Father e con Vater...!!!) era suo padre...- Totale precisione in te: Ah, dimenticavo il tuo nickname: è tutto chiaro ora!!!! @maghella: "...Un'affetto paterno angosciante e folle, non può fare altro che tenere prigioniero il proprio figlio..." PERCHE' UN AFFETTO MATERNO ??? Non ricordo in quale film una enorme vagina inglobava il figlio impedendogli una propria vita individuale...@ Neve Che Vola : sento di aver (senza volerlo!) toccato delle corde molto"sensibili"...i tuoi interventi sono assolutamente condivisibili...ed anche molto commoventi: specie l'ultimo: ti ringrazio di avere aperto il tuo cuore in modo così splendidamente "umano"..@yume: Quasimodo mi ha sempre "toccato" nel profondo..Grazie!!!
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1 novembre 2010, 22:26 di almodovariana
Il film russo "Il ritorno" presenta il conflitto tra due fratelli e un padre "particolare"; se allarghiamo il tuo tema al rapporto padre-figlia o padre-fratelli mi viene in mente "La bestia nel cuore" della Comencini.
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2 novembre 2010, 08:54 di GIANNISV66
Sempre piene di sfaccettature le tue playlist, curiosone! Io se mi permetti la metto un pò sul leggero e cito il'ingombrante padre del mitico Indiana Jones interpretato con la consueta ironia da Sean Connery.
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