Monolitici uomini con sguardi da cavaliere pallido bramarono l'al di là senza nulla togliersi alla vita
Nuovo giorno. Oramai mi costa fatica perfino alzarmi, anch'io potrei sognare un Anne Hathaway con cui fantasticare di honeymoon dopo tanti valentine's days o la mia Jessica Alba col gelato in bocca e il tacco vertiginoso da donna elegante-chic che fa ciliegina sulla torta per l'uomo che deve chiedere sempre.
Anch'io potrei inabissarmi a questi solluccheri, inebriato dall'annebbiata demenza collettiva in cui spalmare il mio Ego come meglio si confà a una socialità gaudente, di frizzante frivolezza, e poi ammorbarmi in delusioni a raffica perché mi rifiutarono le rose rosse.
Invece preferisco "poltrire" sulla mia amaca, leccando il Tempo come se non fosse mai (av)venuto, che non sia per me avvenente è un dato di fatto inoppugnabile su cui si potrebbero scrivere romanzi uno più interessante dell'altro. Quel che non mi allieta è invece lo stimolo vitale dell'uomo medio, così preoccupato di apparire piuttosto che essere, quando io ho sempre ambito a divenire un pesce colorato nel grigio panorama che mi si prospetta, spesso senza prospettiva.
Inviso da taluni per come non (mi) porgo né mi genufletto a regole che m'indurrebbero a dilaniarmi per inezie di poco conto, amerò sempre il noir e il naso di Depardieu, coltivando in Cuor mio la sfrenata voglia di assumere le sue fattezze un po' Mammuth, di "pacioso" Lebowski che dondola nella vita, la sorvola da poeta romantico che disprezza le romanticherie e con l'anima di un Bukowski spensierato che dà filo da torcere a borghesi oramai in panne con tanta panna montata nel cervello.
La verità, oramai indubitabile, è che assurgo a un ruolo per cui pochi si candidano, sono un cantastorie di enorme talento che si sfregia da solo, e, "impoverendosi", protende a nuovi orizzonti mentali, glaciale quando voglio e lo richiedono i miei più intimi, seppur intimati a cambiarsi, sbalzi, caldo quando devo rifarmi le papille gustative con un dolce che sia Sachertorte immersa nella marmellata.
Son uomo che riceve sberle in ogni dove perché anela il non volersi anellare a un'umanità che in gran parte nego, fiero di non adombrarmi e adoperarmi in esteriorità vane che conducono solo ad agnizioni e ripicche piccine-ine ine, uomo Blues dalla voce roca, autista della notte per strade che vorrei più newyorkesi con tocchi di Chicago anni '30, edonista quando mi va il corpo in melodie "sudate-andanti", amato e tenuto in gloria come un Benigni nella sua miglior forma e non patetico, Pinocchio che sbugiarda e tira il naso a chi ha le gambe corte... nel gran corteo dei poveri matti che mi tocca sopportare ogni dì, anche se a Mezzanotte (non) va la ronda del piacere.
Io sono, più che altro, rondine. E dormo nel mio ron ron.
Applauso, e che sia sincero.
La vita è come il cappuccino di un barista annoiato, potrebbe averci anche sputato dentro.
Firmato il Genius
Che si firmò Falotico essendo imbizzarrito nella sua bizzarria
- Appuntamento con l'amore (2010)
- Smoke (1994)
- Bukowski bucolico
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