
Michelangelo Antonioni
Michelangelo Antonioni è un nome lungo e profuma di inarrivabile grandezza artistica. Quando ero piccolo sfogliavo sempre il settimanale “Sorrisi e canzoni” e mi capitava di leggere la scheda del film diretto dal sommo maestro di Ferrara. I film che venivano spesso trasmessi in televisione erano “L’avventura” e “L’eclisse”. Appena vedevo la scheda di un suo film, mi fermavo a contemplare la lunghezza incredibile del suo nome. Mio padre notò della mia particolare ossessione nei confronti delle schede dei film diretti da Antonioni. Non stravedevo solo il nome di Antonioni, stravedevo altri nomi come Pier Paolo Pasolini, David Lynch, Alberto Lattuada e Alfred Hitchcock. Mi piacevano anche Alberto Moravia e Italo Calvino anche se non erano artisti cinematografici.
Misuravo la genialità degli artisti attraverso la bellezza del nome. Se il nome di qualunque artista non mi colpiva, lo scartavo subito. Il mio era un ragionamento sbagliato però da piccolo calcolavo così e non c’era verso per farmi cambiare idea.
Michelangelo Antonioni era uno di quei nomi che mi mandavano in estasi. Ancora oggi quando mi capita di leggere il suo nome sulle riviste, o sui giornali o sui forum sul cinema, resto ancora colpito dalla lunghezza del suo nome. Di recente ho avuto la possibilità di vedere i film di Antonioni e mi son piaciuti moltissimo. “L’avventura”, “Professione reporter”, “Blow up”, “Zabriskie Point” sono opere di straordinario valore che mi hanno profondamente colpito sia per il piano di narrazione che per l’aspetto fotografico del film. Il cinema di Antonioni è quasi un unicum del cinema mondiale: l’incomunicabilità, la fotografia e i suoi aspetti tecnici, il rapporto ambiguo tra uomo e donna e molte altre cose che andrebbero approfondite. Forse Bergman era l’unico che poteva accostare il cinema di Antonioni. Anche se non passati più di tre anni dalla sua morte sento ancora la sua presenza quando vedo un suo film. Evidentemente Antonioni aveva lasciato un forte segno al cinema italiano. Mi rammarica un po’ il fatto che non ci siano in giro moltissime iniziative in sua memoria però nutro un fervida speranza che Antonioni venga ricordato e che i suoi film vengano trasmessi un po’ di più in televisione al posto di certi programmi o filmetti che possono essere tranquillamente messi da parte…
Commenti
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14 novembre 2010, 14:36 di panflo
Ogni volta che vado in Sardegna con la barca passo sotto ad un bunker della seconda guerra mondiale costruito sul ciglio di una scogliera a strapiombo sul mare ; Antonioni lo adattò ad abitazione e lì andava a meditare . E' un posto che parla di lui : c'è l'immensità, il silenzio, l'isolamento con solo il rumore dell'onda e lo stridìo dei gabbiani. Ogni volta avverto la presenza del Maestro, quasi lui , dopo morto, si fosse rifugiato lì per l'eternità. Ma forse sono troppo romantico ! Pardon...
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14 novembre 2010, 14:44 di maxcalifornia
Cavoli.. vorrei proprio andare a vedere quel posto dove si ritirava Antonioni. Ecco hai anche aggiunto una cosa molto importante e molto caratteristica del cinema di Antonioni: il silenzio. E' proprio il silenzio, oppure lo sguardo silenzioso a dominare i suoi film..
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14 novembre 2010, 14:54 di panflo
E' in Gallura , località Costa Paradiso vicino Vignola.
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14 novembre 2010, 17:36 di steno79
Ciao maxcalifornia. Il padre di Antonioni si chiamava Ismaele, e forse gli piacevano anche a lui nomi piuttosto elaborati... In effetti, visto l'inevitabile riferimento al grande pittore Michelangelo Merisi, si tratta di un nome piuttosto "impegnativo" da portare
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14 novembre 2010, 18:38 di maxcalifornia
@Steno. Grazie mille per questa informazione-ipotesi che è molto interessante. Effettivamente non tutti portano con facilità un nome del genere che, in passato, sono stati personaggi di grande spicco...
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14 novembre 2010, 23:30 di maghella
Questa play mi è piaciuta molto, per il taglio personale che ne hai dato. Il mistero per cui ci avvicina a certi personaggi (o persone) è veramente inspiegabile, si suol dire "a pelle" per indicare quella strana alchimia che ci fa innamorare di qualcosa di astratto, impalpabile ma per qualche motivo affascinante...Per te è il suono di certi nomi, leggerli e pronunciarli ad alta voce...Molto particolare, complimenti per come l'hai spiegato, mi ha molto colpito. Ciao...
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15 novembre 2010, 00:21 di Dalton
ma io non scorderò mai ciò che disse sui suoi film Vittorio Gassman ne IL SORPASSO!!! :D
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15 novembre 2010, 14:00 di maxcalifornia
@maghella - Grazie di cuore per il tuo interessamento e vorrei aggiungere un piccolo dettaglio: adoro sentire il nome Michelangelo se viene pronunciato da un inglese. Cambia tutto.. Michelangelo si trasforma in Mìchelàngelò e per me è bellissimo sentire in quel modo... comunque resta sempre un gusto personale :-) a presto maghella!!! :-))
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15 novembre 2010, 14:34 di maghella
maxicalifornia...potrei parlare di questo argomento per ore, e non è per dire, perchè questa tua è veramente una particolarità curiosa....Simpatica ovviamente...ciau.
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