Nel nosocomio dei matti io mi elevo a demiurgo sorseggiante/ndo un tè alla pesca
Appollaiato nella mia solitudine "ombrosa" e "impunita", sebbene mi affacci di tanto in tanto nel Mondo per osservarne il "languido" eppur scostumato languorio, resto basito, e sebbene voglia impietrirmi in un Cuore duro che si barrichi nella più tenace e mordace "ostilità", devo constatare quanto grande sia io e quanto miserrimo sia il resto, che detesto, la mia voce non farà testo ma sarà sempre "fuori" dal contesto. Adombrandomi e "ambrandomi" in una purezza mai estinta, mi accheto impigrito, salvo nitrire o solo guaire, in un estasiante, furibondo grido che si lacera nel dolore di quel che vede, e non può che rimanerne indifferente, "ammorbato" dal virus letale di una progenie istruita alle più bieche malignità. Educati al godimento più "porcellesco" e anale, seviziano con immondo ludibrio il mio star acquattato, rendendomi annacquato e "insipido", perché la mia vera immagine, così distonica nella sua normalità "difforme", li indurrebbe a riflessioni da cui pare vogliano per sempre astenersi, attenendosi a carnali materialità che giudichino in base all'apparenza, secondo modelli estetici che solo a me a pochi altri eletti appaiono vetusti, quantomeno fastidiosi. Lunare e con la valigia piena di sogni, io disprezzo gran parte dell'umanità, arroccata(si) nel pregiudizio, pingue e balorda in in osceno maciullarsi di una carneficina che mai si s(i)ederà. Corna, tradimenti, relazioni extraconiugali ad "innerbare" di lieta "letizia" le giornate abuliche di uomini affranti che trova(ro)no consolazione nei bassi istinti del "Dio" uccello o del di lei buchino, "insaporiti" di un candore che seppellirono, annichilendolo nell'"insaporendo(lo)" famelico del "prendi quel che viene, così vieni e non svieni".
Uomini che esorcizzano la loro morte in lavori infimi e mediocri al fine di appagarsi in un consumismo esasperante che dia un senso alla mediocritas che se ne evince nella loro posa da "vincenti".
Uomini che osteggiarono il "diverso", soffocandolo in patimenti che io non (com)patisco, abbracci ipocriti da Giuda borioso e pieno di sé, essi rifiutano la mano del nero ma poi votano Obama, (s)cacciano l'omosessuale dandogli del pervertito solo perché vuol viversi una sessualità meno disposta a genuflettersi a una natura che a lui non appartiene, ne invocano la fine e la sconfitta, infliggendogli pene psicologiche "giocate" sugli sguardi, quegli sguardi di sottecchi tesi a inaridire ogni sbalzo dell'anima che non coincida né collimi con una media conformità reputata giusta. Essi ambiscono a trofei di figa in cui pascere il loro benessere, fighe che non sempre lambiscono ma di cui benedicono la creazione, immolati in preghiere per ottenerle, celate dietro occhi di pietosa "bontà". Essi, pur di accoccolarsene, le coccolano regalandone fiori e corteggiamenti da circolo degli uomini "duri" ma "gentili", e mistificano la realtà soggiogati dal loro "ludico" eppur osceno piacere. Quello più immediato che protende all'oggetto, allo scarnificarsi per incarnarsi in Lei, fulgida leggiadria che accudirà i torpori di una notte insonne, "ammorbidendoli" in cavità accoglienti.
Sono quelli che vanno in bagno e non tirano lo sciacquone né si lavano le mani dopo la minzione, anche le donne rientrano in codesta categoria, e cucineranno piatti di pasta "fumante" per uno "spaghettarsi" col peperoncino. Il mare delle vacanze estive li aspetta, e si sdraieranno "pacati" attendendo l'ombra dell'ultimo Sole, nel pulviscolo "gozzovigliante" di un frenetico party post-abbronzatura.
"Eleganti" e "mansueti" ricoprono cariche pubbliche, "cioccolatinizzando" il Mondo coi loro ammonimenti dolcificanti, e i loro figli saranno in cura presso i migliori psichiatri perché troppo "ribelli" o accusati di "disagio" per un Mondo che, semplicemente, vorrebbero migliore.
Medici arricchiti sulle spalle della povera gente, quella a cui la si può dar a bere, s'imbucheranno in qualche teatro per una recita di zombies pomposi e non più "pompanti".
E la vita scorrerà "arguta" nella posa burocratica della loro "bonarietà", o solo di quel sorrisino che pare compiacersi di quei "Diavoli" che non la pensano come loro, a cui affibbiare patenti mostruose per non rivedere la propria arroganza, i loro plebisciti dogmatici, quel presunto "ordine morale" da non travi(s)are, da cui non bisogna (s)fuggire per rifuggersi altrove, per "rifugiarsi", ribaltano la verità aggiustando le leggi del Mondo o plagiandole a piacimento, solipsisti a cui non si deve negare la "giustezza".
E un altro maiale osserverà "beato" la sua puttana in un night club, dove, più tardi, la "camionizzerà".
Firmato il Genius
Come potermi dare del folle quando viviamo in un Mondo pazzo?
Io sono uomo che volle privarsi delle pulsioni più falsamente retoriche e forse anche erotiche. Mi "eleggeranno" santo ma avrò lasciato una traccia del mio passaggio, mentre gli altri se la spassano e basta, se le spaccano, e se le passano.
Commenti
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25 novembre 2010, 16:21 di panflo
Proprio ieri sera ho sentito dire in TV che Amy Whinehouse ha dichiarato di non tirare mai lo sciacquone.
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25 novembre 2010, 17:15 di chribio1
per correttezza,non era Amy Winehouse ma Megan Fox,anch'io avrei pensato alla Winehouse quando fecero la domanda all' "Eredita'"!!! Cmq a me piace moltissimo "Che vita da cani!":
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26 novembre 2010, 05:05 di LAMPUR
Aprirei un dibattito a tal proposito... perchè al cinema (ma non solo al cinema ovviamente...) due volte su tre trovo lo sciacquone non tirato? E' una moda? Un segno di distinzione? Un declassamento inaccettabile? Un atto indecente? Stà gente in casa propria lo tira?
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26 novembre 2010, 07:54 di yume
Ecco i dibattiti che mi piacciono!
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26 novembre 2010, 08:02 di Immorale
Aveva ragione Kerouac....
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26 novembre 2010, 19:09 di LAMPUR
Ma voi altri maschietti la pipì la fate seduti o in piedi?
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