Storia di Italia in 7 film
Lista quasi dovuta dato che nel 2011 ricorrerà il centocinquantenario dell'Unità d'Italia! Argomento spinoso discusso e sbandierato in questi ultimi mesi, voi cosa ne pensate? Noi abbiamo tentato un esperimento: riassumere la storia d'Italia in 7 film! Lista parziale - parzialissima - ricca di ommissioni e mancanze ovviamente da implementare con i vostri suggerimenti. 7 film per 7 momenti/temi cui sentiamo di non poter rinunciare se dovessimo raccontare a un alieno la storia di Italia attraverso un cineforum...
- Il Gattopardo (1962) Alle origini della nazione. Perchè prima di raccontarla bisogna pur farla questa Italia. Capolavoro viscontiano che consente di scrivere una pagina della storia d'Italia attraverso uno dei film che hanno fatto la storia del cinema italiano (e della sua letteratura). Perchè ci sono tutte le contraddizioni del Risorgimento e perché vi è la famosa frase del Barone di Salina che descrive gran parte della storia che verrà: "se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi"
- La grande guerra (1959) La prima esperienza condivisa da tutti gli italiani, perché fu la guerra a "fare gli italiani" di D'Azeglio, oppure no? Amarezza e riflessioni sul primo grande massacro del Novecento attraverso l'occhio di Mario Monicelli, perché la storia italiana forse altro non è che una commedia dal tono molto (troppo) amaro.
- Una giornata particolare (1977) Una giornata nel regime fascista con la radio che eccheggia ininterrottamente in sottofondo e l'Italia che entra a far parte della Storia (la storia drammatica della seconda guerra mondiale). Il punto di vista è quello degli esclusi -una donna e un omosessuale- possibile solo nel '77. Una storia apparentemente minore per raccontare quello che fu la dittatura, dandone anche una lettura di genere, attraverso la mano di un altro grande regista italiano: Ettore Scola
- Tutti a casa (1960) Perché racconta l'anno zero della nazione: quell' 8 settembre 1943 che segnò l'inizio della guerra civile e fu la premessa alla futura nascita dell'Italia repubblicana. Perchè racconta il momento drammatico della "scelta" dal punto di vista più antiretorico: quello degli sbandati in marcia verso casa. Perché - diciamolo - sa anche essere epico in quella scena finale sui giorni della liberazione di Napoli: quando no, "non si può stare sempre a guardare"
- Roma città aperta (1945) L'epica della Liberazione e forse, la massima espressione del cinema italiano: quel neorealismo che segnò il linguaggio del dopoguerra con l'interpretazione dell'icona stessa dell'Italia liberata, l'immensa Anna Magnani
- La classe operaia va in paradiso (1972) Per il duro scoglio del '68 scegliamo un punto di vista parziale, ideologico e discusso. Perché Petri - piaccia o no - ci sembra la sintesi efficace di un'epoca e perché gli anni '70 sono scolpiti sul volto di Gian Maria Volonté
- Buongiorno, notte (2003) Uno dei pochi film d'autore degli ultimi decenni. Perché ha il coraggio di confrontarsi con uno dei momenti più drammatici della storia d'Italia: il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro
Commenti
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1 dicembre 2010, 18:22 di Peppe Comune
Grande lista. Abbiamo una passione in comune e per questo mi permetto di rimandarti a una mia playlist "La nostra storia al cinema". Un saluto.
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1 dicembre 2010, 19:12 di GIANNISV66
Mi dispiace ma vi avevo preceduto la settimana scorsa.....:-). Devo dire che rispetto alla mia playlist (storia d'Italia, riflessioni sulla nascita di una nazione) abbiamo solo due titoli in comune. Credo che abbiamo usato due criteri di scelta diversi. Dunque per altri titoli da suggerire (come voi chiedete in premessa) vi rimando alla sopracitata palylist. Un saluto
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2 dicembre 2010, 18:38 di Dalton
Inserirei IL SORPASSO, UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO, IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
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2 dicembre 2010, 21:48 di silvia25
io metterei anche i neousciti "l'uomo che verrà" e "Noi credevamo"
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2 dicembre 2010, 23:14 di BlogStoria
Quoto assolutamente "Il Sorpasso" e "Un borghese piccolo, piccolo". Dei recenti "L'Uomo che verrà" mentre "Noi credevamo" non ci è piaciuto molto. Però ci starebbe anche "Il Divo", "Todo modo" di Petri, e come suggerito da Peppe nella sua playlist "Bronte-Cronaca di un massacro" e il bellissimo "Sacco e Vanzetti"...
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3 dicembre 2010, 04:05 di Inside man
Ottime scelte! Per sottolineare il ruolo avuto dal cinema italiano come evento storico in se stesso, mi sarei servito di un (esteso) riferimento al cruciale snodo verificatosi nella società a cavallo del boom economico, intorno al 1960, raffigurato genialmente (seppure in maniera più introspettiva che prettamente storiografica) da un coevo "poker delle meraviglie": La dolce vita, La notte, Il sorpasso e Rocco e i suoi fratelli (più altri titoli di tutto rilievo); la constatazione di quei livelli di qualità, quantità e simultaneità cronologica la dice lunga sull'insuperabile capacità che aveva il ns cinema del tempo nel saper cogliere e reinterpretare criticamente ed artisticamente ogni minimo fermento sociale e culturale, ogni sfaccettatura della complessità contemporanea, ogni potenziale portata dei cambiamenti allora in atto, fino a plasmarli risolutamente a sua volta, in un sopraffino gioco osmotico di discendenze e ascendenze. Dunque per almeno un ventennio a partire dal 1945 (o dal "42 con Ossessione), il cinema italiano è stato un assoluto protagonista della Storia d'Italia e non un semplice, seppur privilegiato, testimone di eventi. Raccontando ermeneuticamente le nostrane vicende attraverso il magistrale utilizzo di un media al tempo ancora in fase "dominante" (quindi nella piena titolarità delle potentissime prerogative de "il medium è il messaggio") le opere dei ns massimi autori cinematografici hanno di fatto inciso sulla Storia, più di quanto si tenda oggi a percepire.
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