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03/12/2010 h. 19.25 Registi: Playlist libera
Robert Duvall contro Stanley Kubrick

Robert Duvall contro Stanley Kubrick

Durante una recente tavola rotonda di fine anno tra attori tenuta dell'Hollywood Reporter, Robert Duvall ha definito Kubrick "nemico degli attori" a causa delle estenuanti quantità di ciak a cui il maestro sottoponeva i suoi interpreti. Sempre secondo Duvall, questo perfezionismo distrugge lo spirito degli attori e ne sarebbe la prova la recitazione nei film di Kubrick, a suo dire la peggiore mai vista al cinema. Forse tra le motivazioni di Duvall c'era dell'esibizionismo provocatorio fine a se stesso ( non ci credo che non sappia chi è David Fincher...), ma è comunque l'ennesimo capitolo nell'eterna storia di amore/odio tra registi e attori: sono i registi ad essere tirannici o sono gli attori ad essere viziati? (O sono entrambi egocentrici?)

  1. Stanley Kubrick la rifacciamo!
  2. Robert Duvall buona la prima...
  3. David Fincher altro noto perfezionista amante dei ciak infiniti
  4. Luis Buñuel gli attori erano "scarafaggi"...
  5. Alfred Hitchcock gli attori erano "bestiame"...
SI

Commenti

  • 3 dicembre 2010, 19:39 di maghella

    Nel bel film documentario di Vivian Kubrick, sul backstage di Shinig, Jack Nicholson si dice molto soddisfatto del metodo utilizzato da Kubrick per farlo lavorare, mantre la Shelley Duvall ne è rimasta scioccata e molto stressata, e solo successivamente ha apprezzato l'esperienza avuta con il grande regista...Gli attori vanno utilizzati al meglio, e certe forzature servono anche per ottenere sforzi che si hanno solo quando si abbandonano filtri e schemi prefissati. Molto spesso quando si è più stanchi, demotivati e si abbassano le difese si da il meglio di sè stessi. Io voto sicuramente per il metodo Kubrick.

    cancella commento cancella commento e blacklista maghella
  • 3 dicembre 2010, 20:34 di jonas

    Posso capire le motivazioni di entrambe le categorie: quindi, sì, in generale i registi sono tirannici, gli attori viziati ed entrambi egocentrici. Kubrick in particolare doveva essere un tipo difficile da trattare.

    cancella commento cancella commento e blacklista jonas
  • 3 dicembre 2010, 21:24 di Utente rimosso (mike patton)

    Quelle di Robert Duvall sono cazzate, sintomo di marasma senile, se necessario anche mille cialk, e poi gli attori sono strapagati

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  • 3 dicembre 2010, 21:59 di Utente rimosso (Marcello Del Cam

    Be', se leggete cosa dice di Paul Newman, Alida Valli, Sean Connery Sir Alfred Hitchcock nell'intervista a Truffaut, certamente capirete che Kubrick non aveva di questi problemi (parlare alle spalle degli attori), era molto severo, ma che direbbero gli attori di testro se dovessero lamentarsi delle prove estenuanti del regista? Invece da quella parte non si discute nemmeno. Fare molti ciak, fare pochi ciak (Kubrick vs Eatwood - tanto per fare due esempi) non denota il valore di un regista. Ma c'è una differenza: Kubrick ha utilizzato grandi attori teatrali come Patrick Magee e con questi avrà avuto senz'altro meno problemi, anzi nessuno. I problemi sono nati con gli Earl Jones, George C. Scott, Harvey Keitel (che abbandonò il set di "Eyes Wide Shut), tutti attori caratterialmente inclini alla polemica muscolare. Con Kirk Douglas ebbe solo problemi di tipo, diciamo, registico e Douglas ebbe la meglio perché Kubrick aveva appena ventisette anni e insime a Welles era il regista più giovane che Hollywood avesse mai avuto. Non è un caso che entrambi se la filarono dall'America. Con Marlon Brando ci furono scintille: c'è da chiedersi con chi Brando non avesse mai litigato. E' vero che la scena della scalinata fece venirre l'esaurimento nervoso ai due divi americani, ma sfido chiunque a citare in tutta la storia del cinema una scena in un qualsiasi film che possa stargli alla pari, forse l'altra scalinata di "Viale del tramonro", ebbene Wilder fece molti ciak prima di ritenerla perfetta. Robert Duvall è un bravo attore, visibilmente in debito di ossigeno, ma di ossi duri Kubrick ne ha trovato, ma non mi si venga a dire che Sterling Hayden era una mammola, era solo più intelligente di Duvall. Sapeva quello che faceva.

    cancella commento cancella commento e blacklista Utente rimosso (Marcello Del Cam
  • 3 dicembre 2010, 23:34 di Utente rimosso (andreona)

    Invece lui nella "Lettera scarlatta" era un amore. Andai a vedere quell'abominio sotto Natale e continuai ad avere gli incubi notturni fino alla befana, proprio per colpa di Duvall.

    cancella commento cancella commento e blacklista Utente rimosso (andreona)
  • 4 dicembre 2010, 02:28 di kubritch

    Vecchie storie. Forse un po' d'invidia del genio. Humanum est. A me sono rimaste impresse le lacrime sincere di Nicole Kidman commentando la morte di Kubrick. Ne parlava, proprio, come un caro amico. Evidentemente esisteva tra loro un'affinità intellettiva oltre che affettiva. Non credo affatto che Kubrick fosse questo despota burbero. Era esagente perché aveva una visione precisa e voleva che gli attori vi si adeguassero conoscendo benissimo le loro capacità e i loro limiti. La Duvall nello stesso backstage di Vivian, parla positivamente, dell'esperienza con Kubrick. E' noto che Kubrick si sia scontrato con tutti i suoi attori fino a Tom Cruise. Le stars hollywoodiane sviluppano una sorta di megalomania che li porta a voler imprimere la propria firma sui film in cui lavorano per questo K. tendeva ad evitarli. Credo che facciano stipulare dei contratti ad hoc. Mentre la condizione per lavorare con K. era, molto probabilmente, l'annullamento di qualsiasi clausola contrattuale limitativa rispetto alla creatività dell'autore. Gli attori dovevano garantire, per esempio, una disponibilità illimitata di tempo. In fase di produzione di Eye Wide Shut, sono venuti a mancare Harvey Keitel e Jennifer Jason Leigh, conoscendo i tipi, quasi sicuramente, per divergenze artistiche con il regista, sostituiti da un efficacissimo Sidney Pollack e Marie Richardson. Se Pollack nelle interviste parlava di Kubrick con un'ammirazione reverenziale, bè, qualche ragione ci sarà. Quindi i giudizi sferzanti dei registi sono la conseguenza dell'atteggiamento di quegli attori che si sentono, in qualche modo, feriti nel loro orgoglio, svalutati, se non hanno la possibilità di collaborare alla messainscena, quasi come fossero alla pari col regista. Con Kubrick ed Hitchcock gli attori vedono frustrata quella consuetudine ad avere parte attiva nel progetto, dalla scelta dei costumi alle pose sul set. Per il fatto di avere ingaggi milionari pensano di essere geni dell'umanità e mal sopportano di avere un ruolo passivo. Per cui si scatenano dei duri conflitti sui set, intenzionalimente attizzati dagli attori per dimostrare a sé stessi di valere. Si dice che gli attori siano pieni di fragilità ed insicurezze. Pare che la timidezza sia un tratto abbastanza ricorrente. Se ne parla anche come una compagnia di guitti, astuti imbroglioni e al quanto ignoranti, tutt'altro che gente impegnata e ispirata. Didertot, quello dell'Encyclopedie scrive che 'l'estrema sensibilità rende l'attore mediocre; la sensibilità mediocre appartiene alla maggioranza dei migliori attori; la mancanza assoluta di sensibilità prepara gli attori sublimi.' In questa prospettiva si può capire più facilmente cosa intendesse Hitchcock quando paragonava gli attori ad una mandria di vacche al pascolo. Una battuta ironica che sicuramente non valeva per tutti gli attori visto che per alcuni di loro aveva una profonda ammirazione, ai limiti dell'invidia.

    cancella commento cancella commento e blacklista kubritch

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