
Le dame e il cavaliere
L'Italia è un caso più unico che raro di democrazia occidentale. Lo status democratico è sancito per lo più dalla sua struttura legislativa e dalla sua Costituzione ma è lo stato dei fatti ad essere preoccupante. Stando alle statistiche di Trasparency International o ai dati di Freedom House (la vera casa della libertà) ed anche solo scorrendo le statistiche sul grado di alfabetizzazione e cultura, rispetto agli altri paesi europei, emerge un quadro piuttosto preoccupante del Bel Paese (di merda, nda). Indicatore di questo malessere è lo stato della libertà di espressione (in tutte le sue forme) e l'ultimo esempio in tal senso arriva da un documentario a cura di Franco Fracassi non ancora presente negli archivi di film.tv (ed in tal senso spero che Database stia leggendo questa play e possa provvedere). Nei paesi normali i giornalisti sono dei cani da guardia del potere, qui in Italia sono solo cani da riporto e così questo documentario sta passando quasi totalmente inosservato (se non fosse per i soliti amici de Il Fatto Quotidiano) e nessuno vuole distribuirlo, nè a mezzo stampa e nemmeno attraverso circuiti di distribuzione televisiva o cinematografica. Negli altri paesi sarà accessibilissimo, qui è tabù. Anche giornali dichiaratamente di sinistra come Repubblica o l'Unità, sembra abbiano fatto orecchie da mercante temendo di non potersi sobbarcare le spese di eventuali querele da parte del Patron dell'Italia e dei suoi lacché. L'America è un paese che ha tanti difetti ma sicuramente da spazio al contraddittorio e permette l'espressione di dissenso verso il potere (che sia in carica o meno). In America puoi trovare in sala W. di Oliver Stone e puoi guardare i documentari di Michael Moore. Puoi leggere "No Logo" della canadese Naomi Klein e i saggi di Chomsky sui giochi nascosti del potere. In Italia invece vediamo un premio Nobel come Saramago che viene censurato per aver criticato un certo nano di nostra conoscenza, vediamo la totale assenza di notizie che riguardino le collusioni con la mafia di chi sta al governo e vengono censurati i documentari sull'ascesa del Cavaliere al potere, persino le sue figuracce al parlamento europeo. Questa play vuol solo lanciare un segnale di vita e stimolare la conoscenza del sottobosco culturale che sta sepolto sotto i libri spazzatura di Vespa e la sottocultura imperante, attraverso quei canali che sono meno battuti ma non per questo poco accessibili. E' importante dire che mi rivolgo non solo ma soprattutto a chi simpatizza per gli attuali governanti, perché l'informazione non può far male a nessuno e si dovrebbe smetterla di prendere posizioni preconcette senza piuttosto analizzare la cosa più importante: i fatti. Il documentario in questione è visibile anche da Internet, qui trovate un articolo che spiega tutto:
http://ledameeilcavaliere.blogspot.com/
- Quando c'era Silvio (2006)
- Fahrenheit 9/11 (2004)
- Sicko (2007)
- Bowling a Columbine (2002)
- Religiolus (2008)
- Bye Bye Berlusconi! (2006) Manca in archivio per cui il link è sbagliato. Si tratta di "Sua Maestà Silvio Berlusconi", un documentario della tv francese, mica italiana: http://video.google.com/videoplay?docid=-8727554755782100571#
- W. (2008)
Commenti
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4 dicembre 2010, 15:51 di panflo
Hai ragione @alfa ma io che nella mia vita ne hoviste tante non riesco più a scandalizzarmi < Non hai idea di come la DC ci ingannò negli anni 50/60 : la politica operava nel silenzio delle sue stanze. i giornali e la TV scrivevano le veline che venivano loro trasmesse dall'ufficio stampa del governo e tout andava bien, madame la marquise.
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4 dicembre 2010, 15:58 di dedo
Ormai ci siamo vicini a liberarcene. Speriamo di non cadere dalla padella nella brace.@panflo gli inganni e le omissioni della DC sono continuati anche oltre il '60 e si mischiarono con quelli di San Craxi. Un amaro saluto Dedo
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5 dicembre 2010, 11:44 di riverworld
"Nei paesi normali i giornalisti sono dei cani da guardia del potere, qui in Italia sono solo cani da riporto..." non so se questa frase è tua oppure no, ma me la sono scolpita per bene nella testa. Fantastica e purtroppo vera. Grazie.
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5 dicembre 2010, 12:13 di alfatocoferolo
Non è mia, è un famoso giornalista (mi pare vincitore di Pulitzer) ad aver definito i giornalisti come cani da guardia del potere, Travaglio l'ha citato aggiungendoci la battuta dei cani da riporto nel suo "La scomparsa dei fatti" ed in altri libri. Come avrai capito, è rimasta scolpita anche in me. :)
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6 dicembre 2010, 08:56 di riverworld
@alfa grazie mille, informazione interessante
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6 dicembre 2010, 17:51 di panflo
Camus disse : La stampa libera può essere buona o cattiva, ma è certissimo che senza libertà non potrà essere altro che cattiva.
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7 dicembre 2010, 19:21 di cantautoredelnulla
Un segnale di vita importante e una riflessione che ogni volta che affronto mi spaventa.
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8 dicembre 2010, 00:46 di alfatocoferolo
Guarda allora quel documentario, cantautore. C'è molto di cui spaventarsi. Ci sono un cumulo di menzogne assurde, Noemi ha persino spergiurato, sotto gli occhi soddisfatti della madre, sulla memoria di suo fratello di non aver mai chiamato il nano con l'appellativo di Papy. Il nano medesimo ha spergiurato di conoscere i familiari di Noemi la qual cosa è stata smentita dalla testimonianza dell'ex di lei. Lo stesso ex cui è stata preparata una trappola con mandanti quelli del Giornale (che hanno poi pubblicato la notizia) e fautore un giornalista (per modo di dire) di Chi. E non è l'unica, un'altra è stata preparata per Lillo pur di confezionare notizie farlocche da imbocccare agli allocchi che ancora comprano quel cumulo di carta igienica. La D'Addario è stata speronata in auto, rischiando la vita, dopo le sue dichiarazioni. Silvio le chiedeva, tra l'altro, di farsi leccare da altre partecipanti ai suoi festini. C'è lo schifo dello schifo, notizie confezionate da zero per tenere a bada gli elettori in attesa delle amministrative; la cosa assurda è che questa è solo la punta dell'iceberg, ciò che è pervenuto ad orecchie disposte a raccontarlo.
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