
No more heroes anymore?
Non sono una melomane esperta, ma sono anni che constato due assenze dal cartellone dell'Arena di Verona: Il "Macbeth" verdiano e tutto Wagner, che a mio modesto parere ben si presterebbero con il loro carattere epico fantastico ad uno scenario come l'anfiteatro romano. Per quel che riguarda il Macbeth, si vocifera che porti scarogna. La motivazione popolare della mancanza di Nibelunghi e Valchirie è ancora più interessante: pare che non si voglia accrescere la nomea filonazista ed antisemita della città scaligera rappresentando colui che ha fatto venire "voglia di invadere la Polonia". La trovo una pittoresca leggenda metropolitana e attribuisco l'assenza di Wagner ad altri fattori, quali la tradizione dell'Arena di privilegiare il repertorio verdiano ed i compositori italiani in genere e la difficoltà oggettiva di allestire opere spesso lunghissime in un ambiente alla mercé dei capricci atmosferici e con sedili in marmo non comodissimi. Beninteso, che Wagner fosse antisemita è innegabile, ma sostenere che tutti coloro amano la le sue opere lo siano è assurdo, ed è ancora più assurdo che miti e leggende nordici in toto si trovino ancora a scontare un marchio d'infamia non meritato da loro, ma dai nazisti che ne hanno fatto scempio. Con tutti i rigurgiti nazisti che infettano Verona e il mondo intero, trovo quantomeno ipocrita buttare il peso della croce uncinata su saghe e vichinghi. Come vorrei che si riuscisse a riappropriarsi di questo immenso patrimonio dell'immaginario, sottraendolo alle sudice grinfie di Hitler e seguaci vecchi e nuovi. Resta però il sospetto che questo pregiudizio sia quasi sempre un pretesto ipocrita. Come accennavo in una play di Panflo, a penare sono i miti e leggende tutti, da Brunilde a Artù, da Cù Chulainn a Teseo, perché, detto brutalmente, non tirano. Il cinema è fedele specchio di questa tendenza: le rare volte che gli eroi si riaffacciano sullo schermo è in "Beowulf" o il remake di "Scontro di Titani", mostruosità di una bruttezza tale da preferire che fossero ignorati. Così mi unisco agli Stranglers nel domandarmi "whatever happened to the heroes, all the Shakesperoes?"
Commenti
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25 dicembre 2010, 18:15 di panflo
Aggiungerei che all'epoca di Wagner tutta l'Europa era antisemita queasi persino anche i giudei; il fatto è che Wagner è poco amato da sempre in Italia perché duro e poco melodico. Pensare invece che ha dei momenti intensi, accorati, sensuali. Buone feste @eloise (che bel nome nordico !)
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25 dicembre 2010, 18:32 di Utente rimosso (andreona)
Ipcrisia è il termine giusto. Ottima play, @eloiseshf.
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