God's lonely men (R-Rated)
Capitolo 1
Di come considero Travis Bickle un eroe
Qualche volta nella vita s'incrociano persone simili a te, che nutrono la stessa mancanza di "appetito", che di fame non si sfamano e passano il Tempo, girovaganti e "tristi", addobbati solo della loro essenza, in una nudità che alcuni reputeranno mostruosa o da tacciare di chissà quale pericolosità.
Gente "mohicana", forse gli ultimi guerrieri di una notte che non ha nulla da chiedere, e se è "bianca" è meglio che rimanga così, ché di tediarti per angeli biondi cagionatrici di altri problemi io e il Travis non abbiamo mezza voglia.
A volte non ti preoccupi del tuo "abito", uno straniero a passo di danza con la pistola pronta all'uso, che adopererai per qualche porco che le sevizia viziandosene. Un animale nel gran caos della città, che di sicuro poco ama i caffè nella penombra o lo scrosciare di un ruscello in un Giorno diamante.
Abituato a squamare dignità altrui, profittandosi delle loro "ingenuità" o di un virginale candore che troppo presto conobbe la parte più maschia dell'uomo, quella che non si castiga se sente "muoversi" qualcosa, e comincia a scrutarle con aria volpesca, pregustando già con ghigno maligno la lauta cenetta della sua sovreccitata eccitazione, di quegli ormoni scimmieschi che scalpitano, digrignano i denti e lascian che la lingua svolga poi il proprio dovere.
Uno sparo che risolverà tutto, ti dissolverà, mentre passeggerai imbragato dal tuo solito ciuffo a Mezzanotte, diguazzando in un "prato" di arcana solitudine, alieno di un Mondo da cui ti alienasti. Consapevole uomo che poco vuol profumarsi in ardori che reputa repellenti, e che delle "vischiosità" del Mondo non vuole ammorbarsene. Preferirà sempre guardare la Tv con sguardo "spaesato", col grilletto puntato alla sporcizia e alla putredine, leggendo di noir in cui l'eroe è un "povero disgraziato" che dalla vita vuole solo un whisky senza tette, senza che coli su i di Lei capezzoli, senza pensare ai suoi grilli per la testa e ai suoi grilletti.
Sfumeremo fumando, adibendoci ad una "mestizia" vagabonda, lunari e "ripudiati", e le ferite non rimargineranno, semmai ci emargineranno, ma sarà un altro affronto che guarderemo con orgoglio, in cui "gauderemo", ché del godere siamo estranei.
Capitolo 2
Natale fra giovani rimbambiti amanti della "modernità" e del suo osceno scempio
Scampoli di vita rubata, ché non mangi, occhi sgualciti nella polvere e un altro giretto a vuoto a non ammirare chi (si) mira in "alto" o propende ad ambizioni che lo sfamino per approdare su spiagge "argento" con uno yacht in HD.
Poltriranno a "gustarsi" fra risatine goliardiche in cui si fa la gara a chi dice la battuta "migliore" per conquistare la pollastrella più "appetibile", colei che calza tacchi su collants che aderiscano al suo sfilarlo e al di Lei "infilzarla".
Vado a pescare nella memoria il primo giorno in cui mi masturbai, devo ammettere che col senno di poi non (mi) fu cosa lieta, insomma fui, meglio se avessi fumato, avrei allentato gli "scricchiolii" di una gioventù che era lì lì per fiorire, ché di estasi o di droghe erotiche mi sarei ammansito in una "demenza" che mi fu foriera di "saggezza", forse solo di un altro dolore o di un fegato allo spasmo.
Devo dirla tutta, guardiamoci in faccia, siete uomini che lavorano per ambire al di Lei zuccherino, e in sweet melodies ancheggierete in letti per amplessi scoscesi dopo che Lei, turlupiandovi, vi mostrò "di sottecchi" la coscia, il piatto prelibato per l'accesso al "proibito". Da consumare "caldo" nel tepore di una fredda giornata d'Inverno, sempre meglio un film di Robert Altman, a piedi nudi nel parco "galleggerà" in mezzo a papere, "paperinizzandola" senza far sesso con un'ochetta. Senza occhiolini.
La vita è come Vince Lombardi, un uomo pasciuto che non si arrese a chi lo dava per "morto", le diagnosi affrettate rendono molti soldi agli psichiatri e molte "dolenze" a qualcosa che si è reso "indolente".
Ricordatelo, ora che siete uomini che amano un piede di donna dopo che vi fece, già fece, piedino.
E il Natale che c'entra? Sappiatelo, l'uomo tacchino ama il di Lei tacchineggiare, io non uso il tacco ma solo il tabacco.
Capitolo 3
La mia gita in barca... incontrai Hemingway e gli domandai se la suocera aveva cucinato lo squalo
La vita è un vecchio e il mare, dovreste saperlo, voi che vi curate da "drammi" dell'anima e passate il Tempo ad ingannare il prossimo neanche fosse Kirk Douglas nei suoi attuali giorni morenti (anche il figlio Mike non sta benissimo...).
Nella vita esiste Honolulu e il Babau, io preferisco il fiume Hudson, in cui puoi incontrare Rock che balla il liscio, in fondo era un homo eroticus un po' omosessuale.
E ora fiato alle trombe, il mio jazz è un po' di latte caldo al tepore della sera. E fu Sera e fu Mattino. Domani, smentendo O'Hara, non sarà un altro Giorno. Sarà notte fonda, per il mio De Profundis. Io e i sepolcri siamo amanti dopo un panino col bacon.
Mentre la nonnetta cucina lo squalo in salsa agro-dolce, Lei che di "dolci" si riempì la pancia, anche di uomini squali. Lei sa... Non fidatevi della sua artrite.
Firmato il Genius
Il mio inchino non è da uomo chino, è da uomo-vino, da uomo che conosce l'odore di Venezia quando non ci sono turisti scassapalle.
Siamo dei God's Lonely men, già, non sono il solo. Non sono, a dirla tutta, il Sole.
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