Stamattina avevo voglia di dormire nella mia testa, ma la solita puttana del vicolo di fronte voleva che le rischiarassi la voce
Nuova Domenica che borbotta, tambureggia nella tua mente, mentre il solito circo ti danza intorno, qualche volta ci balli dentro, lo avvinghi, lo "inghiotti", ma alla fine ne esci "esausto", esternando inascoltati dilemmi esistenziali che fanno le fusa alla tua anima.
Solo o spensierato, poi in "bagorde" compagnie, nella Luce tiepida del Giorno, come ultimo imperatore, grande prima di nascere, allevato ai vezzi e all'esser vezzeggiato, poi costretto ad "adombrarsi" nella "normalità" dove vige l'imprevisto e devi esser vigile.
Scali una montagna e poi ti addormenti di nuovo, una frase sciocca, un volgare doppio senso di battistiana memoria a farti ricascare nelle "crisi" o così le chiamano, e i pensieri vagano, poi svaniscono, afferri attimi di eternità per poi scomparire, ti rintani, intoni una melodia melanconica o solo sognante, poi la realtà ti richiama all'ordine, tutti si tirano giù le maniche e tu vorresti sfilarle solo la gonna, tirarti giù i calzoni, osceno "giullareggi" emulando qualche "matto" di un libro d'avventure, di pirati in tinta colorata e di barboni con uno spicciolo di vanità ancora in tasca.
E' la vita che, prima s'ammansì e ora rivendica lussurie addolcite in troppa celluloide, in troppi sguardi "oltre" o solo in altrove "mistici", corroborati da sane schioppettate contro il "dio" danaro che tutto vizia, persino il sesso.
Brami, non ami, ti amerà? Musiche da appartamenti tristi, periferie desolate e il solito corvo che ti fa maramao col suo volto da stronzo. E' un corvo col cipiglio, di "grana grossa" come un cialtrone film natalizio, nell'ospizio viene ammazzata un'altra vecchia col flit e Di Vaio segna sempre, anche di (ri)battuta, lo stadio s'invola e tu ti "crocefiggi", un po' fritto, un po' impanato, un po' anno del dragone. Un po' buffone un po' "Sarai mia".
Una statua d'argillo, colosso lo sei sempre stato e a qualcuno non andavi bene e t'ha "(s)venduto" come ultima ruota del carro, questo carro che si lagna e si lagnerà sempre, che piange problemi inuutili e le sue unghie rotte, che si corrompe, e lascia che quattro pagliacci la raccontino "giusta".
La solita puttana ti fa l'occhiolino e tu rispondi con un laconico ma secco e abrasivo: "Senti, poche puttanate, oggi non mi va di essere un uomo altrui, non mi va mai, vai vai, dai".
Un rockettaro si suicida o succhia dal di Lei "biberon", un altro figlio da allattare e tu che ti alletti con un altro "buon" film, di cowboy dalla faccia di merda e l'alito "pesante", gente che imparò a far di conto ancor prima di cercare il dollaro in più.
Le loro madri sono donne che li educarono a recitare l'Ave Maria anche quando il Mondo fu per loro una tremenda sciagura.
Quando ci furono jatture, "catture" o solo brutture.
Io di mio penso ad essere un uomo che ama l'imbrunire come le cosce di una donna che non deve chiederti dei soldi.
Firmato il Genius
E ora datemi quel che mi spetta. Cioè tutto.
- Per qualche dollaro in più (1965) L'Indio patì giorni poco felici, perché un biondo vide lontano...
- Rocky V (1990) Il mio ring è la strada.
- Over the Top (1987) Ho spezzato il braccio e ora incasso.
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