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11/01/2011 h. 18.19 Film: Playlist libera
Luis Bunuel. Il fascino discreto di un maestro.

Luis Bunuel. Il fascino discreto di un maestro.

Il cinema di Luis Bunuel è una spruzzata di intelligenza viva rivolta contro la passiva acquiescenza di uno stato delle cose accettato per abitubine e difeso per opportunità. Gli attacchi più lucidi e feroci all’alta borghesia, ai vizi privati e publiche virtù di un mondo votato alla strenua conservazione di se stesso, non potevano che arrivare dall’"ateo per grazia di Dio", da un apologeta del surrealismo come Luis Bunuel. Con aria sardonica e fare dissacratorio, si comporta come lo studioso che indaga scrupolosamente l’oggetto della sua indagine e si diverte a togliergli la maschera che ha sempre portato, a metterlo nudo davanti al mondo con tutto il suo corollario di ipocrisie. Film come “L’angelo sterminatore”, “Il diario di una cameriera”, “Bella di giorno” , “Il fascino discreto della borghesia”, “Il fantasma della libertà”, sono quanto mai emblematici in tal senso tanto da sembrare dei processi solenni condotti contro esponenti dell’alta società con delle modalità che fanno pensare a una rivincita agognata per molto tempo. L’imprescindibile vena surrealista e l’uso costante della componente onirica danno al cinema di Bunuel la caratteristica fondamentale di negare la realtà nel momento stesso in cui ce la  sta mostrando, di cospargerla di segni e simboli per orientare l’analisi critica oltre il contingente rappresentato e di ingannare l’occhio deformante del potere che, pensando solo a ciò che è funzionale ai suoi interessi conservativi, considera ogni azione anticonformista alla stregua di una ribellione contro la sacralità dei suoi rituali canonici. E’ soprattutto l’indole “estetizzante” della borghesia l’oggetto di maggior interesse di Luis Bunuel, quella che connota il suo spirito reazionario, quella che riduce tutto alle formalità comandate, alle buone maniere da tenersi in pubblico, quella che sembra aver assorbito tutte le potenzialità critiche dell’uomo ormai indotto a conformarsi al senso comune più per quieta abitudine che per reale ed intima convinzione. Questo aspetto della sua poetica lo ritroviamo soprattutto negli attacchi rivolti contro le autorità ecclesiastiche. Trovo che Luis Bunuel abbia sempre attaccato ferocemente il mezzo religioso ma mai le finalità propugnate dal Cristianesimo. Al centro della sua disamina sociale c’è sempre stato l'uso demagogico e arbitrario che la Chiesa ha fatto della religione come dimostrano film come “Nazarin”, “Viridiana”, “Simon del deserto”, “La via lattea”, dove Bunuel desacralizza la materia religiosa offrendoci un umanità disumanizzata dalla miseria e dall’ignoranza, del tutto incapace di riconoscere il bene disinteressato che gli viene offerto e di affrancarsi dai ricatti della superstizione, dove dissacra i suoi orpelli formali per evidenziare l’ipocrita tendenza a perpetuare nel tempo una religiosità di tipo formale, affatto spirituale, tanto praticata convenzionalmente perchè acriticamente accettata, quanto socialmente inutile e nociva perchè non intimamente sentita. Luis Bunuel usa la ferrea logica dell'assurdo per minare le certezze consolidate dell'ordine costituito. Un patrimonio da conservare. 

  1. Un chien andalou (1929) Un rasoio taglia l'occhio di una donna. Lo sguargo non sarà più lo stesso, può contenere anche altro oltre la materia sesibile. Il cinema apre le porte al surrealismo.
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile I figli della violenza (1950) "ragazzi affettuosi e male amati / assassini adolescenti assassinati (Jaques Prèvert). Bunuel fissa l’assoluta mancanza di alternative legali per questi figli della violenza senza scadere nell’improduttiva commiserazione dell’emarginato sociale. Coglie la ferocia che anestetizza la ricerca d’amore senza essere moralista. La violenza è del mondo.
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Nazarin (1958) Padre Nazario è istintivamente votato al sacrificio, sempre pronto a concedersi amorevolmente all'altro e a donare quel poco che possiede a chi ha meno di lui. Ma le sue buone azioni gli si rivoltono sempre contro. La parabola "cristologica" di uomo per un altro mondo.
  4. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile L'angelo sterminatore (1962) Si azzera la volontà di agire a persone che l'hanno sempre potuta imporre agli altri e li si scaglia l'uno contro l'altro aprendo crepe nel loro corporativismo massonico. La morale borghese è sotto processo.
  5. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Simon del deserto (1965) L'inascoltato misticismo di un monaco stilita. Tra blasfemia e senso molto profondo della religione. Tra la forma "estetizzante" e la sostanza della carne umana.
  6. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Il fascino discreto della borghesia (1972) Le azioni di sei rispettabili borghesi rimangono sempre in sospeso, non giungono mai a compimento. L'indole parassitaria sopravvivive alla loro stessa improduttività sociale.
  7. Il fantasma della libertà (1974) Il mondo capovolto di Luis Bunuel in una divertita sagra degli ossimori. La glorificazione del surreale per una rivitalizzante cerimonia iconoclasta.
SI

Commenti

  • 11 gennaio 2011, 19:01 di almodovariana

    Guarda, ti ammiro: io a Bunuel non oso accostarmici! Troppa paura di non capirci una beneamata mazza o di trovarlo troppo "strano" e confinato a un'epoca e a un movimento. Curiosità: tu sei uno che lo ha apprezzato perché ha studiato cinema o c'è speranza anche per un profano?

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  • 11 gennaio 2011, 19:09 di Peppe Comune

    Sono un dilettante patentato e senza studi specifici. Si cerca semplicemente di depositare impressioni. Grato dell'intervento.

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  • 11 gennaio 2011, 20:42 di tabula rasa elettrificata

    Diamine , aprendo la pagina delle playlist ho avuto un sobbalzo ; finalmente un argomento interessante , uno squarcio di arguzia nel mare di "inutili liste della spesa" viste in questi ultimi giorni ! Non conoscevo Bunuel fino a circa un anno fa quando , per puro caso , decisi di vedere "il fascino discreto della borghesia" ; la scena d'inizio ( i 5 che percorrono la strada deserta ) mi fece pensare che , in fin dei conti , forse avevo fatto bene fino ad allora ad evitare i Suoi film ma , forse per inerzia , decisi di continuarne la visione . Ora , un anno dopo , ne ho visti 22 e non perdo occasione per ripensare , con un sorriso , al mio ostracismo precedente , forse figlio di un preconcetto instillato da qualche disinformazione raccolta da terza persona . Un grazie a Peppe per il gentile omaggio , ed un deciso incitamento ad Almodovariana che potrà ulteriormente apprezzare il cinema iberico contemporaneo dando uno sguardo alla produzione , mai banale anche se talvolta criticabile , di Bunuel . Il mio preferito , sempre che a qualcuno possa importarne qualcosa , è "La via lattea" . Ciao a tutti

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  • 12 gennaio 2011, 00:42 di jonas

    Avevo un compagno di liceo che era appassionato di Bunuel (si è poi laureato su di lui, e ora è uno studioso) e che mi ha introdotto al cinema d'autore. Dei film di Bunuel mi mancano Gran casino, Il grande teschio, Salita al cielo, Il fiume e la morte, Amanti senza domani, La selva dei dannati, L'isola che scotta e Violenza per una giovane: gli altri li ho visti tutti.

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  • 12 gennaio 2011, 05:35 di LAMPUR

    "depositare impressioni"... bellissima! Continua a depositare peppe... anche tu patrimonio da conservare... e, personalmente, adoro L'angelo sterminatore, micidiale frecciata all'ipocrisia.

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  • 12 gennaio 2011, 08:42 di FABIO1971

    Splendido omaggio a un maestro indiscusso, Peppe: il mio "esordio" con Buñuel fu il giorno della sua morte e ancora me lo ricordo... era l'estate del 1983, stavo in vacanza in Trentino con la mia famiglia e la sera, dopo il telegiornale, la Rai trasmise fuori programma ed in prima visione "Quell'oscuro oggetto del desiderio" per omaggiare il regista... Io stavo nella hall dell'albergo, i miei genitori erano usciti a fare una passeggiata con mio fratello e io speravo di vedere qualcos'altro in tv (anzi, stavo lì proprio per vedere questo qualcos'altro, ma non ricordo più che cosa fosse): invece c'era una coppia, erano giovani, che, appena l'annunciatrice ha presentato i programmi della serata, si sono alzati e hanno cambiato canale, sintonizzando la tv sul film di Buñuel... Stavo per alzarmi e andar via, il film è iniziato e dopo qualche minuto sono diventato suo schiavo per sempre... Ciao!!!

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  • 12 gennaio 2011, 14:10 di kikisan

    Commentando la tua opinione sul Fantasma della libertà,avevo detto che il mio Bunuel preferito è quello messicano;noto con piacere che nella playlist sono presenti 4 film di quel periodo(ed hai dovuto omettere Viridiana).Comunque nel caso di Bunuel le play dovrebbero avere almeno il doppio degli spazi...Agghiacciante il"documentario"Las Hurdes.Ciao.

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  • 12 gennaio 2011, 17:49 di degoffro

    Confesso candidamente che di Bunuel devo recuperare ancora molto, eppure quel poco che ho visto mi è piaciuto parecchio. E' uno di quegli autori nei cui confronti sono però sempre stato piuttosto intimorito, al pari di almodovariana. Dopo le tue analisi e questa ottima play urge porre rimedio.

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  • 13 gennaio 2011, 15:55 di AIDES

    Bunuel è uno scardinatore di tabù, un surrealista di scorza dura. Indubbiamente una figura autorale di spicco del '900, e una poetica tra le più importanti, anche se come artefice di cinema, non ‘assoluto’ da un punto di vista estetico/espressivo (lo scopo non è fare cinema, lo sappiamo, ma usarlo in modo radicale per dire altro). Di lui apprezzo l’indole libertaria, l’autonomia di pensiero e discorso, l’eclettismo, e quella gran cosa che va sotto il nome di ‘realismo visionario’. Instintivamente, soprattutto quel suo 'tocco' inconfondibile presente in tutte le sue opere importanti, a volte leggero, spesso pungente, dettato da un misto di ironica malizia, ruvidità contadina, anarchia e imprevedibilità. Per me il suo film più potente rimane L’Age d’or, Viridiana forse quello paradigmatico della maturità. Ciao

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  • 13 gennaio 2011, 16:01 di Utente rimosso (mike patton)

    @tabula rasa elettrificata, mamma che nick lungo, tra le liste della spesa c'è un interessante play sul maestro tratta da un articolo di Goffredo Fofi che vale la pena leggere.

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  • 13 gennaio 2011, 16:50 di tafo

    grazie a dio c'è il cinema di bunuel .. e le play di peppe comune

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  • 14 gennaio 2011, 00:43 di Peppe Comune

    Un grazie a tutti per gli interventi e la gratitudine dimostrata. A "tabula" dico di seguire il consiglio di "mike patton", ne vale la pena.

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  • 15 gennaio 2011, 11:18 di tabula rasa elettrificata

    Signori , ammetto che mi piacerebbe far di mestiere l'investigatore ma gettarmi a capofitto nell'impresa di individuare una playlist tra le 1655x20 ( Pagine x playlist a pag. = 33100) è troppo anche per me . Saluti surreali dalla via del cammino di Santiago ......

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  • 15 gennaio 2011, 12:18 di sasso67

    Bunuel è il mio preferito in assoluto, insieme a Kubrick. Penso che abbia realizzato una serie di capolavori ed altre oppere assai interessanti e sempre intelligenti. Il mio preferito è quello che resta un mezzo film, mai completato per la fine dei soldi del finanziamento: "Simon del deserto", 45 - 50 minuti di pura intelligenza e spirito iconoclasta.

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  • 15 gennaio 2011, 14:00 di Peppe Comune

    "Tabula", basta solo aprire le playlist di mike patton (pagina 1). Già che ci sei scorri anche quelle di Spopola, alla pagina 4 troverai un "trittico" ("Le idee e le ossessioni di un anarchico visionario") molto bello ed esauriente sul maestro spagnolo. L'invito vale per tutti.

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  • 15 gennaio 2011, 14:38 di tabula rasa elettrificata

    Ho letto Peppe : grazie del rimando , sempre gradito a riguardo di un argomento appassionante come questo . Alla prossima .

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  • 31 gennaio 2011, 09:05 di dedo

    Sempre competente e puntuale. Nonostante tutto ho visto poco del Maestro, ma "L'angelo sterminatore" ed "Il fascino discreto della borghesia" sono tra i film che mi hanno colpito molto. Un saluto Dedo

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  • 31 gennaio 2011, 14:01 di curiosone49

    per me che sono solo agli inizi di un processo interpretativo, Bunuel è molto difficile...perciò farò tesoro di questa bella play, grazie a Peppe Comune

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  • 31 gennaio 2011, 14:18 di curiosone49

    forse mi è più facile comprendere il Bunuel di "Quell'oscuro oggetto del desiderio"....dove è presentata la donna...veramente didfficile da capire...veramente "oscuro oggetto di desiderio" !!!!

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  • 1 febbraio 2011, 11:50 di Baliverna

    Anch'io sono un appassionato di Bunuel, solo che lo vedo in modo molto diverso da quello esposto nell'introduzione. E' proprio un caso curioso questo regista. Nonostante io sia cattolico, i suoi film non mi disturbano quasi mai. Anzi alcuni li trovo molto interessanti dal punto di vista morale e religioso, e per nulla irriverenti. I registi che ritengo veramente irriverenti mi urtano e non li sopporto proprio. Bunuel aveva un suo modo di rappresentare certe realtà, e anche quando potrebbe sembrare blasfemo, magari in realtà non lo è. Secondo me era uno che scherzava con santi e fanti, in modo istintivo e senza prendersi troppo sul serio. Quando infatti gli chiedevano in merito a certi simbolismi che i critici ravvisvano nei suoi film, egli rispondeva: può darsi, ma io non ci avevo pensato. L'unico suo film che secondo me è veramente blasfemo è "L'age d'or". I miei preferiti sono "Il fascino discreto della borghesia", "L'angelo sterminatore", "El", "Susana", "Estasi di un delitto". Il primo l'ho visto infinite volte, e ed è uno dei film della mia vita.

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