
Il Cinema per me
Che cos'è il Cinema per voi?
Rispondete con "ponderata" calma, badate bene a non sparare a zonzo, senza prima pensarci...
Mi stavo disaffezionando alla vita, "screziato" da troppi sguardi "apprensivi" per me, funestato da un sentirmi in gabbia quando son sempre stato liberissimo di spiccar il volo, mentre tutti gli altri si esacerbavano dietro futili rincorse da arrampicatori sociali, soggiacendo a regole castranti l'anima ed il Bello che poteva partorirne.
A questa gente hanno inculcato disvalori ripugnanti che badano al più meschino guadagno, alla più mera "concretezza" dove l'altro lo si giudica dall'abito firmato che rappresenterebbe lo status, o se, in pose "ribelli", vorrebbe farci credere che le sue trasgressioni sono solo uno sputo in faccia al Mondo, ché poi nel Mondo ci sguazza benissimo, pascendo in sabati sera a base di libagioni "piccanti" e toccatine qua e là, annusando di gran "sapore" la sua superficialità che si compiace di "esser" tale.
La stessa gente che se guarda un film lo liquida facilmente e lo "cataloga" come fa con le persone, fermo all'apparenza più ingannatoria ed immediata, alle emozioni che ne sono sortite, senza mai donarsi al piacere della profondità, a "starci" anche sopra, a dormirci addosso, a lambirne la pelle che respira, l'ansito e il suo grugnito, la calda sua "pacatezza", il mormorio nell'anima, quando, "silente", busserà sleeper al nostro sonno ancora, per turbarlo, per "traviarci" nei suoi infiniti dilemmi, per squarciarci la coscienza. Per condurci, mano nella mano, carezzevole, altrove.
A costo di rimanere "sudicio" ammirerò sempre un petalo colorato che, "fringuello", scorazzerà in (in)pudica armonia nel gran Cielo, "gracchiando" di felicità senza badare ad un "inamidato, falso bon ton".
E dissentirò quando gli altri non vorranno Sentire, sarò pecora nera tra i buffoni per la corte, corteggerò una donna lanciandomi sopra di Lei a mo' di Sputnik "vulcanico".
Firmato il Genius
Che con una mossa degno di un Diabolik sgattaiola dall'uscio della signora dei gatti, "gatteggiandola" ancora, palpando una bella bionda tutta d'"oro" alle luci soavi del tramonto.
E sarà quel che sarà...
Commenti
-
1 febbraio 2011, 18:20 di Travis Bickle 1979
Avete risposto? O no?
cancella commento -
1 febbraio 2011, 18:27 di Spaggy
Ti rispondo seriamente io... Il cinema per me è letteralmente cibo, sia per il corpo che per l'anima... nei miei tre anni di "lotta continua" mi sono nutrito solo ed esclusivamente di pellicole, come se tutto ciò che vi era sullo schermo potesse saziarmi e placare i morsi della fame... Vite riflesse che mi aiutavano ad esorcizzare i miei fantasmi, sofferenze altrui a cui delegare i miei dolori e risate finte a cui attribuire il mio "star bene"...
cancella commento cancella commento e blacklista Spaggy -
1 febbraio 2011, 18:33 di Travis Bickle 1979
@Spaggy, tranne per le risate finte, è la storia della mia vita... ti "accuso" di "plagio", eh eh.
cancella commento -
1 febbraio 2011, 18:40 di dedo
E' l'unico modo per utilizzare intelligentemente un televisore (non potendo andare al cinema ed essendo obbligato a pagare un canone). Un saluto Travis. Dedo
cancella commento cancella commento e blacklista dedo -
1 febbraio 2011, 18:47 di Spaggy
Travis, a tarallucci e vino come negli altri casi? Ti fai bastare un "grazie" visto che non ci può appellare al copyright se dai le cose in pasto al web? ;)
cancella commento cancella commento e blacklista Spaggy -
1 febbraio 2011, 19:19 di panflo
Stavo per rispondere di getto, poi ho voluto prima leggere il testo e...mi si sono incrociati i diti (con voce da Fracchia).
cancella commento cancella commento e blacklista panflo -
1 febbraio 2011, 19:34 di maghella
Per me i film, alcuni almeno,sono veri e unici compagni di vita, con i quali ho condiviso cose e pensieri che me li hanno resi unici....e così, come in un film di Cronenberg, si sono fusi nella mia testa fusa e hanno fatto corto circuito....perciò, a meno che non faccia segno di spararmi in fronte come nel finale del film "La Mosca" continuerò la mia metamorfosi....Preferisco andare al cinema più di ogni cosa al mondo, godo in silenzio, non mi devo sorbire il vociare altrui e se accade basta un "Schhhhhh" e cala di nuovo un silenzio carico di imbarazzo, mi accuccio nella mia poltroncina e sorrido sorniona...contenta di non essere costretta a parlare per le due ore successive. Spero di aver capito la tua play...ciau.
cancella commento cancella commento e blacklista maghella -
1 febbraio 2011, 20:41 di Travis Bickle 1979
@Spaggy, un po' criptico il tuo commento, non ho afferret, per dirla alla Lino Banfi.
cancella commento -
1 febbraio 2011, 20:55 di Spaggy
...lunga storia, Travis... oggi non è giornata, mi incarto da solo... sorry ;)
cancella commento cancella commento e blacklista Spaggy -
1 febbraio 2011, 21:26 di dedi42
Io sono un poco simile a Maghella amo andare al cinema da sola e nelle ore (12,30) in cui ci sono 10 persone circa e mi posso sedere tranquilla nel posto che mi sono scelta,sognare,dolermi o sganasciarmi dal ridere in solitudine, perchè non sopporto chi mi parla durante la visione di un film. Amo sopratutto i film inglesi francesi e italiani poi via via tutti gli altri,mi rammarico sempre di non conoscere le lingue perchè mi piacerebbe vederli in lingua originale,per assaporare in pieno la recitazione.
cancella commento cancella commento e blacklista dedi42 -
2 febbraio 2011, 00:55 di Neve Che Vola
Quello che ha detto Spaggy è ciò che fa la differenza, il cinema come questione di sopravvivenza, come “vita reale”, come del resto sottolinea Travis. Il grande violoncellista M.Rostropovich dice la stessa cosa riguardo alla musica, quando gli fu chiesto come mai gli strumentisti russi erano così bravi rispose più o meno che la musica per loro rappresentava il Sole. I guai di Spaggy, come quelli che Travis descrive sempre di sé, sono il fattore decisivo. Solo in tale stato, puoi arrivare a far coincidere te stesso con quello che vedi o che ascolti – se da una parte c'è il pericolo di una identificazione, dall'altra proprio questa identificazione permette una conoscenza maggiore di ciò che si vede. Avete ben ragione ad andare al cinema da sole, anche io faccio così di solito, a meno che non si tratti di una proiezione unica (come nel caso genovese di INTRIGO INTERNAZIONALE, PSYCHO e MARNIE) oppure di una mia preventiva conoscenza del film che vado a vedere. In tal caso, posso condividerlo più facilmente. In generale, tutto ciò che cade sotto i nostri sensi è cibo, e come tale è meglio sceglierlo con cura. Non possiamo mangiare un chilo di salame senza preoccuparci degli effetti sul fisico, allo stesso modo non si può indiscriminatamente nutrirsi di ogni genere di film. Quando vedo un film ho a che fare con del cibo, io non mi esporrei con grande facilità ad ogni tipo di spettacolo “cucinato” magari da un cuoco “nocivo”. I veleni psicologici si propagano proprio così, il cinema poi è uno dei principali veicoli di diffusione di veleni. Mentre il corpo – assai più saggio ed intelligente della mente – reagisce con rabbia (malattia) se ingerisco un cibo avariato, la mente è più lenta e non si accorge in cosa consista l'essere avariato di un cibo cinematografico. In tal modo si accumulano veleni pian piano, fino ad oscurare le capacità sottili della coscienza. Un po' come quelli che bevono sei birre da 66 cl al giorno, e dicono che le reggono bene. Certo che le reggono, quello che gli sfugge è che le reggono a discapito della piena lucidità della coscienza. Il cinema, operando a livelli sottili, non mostra con evidenza i suoi pericoli – basta pensare all'eterna discussione fra violenza si/violenza no sugli schermi per farsi una idea di quanto le idee siano meno chiare che riguardo ad un cibo fisico – e questo lo rende estremamente pericoloso. Avendo ben chiaro che tutto ciò che cade sotto i nostri sensi sia cibo, direi che il cinema per me rappresenti – come la musica – l'occasione di raggiungere uno stato della mente piuttosto che un altro. In tal modo, perde un po' di significato il valore del film, ciò che conta è il momento in cui accade la visione e ciò che sorge di conseguenza. Perde di significato la necessità di farsi una cultura cinematografica, non importa la collocazione di un'opera in un contesto storico, né la conoscenza dell'opera integrale di un regista. Non esiste il film come avvenimento separato dalla mia percezione, né come arricchimento culturale. L'unico arricchimento culturale che io conosca è rappresentato dalla capacità meditativa – allargare gli attimi di non-pensiero come intende Patanjali e dimorarvi, unica possibilità di fare esperienza di noi stessi “direttamente” senza mediazioni ed interpolazioni mentali. La mente, per sua natura, ignora questa dimensione e tenta di appropriarsi di ogni avvenimento tracciandone una storia temporale, che esiste solo in quanto vista dai suoi occhi. La mente guarda, e per sua natura intrinseca non può fare a meno di collocare ciò che guarda. A causa della nostra identificazione con la mente, crediamo di essere stati noi gli artefici delle proiezioni mentali, ma è la mente, dotata di vita propria e fuori controllo, la vera artefice e tiranna. Solo riconoscendo la distanza fra noi e la nostra mente, si può mettere fine alla sua tirannia e ridurla al semplice ed immensamente importante ruolo di “strumento”, altrimenti potremmo dire di essere pensati dalla nostra stessa mente, noi schiavi in casa nostra. A causa di questa visione della vita, non posso avvicinarmi al cinema come “materia culturale”, né alla musica. Qualsiasi evvenimento – che sia un film o un pezzo di musica – deve essere usato al fine della meditazione. Zappare un orto è cultura quanto un “elevato concetto metafisico”, da questo punto di vista non c'è differenza. Il resto, per quel che mi riguarda, sono solo chiacchiere inutili.
cancella commento cancella commento e blacklista Neve Che Vola -
2 febbraio 2011, 05:24 di LAMPUR
"catalogare un film come si fa con le persone"... giusto ieri parlavo con un "giallo" a Piazza Vittorio, e si capiva che fine avrebbe fatto molto prima dei titoli di coda...
cancella commento cancella commento e blacklista LAMPUR -
2 febbraio 2011, 09:44 di FABIO1971
Per me è poter pensare che se una scimmia lancerà un osso in aria, quell'osso volerà nello spazio, fino a "Giove e oltre l'infinito"...
cancella commento cancella commento e blacklista FABIO1971 -
2 febbraio 2011, 13:55 di Travis Bickle 1979
Ringraziando chi ha già partecipato a questa riflessione sul Cinema, son qui ad incitarvi ancora perché vi sbizzarriate nelle vostre considerazioni. Date "spago" alla penna, e ricordatevi che la vita non sono solo gli spaghetti!
cancella commento -
2 febbraio 2011, 14:23 di GIANNISV66
Il cinema per me è emozione. Punto. Chiedo scusa se non mi dilungo in altre spiegazioni ma sono sicuro che capirete. Un saluto
cancella commento cancella commento e blacklista GIANNISV66 -
2 febbraio 2011, 15:30 di Travis Bickle 1979
Per molti critici il Cinema sta diventando sempre più un ossessivo solipsismo, cerc(hi)ano i loro registi "eletti", prediletti e prescelti, e imbastiscono la loro visione delle cose su quei labili "parametri". Ho imparato che anche dalla cazzata o dalla sciocchezzuola, o da un film generalmente disprezzato, nascono e si possono "tastare" spunti interessanti, che non bisogna essere limitati e guardare sempre in "alto". Molti cosiddetti "grandi" film si rivelano col Tempo ben meno del clamore che suscitarono, mi basti pensare al caso "American Beauty", e altri film "invisibili" acquistano, di contro, valore sempre maggiore man mano che passano gli anni, divenendo poco alla volta dei Classici. Detto questo, i grandi registi son quelli che mi attraggono, m'incuriosiscono e mi spingono a vedere un film. Ma avrò modo d'illustrarvi nelle "puntate" seguenti, sempre che ne avrò voglia, possibile anche che domani mi rivolga a un piatto succulento di tagliolini al salmone con della buona panna sopra. D'altronde, a volte son uomo in panne, altre volte sopra una spanna. Anna lo sa, l'ha sempre saputo...
cancella commento -
2 febbraio 2011, 18:53 di Neve Che Vola
E quello cui mi riferisco sempre anch'io, si creano aspettative e ci si basa su quelle aspettative. Fu il caso di William Wyler i cui ultimi film (LA LEGGE DEL SIGNORE, IL GRANDE PAESE, BEN HUR) "delusero" le aspettative di alcuni critici francesi convinti di sapere CHI fosse in realtà Wyler. Per loro era quello dei capolavori degli anni '40, vedevano quindi come delusioni film che farebbero la fortuna di qualsiasi regista. Oggi è il caso di Zhang Yimou, accusato - a partire da LA TRIADE DI SHANGHAI - di essersi commercializzato, di aver abbandonata la purezza dei suoi primi film d'autore. LA TRIADE DI SHANGHAI, HERO, LA CITTA' PROIBITA sono ugualmente dei film d'autore, tra qualche anno forse si pentiranno di averli maltrattati e li "rivaluteranno", falsi come sono sempre stati e codardi. Avevo letto di un critico che in realtà aveva sempre pensato che i film di Hitchcock fossero capolavori, ma non l'aveva mai detto fino a che non fu riconosciuto da altri. E' inevitabile: se ti addentri nell'alfabeto emotivo (come l'aveva chiamato roark) del cinema, certe cose secondarie cominceranno a sembrarti quelle importanti, un pò come successe ad un famoso musicologo che finì col credere più importante un semplice sostegno armonico che non la melodia che pure, come nota Walter Rieztler nel suo "Beethoven", è ciò che rende viva un'opera. Morandini dice de IL CAVALIERE DELLA VALLE SOLITARIA, più o meno "esaltato trent'anni fa come il mito del cavaliere solitario, oggi è stato ridimensionato"... il film è sempre lo stesso...
cancella commento cancella commento e blacklista Neve Che Vola -
2 febbraio 2011, 23:44 di M Valdemar
E’ andare a vedere “Frankenstein Junior” al cinema, divertirsi come fosse la prima volta che lo si vede, recitarne le celebri battute a memoria, come una preghiera solenne ma con uno spirito godurioso e orgiastico … ecco il Cinema per me è un’orgia salvifica di sensazioni prodigiose e contrastanti che agita ogni fibra del corpo …
cancella commento cancella commento e blacklista M Valdemar -
4 febbraio 2011, 14:57 di taty
tutto....
cancella commento cancella commento e blacklista taty
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra
dal 21/5 al 27/5
- 1 Men in Black 3 2.591.957,00
- 2 Dark Shadows 1.122.660,00
- 3 The Avengers 457.344,00
- 4 Quella casa nel bosco 457.100,00
- 5 American Pie: Ancora insieme 450.594,00
- 6 Cosmopolis 330.899,00
- 7 La fredda luce del giorno 245.995,00
- 8 Molto forte incredibilmente vicino 239.484,00






condividi su Facebook

