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05/02/2011 h. 18.54 Film da ricordare
Film meravigliosi e pericolosi.

Film meravigliosi e pericolosi.

Da genitore non ero così, ma da nonno vedo intorno a me tanti pericoli che possano portare la mente dei miei nipoti a  concepire idee sbagliate sulla vita, sulla società, sull'etica in generale. Di morale non parlo perché i principi morali sono ormai come la camomilla : se ne parla ma nessuno la beve più. Anche nel cinema sono stati realizzati film stupendi , con messagi ben precisi, ma proprio perché sono film talmente perfetti da arrivare nei profondi sentimenti dello spettatore che se questo spettatore è un animo semplice o un adolescente , il messaggio non viene percepito e ciò che rimane  è la descrizione esaltante delle componenti negative.

  1. DvdBlu-RayUmd non disponibile Arancia meccanica (1971) Che forza quella banda di ragazzi, e come si divertono. In fondo basta trovare qualche amico e la maschera giusta.
  2. DvdBlu-RayUmd non disponibile Il padrino (1972) Certo che essere un uomo di rispetto della mafia ti dà la possibilità di fare quello che vuoi. Certo agli inizi sarà dura ma poi...
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Un borghese piccolo piccolo (1977) Anche io farei così se qualcuno ammazzasse un mio caro; lo andrei a cercare e lo torturerei pian piano, altro che tribunale...
  4. La vita è bella (1997) Beh, in fondo nei lager nazisti non stavano così male; sentivano anche bella musica.
  5. La notte brava (1959) Così mi piace, girare per case  di amici ricchi, bere  e fottermi le puttane senza  pagarle.
  6. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile American Gigolò (1980) Però che idea ! In fondo a letto funziono bene e chissà quante mogli insoddisfatte potrebbero pagare le mie prestazioni.
  7. DvdBlu-RayUmd non disponibile Wall Street (1987) Ecco il segreto per fare soldi;  appena posso mi metto in contatto con qualche società finanziaria per farmi assumere.
SI

Commenti

  • 5 febbraio 2011, 19:06 di maghella

    Panflo ti ho dato l'utilità alla play, perchè penso di aver capito il senso che vuoi dargli, ma naturalmente non la condivido. Da nonno, hai paura che certi bellissimi film possano arrivare in maniera sbagliata alle giovani menti dei tuoi nipotini...ma non credo che questo sia possibile. Penso che il messaggio che arriva sia dovuto a come uno lo guarda il film, da come è stato educato...non credo che un tuo nipote possa pensare quello che scrivi sotto i tuoi film, mentre me lo posso aspettare da un nipote di qualche d'un altro, magari un violento, un razzista, un ignorante....Consiglio sempre di far vedere i film da grandi ai bambini con i grandi accanto, è sempre la cosa migliore....Fa bene ai grandi, che tante volte hanno così una visione differente del film, fa bene ai bambini che così imparano un linguaggio da adulti spiegato dall'adulto che più amano, in questo caso il nonno. Ciau....sempre ciau :)

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  • 5 febbraio 2011, 19:08 di kotrab

    Si invecchia... :)

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  • 5 febbraio 2011, 19:28 di yume

    Non so, Patrizio, capisco il tuo punto di vista, l'argomento è spinoso e non si può liquidare in fretta, ne riparliamo domani, ci voglio pensare un po' sopra

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  • 5 febbraio 2011, 19:49 di panflo

    @maghella sei sempre molto comprensiva e mia fai capire con molto garbo forse mi sto rincoglionendo (@kotrab è più esplicito)S ono certo che i genitori dei miei nipotini 'ste cose non le pensano perché hanno il polso della loro educazione; io li vedo ogni tanto e perciò mi preoccupo, comunque ribadisco che in certi film se il messaggio viene scalvacato rimane una preoccupante storia che viene recepita secondo il cervello di chi guarda (penso anche a Natural Born Killers di Stone) Ciao e grazie.

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  • 5 febbraio 2011, 20:02 di alfatocoferolo

    Da padre ma prima ancora da visionatore di materiale a me interdetto, penso che i filtri servano a ben poco; in tutti i sensi. In ogni caso dipende tutto dalla testa del fruitore, di qualsiasi età. Certe immagini la cui visione mi era permessa mi hanno "traumatizzato" (vedi ammazzatine nella piovra o immagini di ospedali con sacche di sangue ricolme sia nella realtà che nella finzione filmica) ma di fatto le ho assorbite, altre mi hanno lasciato indifferente eppure non mi sarebbe stato permesso vederle. Le immagini porno per dire (eh sì, tanto lo sapevamo che stavo parlando anche di quello) mi piaceva vederle ma non mi traviavano minimamente anche perché non le collegavo alla realtà. Per me erano film o fumetti o fotoromanzi che stimolavano la mia curiosità senza sortire altri effetti. E' stato il mio corpo a dettare i tempi, non la visione di quella roba. Qualche filtro lo metterò, almeno su cose particolarmente truci o esplicite ma per il resto sono dell'idea di non applicare censure, almeno per ora. Al più su internet ma quello è altro discorso.

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  • 5 febbraio 2011, 20:44 di panflo

    @alfa come dice yume l'argomento è spinoso , non si vuole certo parlare di censura, e come dice Maghella dipende molto dall'assistenza che i giovani hanno in famiglia. però...

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  • 5 febbraio 2011, 20:55 di alfatocoferolo

    Non esiste un sistema giusto, ognuno lo deve stabilire per sè. Il termine censura non deve avere per forza un'accezione negativa. Se blocco dei contenuti su Internet a mio figlio, sto operando una censura ma non è che questo ha valenza negativa. Tutt'altro, è il non mettere freni ad avere un senso negativo. Ogni situazione è a sè, io ho voluto solo dire la mia senza per questo aspettarmi che il mio modo di operare sia quello corretto.

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  • 5 febbraio 2011, 21:36 di maldoror

    Perbacco, quello è esattamente il pensiero che mi era venuto guardando La notte brava, non pensavo ci fosse nulla di sbagliato!

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  • 5 febbraio 2011, 22:05 di maldoror

    Ad ogni modo, a parte gli scherzi, sono sempre stato del parere che a una persona sana di mente, educata bene dai propri genitori (il che implica ovviamente anche il ricevere mazzate quando è necessario, in barba alle sciocchezze dette da certi psicologi), non possa passare per la mente di mettersi a uccidere gente guardando Arancia meccanica, questo può accadere a ragazzini molto poco maturi o con qualche squilibrio già per conto loro, in questi casi credo sia abbastanza ininfluente la visione di certi film. In ogni caso ben venga anche il divieto di vedere certi film se si ritiene che il proprio figlio non sia abbastanza maturo, anche se si tratta di capolavori o classici come in questo caso, non si rovina mica l'adolescenza a un ragazzino se gli si impedisce di vedere Arancia meccanica, tanto o se lo vede lo stesso scaricandoselo da internet, oppure avrà modo di vederlo a 18 anni e un giorno.

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  • 5 febbraio 2011, 22:13 di AlexPortman80

    Utile e stimolante questo argomento. Concordo con quanto avete detto, Maghella in primis, ma penso d'aver intuito il senso della play di panflo. Tutto può essere molto pericoloso per i bambini, non solo il cinema (vedi i telegiornali e la tv in genere) se non c'è il filtro di una persona più adulta (e dotata di cervello, nel senso più ampio del termine, altrimenti non basta). Il problema è che spesso questa figura, nel mondo d'oggi con tutte le difficoltà che conosciamo (ma a volte non ci possono essere scusanti), non c'è e un bambino lasciato solo a casa è decisamente più vulnerabile.

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  • 6 febbraio 2011, 00:17 di maghella

    .ah Panflino, mica ti volevo dare del rincoglionito...ci mancherebbe...Capito? sì? ok...ciau =D

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  • 6 febbraio 2011, 11:09 di yume

    Il vantaggio di commentare il giorno dopo è nel godersi prima i commenti degli altri, simpatici, tranne uno, e maldoror m’ha divertito davvero. Ecco, credo che sia la cifra giusta, affrontare le cose con la giusta dose d’ironia, innanzitutto su se stessi e poi via via. L’infanzia è un mondo difficile, non ci sono formule vincenti, per quanto mi riguarda negli ultimi vent’anni (vista anche l’esperienza diretta di un figlio e il lavoro con i giovani) mi ritrovo nella pedagogia della mediazione su cui sono andata a fondo con studi sul metodo Feuerstein, assolutamente vincente su tutti gli approcci precedenti e verificato sul campo con ottimi risultati. Feuerstein è uno psichiatra che ha lavorato nei kibbutz alla riabilitazione dei bambini che tornavano dai lager e che in seguito ha continuato sui down inserendoli come personale a tutti gli effetti nel suo ospedale a Tel aviv. Mediation, potenziamento delle risorse cognitive, porsi tra emittente e ricevente non come condizionamento ma come impulso allo sviluppo di autonomia cognitiva. Un modello di estrema libertà, rispetto e attenzione all’altro, trovo che sia ancora insuperato. Dunque, scendendo al concreto dei film citati. Il mio primo film è stato, l’ho detto più volte, La strada. Ci ho riflettuto molto in tutti gli anni successivi. E’ un film di estrema violenza e di altissima arte. Seguirono, a pochi anni di distanza, non ero ancora al Liceo, sarebbe stato normale, ma mia madre era un’ansiosa, doveva sempre arrivare prima agli appuntamenti, mi comprò l’intero cofanetto delle tragedie greche. Bene, tutto l’orrore possibile era davanti ai miei occhi. Oggi il ricordo di quell’orrore si mescola con grande dolcezza al ricordo di mio padre che mi teneva per mano mentre mi portava al cinema e a quello di mia madre tutta orgogliosa dal libraio con me accanto che ero contenta di quel regalo. Che dire? Il mio immaginario si è sviluppato più o meno nella media, ho una predilezione estrema per tutto ciò che è divertente, che mi fa ridere, “darei il mio regno per una risata” è il mio motto preferito. Per concludere, e mi scuso per la lunghezza, credo che il male peggiore per i bambini sia ignorarli o, forse peggio, trattarli come “zona protetta”. Sono piccoli uomini e sono angeli, insieme. Parliamoci e rispettiamoli, giochiamoci ma, quando è il momento, ognuno al suo posto. Se vogliono vedere quei film, magari!, diciamogli “Qua la mano, giovanotto, m’hai davvero stupito” e poi rivediamocelo anche noi con lui. La gentile donzella difficilmente accetterà la compagnia, noi femminucce siamo più grintose e autonome, ma poi chiediamole che effetto le ha fatto. Ci stupirà, ne sono sicura.

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  • 6 febbraio 2011, 11:10 di curiosone49

    D'accordo! Il TG 1 delle 20 si deve guardare con accanto una papà, una mamma, (se bambini), i nonni (se adulti), tutti consci del detto "ripeti menzogna che diventa verità!"...si , sono d'accordo: certi spettacoli traviano grandi e piccini...Bravo Panflo che ce lo hai ricordato!!!

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  • 6 febbraio 2011, 12:03 di dedo

    Anch'io ho riflettuto sul messaggio che panflo ha voluto dare in merito alla visione di certi film a minori. Personalmente ritengo che che un film (e il concetto può essere esteso anche alla lettura) possa essere tranquillamente fatto visionare ad un giovane, sempre che si abbia la certezza che il ragazzo abbia ricevuto una educazione familiare adeguata, non rigida, ma severa ed attenta a mettere in rilievo i valori positivi della vita sociale e chiarire adeguatamente quelli negativi. E' lo stesso ragazzo che, di fronte a spettacoli indecorosi o inutilmente violenti o disgustosi, si trova a respingerne anche la visione. Non dimentichiamo che è sufficiente seguire le vicende di cronaca o certi show, di maggiore attrattiva, o certi videogames, che un ragazzo può ricevere un indicazione formativa negativa, capace di influenzare il suo maturando concetto del bello o del brutto, del bene o del male. E troppo spesso noi, con i nostri commenti di fronte a questi spettacoli, dettiamo, inconsapevolmente, regole di conportamento non edificanti. La possibilità inoltre di facile accesso (non controllabile) ad internet (accesso frequente a sostegno dello spirito di indipendenza giovanile) è sicuramente più deleterio che la visione di un film, I giovani sono più maturi di quanto pensiamo e non sempre è possibile seguirli per consigliarli o spiegargli quanto di deleterio si ritrova in certe visioni non filmiche (della cui irrealtà si rendono conto) rispetto ad altre visioni che invece pensano (perchè espresse da coetanei) che possano essere lo specchio della realtà. E' questo mondo al di fuori dei film che mi fa più paura perchè falsamente inteso come reale da una mente in via di formazione, piuttosto che un buon film. L'impresa è difficile per un adulto, ma se è attento, capace di spendere tempo nella formazione guidata di un giovane e se anche la scuola collabora efficacemente (e purtroppo non sempre avviene), allora possiamo avere la speranza di crescere correttamente le nostre future generazioni. Faccio un es. banale. In casa mia e in quella delle mie figlie non c'importa niente di calcio: i miei mipoti non hanno alcun desiderio di approfondire l'argomento. Viceversa ove il calcio è una componente pricipale delle argomentazioni dei genitori, i figli se ne fanno una regola, spesso in contrasto con l'opinione di uno di questi proprio per l'antagonismo e la voglia di indipendenza innata. E su questo campo non ci sono grossi problemi, ma andiamo invece su argomenti più seri (politica, religione, economia ecc.) in cui spoesso ci lasciamo andare senza freni, spesso stizziti o temporaneamente irritati, è allora che possiamo fare danni irreparabili.

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  • 6 febbraio 2011, 16:13 di panflo

    @yume @dedo debbo accomunarvi per potervi dire la medesima cosa : avete fatto un gran bel saggio di pedagogia applicata alle proprie sperienze di vita o, forse meglio, di esperienza di vita applicata alla pedagogia; no nemmeno questo; insomma due bei saggi. Grazie, arricchite la mia modesta play.

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  • 7 febbraio 2011, 13:36 di GRAZ57

    In questo mondo di tronisti decerebrati, di amici di Maria, che non è una congregazione religiosa, di lettori del libro di Barbara D'urso e di cantori di tagliatelle , credo che una sana visione di Arancia Meccanica non possa fare che benissimo. Io vidi questo film alla fine del liceo, credo fosse vietato ai 18, e considerando che una diciottenne degli anni settanta era meno sgamata di una undicenne discotecara e coatta di oggi, penso proprio che non lasciò in me alcuna voglia di delinquere in alcun modo. D'accordissimo con la disamina di Yume. Quindi d'accordissimo che il male peggiore per i bambini è ignorarli, idem per le play di Panflo!

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