Uomini che odiano le penne
Un foglio. Niente righe, niente bordi, solo un foglio bianco. Una penna biro, colore nero, mi attrae a sé e, come una donna lussuriosa, si lascia sfiorare, accarezzare, e infine usare. Il foglio, prima vuoto, inerte, ora è “vissuto”, vivente, vivo.
Non so quante persone hanno questo tipo di rapporto (o comunque affine) con la scrittura, quella manuale. Forse è strano porre la questione qui in rete, con un’anonima tastiera che, calpestata e ticchettata, lascia sgorgare, solo perché deve, impersonali parole, numeri, simboli, punteggiature. Non si può non riconoscere che ormai del computer, ma anche del telefonino, non se ne può fare a meno, dati gli ovvi e indubitabili vantaggi. Ma quanto si perde? quanto abbiamo già perso? Dov’è finito il piacere di scrivere, con una bella e pulita grafia, ordinata, armoniosa, corretta grammaticalmente, rigogliosa, “tipica”, semplicemente propria?
A scuola, insegnano la “bella calligrafia”? Non credo, vedo sia persone della mia generazione (trentenni), sia giovani, giovanissimi, che scrivono male, scoordinati (quando osservo in un paio di nipoti in età scolare la maniera oscena con cui stringono una penna o una matita, mi viene l’orticaria …), e non se ne curano. Per loro l’atto dello scrivere è solo un mezzo, una cosa come un’altra, quasi un fastidio.
Che tristezza.
Per via del mio lavoro mi capita spesso di far firmare documenti, di visionare testamenti, e perciò ho notato che, indiscutibilmente, le persone anziane, pur se con acciacchi e tremolii vari, possiedono una invidiabile capacità di rispettare le regole della bella scrittura. L’attenzione, la diligenza, la cura dei dettagli, la pendenza delle parole, le dimensioni, tutto ciò che può allo sciocco apparire un inutile esercizio di stile, crea invece una somma eleganza, un’armoniosa e posata delicatezza per gli occhi e per la mente.
Personalmente adoro scrivere, lasciar scorrere con fluidità la penna, che agisce in “amicizia” con la mia testa ed i suoi pensieri, d’ogni tipo, che poi vedono la luce sulla carta. Mi piace, lo ammetto, ed è uno dei pochi vanti che mi riconosco, ammirare la grazia e la pulizia delle mie parole, e la precisione dell’insieme, il tutto all’insegna della ricercata, voluta, voluttuosa, Simmetria. Prendere il foglio appena ricoperto d’inchiostro, avvicinarlo alle narici, e odorarlo … Poi girare il suddetto foglio, occhi chiusi, un respiro profondo, e toccare con le dita la superficie soavemente e lievemente in rilievo, catturandone melodia e respiro …
Io trovo i miei versi intingendo il calamaio nel cielo.
(Alda Merini)
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I racconti del cuscino (1996) La scrittura intesa come dono.
Ricerca ossessiva della perfezione, nell’applicazione dell’arte della calligrafia come strumento per raggiungere la propria essenza di creatore, d’amore e di sessualità. Pelle che diviene preziosa carta, pelle offerta per sentire su di sé lo scorrere sinuoso di rivelazioni materiche e l’accumulo sensoriale di percezioni orgasmiche.
Un film forse troppo didascalico e pretenzioso, ma Greenaway ci “dipinge” quadri tumultuosi eccitando animi perduti e rendendoci partecipi in uno schema passivo.
Nell’estremo oriente, in particolare in Giappone e in Cina, la calligrafia è un’Arte, non solo estetica ma anche filosofica e senziente, di antiche origini, al pari della pittura.
Quanto abbiamo da imparare ...
Per me un mondo meravigliosamente affascinante quanto (forse) inaccessibile.
Certo, per iniziare, non sarebbe affatto male esercitarsi sul corpo di Vivian Wu …
“L’odore della carta bianca è come il profumo della pelle di un nuovo amante, l’inchiostro nero è come i capelli bagnati e la penna d’oca come quello strumento di piacere il cui scopo non mettiamo mai in dubbio...”
“La sua scrittura in così tante lingue mi mutò in una stele vivente che indicava l’est, l’ovest, il nord e il sud. … Gli unici punti su cui non scriveva, erano quelli che coprivo con gli indumenti”
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Non ci resta che piangere (1984) “Frittole. Estate quasi millecinquecento …”
Inizia così la divertentissima lettera che le “due personcine perbene che non facciamo male a nessuno, che non farebbero male nemmeno a una mosca, figuriamoci a un santone come te … Anzi, varrai piu' di una mosca,no?” scrivono per Savonarola.
Troisi porge a Benigni un foglio … “dietro a un foglio con i conti della macelleria, ma vuoi risparmiare?”.
Un’oca è appesa al soffitto, allora Benigni, astuto, fa: “Dammi una penna. Guarda … qui c'è la cartoleria a portata di mano” … In realtà non è così semplice, prendere una penna d’oca e iniziare a scrivere …
Rispetto alla celeberrima lettera di Totò è meno comica ed anzi a tratti più genuinamente beffarda.
La chiusa:
“I tuoi peccatori di prima, con la faccia dove sappiamo, sempre zitti, sotto” … -
Hero (2002) La scrittura si tinge di rosso. Rosso come la furia, rosso come la passione, rosso come le profondità del linguaggio.
I fluidi movimenti del corpo s’ergono a danza, maestosa e stupefacente, sia nell’atto del creare espressioni scritte sia nel maneggiare una spada. Si rispondono.
Opporsi, con l’apprendimento della natura stessa del linguaggio, alle nere frecce che, come uno stormo di avvoltoi famelici, s’abbattono sull’Arte e sulla Cultura. Ma non l’annienteranno.
Un film meraviglioso.
“Si diceva che la tecnica della sua scherma fosse fondata sulla sua calligrafia, che era la più potente”
"- La loro forza è nella calligrafia
- Perché era così difficile scrivere la parola spada?
- Ci sono diciannove modi per scrivere la parola spada. A lui io chiesi il ventesimo. Calligrafia e arte della spada si somigliano. Nascono dall’armonia tra la forza del polso e il sentimento del cuore. La ventesima forma mi avrebbe rivelato il fondamento della sua arte della spada.”
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Seven (1995) I manoscritti di John Doe.
Scrittura febbrile, caratteri piccoli e precisi descrivono un uniforme farneticamento dalle devianze disciolte nell’acido cerebrale. Interruzioni, abrasioni, sottolineature e disegni a margine, evidentemente correggono direzioni invocandone altre. Sempre allucinanti. Sempre lucide.
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Memento (2000) Le parole scritte che aiutano, forse depistano, forse suggestionano.
Un cervello guasto, impulsi nervosi non ricevuti, non trasmessi. L’interruzione di funzioni mnemoniche causa la paralisi della coscienza e dell’identità. Quale rimedio? Una Polaroid per facce e posti, un pennarello per imprimere impressioni, impiantare ricordi, imporre regole. Non basta. Ricorrere alla pratica del tatuaggio, incidere sulla pelle realtà incontestabili, fatti e nomi. E, innanzitutto, lo scopo.
E se le parole “mentissero”? Può la parola essere portatrice (in)sana di azioni mistificatorie?
Non ci si può fidare di niente e di nessuno, specie di se stessi …
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Fuoco cammina con me! (1992) This is the diary of Laura Palmer.
Colore blu, caratteri tipicamente femminili. Lei è sul letto, fuma una sigaretta, lo prende, lo sfoglia. Dentro c’è una penna. Cosa ci scriverai ora, Laura?
Ma ecco … delle pagine strappate! Ha inizio l’Orrore …
All’epoca dell’uscita di Twin Peaks, sul famigerato diario di Laura Palmer s’addensò una nube di “culto”. Scatenava fantasie, adolescenziali e morbose. Esce il libro? Ma che c’è scritto? Con chi se la faceva? Aveva capito chi era Bob? …
L’opera di David Lynch aprì un baratro senza fine, squarciando tessuti di carne morta e scatenando l’oscurità recondita in ognuno di noi.
Male cammina con me …
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Totò, Peppino e... la malafemmina (1956) In principio era il Verbo: Ridere!
In principio era il Principe.
“Giovanotto...carta, calamaio e penna, su scriviamo!...Hai scritto?”
Peppino scrive, intinge il pennino nell’inchiostro, s’asciuga la fronte. Fa una “faticaccia” …
Non riporto altro di questo pezzo straordinario di storia della comicità, è arcinoto. Io so solo che ogni volta che lo vedo quasi mi sotterro dalle risate. Non le controllo. Ma dovrei?
Abbandoniamoci ogni tanto dai, abbondiamo d’ilarità!
Abbondandis in abbondandum ...
Cari utenti, se volete (ri)dare un’occhiata, ecco il link su youtube:
www.youtube.com/watch?v=EXq361eB1Es
Salutandovi indistintamente..
Commenti
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9 febbraio 2011, 00:11 di taty
Quanto vero quello che hai scritto! To' ve?, ti do un voto "utile"!
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9 febbraio 2011, 00:55 di Roger Tornhill
Ciao, hai colto nel segno (di Zorro ;-) ) Oramai ci stiamo disabituando alla scrittura e di certo ciò è un ulteriore impoverimento (almeno secondo me lo è) Ho conosciuto la mia compagna in epoca pre-internet (o perlomeno in cui le mail non mi pare fossero così usate come oggi) proprio grazie a Film Tv e lo scriversi lettere era un piacere, sia prima che dopo nel ricevere la sua risposta (pure l'attesa ha un suo fascino...) La calligrafia (purtroppo materia oggi in disuso) la dice lunga sul nostro carattere, la sua era molto bella (e lei diceva lo stesso della mia, ma la sua lo è molto di più) ed anche quelle di altri amici con cui corrispondevo. Purtroppo oggigiorno la casella della posta ci si riempie solo più di volantini pubblicitari e molti forse non comprenderanno il mio rimpianto, ma a ben ricordare pure oggi, sia nei momenti beli che in quelli peggiori, quando devo esprimere qualcosa di "sentito" a qualcuno cui tengo davvero non riesco a farlo via computer, sms o telefono ma devo scrivergli senz'altro una lettera. E' una cosa davvero molto più personale, e "calda", forse semplicemente più umana. Peccato davvero non la si utilizzi più (o comunque troppo poco) e si abusi sempre e solo dell'elettronica, anche quando non è strettamente necessario. Allla tua playlist aggiungerei per i nostalgici dei rapporti epistolari 84 Charing Cross Road con Ann Bancroft e Anthony Hopkins e per chi invece le lettere non è più capace a scriverle Tutti a Squola con Pippo Franco ;-) Ciao!
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9 febbraio 2011, 04:54 di LAMPUR
Scrivo quasi sempre con carta e biro prima di riportare tutto in word. Sulla carta avvengono battaglie indicibili, cancellature, righe debellatrici, interpolazioni illuminanti, concetti che dopo un quarto d'ora fatico a rileggere io stesso. E tutto quel guerreggiare alfabetico rimane in "bella" vista, uno svuotameto d'anima ad autotestimoniarsi. Impagabile p.s. ...e poi lo giri quel foglio. e continui il viaggio su quel rilevo appena creato... godimenti d'altri tempi grazie valdemar!
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9 febbraio 2011, 05:17 di yume
Un gran piacere nel leggerti, Valdemar, e i commenti successivi hanno aggiunto piacere al piacere ma....caso molto personale, per me non è così. Non ho mai avuto un buon rapporto con la scrittura manuale, ne ammiro la bellezza e tutto quello che dici è vero, ma come in tutte le cose non c'è mai l'assoluto, si può essere anche su altre sponde e guardare lo stesso cielo. Tutto cominciò con un pessimo rapporto con la penna, la tengo in modo strano tra le dita, fu il primo dispiacere che diedi a genitori e maestri. Quando il computer per me doveva ancora essere inventato già facevo miracoli con la macchina da scrivere. Le foto di Pasolini e Parise con la loro Olivetti lettera 32 sono sacre per me. Ora la tastiera è fonte di grande sollievo, ci scopro mondi, riesco perfino a cancellare le lettere sui tasti al punto che non è raro che debba sostituirli. Che dire? C'è spazio per tutti, mi dispiace solo di non condividere il vostro "godimento" che Lampur definisce di altri tempi, vuol dire che sono caduta giù dalla carrozza, ahimè!
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9 febbraio 2011, 08:45 di GIANNISV66
Bravo @valdemar, bella playlist. Mi hai fatto venire in mente memorie liceali (Mallarmé e la sua angoscia per il foglio intatto, se non ricordo male) e memorie di scuola elementare quando prendevo rimbrotti da mamma e maestra per la mia pessima calligrafia che tale è rimasta. Vabbé se mi impegno riesco anche a scrivere in maniera decente ma se lascio la mano libera....ci vuole la Stele di Rosetta per decifrare quello che ho prodotto. Quando mi arrabbio con mio figlio che scrive all'incirca come me (un disastro) sento una vocina che mi dice "disse il merlo al corvo: come sei nero!" Confesso che non ho mai amato scrivere, anzi la mia passione per la scrittura era inversamente proprorzionale a quella per la lettura. Per questo i miei temi erano molto sintetici (mai fatto più di un protocollo) una disfatta rispetto alle paginate che scrivevano le mie compagne di classe (a volte credevo di avere a scuola con me tutta la famiglia Bronte, non solo le sorelle ma anche le cugine). La rivincita avvenne alla maturità quando le mie tre paginette ricevettero il plauso della temutissima professoressa di lettere venuta a giudicarci dal famoso Liceo Alfieri di Torino: "bravo, finalmente uno che usa le parole necessarie e nulla più. Non sopporto quelli che usano cinquanta parole per esprimere un concetto per cui ne bastano cinque". Non le ho mai detto che non era proprio amore della sintesi la mia quanto la pigrizia nello scrivere a rendermi sintetico. Un saluto (P.S. come vedete con la tastiera riesco a essere più "prolifico".....spero che @roger mi perdoni)
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9 febbraio 2011, 09:03 di drugostyle
Bella play @MValdemar! Complimenti! Se le persone usassero un po' di più la penna non solo per scrivere, ma anche per affrontare piccoli problemi personali (tipo il caro e vecchio diario personale), forse lo psicologo avrebbe meno lavoro. Un saluto a tutti.
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9 febbraio 2011, 09:27 di yume
GianniSV66, spero che roger perdoni anche me, altrimenti non resterà che tornare a squola e ricominciare tutto da capo per riconquistare un po' di umanità ;(
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9 febbraio 2011, 10:19 di taty
Il bello delle playlist e dei commenti è che saltano fuori i consigli utili per altre visioni: per esempio, RogerT mi ha incuriosito su 84 Charing Cross Road con Ann Bancroft e Anthony Hopkins, voglio provare a recuperarlo!
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9 febbraio 2011, 12:04 di maghella
Mi hai fatto venire i mente tutti i diari scolastici superscritti, e quanto si nota la crescita delle persone nel tipo di scrittura: grande grande quando si è alle elementari, piena di simboli e ghirigori quando si è alle medie, precisina e ammiccante alle superiori...in effetti la scrittura manuale dice molto dei caratteri delle persone...Purtroppo la mia si è ridotta a biglietti sparsi tra casa e lavoro:"compra il pane", "compra il giornale","passo io alla posta","per favore deprezzatemi i pigiami","il caffè è pronto da accendere","ho lasciato pronto, è solo da scaldare","ho fatto tutto, guarda se l'ordine è partito"...potrei rilegarli tutti e farci un libro...sms a mano, che rendono la mia casa e il mio lavoro un caos pieno di me e di chi mi sta intorno, di cui non potrei fare a meno :)
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9 febbraio 2011, 12:10 di silvia25
mi piace molto scrivere specialmente con la stilografica.. ammetto di non avere una bella calligrafia.. ma quando vedo in un film l'inquadratura di uno scritto o di qualcuno che sta scrivendo in un corsivo molto particolare, bè allora è pura poesia.. e cito volentieri il rapporto cinema/scrittura di Bresson in IL DIARIO DI UN CURATO DI CAMPAGNA e PICKPOCKET.. un saluto!
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9 febbraio 2011, 12:28 di M Valdemar
Stimolanti i vostri interventi! @taty, grazie, ho ve'! @Roger, spero che Zorro non incida il suo segno su di me!, piuttosto non ho ben capito, hai conosciuto quindi la tua compagna su FilmTv? Allora serve ... I film che citi non li conosco, il primo sembra davvero interessante, mi hai fatto ricordare anche quello con Robert de Niro e Jane Fonda "Lettere d'amore", per il resto condivido quanto scrivi. @LAMPUR, capisco ogni riga ... bellissima l'ultima considerazione, grazie a te. @yume, strano, avrei detto il contrario, non so perché t'immaginavo abile amanuense ... però hai ragione, "non c'è mai l'assoluto" e sinceramente penso che guardiamo "lo stesso cielo" (e il piacere è reciproco). Anche perché, al di là della bellezza formale e di tutte le sue implicazioni estetiche (ed il fatto di apprezzarla non significa che si riesca a farlo, anzi ...), ci sono i contenuti da vedere, e non è poco ... @Gianni, fai bene ad arrabbiarti con tuo figlio, mica vorrai che prenda i tuoi difetti, no? scherzo, grazie per le belle parole, ma almeno le sorelle Bronte erano carine? Come spesso si dice la sintesi è un dono, e quella professoressa aveva detto giusto; quindi anche la pigrizia non sempre nuoce ... @drugo, grazie, il diario (nel senso tradizionale), mi è ostico, più che altro ho fogli e quaderni sparsi e persi, ma l'effetto è probabile sia lo stesso. @maghella, è vero il discorso della crescita, io avrò attraversato più fasi (da quella autodistruttiva a quella piaciona ecc.) e sicuro si rifletteva sul modo di scrivere. E non tralascerei anche le differenze tra le scritture di maschi e femmine, quella femminile (in particolare da adolescente) è inconfondibile, rotondità di lettere, abbellimenti vari, cuoricini ... quanti ricordi ... @silvia, è esatto, è poesia, in una delle sue forme! Prendo nota dei film da te citati, e ti ringrazio, ammettendo (con vergogna) di non conoscerli. Un saluto a tutti.
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9 febbraio 2011, 12:32 di silvia25
@M Valdermar: non è una vergogna non averli visti.. l'importante è vederli perchè sono senza dubbio grandi film d'autore! sapessi quanti "grandi" film mi mancano a me.. :D
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9 febbraio 2011, 14:37 di GIANNISV66
Eh no purtroppo la media della famiglia Bronte non era molto valida. Un paio di carine sì ma iperfidanzate (per di più con amici quindi entravano nella categoria delle "meglior lasciar pedere"), un'altra non male ma pensava solo allo studio, il resto nella categoria "lasciamo proprio perdere". Ah!Ah!
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9 febbraio 2011, 14:44 di yume
Eh, caro Valdemar, lo so, di me si pensano tante cose che poi non corrispondono.Ma il bello è questo, spiazzare. E poi è sempre lo stesso cielo, off course :))
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9 febbraio 2011, 15:06 di panflo
Bella e romantica play, che mi riporta alla memoria i colpi di bacchetta che mi dava il maestro delle elementari quando dal pennino schizzava sul candido foglio la macchia d'inchiostro incancellabile; e i rimbrotti di mia madre quando tornavo con il dito indice ornato di un blu inedelebile che tentava di ripulire con la soda. Ma poi è arrivata la biro (vietatissima a scuola, neppure se ne poteva parlare) e la corrispondenza con amici e amiche dai luoghi di villegiatura ebbe un "boom" travolgente. Comunque è più semplice la tastiera.
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9 febbraio 2011, 17:19 di ilpanda
Playlist molto interessante, tuttavia io sono un estimatore della scrittura su pc (rapida cancellabilità, impostazione della pagina, grossetto, corsivo...tutte funzioni oggi per me indispensabili). "I racconti del cuscino" è un film stupendo e le parole che hai scritto lo racconta adeguatamente. Un saluto.
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9 febbraio 2011, 23:08 di dedo
Ancora oggi non riesco a fare a meno di scrivere sulla carta: con la tastiera ho molte difficoltà. Ma soprattutto mi riesce difficile concentrarmi sulla scrittura del monitor. Quando apro un documento word, per correggerlo, devo stamparlo. Un saluto Dedo
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9 febbraio 2011, 23:45 di M Valdemar
@silvia, accetto volentieri i tuoi consigli, provvederò (spero presto) a vedere i film da te segnalati; @Gianni, chissà perché ma me lo aspettavo … saranno state tipo Elias e Tisini! @yume, in effetti viene naturale costruire ipotesi su persone che non si conosce, e il bello è sì spiazzare, ma anche spazzare … @panflo, è proprio quello che intendevo, quegli insegnamenti (non fini a se stessi, secondo me) non ci sono più, servirebbero a maggior ragione ora, di questi tempi e con questa gioventù … @ilpanda, grazie, vedo che sul film di Greenaway la pensiamo allo stesso modo, @dedo, non ho le tue difficoltà ma ti capisco, anch’io non riesco a fare a meno di scrivere su carta!
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10 febbraio 2011, 00:23 di bradipo68
Eh eh Valdemar dovresti vedere come impugno io la penna ...praticamente un obbrobrio con un mignolo ballerino e una mano talmente ruotata che a me sono permesse solo penne a sfera.Non posso neanche provare a scrivere con stilografiche o similia.E siccome per lavoro devo scrivere davanti ai clienti mi sento chiedere un sacco di volte "E'mancino?"E questo mi fa pensare sempre a quella ricerca scientifica che in tempi non sospetti dimostrò che l'80% della popolazione non distingue la destra dalla sinistra ma ci arriva tramite piccoli trucchi(tipo guardarsi la mano,gli anelli).Loro che stanno dall'altra parte del tavolo vedendo come impugno la penna pensano che io sia mancino nonostante scriva con la destra.Però mi piace la mia scrittura,non so se sia bella oggettivamente ma a me piace.Ora ho perso l'abitudine di scrivere a penna tranne che per il lavoro ma sono sempre stato un imbrattatore seriali di qualsiasi materiale cartaceo.Scrivevo lettere lunghissime,avevo tante corrispondenze che mi occupavano piacevolmente tantissimo tempo.Un tempo che oramai è lontano ma che ogni tanto mi piace ricordare andando a cercare quello scatolone pieno di lettere....grazie per avermi regalato qualche minuto di questi ricordi....
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10 febbraio 2011, 00:23 di bradipo68
Eh eh Valdemar dovresti vedere come impugno io la penna ...praticamente un obbrobrio con un mignolo ballerino e una mano talmente ruotata che a me sono permesse solo penne a sfera.Non posso neanche provare a scrivere con stilografiche o similia.E siccome per lavoro devo scrivere davanti ai clienti mi sento chiedere un sacco di volte "E'mancino?"E questo mi fa pensare sempre a quella ricerca scientifica che in tempi non sospetti dimostrò che l'80% della popolazione non distingue la destra dalla sinistra ma ci arriva tramite piccoli trucchi(tipo guardarsi la mano,gli anelli).Loro che stanno dall'altra parte del tavolo vedendo come impugno la penna pensano che io sia mancino nonostante scriva con la destra.Però mi piace la mia scrittura,non so se sia bella oggettivamente ma a me piace.Ora ho perso l'abitudine di scrivere a penna tranne che per il lavoro ma sono sempre stato un imbrattatore seriali di qualsiasi materiale cartaceo.Scrivevo lettere lunghissime,avevo tante corrispondenze che mi occupavano piacevolmente tantissimo tempo.Un tempo che oramai è lontano ma che ogni tanto mi piace ricordare andando a cercare quello scatolone pieno di lettere....grazie per avermi regalato qualche minuto di questi ricordi....
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10 febbraio 2011, 00:39 di M Valdemar
Prego bradipo, e grazie a te, "imbrattatore seriale", ihihih, mi piace proprio! quella scatola con le lettere è un bel ricordo che accomuna tanti, per fortuna. Intanto però, bizzarre immagini di "mignoli ballerini" e "mano ruotata" si stanno componendo nella mia testa ...
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10 febbraio 2011, 01:17 di Roger Tornhill
@ taty: ma sai che mi sono incuriosito pure io che 84 Charing Cross Road non l'ho mai visto? Però pure l'altro non è niente male, dai: diretto da Pier Francesco Pingitore e con mezzo cast del Bagaglino... Imperdibile! @yume: perdonatissima :-) (ma de che poi?) Ognuno ha la sua esperienza e il rapporto con carta e penna mica puo' esser sempre identico per tutti (come testimoniato pure da altri) e poi la Lettera 32 è molto più di una macchina per scrivere, ha davvero segnato un'epoca. Come dice bene M Valdemar sono i contenuti che contano e non il mezzo usato per esprimerli. @ Gianni: come dar torto a quella professoressa torinese? Non so se sia la pignoleria subalpina ma in effetti le tue eran zampe di gallina! E come ben sai lo dico a ragion veduta... (Non mi riferivo a te quando parlavo di corrispondenza con amici dalla bella grafia) :-) In ogni caso t'invidio il dono della sintesi, che come ben sai tu :-), purtroppo non m'appartiene. Io avrei beccato un brutto voto dalla suddetta prof, viste le troppe inutili parole in più che uso :-) @ Maghella: per favore mi traduci "deprezzatemi i pigiami"? Ti lascian sopra l'adesivo col costo? Oppure sei tu che chiedi per iscritto uno sconto quando li compri? Ti giuro non ho capito... Chevvordì??? @ M Valdemar: ebbene si, galeotto fu Film Tv... ma non questo sito, la rivista. Fu proprio grazie a quella che ci conoscemmo, prima epistolarmente e in seguito di persona, anche se per anni solo come buoni amici. Proprio come Ann Bancroft e Antony Hopkins, solo che noi alla lunga abbiam quagliato ;-) Ciao a tutti gli scrittori qui sopra, che usino il pc, la biro, la stilografica o la penna d'oca, sintetici, ridondanti, calligrafi o medici ad honorem che siano :-)
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10 febbraio 2011, 05:11 di LAMPUR
Pur uscendo dall'argomento principe (oltrettutto elogiando carta e penna ma sempre rigorosamente in diretta sulla tastiera del pc....) mi associo a Roger e chiederei a tutti, Maghella in primis, l'interpretazione del "deprezzatemi i pigiami".. forse lavora da Intimissimi e la frase è uno standard lavorativo? Oppure comprano più pigiami al giorno e non vogliono addormentarsi con le etichette? O ancora esiste un mercato nero dei pigiami in stock option che può influire sul prezzo del greggio?
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10 febbraio 2011, 06:31 di yume
Ho la vaga sensazione, ma neanche tanto vaga, che da un po' di tempo in questo sito , ora per un argomento a sfondo sociale ora per qualche pretesto cinematografico, ora per altro rispunti la tentazione di lasciarsi andare ad una laudatio temporis acti che è un "vizietto" ereditato pari pari dai nostri antenati di Roma. Lo dico sorridendo, sia chiaro, che non venga accusata da mister panflo di superbia (spesso accade se si ama ironizzare e prendersi poco sul serio, di passare per quello che non si è, io sono l'umiltà in persona). Tornando al discorso, penna biro,stilografica, inchiostro e pennino, piuma d'oca, stilo con cui incidere le tabulae albate, gessetto con cui lasciare tracce sulle volte delle grotte di Altamira, credo che di queste modalità mi siano mancare solo le ultime due. Sì, ho avuto anche la piuma d'oca, era rosa, ne andavo orgogliosa da ragazzina. La vecchia Aurora col pennino d'oro invece è ancora lì nell'astuccio foderato di velluto rosso, mai usata, il signor Bic mi venne in soccorso per non perder tempo. Il tempo che fugge ora lo rincorro col computer. Ecco perchè non rimpiango.Ricordo, è bello ricordare, ma vivo il mio tempo e lo faccio fino in fondo. Quando dal pc del signor Gates sono passata al mac del signor Job ho fatto un ulteriore passo avanti. Tutti, o quasi , si lamentano della lentezza, fatiscenza, improvvida e quasi appena tollerata presenza di questa macchina in casa sulla scrivania, leggere i botta e risposta per credere. Lo trovo un vezzo, una forma di snobismo, com'era una volta presentarsi barbuti e con l'eskimo pieno di frittelle pur essendo figli di papà..Se mi dessero la possibilità di moltiplicare ulteriormente il mio tempo la coglierei al volo, perchè in questo tempo che non sciupo, che non mi faccio rubare da sforzi inutili di cancellazione e copiatura e svuotamento cestino delle cartacce, metto tante altre cose, fra cui l'ammirazione e la conoscenza del passato. Ma io vivo qui e ora, e penso sempre che se Platone, aristocratico e schifiltoso detrattore della scrittura che si avviava a diventare di massa, non si fosse degnato di scrivere qualcosa, oggi non leggerei il suo discorso sull'amore e sull'immortalità dell'anima. Credo che se avesse avuto un computer se lo sarebbe fatto installare in gran segreto.Un simpatico saluto a tutti
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10 febbraio 2011, 11:08 di alfatocoferolo
Adoro scrivere da sempre ma la tua play arriva a proposito, proprio l'altra sera pensavo al contatto che ho perso con la penna e il foglio. Prima scrivevo tutto su carta, tenendo sempre un quadernetto vicino al letto con accanto una penna ed una candela. Si vede meno con la candela che sfarfalla ma è incredibilmente ispirante. Scrivevo sui fazzolettini dei pub, sul retro degli scontrini ed ovunque avessi modo. A volte bevevo un po' e lasciavo che la mia coscienza scrivesse da sola, senza aggiungere filtri. Ed adoro la mia calligrafia, la cambio in continuazione una lettera alla volta. Ma adoro anche quella altrui, mi piace osservarla per capire la persona e riconoscerla. Oggi uso il cellulare (o il computer più raramente), ce l'ho sempre dietro e posso riversarvi tutte le parole che voglio senza rischiare di finire il foglio e con la possibilità di correggere e sistemare. Ho perso qualcosa, lo so, ma la memoria elettronica è più facile da maneggiare e trasferire e conservare. Ciao
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10 febbraio 2011, 11:54 di dedi42
Anch'io adoro scrivere ed ho anche una bella calligrafia dovuta essenzialmente a tantissime pagine che mi fecero scrivere a scuola di bella calligrafia,pagine e pagine di maiuscole svolazzanti.di parole che ricordano la scrittura dei vecchi amanuensi,mi piace comprarmi i moleskin e segnarmi i film che vedo al cinema e scrivere dei piccoli riassunti delle trame dei film visti. Ho tantissimi quadernetti,quadernoni ma non so resistere dal comprarne altri,la stessa cosa con penne e biro. E senza dubbio avrete notato tutti che sono logorroica purtroppo non possiedo il dono della sintesi. Bellissima play come bellisssime le tue note sui film ,in particolare su "I racconti del cuscino" e di tutti gli altri tranne su "Memento" che non mi è piaciuto,non il tuo commento,il film.
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10 febbraio 2011, 13:16 di M Valdemar
Il mistero del "deprezzatemi i pigiami", rilevato da Roger e LAMPUR, s'infittisce ... urgono chiarimenti. @yume, mi capita spesso (e forse anche a torto) di rimpiangere pratiche passate e desuete, non so, può dipendere dal fatto che tendenzialmente la vedo nera per il futuro, spero di sbagliarmi. @alfa, grande! quest'immagine di qualcuno che scrive con la luce romantica che emana la candela, e tutto il resto ... quindi eri un poeta maledetto ... bravo! @dedi, grazie per i complimenti, ho la stessa abitudine per comprare penne (e anche matite, cioè portamine), ne ho davvero un'infinità, mi piace regalarle, e ovviamente usarle, e la tua esperienza sullo scrivere pagine e pagine, che ancora prosegue, è esattamente quello che ho cercato di dire con questa play, grazie ancora.
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10 febbraio 2011, 23:55 di Roger Tornhill
Eh si, il "deprezzatemi i pigiami" sta creando sempre più suspence :-) si accettano altre ipotesi prima dello svelamento del mistero. Bella quella di Lampur sul mercato nero che fa salire il prezzo del petrolio ;-) Anche io non è che sia uno che rimpiange le cose del passato a prescindere e concordo anch'io che la tecnologia è certo molto più comoda per tante cose. Qui però forse è più una cosa personale credo, legata a ricordi, ritmi forse più pacati e molte altre cose, perciò ci son due scuole di pensiero (ma posson pure coabitare)... Anch'io come M Valdemar son tra quelli che amano ogni tanto regalarsi una penna (regalarla no, a meno che non sia più che certo che la persona che la riceve la apprezzi pure lei). E non dev'esser certo di marca o di particolare valore, mi deve affascinare la forma, i colori o altri particolari, insomma se è un po più originale non resisto... boh, sarò un feticista di penne :-) Di certo non sono un uomo che le odia, anzi... Poi come Dedi42 mi piace annotare sui taccuini varie frasi, ricordi, acrostici o anche sms particolarmente belli... insomma mi piace fermare su carta le cose cui son legato anzichè tenerle solo nella memoria del telefonino o del pc... forse anche perchè mi fido di più delle cose tangibili che della tecnologia, che pure uso spesso e certo non disprezzo. Solo una cosa non ci accomuna, a me Memento è piaciuto molto ;-) ciao a tutti!
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11 febbraio 2011, 05:32 di LAMPUR
Ieri, andando a letto, ho controllato taccuino e penna sul comodino, perchè le illuminazioni che precedono il sonno devono essere immortalate subito, pena il mai pù, ma subito dopo ho dato una bella spulciata al pigiama, che pur essendomi costato un botto è stato deprezzato senza pietà dalla ma mogliettina...
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11 febbraio 2011, 09:40 di panflo
"Non v'è cosa che pesi meno della penna, non v'è cosa più lieta; gli altri piaceri sono effimeri e dilettando recano danno; la penna dà gioia sia nel prenderla in mano, sia nel deporla." Francesco Petrarca in una lettera al Boccaccio.
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11 febbraio 2011, 13:25 di Utente rimosso (Marcello Del Cam
Il problema posto da molti editor è che l'uso della tastiera del pc ha portato molti scrittori a un vertiginoso aumento delle pagine del manufatto-libro. Basta andare in libreria e vedre romanzi di proporzioni gigantesche. La facilità di scrittura provoca l'elefantiasi del prodotto. L'altro problema, correlato al precedente è che l'autore difficilmente accetta il laborioso lavoro degli editor (i tagli), soprattutto gli autori che hanno un forte potere contrattuale in merito alle vendite. E non si tratta di grandi autori (Philp Roth scrive romanzi che non eccedono le 200 pagine). Sono i bestseller-writers la rovina degli editor, i quali, tranne rare eccezioni, non sono in grado di 'tagliare' , pena vedersi trattare come dei mentecatti (gli emolumenti per questo duro lavoro sono penosi). La macchina da scrivere (molti scrittori la preferiscono al pc) è il ponte ideale tra l'uso della penna e il perché non ingenera l'ossessione della grafomania. I De Lillo, Cormac McCarthy, Orhan Pamuk, Coetzee 'misurano' le parole, scrivo a penna il 'progetto' narrativo e dosano sapientemente la quantità di parole. Lo stesso non si può dire della casta degli scrittori di thriller (i più venduti in tempi di bassa letteratura, - non alludo Ellroy-Lehane e simili, siamo sempre in ambito di alto livello!) che scrivono monumenti da trangugiare in fretta. Vedi Faletti, De Cataldo, Michael Connolly, Jeffery Deaver, ecc. e ti viene lo sconforto: leggi e pensi che puoi saltare un bel po' di descrizioni di giardini che il detective attraversa, ingressi in hall con abbondanza di inutili particolari e, con un po' di esperienza, puoi leggere 500 pagine (che in reatà sono 150 di vero plot) in un paio di ore. La lettura trasversale è l'unica difesa contro il gigantismo degli scrittori di nessun conto. Infine: penna (altrimenti non sarai in grado di apporre nemmeno la tua firma) o macchina da scrivere. Negli amori, inequvocabilmente penna (matita anche).
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11 febbraio 2011, 16:34 di maghella
....neanche oggi mi hanno deprezzato i pigiami...nonostante abbia implorato la diretta superiora, a voce e per iscritto...NIENTE, inesorabilmente ancora a euro 18,90, che non è tantissimo, lo so...ma scommetto che a 4,50 euro li avevo già finiti tutti....e facevo posto a quelli di cotone estivo, con i fiorellini...ufff.... se non me li deprezzano entro lunedì...farò una play con il listino di tutti pigiami che mi sono rimasti in magazzino, contati e inventariati...e gentilmente ve li venite a comprare un po' per uno, che tra un paio di mesi ci fanno fuori tutte, ma i pigiami non li deprezzano, rimarranno lì, a simboleggiare un tempo che fu...come la Norma Desmond....Caspita ci scappa un altro post =D
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11 febbraio 2011, 18:57 di LAMPUR
Uaoooo!!! Allora c'avevo azzeccato!!! Maghella è una "piggiamara"!!!... :))
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12 febbraio 2011, 00:17 di Roger Tornhill
E bravo Lampur! Allora per te un bel pigiama in regalo ci puo' stare :) Per tutti noi che invece non avevam compreso il senso profondo della frase di Maghella non resta che espiare comprandogliene qualcuno... Che ovviamente lei dovrà autografare a penna, visto il tema della playlist...
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12 febbraio 2011, 07:54 di LAMPUR
Approvo Roger in toto... non abbandoneremmo l'altrettanto profondo senso della play... tutti pigiamini autografati a manina dall'ottima maghella... dicci dove deprezzi maghè, che veniamo a pigamarci... eppoi vuoi mettere scrivere, a penna e magari pure stampatello, in pigiamello? Tutta un'altra ispirazione...
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12 febbraio 2011, 11:45 di maghella
Bella l'dea di un bel pigiamino con le zampette della maghella autografe...una bella idea davvero :)...Se vendessi a percentuale darei già l'indirizzo a tutti :)....ma siccome non me li deprezzano, possono morire loro e i loro pigiami, io li riconto e li rinscatolo per l'anno prossimo, per chi ci sarà a venderli al posto mio...tiè :P
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12 febbraio 2011, 13:21 di M Valdemar
Per deprezzare i pigiami, immagino che maghella “depenni” qualche cifra, da 18.90 a 8.90 per esempio, allora sì che veniamo a pigiamarci! Sempre che poi con il prezioso autografo non ci “spenni” … @panflo, bella la citazione, calza a pennello! @Marcello, infatti mi sono sempre chiesto se ‘sti presunti scrittori (fabbricanti di best-sellers) li pagassero un tanto al chilo! Io sicuro li evito come la peste, hai ragione, è bassa (ma pesante) letteratura!
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