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11/02/2011 h. 15.17 Film da ricordare
Un anziano che scompare è una biblioteca che brucia

Un anziano che scompare è una biblioteca che brucia

Per la critica, è parere comune che i tre film più belli dell'ultima decade siano stati il disneyano UP, l'eastwoodiano GRAN TORINO e il lynchiano UNA STORIA VERA. Conosciamo benissimo il comune denominatore delle pellicole in questione.

Qualche altro cinefilo tirerebbe in ballo anche il bislacco narratore del burtoniano BIG FISH
Anche un altro capolavoro, a sorpresa, è stato sarcasticamente intitolato NON E' UN PAESE PER VECCHI. Come se non bastasse, le grandi case di produzione iniziano ad investire centinaia di milioni di dollari su soggetti come I VESTITI NUOVI DELL'IMPERATORE, BENJAMIN BUTTON e INDIANS con Anthony Hopkins.

Sembrerebbe che la settima arte abbia scoperto soltanto ora questo universo che, fino all'era dell'edonismo reaganiano, veniva bonariamente liquidato nel profluvio di effetti speciali de LA MORTE TI FA BELLA o del dittico di COCOON. Persino una figura proverbialmente scorbutica quanto matusa come il dickensiano Scrooge venne affidata ad un pimpante, splendido quarantenne come Bill Murray (SOS FANTASMI). Ciò sarebbe verosimile, se limitiamo la nostra concezione di nona musa agli esemplari maggiormente propinati dalle major.

E' innegabile che, fino a poco tempo fà, si faceva slittare la problematica della terza età in figure e/o situazioni narrative marginali. E tra esse rientrano anche le gag politicamente scorrette dei fratelli Zucker o Farrelly.
Qui da noi ci accontentavamo delle "Casalingue" di FANTOZZI VA IN PENSIONE.

Tutto ciò, quasi a concorrere alla dimostrazione che il nostro sistema di vita non è affatto gratificante con le tempie brizzolate ...

I cinefili - quelli che osano affacciarsi a lande filmografiche ignote ai piu - già da parecchio tempo, hanno trovato di che leccarsi i baffi, osservando le prove di grandi autori universali su tale tematica.

  1. Cupo tramonto (1937) Poco apprezzato quando uscì nelle sale, sorprendentemente snobbato agli Oscar dell'epoca e introvabile qui in Italia. In realtà è stato il capostipite, l'apripista d'una ben determinato argomento: la terza età. Ed ha ispirato il capolavoro VIAGGIO A TOKYO di Ozu.
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Umberto D (1951) ITALIA. Il cinema neorealista voleva rovesciare a 180° la concezione di cinema classico. Questa pellicola ne è un perfetto esemplare. Ennesimo oscar per il miglior film straniero a DeSica. Peccato che Andreotti lo liquidò con l'aforisma "I panni sporchi si lavano in famiglia ..."
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Vivere (1952) GIAPPONE. 1952. Mentre Chaplin, per poter giustificare ai produttori angloamericani un lungometraggio sull'anzianità (LUCI DELLA RIBALTA) si trovo costretto a unire la trama ambita con una storia d'amore - per l'arte - lievemente forzata; il continente orientale realizza un'opera agli antipodi rispetto alla convenzione internazionale di visione. Kurosawa significa sublime.
  4. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Viaggio a Tokyo (1953) Ancora negli ambiti della filmografia nipponica. Il maestro Ozu riprende la trama di Leo Mc Carey: cambia polo geografico e perciò ci ritroviamo in una cifra stilistica diametralmente opposta. Ma siamo nei pressi del caso - più unico che raro - d'un remake (non solo superiore all'originale ma) che corrisponde al temine capolavoro.
  5. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Harry e Tonto (1974) A distanza di quasi mezzo secolo, il destino riservato a CUPO TRAMONTO fu "fatalmente ineluttabile" per un soggetto simile. L'oscar per la miglior interpretazione ad Art Carney era inevitabile. Nonostante ciò, ne derivò un flop commerciale e uscì qui da noi con 5 anni di ritardo qui. Meno male che, recentemente, Clint Eastwood è riuscito a far cambiare alcune forma mentis sui "veterani" ...
  6. Le balene d'agosto (1987) INGHILTERRA. Lindsay Anderson, maestro del free cinema, mette a segno il suo testamento cinematografico mettendo in scena tre leggende viventi. Ancora oggi, Bette Davis e Lilian Gish sono nel guinness per le interpretazioni anagraficamente più "mature".
  7. Toto le héros (1991) FRANCIA. Jaco Van Dormael, amante/erede della nouvelle vogue, è un artista da sempre sensibile alle necessità delle minoranze (apparentemente) ininfluenti. Con questa sua opera d'esordio, sigla una grottesca quanto commovente rivalsa per un uomo dimenticato dalla sua società. Remote analogie col cartoon APPUNTAMENTO A BELLEVILLE.
SI

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