Un anziano che scompare è una biblioteca che brucia
Per la critica, è parere comune che i tre film più belli dell'ultima decade siano stati il disneyano UP, l'eastwoodiano GRAN TORINO e il lynchiano UNA STORIA VERA. Conosciamo benissimo il comune denominatore delle pellicole in questione.
Qualche altro cinefilo tirerebbe in ballo anche il bislacco narratore del burtoniano BIG FISH.
Anche un altro capolavoro, a sorpresa, è stato sarcasticamente intitolato NON E' UN PAESE PER VECCHI. Come se non bastasse, le grandi case di produzione iniziano ad investire centinaia di milioni di dollari su soggetti come I VESTITI NUOVI DELL'IMPERATORE, BENJAMIN BUTTON e INDIANS con Anthony Hopkins.
Sembrerebbe che la settima arte abbia scoperto soltanto ora questo universo che, fino all'era dell'edonismo reaganiano, veniva bonariamente liquidato nel profluvio di effetti speciali de LA MORTE TI FA BELLA o del dittico di COCOON. Persino una figura proverbialmente scorbutica quanto matusa come il dickensiano Scrooge venne affidata ad un pimpante, splendido quarantenne come Bill Murray (SOS FANTASMI). Ciò sarebbe verosimile, se limitiamo la nostra concezione di nona musa agli esemplari maggiormente propinati dalle major.
E' innegabile che, fino a poco tempo fà, si faceva slittare la problematica della terza età in figure e/o situazioni narrative marginali. E tra esse rientrano anche le gag politicamente scorrette dei fratelli Zucker o Farrelly.
Qui da noi ci accontentavamo delle "Casalingue" di FANTOZZI VA IN PENSIONE.
Tutto ciò, quasi a concorrere alla dimostrazione che il nostro sistema di vita non è affatto gratificante con le tempie brizzolate ...
I cinefili - quelli che osano affacciarsi a lande filmografiche ignote ai piu - già da parecchio tempo, hanno trovato di che leccarsi i baffi, osservando le prove di grandi autori universali su tale tematica.
- Cupo tramonto (1937) Poco apprezzato quando uscì nelle sale, sorprendentemente snobbato agli Oscar dell'epoca e introvabile qui in Italia. In realtà è stato il capostipite, l'apripista d'una ben determinato argomento: la terza età. Ed ha ispirato il capolavoro VIAGGIO A TOKYO di Ozu.
- Umberto D (1951) ITALIA. Il cinema neorealista voleva rovesciare a 180° la concezione di cinema classico. Questa pellicola ne è un perfetto esemplare. Ennesimo oscar per il miglior film straniero a DeSica. Peccato che Andreotti lo liquidò con l'aforisma "I panni sporchi si lavano in famiglia ..."
- Vivere (1952) GIAPPONE. 1952. Mentre Chaplin, per poter giustificare ai produttori angloamericani un lungometraggio sull'anzianità (LUCI DELLA RIBALTA) si trovo costretto a unire la trama ambita con una storia d'amore - per l'arte - lievemente forzata; il continente orientale realizza un'opera agli antipodi rispetto alla convenzione internazionale di visione. Kurosawa significa sublime.
- Viaggio a Tokyo (1953) Ancora negli ambiti della filmografia nipponica. Il maestro Ozu riprende la trama di Leo Mc Carey: cambia polo geografico e perciò ci ritroviamo in una cifra stilistica diametralmente opposta. Ma siamo nei pressi del caso - più unico che raro - d'un remake (non solo superiore all'originale ma) che corrisponde al temine capolavoro.
- Harry e Tonto (1974) A distanza di quasi mezzo secolo, il destino riservato a CUPO TRAMONTO fu "fatalmente ineluttabile" per un soggetto simile. L'oscar per la miglior interpretazione ad Art Carney era inevitabile. Nonostante ciò, ne derivò un flop commerciale e uscì qui da noi con 5 anni di ritardo qui. Meno male che, recentemente, Clint Eastwood è riuscito a far cambiare alcune forma mentis sui "veterani" ...
- Le balene d'agosto (1987) INGHILTERRA. Lindsay Anderson, maestro del free cinema, mette a segno il suo testamento cinematografico mettendo in scena tre leggende viventi. Ancora oggi, Bette Davis e Lilian Gish sono nel guinness per le interpretazioni anagraficamente più "mature".
- Toto le héros (1991) FRANCIA. Jaco Van Dormael, amante/erede della nouvelle vogue, è un artista da sempre sensibile alle necessità delle minoranze (apparentemente) ininfluenti. Con questa sua opera d'esordio, sigla una grottesca quanto commovente rivalsa per un uomo dimenticato dalla sua società. Remote analogie col cartoon APPUNTAMENTO A BELLEVILLE.
Commenti
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11 febbraio 2011, 15:27 di yume
Ottime scelte, Guido, e riflessione doverosa e sensibile
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11 febbraio 2011, 15:27 di Dalton
Grazie, Yume.
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11 febbraio 2011, 17:22 di mozambico
bella riflessione...condivido soprattutto il titolo della tua play
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11 febbraio 2011, 17:50 di dedo
Appartengo alla terza età (che precede "l'ultima età") e sono sensibile, oltre che interessato, alle premesse in play. Non ho visto tutti i film della lista ma su alcuni sono particolarmente affezionato (2,3,4,6). Senza togliere nulla alle tue scelte, suggerirei "Oltre il giardino" ('79). Un saluto. Dedo
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11 febbraio 2011, 18:45 di LAMPUR
Si, bellissima la citazione di Amadou Hampatè Ba per il titolo della play, e sono anche tra quelli d'accordo sul bislacco narratore di Big Fish... ;)
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11 febbraio 2011, 19:09 di panflo
Come Dedo non posso che apprezzare questa bella play e tutti i film citati. Aggiungo "Il vecchio e il mare"
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11 febbraio 2011, 19:18 di Travis Bickle 1979
Grande play di Dalton.
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11 febbraio 2011, 20:06 di silvia25
conosco solo UMBERTO D dei fim da te citati, purtroppo bisognerebbe mostrare più 'riguardo' per la terza età.. ma non dimentichiamo che è uscito ANOTHER YEAR imperniato proprio su una coppia di anziani.. :)
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11 febbraio 2011, 22:24 di dedi42
Mi viene in mente un film che mi fece ridere fino alle lacrime, erano due vecchi meravigliosi "Due ragazzi terribili" Walter Mattau e........ non mi riesce di ricordare il nome,dell'altro attore.Bellissima la citazione che da il titolo alla tua play.
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11 febbraio 2011, 22:28 di dedi42
Vedi la vecchiaia.... "I Ragazzi irresistibili" e l'attore che non ricordavo Goerge Burns :)
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11 febbraio 2011, 23:09 di Powell78
Anche io sono molto sensibile a questo tema.La tua play è impeccabile: hai scelto film bellissimi! Potendola ampliare avrei citato anche RITORNO A CASA di Manoel De Oliveira.Ciao
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11 febbraio 2011, 23:25 di silvia25
@dedi42: è vero e poi I RAGAZZI IRRESISTIBILI fu una grande prova per Walter Matthau, molto vecchio ma sempre in gamba.. :D
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11 febbraio 2011, 23:26 di LIBERTADIPAROLA75
Quoto in pieno mozambico! E' bello e riflessivo il titolo della tua play! Bravo Guido! Mi viene in mente una puntata del serial MORK & MINDY (qualcuno di voi se lo ricorda?) dove l'alieno Mork parlava con il suo grande capo della stupidità dei terrestri. Mentre sul suo pianeta Ork (?!?) gli anziani vengono trattati con rispetto e considerazione dai giovani sulla Terra spesso sono derisi. Si trattava di un serialucolo come tanti (ma bello!) ma che nei monologhi finali dove l'alieno analizzava i comportamenti dei terrestri spesso nascondeva perle di saggezza...Ciao a tutti!!!
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11 febbraio 2011, 23:55 di mozambico
@liberta parola...ti ringrazio!!!e mi unisco al coro per I RAGAZZI IRRESISTIBILI con i due grandi attori...( e su un plot del grande neil simon)
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12 febbraio 2011, 10:59 di emmepi8
Guido, sei un cinefilo insuperabile
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12 febbraio 2011, 22:17 di Filmoski
"Pranzo di Ferragosto".
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14 febbraio 2011, 01:28 di AlexPortman80
Dopo aver visto la scorsa settimana "Another year" di M. Leigh, mi viene in mente ancora il grande Jim Broadbent (con J. Dench e K. Winslet) in "Iris", ma anche i sensi di colpa in tarda età della magnifica Vanessa Redgrave in "Espiazione". E visto che citi J. Van Dormael, nella play ci potrebbe parzialmente stare anche il suo ultimo (e invisibile, da noi) film, "Mr. Nobody". Ciao Guido!
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