All'origine di un amore
Esco un attimo dall’ombra con questa mia prima play (a parte quella introduttiva sui “7 magnifici”di qualche mese fa).
Sento improvvisamente la curiosità di sapere come nasce la vostra “magnifica ossessione” cinefila. Magari trovo qualcuno che, come me, si è attaccato ai film per sopravvivere a qualcosa che non andava: una mancanza precoce, una difficoltà, la sensazione di essere un “piccolo mostro”, una folgorazione casuale osservando un’immagine o leggendo un titolo o scrutando un nome, la ricerca di un sollievo, la paura della vita fuori dal guscio, il guscio che è un po’ malconcio …
Per riservatezza non entro nel dettaglio della mia esperienza personale, dico solo che è in mezzo a quelle che ho elencato (forse in tutte).Magari, più fortunatamente, avete avuto una guida in famiglia fin da piccoli.In quel caso…beati voi!Trovo splendida la cinefilia ereditata.
In definitiva vi chiedo: chi (o cosa) vi ha fatto iniziare a divorare montagne di film e a catalogare nomi e titoli in modo bulimico?Con onestà ammetto un’altra mia piccola invidia: quella per chi è riuscito a fare un mestiere di questa sua passione.Io non ci sono riuscito.
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Lo spirito dell'alveare (1973) Il capolavoro dello schivo regista spagnolo è un gioiello che mi ha fatto interiormente urlare di gioia fin dalla prima visione (nonostante il tono triste).Il cinema può rapirci in maniera misteriosa.Improvvisamente.Può farci scoprire qualcosa che non subito siamo in grado di comprendere.Il cinema è una luce.In ogni senso.
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Il lungo giorno finisce (1992) Davies parla di se stesso.
E talvolta un film (inspiegabilmente) può parlare anche di te.
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Martha (1973) Perché “i film liberano la testa”, e Fassbinder è diventato precocemente una delle mie ossessioni (dentro l‘ossessione).Innamorato del suo stile, affascinato dalla sua divorante urgenza espressiva, intimorito dalla sua fine.Ancora oggi intoccabile.
- Lo specchio della vita (1959) E’ il film che univa la mia famiglia, forse l’unico film che riusciva a farlo (i miei genitori, di umili origini, purtroppo non hanno mai avuto gli strumenti per capire il mio amore per il cinema).Questo film straziante riuniva tutti.Si stava in silenzio.Si piangeva.Ci si sbiarciava con occhi lucidi in maniera furtiva, deviando subito le traiettorie degli sguardi.Un ricordo fortissimo della mia infanzia.Un ricordo pieno anche di rimpianti.
- Jonas che avrà vent'anni nel 2000 (1976) E’ un film che vorrei fosse amato da tutti.Il ricordo del proprio idealismo e delle illusioni; la paura di scoprirsi maturi (e il non saper esserlo); lo scontro quotidiano tra la realtà e i propri sogni; la speranza che ci tiene in vita.Capolavoro.
- Il fiume (1997) Il dolore che attanaglia.La solitudine.Il silenzio.Il cinema che non ha bisogno di troppe parole per sconvolgerti dentro (e a volte anche fuori).
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I quattrocento colpi (1959) Intramontabile.Inevitabile la sua presenza, viste le premesse.
Difatti è l’opera che può riassumere e spiegare la mia introduzione.Antoine Doinel ruba la foto di Harriet Andersson nel bergmaniano "Monica e il desiderio"... e non si può che applaudire.
Commenti
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18 febbraio 2011, 13:31 di john merrick
Ciao,sono colpito dalle tua parole perchè mi ci riconosco in pieno,il mio amore per il cinema è nato da bambino,intorno ai 15 anni è diventata una vera malattia inarrestabile.Nessuno in famiglia mi ci ha indirizzato,ho fatto da solo e ricordo quel periodo di feroce curiosità e scoperta con estremo piacere.Le motivazioni anche per me potrebbero essere un po tutte quelle che elenchi ma "la paura della vita fuori dal guscio"direi che è la più azzeccata.Col tempo ho trovato la forza di rompere il guscio ed uscire...la passione per il cinema la porterò dentro per sempre.Pensa che ho potuto finalmente vedere LO SPIRITO DELL'ALVEARE solo pochi giorni fa e ne sono rimasto letteralmente folgorato!un caro saluto.
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18 febbraio 2011, 14:00 di spopola
.. il l'ho detto più volte. anche se il cinema che mi faceva vedere era di tutt'altra natura rispettoa quello che adesso forse prediligo, devo a mia madre il "seme" della passione, in anni (il dopoguerra)per chi viveva in campagnas, non era poi nemmeno così facile arrivare al cinema (ma la domenica "caricato" sul seggiolino della bicicletta) si affrotnavano chilometri per "abdare" al cinema (spesso prendendo "a scatola chiusa" quello che veniva proiettato nell'unica sala disponibile nelle vicinanze... Ma diventato più adulto, il film che mi ha aperto davvero nuovi orizzonti e improvvisi e inaspettati "squarci£" di poesia è stato Hiroshima mon amour...
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18 febbraio 2011, 14:13 di kotrab
Nasce dalla mia intimità e dalle emozioni delle visioni dell'infanzia, poi con la consapevolezza delle interpretazioni che il cinema dà della realtà. O, più semplicemente, dal bisogno di soddisfare il mio voyeurismo.... :)
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18 febbraio 2011, 14:40 di panflo
Mio padre me lo istillò, io me lo conservai e lo instillai a mia moglie e figli; con i nipotini sto iniziando. E' una droga micidiale, non ci sono metadoni sostitutivi, una volta in "dipendenza" non ne esci. Solo la morte te la toglie di dosso ma sono convinto che nell'aldilà furoreggiano gli schermi.
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18 febbraio 2011, 15:37 di Powell78
Ciao, grazie a tutti per i commenti. @john merrick: ti dirò che mi è costata un po' di fatica emotiva scrivere questa play.Io tra l'altro sono poco attivo in questo forum, ma oggi sentivo il bisogno di comunicare ed interagire un po' per scuotermi, in fondo conosco pochi utenti. Spero che molti abbiano avuto modo di recuperare lo straordinario film di Erice, so che recentemente Fuoriorario lo ha riprogrammato.Qualcuno (o qualcosa) benedica Ghezzi! @spopola: anche per me HIROSHIMA MON AMOUR fu un film cruciale, dopo averlo visto (ero adolescente) i miei gusti sono notevolmente cambiati, sono diventato più esigente con i registi. @kotrab: innegabile l'importanza del fattore curiosità.Decisamente pertinente anche l'intimità della visione. Un saluto a tutti, e grazie ancora.
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18 febbraio 2011, 15:44 di Powell78
Panflo: sul fatto che sia una dipendenza puoi dirlo forte!Io non intendo smettere, come penso tutti voi :) Grazie anche a te per il tuo intervento
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18 febbraio 2011, 17:13 di maghella
Ho avuto la fortuna di avere un babbo che mi portava al cinema tutte le settimane, spesso noi due da soli, perciò ho sempre vissuto quel momento come speciale, tempo dedicato solo a me da una persona che adoro...Invece con la mamma passavamo interi pomeriggi, noi due da sole, a guardarci vecchi film alla tv, spesso la visione era accompagnata da chiacchiere, dolcetti e tante coccole. Ho avuto una infanzia esageratamente felice, e i più bei ricordi spesso sono legati a film visti....Ma la passione è nata dal mondo meraviglioso che i film e i personaggi appena visti mi aprivano, un mondo che mi ha fatto crescere e protetta quando purtroppo le vicende della vita si sono fatte più complicate, il cinema è tutt'ora il mio rifugio personale contro la paura. Devo dirti che 3 titoli che hai citato sono per me importanti: "Martha", "Lo specchio della vita" film odiato da mio padre, lo guardavamo di nascosto in cucina io e mia madre, e la cena non arrivava mai :), e "I Quattrocento Colpi" che ancora adesso mi fa un effetto terapeutico quando lo vedo. Comunque se questa è la tua prima vera play, complimenti e riprovaci, a me è garbata molto, ciau.
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18 febbraio 2011, 18:12 di bradipo68
anche io come maghella e panflo ho avuto la fortuna di avere un padre cinefilo che mi ha educato a visioni anche impegnative in tenera età.Risale poi agli anni del liceo la volontà di catalogare tutte le mie visioni,nel frattempo aumentate a dismisura.Poi lasciai perdere questa catalogazione ai tep dell'università fino a scoprire questo sito in cui immettere la mia memoria cinematografica.E il ritmo delle mie visioni non è mai rallentato nonostante l'aumento degli impegni nella vita di tutti i giorni.Purtroppo non riesco a stare dietro con la scrittura a tutto quello che vedo anche perchè c'è una vita là fuori da vivere.Complimenti per la selezione dei film.Un saluto.
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18 febbraio 2011, 18:19 di dedo
Sin da piccolo (5anni) recitavo sui palcoscenico. Era un supplizio impostomi da mia madre, ma confesso che mi dava piacere essere applaudito. Con l'avvento della guerra l'attività si interruppe e non volli più ricominciare. Nel dopoguerra, frequentando la sala parrocchiale, ho cominciato a vedere film, per lo più western. Appena ho potuto ho cominciato a vedere ogni genere di film, spesso con risultati disastrosi, ma spesso con soddisfazione nell'assistere alle avventure di altri, come succedaneo alla mia impossibilità di fruirne. Da allora non mi sono più fermato. Nessuno mi ha spinto, ho fatto tutto da solo, divorato dalla curiosità e dallo scopo di passare un certo periodo di tempo senza pensare ai miei guai giornalieri. Si, cerco nel film l'evasione dalla quotidianeità. Non mi pento. Un saluto Dedo
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18 febbraio 2011, 19:18 di LAMPUR
"Folgorazione casuale". ;)
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18 febbraio 2011, 19:23 di jonas
Io ho sempre avuto la tendenza a catalogare le cose. Con i film visti ho cominciato verso i 15 anni: all'inizio erano solo elenchi di titoli a carta e penna, poi sono passato al database elettronico. Non potevo non commentare una playlist che cita il mio film preferito (da cui ho tratto il nickname)!
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18 febbraio 2011, 21:01 di Powell78
Molti di voi parlano di un'esperienza che a me è decisamente mancata in età fanciullesca: la visione di un film su grande schermo in compagnia dei genitori.In un cinema ci sono andato per la prima volta un po' troppo tardi (intorno ai 14 anni, con amici) e il motivo di questo ritardo in parte è spiegato da quanto scritto nella play, senza parlare del fatto che vivevo in un paesino molto piccolo.Ma fino a quel giorno mi ero nutrito di cinema con la tevisione divorando tutti i generi e catalogando (e fino a qualche anno fa ancora andavo avanti a carta e penna ehehehe).Ai tempi del liceo i primi libri in materia, roba da non studiare più altro!Grazie a tutti per aver condiviso con me il vostro ricordo.A Maghella grazie mille per l'incoraggiamento, purtroppo di carattere tendo ad essere decisamente appartato!E Jonas: il tuo film del cuore lo adoro tantissimo anche io, ottima scelta!Saluto tutti
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19 febbraio 2011, 00:00 di Govinda
Per me la passione per il cinema non è stato "un colpo di fulmine" quanto una crescita continua ed a fasi alterne (come il resto della vita insomma). Da piccolo i miei a volte mi portavano al cinema, ricordo con un tuffo al cuore La storia infinita e Ghostbuster, mio padre amante esclusivamente di western, avventura e fantascienza mi portò a vedere Il ritorno dello Jedi e Dune, non avevo ancora dieci anni. La svolta verso il cinema d'autore in tre tappe fondamentali, l'humus liceale, qualche amico appassionato e tre film visti a stretto giro, Arancia Meccanica durante un'occupazione al liceo, Pulp Fiction al cinema ed I quattrocento colpi su Fuori Orario (da allora il videoregistratore programmato fisso all'una di notte). Vedo e non catalogo, dimentico e non appunto, perdo e non ordino, la coerenza non è il mio forte come cinefilo… e si che c'ho provato. Ma insomma il cinema per me è una cosa bellissima e viene bellissima da sé. Ciao e grazie della play.
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19 febbraio 2011, 09:58 di Powell78
Grazie a te per il commento, Govinda.Bello crescere insieme al cinema.Ciaoo
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19 febbraio 2011, 11:24 di lullabuy17
Cinema, libri e musica sono stati l'ancora di salvataggio in una adolescenza solitaria e solo in apparenza "normale". Mi sentivo, allora,la Marion di Wenders che balla sola al ritmo della musica di Nick Cave .... e pensandoci ... mi ci sento ancora! Mi piace la tua play, film notevoli, a me in particolare piace il 5. Ciao
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19 febbraio 2011, 11:53 di Powell78
@lullabuy17: la frase "ancora di salvataggio in una adolescenza solitaria" è praticamente sottintesa in questa mia play.Mi riconosco, ed è quello che intendevo parlando di me (si capisce anche dal soggetto di alcuni dei film scelti).Citi Nick Cave e mi fai capire che hai anche gusti musicali vicini ai miei!Spesso l'amore per il cinema va di pari passo con quello per i libri e per la musica.E' anche il caso.Grazie per il commento.Ciao
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19 febbraio 2011, 12:00 di Powell78
E' anche il mio caso....
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19 febbraio 2011, 23:18 di Dalton
quoto Lampur ;-)
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20 febbraio 2011, 12:37 di silvia25
Ciao Powell78!la mia e come dici tu una passione ereditaria.. infatti ho conosciuto il cinema all'eta di 10 anni grazie a mio padre che ha un ampia videoteca.. da allora ho cominciato a leggere diversi volumi di storia del cinema, ma seri volumi... ancche quelli ereditati... ecco come mi sono fatta una cultura cinematografica.. anche.se sono un po indietro con le visioni mi ritengo nella media segli utenti, inoltre e proprio grazie alla conoscenza personale di alcuni utenti, se ho colmato delle lacune.. e colgo l occasione per ringraziarli perche sono unici e contribuiscono alla mia cr3scita cinematografica!un saluto
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20 febbraio 2011, 14:25 di Powell78
@Silvia25: direi che sei stata fortunata, molto fortunata. E' vero che anche io, pur da solo, mi sono abbuffato di film e mi sono buttato sui libri di storia del cinema(e il giochino di segnarmi i film in concorso nei festival era iniziato a 12 anni con l'edizione del festival di Venezia del 1990, l'anno di "Quei bravi ragazzi" e "Un angelo alla mia tavola"), però avrei preferito tantissimo un percorso come il tuo.Cioè, l'esito è lo stesso, ma la condivisione di una passione in famiglia è davvero qualcosa che mi è mancata molto.Anche se mia sorella nel corso degli anni si è pure lei avvicinata al cinema (pur avendo altri amori artistici, cioè il disegno e la pittura). Un saluto anche a te, e grazie.
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