
The fighter, l'uomo che asfaltava strade
Difficile parlare di un film sulla boxe senza che il pensiero corra ai tanti eroi che hanno scolpito l’archivio dei ricordi della nostra vita di spettatori combattenti, quelli per i quali abbiamo riso, trepidato, tifato, pianto e urlato perché, quando loro erano sul quadrato nel quale stavano affrontando la madre di tutte le battaglie, noi eravamo lì con loro sul ring delle loro vite traballanti: da Rocky a Toro scatenato, da Hurricane a Maggie Fitzgerald, la Million dollar baby di Clint Eastwood.
Ciò perché i creatori delle loro storie – che siano stati dèi capricciosi o registi dalla fervida immaginazione – non ci hanno lasciato scampo, perché la boxe è il regno delle cenerentole con gli occhi delle tigri, dei derelitti e disadattatati nei vicoli bui, delle carcasse della società, degli emarginati, di coloro che avrebbero voluto osare di più ma che non hanno mai avuto l’occasione giusta o che hanno perso l’ultimo treno, che non hanno avuto il fegato per affrontare i piccoli problemi della vita quotidiana. Perché i grandi obiettivi sono irraggiungibili, ma quelli piccoli ti costringono a confrontarti innanzitutto con te stesso e, dunque, contro l’avversario più temibile che tu possa avere la sfortuna d’incontrare. In questo noi abbiamo creduto di potere essere loro, abbiamo già combattuto la nostra battaglia e abbiamo vinto o perso per sempre.
The fighter è l’ennesima storia di pugni e arena che ci conduce nel mondo della boxe costringendoci ancora una volta a salire in pedana, facendoci sporcare i guanti che avevamo già appesi al chiodo, chiedendoci di lavorare ai fianchi il nostro avversario di turno in questa suprema legge della giungla che permette di uccidere per non essere uccisi, di mangiare per non essere mangiati, lasciando però un retrogusto amaro che mescola il sapore della vittoria a quello della ferocia? Adesso non siamo forse impiegati, operai, casalinghe, genitori? Che cosa abbiamo a che fare noi con quello che eravamo, con i fantasmi di ragazzi e ragazze che non si arrendevano mai?
«Testa corpo, testa corpo. Avanti, Micky», ricordati le parole di tuo fratello. Le mosse vincenti sono talvolta nelle piccole cose. Non si sa come va a finire e mai arrendersi in questo sport, che è la palestra della vita.
A qualcuno piace stare nell’angolo, alcuni picchiano duro e si fanno punire, altri stanno alle corde, poi ci sono quelli che amano stare in mezzo. Tutti cercano di fare bene, di dare un senso alle cose.
«Eri il mio eroe», «Lo ero. Tu non sei come me. Devi fare di più, non come me. Testa corpo, testa corpo. Adesso vai, questo match è tuo!».
- Rocky (1976) «Adrianaaa! ».
- Toro scatenato (1980) «Datemi un'arena e Jake il toro si scatena».
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Hurricane (1999) «Io non ce li ho pochi anni da darvi!
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Million Dollar Baby (2004) «La gente muore ogni giorno, Frankie, mentre lucida il pavimento o lava i piatti, sai qual è il loro ultimo pensiero? Non ho mai avuto un'occasione».
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Cinderella Man (2005) «Io devo credere di avere un po' di potere sulla nostra vita!».
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Rocky Balboa (2006) «Nella vita non è importante come colpisci, l´importante è come sai resistere ai colpi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti».
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The Fighter (2010) «Mai arrendersi in questo sport!».
Commenti
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14 marzo 2011, 10:02 di panflo
Sul mondo della boxe mi è molto piaciuto - oltre ai meravigliosi film elencati (i Rocky un pò meno) - The Boxer con Daniel Day Lewis.
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14 marzo 2011, 10:04 di panflo
..e anche "Carnera" di Martinelli, campione di casa nostra.
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14 marzo 2011, 10:58 di Immorale
Proporrei anche "Undisputed" di Walter Hill.
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14 marzo 2011, 19:29 di maghella
Manca decisamente "Lassù qualcuno mi ama"...
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14 marzo 2011, 19:54 di 21thcentury schizoid man
In questa bella play, ci poteva stare anche il bellissimo "Fat City" di John Huston. Un saluto.
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15 marzo 2011, 01:15 di tinodeluca
Cinefili! Grazie a tutti voi per le ottime scelte. Considero i vostri titoli come l'estensione ideale della playlist.
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