
Caro papà, la fine è il mio inizio
È da sempre la stessa storia. Scompari puntualmente per un anno, vai via, ti dedichi ai maledetti affaracci tuoi, nemmeno un segno né un cenno. E poi… in un solo giorno ritorni imperante e prepotente come non mai… tu, con il tuo sguardo, le tue mani e la tua inevitabile voglia di dettare leggi e condizioni a noi che, passivamente, ci attacchiamo ai tuoi calzoni nella speranza masochistica che possa durare più di un attimo per poterti chiedere: tu… tu dov’eri?
Del resto, è stato solo un attimo impresso in una fredda mattina di gennaio, un ultimo saluto a quel figlio non ancora uomo e poi sei scomparso nel nulla. Ricordo una sagoma che si avvicinò al mio letto, un bacio in fronte e una porta chiusa alle spalle che non si è più riaperta. Era il tuo gesto quotidiano, difficilmente me ne accorgevo, anzi mi dava quasi fastidio sapere che lo facevi. Ma non quel giorno… c’era il gelo intorno, c’erano streghe che danzavano sui muri, c’erano vampiri che attendevano dietro ad un albero, c’era un televisore acceso e dei carabinieri alla porta… e tu… tu dov’eri?
E ti ho odiato, non sai quanto, e forse ti odio ancora. Certi rancori sono difficili da abbandonare… credi che sia facile relazionarsi con il concetto di abbandono a quell’età? Mi hai segnato… per colpa della tua fuga non riesco ancora a interiorizzare l’idea della scomparsa. Ogni assenza, voluta, accidentale, ricercata o casuale, mi devasta… la fine è il mio inizio, ogni fine tormenta il mio fisico e la mia mente, mi annulla e mi rende fantasma… fantasma nei sentimenti e nei pensieri, fantasma nell’amore e nelle amicizie, fantasma per la vita… sono stato talmente invisibile da non esistere… e tu… tu dov’eri?
Non mi lego a nessuno da quando sei andato via. O, meglio, mi lego a pochissime persone proprio per il fottuto timore che possano far come te, scomparire nel nulla, perdersi dentro un’auto che imbocca un’autostrada senza via d’uscita… difficile credere che per diventare uomini non si abbiano uomini da seguire come esempio… per un certo periodo ho rifuggito tutte le figure maschili adulte che circondavano quei pochi eletti che entravano nel mio mondo: erano tutti nemici, simbolo di ciò che tu mi hai negato… erano accanto ai loro figli all’esame di maturità, gli erano vicino durante i matrimoni, ne erano orgogliosi durante le discussioni delle tesi di laurea, ne vivevano i successi e le delusioni… e tu… tu dov’eri?
Mi hai costretto a un’esistenza monca, priva di riferimenti: vedevo solo lei che indossava pantaloni e coglioni. Di te ricordavo parole e nozioni di vita che mi son sembrate frasi fatte, lanciate ad effetto… ho cercato di estrapolare immagini e aneddoti, ho segnato tutto su un diario di bordo e dopo ne ho bruciato le pagine: non c’era più un capitano, non c’era più un timoniere. Ho imparato da solo ad affondare, a toccare i limiti della vita stessa e poi a risalire, a rimettermi alla guida del timone per vagare senza meta e stella cometa. E tu… tu dov’eri?
E ti maledico tutte le volte che mando una relazione all’aria o per la mia convinzione di non dar vita al mio seme… no, non ho voglia di lasciar una donna ad aspettare di vedermi tornare ad ogni rumore in piena notte… non ho voglia di non insegnare a mio figlio come sfidare giganti stupidi e potenti… non ho voglia di rovinare altre vite con l’assenza della mia presenza… e tutto questo perché tu non c’eri…
Ma mi manchi… mi manchi dannatamente… mi manchi oggi come mi sei mancato ieri e nel mio odio riesco ad amarti per quel poco tempo in cui mi hai lasciato qualcosa. Sono profondamente egoista, papà, ma ti voglio ancora bene… anche se tu, tu non c’eri tutte le volte in cui avevo bisogno di un tuo abbraccio o di un tuo rimprovero…
Commenti
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19 marzo 2011, 12:46 di yume
è maledettamente bella, Spaggy, maledettamente bella, ho le lacrime...
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19 marzo 2011, 12:56 di graffiodiluna
@spaggy, sono senza parole, oggi hai deciso di strizzare i nostri cuoricini. Bellissima.
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19 marzo 2011, 13:08 di maghella
...colpita e affondata...bravo Spaggy :)
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19 marzo 2011, 14:08 di Spaggy
...ma queste sono le mie luci e ombre... ogni tanto le fermo su "carta", tanto per avvertirne di meno il peso... Poi torno ad essere "l'infame, il cinico e il violento"... indossare le maschere mi riesce meglio... Grazie a voi, "from the bottom of my heart", come direbbero gli inglesi...
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19 marzo 2011, 14:28 di ilpanda
Molto bella. Mi è venuto in mente un bel film rivisto da poco, "El abrazo partido (L'abbraccio perduto)". Tema quello di un padre andato via di casa e non più tornato. Il figlio cerca di colmare il vuoto d'affetto e protezione paterna. Ma dietro un abbraccio perduto può esserci un abbraccio ritrovato...
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19 marzo 2011, 14:37 di spopola
... difficile (soprattutto per me) rimanere insensibili a tanto rabbioso dolore che si stempera poi persino in una tenera commozione.... Testimonianza sofferta e bellissima. Il tema dell'abbandono.. "del non ritorno è qualcosa che mi ossessiona da sempre.
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19 marzo 2011, 14:44 di bradipo68
ho avuto un padre diverso che ora che non c'è più e, leggendo le tue parole, ho ripensato a tante,tante cose che ho condiviso con lui.Grazie.
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19 marzo 2011, 15:37 di yume
Spaggy, adesso però riprendiamoci, mi piace immaginarti infame, cinico e violento
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19 marzo 2011, 18:05 di Peppe Comune
"Assenza più acuta presenza" cantava il poeta. Bravo Pietro.
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19 marzo 2011, 18:56 di panflo
@spaggy ricordo da piccolo una canzone bellissima e angosciante, scritta nell'immediato dopoguerra in Germania " Oh mein papà" ; fu composta da un giovane che aveva perso il padre , soldato in guerra, e in Germania specialmente (con i suoi milioni di padri morti) ebbe un successo breve ma superiore a quello di Lilì Marlen. Non l'ho mai più sentita ma mi è rimasta nel cervello e riesco ancora oggi a cantarla. Complimenti per l'accorato omaggio. Ciao.
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19 marzo 2011, 18:58 di panflo
L'ho trovata se volete ascoltarla http://www.youtube.com/watch?v=80_MpCSpn-Y
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19 marzo 2011, 19:30 di spopola
La ricordo anche io quella canzone... la versione italiana era trasmessa alla radio dall'orchestra Angelini e cantata da Carla Boni: ne ricordo alcuni versi: "O mei n papa / sei l'uomo più adorabile /o mein papa / sei l'uomo più sincero / e se l'amor potesse far miracoli / vorrei tornar bambino accanto a te
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19 marzo 2011, 22:13 di drugostyle
Difficile scrivere apertamente dei propri sentimenti..quindi non c'è bisogno di aggiungere altre parole, solo un 'in bocca al lupo' per il futuro.. Ciao @Spaggy!
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20 marzo 2011, 10:36 di LAMPUR
Certo non dare vita al tuo seme impedirebbe ad un eventuale spaggy junior di sollazzare generazioni future. Di egoismo in egoismo, non credi? Bisogna imparare dagli errori (propri e degli altri), non perpetrarli... forza! Datti da fare... ;))
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21 marzo 2011, 11:46 di Spaggy
vedete cosa comporta la logica dell'abbandono? Non appena nata, ho abbandonato la playlist, dimenticandola per due giorni interi... quindi, caro Lampur, mi sa tanto che non devo darmi tanto da fare... anzi, nodo al mezzo e non se ne discute più. Ovviamente ringrazio tutti, chi è intervenuto, chi ha dato il voto di utilità e chi ne ha condiviso pensieri e frasi sui social network: sono stati come delle pacche sulle spalle e mi sa che servono anche quelle... Un ringraziamento particolare, poi, va invece a Graffiodiluna e Spopola, per i loro messaggi privati per cui la vita va ben oltre a quella virtuale, con impressioni lasciate su una piazza pubblica ma con l'alibi dell'anonimato: potrò sempre dire di non esser stato io ;) E "coraggio, si va", altro giorno, no?
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3 aprile 2011, 15:14 di Lina
Una playlist davvero molto bella e scritta veramente bene. Complimenti, Spaggy!
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