
Dinoccolato a gambe all'aria
Spesso, funestato da una società di figurine patetiche, m'"imbalsamo" nel balsamo, solleticando i capelli di lucentezza alata con cui far il nottambulo per Tempi che saranno inquieti, quando vorranno trascinarmi nella melma, affinché anc'io mi deterga nel "fango" quotidiano, a, cui, oppongo la fiera destrezza della mia labirintica mente che, "muta", chiede alle immagini di un Cinema d'alimentarmi d'altro cibo a me gradito.
Sì, io la pancia la riempio di suggestioni, leccandomi ben bene come il bimbo fa con la marmellata, "ungendomi" un po' per sperperare altro Tempo, da "buttar via" come direbbe una chiesastica donnetta borghese infantilmente fritta nelle sue elucubrazioni sull'"arte-ina" del vivere.
Di mio amo la fisicità di Tom Hardy, a cui m'accomuna la "prosopopea" delle meningi avvolte nei muscoli, e, di tanto in tanto, vago di qua e di là, rendendomi oggi John Goodman e domani uno snello e nervoso uomo mai appagato e non pappagallo.
Disprezzo gran parte dell'umanità, i ragazzetti imbecilli "liofilizzati" da genitori caudini che ne impongono regoluzze mendaci per educarli alla "virtù" che tanto allieterà le loro viscere, quella della crassa "sapienza".
Di mio, lo ribadisco, preferirò sempre il manto pregno d'aroma caldo di un cappuccino preparato con cura "amanuense", dormendo ancora, allungandolo nella lingua che zompetterà poi dirompente nel punto "sacro" della mia virilità.
Da quando acquisii coscienza del Mondo, invero anni e anni or sono, mi dedicai con fiera regolarità al diletto dell'onanismo, da praticare in religioso silenzioso, salvo poi "squamar" le membra in acuti gridolini da acme dell'orgasmo. Le "malcapitate" sono le gambe sinuose di donne d'"alto" lignaggio a cui offro il mio delicato soufflè meraviglioso.
Di mio, detta fra noi, me ne frego pure di quel minimo che mi dà piacere, ammirando per ore con sguardo "perso nel vuoto" un De Niro di notti "gelide" in quel di New York.
Perché, anch'io, "soffro" di una tendenza alla vita da "barbone", in barba a chi si taglia ogni mattina le barbe, e alle donne Barbare.
Mi astengo piacevolmente, monasticamente con punte di zucchero, dal sesso, enigma che mai capirò, m'è sempre parso un "affratellamento" di scimmie che nell'altro Tempo "libero" son costrette a lavorare.
Si svestono, fanno quel che s'ha da fare, semmai s'imp(r)egnano anche in atti divenuti metodici per asservire l'umore erotico che esonda arrapato, e poi si rivestono, ma prima si "puliscono".
Valli a capire.
Ora mi darò alla visione di Alien Nation, storia di "alieni" più umani degli uomini.
Firmato il Genius
- Alien Nation (1988)
- Alien (1979)
-
Habemus Papam (2011) "Ha problemi con la fede?".
"No, ho problemi coi suoi tic, caro il mio antisportivo Nanni!".
E il Papa schiaffeggiò lo psichitra dal naso improponibile che fu Ecce Bombo(lo).
Meglio i bomboloni.
Rendiamoce conto, anziché "educare" i preti alla loro vita "senza palle", li obbliga a giocare a pallavolo.
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