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25/04/2011 h. 10.57 Film: Playlist libera
La questione di una presunta critica di Eddie Morra

La questione di una presunta critica di Eddie Morra

Girovagando nel Net, saltellando quasi creaturale a carpire informazioni che immagazzino, galvanizzato, nel mio Database recettivo-sinaptico, entro "in contatto" con tali farlocche recensioni.
Questo è un estratto che non solo m'ha lasciato profondamente perplesso e m'ha indotto a una più perspicace e deduttiva riflessione, ma anche, esterrefatto quasi atterrito, m'ha innervosito poco "innervandomi" in una zona d'epidermica irritazione.
Leggiamo quanto segue:
"La struttura stessa del racconto presupporrebbe un dinamismo vertiginoso, in grado di scavalcare le coordinate spazio-temporali per approdare ad una consapevolezza matura e complessa, per quanto difficilmente gestibile. Ci si aspetta che la regia segua questo filo conduttore, che si adegui a questa fluidità, espressione tanto cara alla concetto di postmodernità, e che assecondi il ritmo convulso di una mente liberata da schemi e condizionamenti.
Paradossalmente Neil Burger sfrutta tutti elementi che di questi condizionamenti rappresentano l'emanazione diretta, frustrando ogni apertura al caso e scadendo in un determinismo accademico decisamente datato. Fissarsi sui primi piani aspettando che un volto alluda da solo ad un'illuminazione interiore è decisamente ingenuo.
Più che una dichiarazione di liberazione, Limitless risulta essere la celebrazione manifesta di ciò che la mente e la società hanno partorito nei secoli, senza aggiunte e senza riletture".

Quasi frustrato da tali frasi imberbe, rimango col "naso all' in su", gustando nottetempo o nel frattempo il mio spumoso caffè, quasi a (ri)bollirmi nell'estasi "perduta" di un'aroma che mi scolpisce altrove, in una rasserenata certezza che quanto ho letto sia accomunabile a una filistea presa di posizione del tutto poco condivisibile.

C'è sempre un nugolo di gente o di persone, spesso "a modo", artefattamente gentili e forse affettati, e dunque superficialmente "affrettati", che hanno istituito circoli (ri)creativi di labile intellettualismo. Dei siti"blog" dove ognuno dice la sua ammiccando all'altro che gli regge il gioco, in osceni deliri onanisti quasi superomisti dove vige la regola non scritta del livellarsi alla "critica" ruffiana a se stessa, spesso già carni-manichini d'ambizioni metafisiche che affastellano "belle" parole per un gusto autocompiacente, di stile quasi aulico in cui s'inneggia all'Arte con la "virtù" di scolaretti ammaestrati o, ancor peggio, con quell'occhio severo e pungente, permeato sempre da un soffuso quanto perturbante gusto sardonico.
"Creazioni" di pseudocritici che spesso dimenticano o trascurano il Cinema di genere, accudiscono reverenziali gli autori, e "bandiscono" i fremiti della visione "popolare".

Limitless non è certo un film che pretende di "emanare" sottotesti filosofici nella sua venata, argutamente divertente "satira" del successo a tutti i costi di una società che mette al primo posto l'immagine all'anima.
Se gli occidentali si son sempre "fruiti" nei vicendevoli encomi finendo poi in manicomio perché "inetti" a reggerne la competitività, gli orientali si prodigano nell'"estenuante", laboriosa ricerca di emozioni dirette nella loro "ermetica", indecifrabile estensione della coscienza.
Lo stesso principio che m'induce a "covi" melanconici perché annoiato dalle folli rincorse all'oro, e, anziché mischiarmi, tendo a "muschiarmi" nella Natura, in un'ode "barbarica" che si rigenera partorendosi virginalmente perfetta.

Eddie Morra non è un diverso, né ambisce al genio "sregolato" o trasgressivo che dostoevskijanamente si lacererà in demoni "contemplativi". E' uno che "non ce la fa" o che è caduto, e la pillola magica gli funge d'approdo a quel che ha, semplicemente, sempre desiderato. Ecco perché prima finisce il libro e poi si dedica a una carriera-Wall Street. Lui ama inserirsi nel globalismo di massa, si rifà il look, "mignottizza" un po' in giro per le discoteche divertendosi come un ossesso in preda al suo nuovo Io. Che è un ampliamento del sé represso.
"Normalmente" si "standardizza" a quel che il Mondo odierno ama dai "vincenti".
Credo sia l'analisi "corretta" del film, quella di un thriller sui generis che si "scardina" in tanti piani visivi allucinatori, che non si prende mai sul serio e non chiede a noi di prenderlo sul serio, ma di "godibilizzarcene" nelle sue due ore.

Intendo creare un post, a tal proposito, su "Cinerepublic" in cui ognuno di voi, utenti di "FilmTv", potrà sbizzarrirsi a proporci sviluppi narrativi sulla "piega" che il film potrebbe aver avuto.
Che ne so... Eddie Morra alle Bahamas con una donna Jolanda, o Eddie, genio beffato da Van Loon.
Diteci la vostra. Vi aspetto.

Firmato il Genius

  1. DvdBlu-RayUmd non disponibile Limitless (2011)
  2. DvdBlu-RayUmd non disponibile Gli spietati (1992)
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Delitto e castigo (1969)
SI

Commenti

  • 25 aprile 2011, 12:39 di LAMPUR

    Eddie Morra fa un provino al Bologna, gioca le utlime tre partite (col Milan non fa in tempo per beghe burocratiche federali) segna ventidue gol a partita a salva i felsinei dalla retrocessionema lo beccano con le pasticchine nel taschino dei calzoncini, a quel punto le ingoia tutte si trasforma in dr. sardonicus e svolazza via con le sue sei paia di ali...

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