la Destra "costituzionale" italiana...alla ricerca dell'oggetto...mai esistito!!!
Putroppo in Italia non esiste una Destra costituzionale di lunghe tradizioni…per la quale la distinzione tra i poteri (legislativo, esecutivo e giudiziari) costituiscano pietre miliari dell’assetto costituzionale …Si deve forse risalire alla Destra Storica degli eredi di Cavour (Ricasoli, Sella, Minghetti, Spaventa, Lanza, La Marmora, Visconti Venosta, fino a Minghetti (1876) - espressione della borghesia liberale – per aver un pur sbiadito esempio di Destra costituzionale….." I suoi esponenti erano soprattutto grandi proprietari terrieri e industriali, e personalità legate all’ambito militare.La Destra storica, composta principalmente dall'alta borghesia e dai proprietari terrieri ed eletta con un suffragio di appena il 2%, diede alla neonata Italia un'economia basata sul libero scambio, che però soffocò la nascente industria italiana, esponendola agli attacchi del più forte capitalismo d'Oltralpe".[Wikipedia] Sappiamo come, all’indomani del I° conflitto Mondiale, l’alta borghesia ed i proprietari terrieri si siano appoggiati al movimento dei Fasci di Mussolini, sentendosi minacciati nel proprio potere dai social-comunisti delle “volanti rosse”; in tal modo consegnandosi in pratica alla dittatura.. Non diversamente, peraltro, da quanto avvenuto in Germania – in specie per la Grande Industria siderurgica (e degli armamenti) – fenomeno quest’ultimo magistralmente raffigurato nel La caduta degli dei” di Luchino Visconti..Il suddetto fenomeno italiano è stato molto studiato e non è questo certo il luogo – né chi scrive possiede gli strumenti più idonei – di un’analisi socio-politica; tuttavia potremmo azzardare che, accanto alla mancanza di senso dello stato, la nostra borghesia ha sofferto (e soffre tuttora?) di un’innata sfiducia in se stessa, nelle proprie possibilità imprenditoriali; il che l’ha portata ad appoggiarsi al potere politico per avere facilitazioni in termini legislativi, finanziari e di repressione sostanziale dei salari, così da esserne in definitiva condizionata. Al contrario di quanto sarebbe avvenuto negli altri Paesi Occidentali a capitalismo “avanzato”(Stati Uniti e Regno Unito, in particolare), ove il potere della grande industria, indissolubilmente legato all’alta finanza, avrebbe da sempre condizionato il potere politico. La borghesia italiana si è fatta pertanto condizionare dal Fascismo – salvo poi allearsi con la Resistenza negli anni della RSI, l’unica forza che potesse salvare le fabbriche ancora rimaste in piedi dai guastatori SS della Todd – e si è appoggiata poi al – o ai - Partiti di Maggioranza (la DC prima e il PSI di Craxi in un secondo tempo), ricevendone, specie nel decennio del boom (anni ’60) grosse “ricadute” in termini protezionistici. Il chè ha avuto, come conseguenza, una progressiva perdita di competitività dei nostri prodotti, almeno fintanto che questo “patto” è rimasto in piedi…Il populismo dell’attuale leader è anch’esso negazione dell’assetto costituzionale – volendo il detto far prevalere l’esecutivo (ed il legislativo costruito a propria immagine e somiglianza grazie alla Legge Elettorale, definita Porcellum), su quello giudiziario….e siamo ai tempi nostri….
Commenti
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27 aprile 2011, 08:23 di GIANNISV66
Credo di averti dato lo spunto per questa con un mio intervento a una tua precedente playlist. L'argomento che vai a toccare ineffetti è di grande interesse: in realtà io penso che proprio il sistema politico italiano dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri abbia rappresentato una anomalia se paragonato ai sistemi delle altre democrazie occidentali. Se da una parte come hai giustamente sottolineato non è esistita una destra costituzionale (la destra dell'immediato dopoguerra era costituita da una parte da fascisti nostalgici e dall'altra dagli orfani della monarchia, con una breve ma interessante parentesi del movimento dell'Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini che fece grande presa sulla piccola borghesia), dall'altra parte la sinistra non è riuscita ad avere uno sviluppo pari alle sinistre degli altri paesi dominata dal pensiero comunista. Non che negli paesi non esistessero locali partiti di chiaratemente comunisti, ma erano minoritari rispetto a una sinistra di estrazione socialdemocratica (si veda la Francia o la Germania, e addirittura la Spagna post franchista dove a prevalere furono i socialisti di Felipe Gonzalez mentre la componente comunista che faceva capo a Santiago Carrillo rimase in minoranza). All'opposto qui in Italia fu la componente socialista e socialdemocratica (insomma la sinistra non marxista) a rimanere minoritaria a vantaggio del Partito Comunista più forte dei paesi occidentali. A mio modesto parere proprio questa "mancanza" di un equilibrio che avrebbe garantito la presenza non solo di una destra costituzionale ma anche di una sinistra progressista e distanziata dall'Unione Sovietica ha rappresentato il principale motivo di quella mancanza di alternanza che è stata la magagna più grossa del nostro sistema politico e di rappresentanza. Con il conseguente dominio della DC per oltre un quarantennio.
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27 aprile 2011, 14:48 di curiosone49
@GIANNI...concordo pienamente...grazie dell'attenzione
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27 aprile 2011, 19:59 di jonas
Lo penso e l'ho detto varie volte: il problema di questo paese è che dopo Giolitti non ha più avuto una destra presentabile ma solo una destra prima squadrista, poi dittatoriale, poi nostalgica e infine berlusconiana. Mai niente di accostabile alle destre di governo europee.
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27 aprile 2011, 21:03 di curiosone49
@jonas: è ciò che mi sono sforzato di dire nella play.....sia d'accordo...(e non siamo soli...)
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