
I tre flagelli
Tre sono i flagelli che minacciano il mondo.
Primo, la piaga del nazionalismo.
Secondo, la piaga del razzismo.
Terzo, la piaga del fondamentalismo religioso.
Tre pesti unite dalla stessa caratteristica, dallo stesso comun denominatore: la più totale, aggressiva e onnipotente irrazionalità.
Ryszard Kapuscinski "Imperium"
- Doom Generation (1995) Un'evirazione compiuta da neo-nazisti sulle note di Star-Spangled Banner. Il nazionalismo come forza soggiogante e castrante delle giovani generazioni.
- Flags of Our Fathers (2006) La bandiera, simbolo della nazione, nasconde la sofferenza ed il sacrificio degli uomini per diventare mera propaganda.
- Lontano dal paradiso (2002) Il razzismo s'insinua nella quotidianità e separa ed allontana irrimediabilmente.
- Il pianista (2002) I pregiudizi si autoalimentano fino a rompere ogni argine e non resta che fuggire e cercare un rifugio impossibile dall'orrore.
- Che fine ha fatto Osama Bin Laden? (2008) Il fondamentalismo religioso contagia i popoli, ma sono minoranze fanatiche ad assumersi il ruolo di boia in nome di Dio.
- Giordano Bruno (1973) Il fanatismo non appartiene soltanto alle culture e religioni diverse dalle nostre, il nostro passato lo testimonia ed è un monito per il presente.
- La città verrà distrutta all'alba (1973) Un'irrazionalità contagiosa pervade chi non si sottrae ai tre flagelli e le conseguenze saranno letali.
Commenti
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4 maggio 2011, 08:34 di GIANNISV66
Bella la citazione, direi che questi non sono solo i flagelli della nostra epoca ma della storia dell'umanità. L'intollerante nascosto dentro di noi è sempre in agguato e l'unico modo per combattere questi orrori è la cultura, la conoscenza. Solo chi possiede gli strumenti per sviluppare riflessioni ha la capacità di contrastare queste forme di intolleranza che fanno parte dell'essere umano. La paura dell'altro, dell'estraneo che minaccia la comunità, di quello che rifiuta le regole e la voglia di riconoscersi in una identità di gruppo che si imponga sugli altri sono istinti lontani che appartengono già alle società tribali. Abbiamo avuto la fortuna (noi che viviamo nel mondo occidentale) di vivere mezzo secolo di pace (non era mai successo nella storia), purtroppo questo ha portato a ignorare che invece c'era un altro mondo che ci circondava e dove i conflitti non hanno mai cessato di esistere. Solo la consapevolezza di quanto sia fragile e prezioso il bene della tolleranza e della pace e di quanto siano inutili e stupide le guerre (consapevolezza che purtroppo spesso e volentieri chi ci governa sembra non avere, basta guardare il passato molto recente e ahimé gli ultimi avvenimenti internazionali) ci può garantire di trasmettere una eredità di pace ai nostri figli. Ricordo un episodio della vita di Albert Einstein, arrivato alla dogana americana gli chiesero la razza di appartenenza e lui rispose "umana". Un piccolo insegnamento da memorizzare.
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4 maggio 2011, 09:18 di panflo
Il guaio della nostra epoca è che questi tre flagelli vengono magnificamente veicolati dai mezzi d'informazione di massa e quindi propagandati a tutti i livelli , raggiungendo i più nascosti e quasi inaccessibili strati di popolazione. La (dis)informazione raggiunge tutti e abitua tutti a non ragionare con il proprio cervello.
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4 maggio 2011, 10:14 di maghella
Filmoski hai fatto una delle play più attuali utilizzando anche film di ani passati...bravissimo...
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4 maggio 2011, 12:09 di LIBERTADIPAROLA75
Bella play! Complimenti per la scelta dei titoli! Ciao!!!
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4 maggio 2011, 18:33 di curiosone49
Per le strade di Milano....Un settentrionale che, avendo chiamato terrone un meridionale, e ne era stato per ciò stesso rimproverato dalla fidanzata, così si giustificò: "Non sono razzista...l'è lù ch'el neger...!"..O
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4 maggio 2011, 23:38 di Filmoski
Gianni, giustissima riflessione. Panflo, hai ragione. Maghella e Libertà, grazie. Curiosone, questa la conoscevo :)
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4 maggio 2011, 23:55 di maurri 63
Nascita di una nazione, 1915, di David Wark Griffith. Apologia del Ku-Klux-Klan. La corazzata Potèmkin, 1926, di Sergeij M. Ejzenstejn. Apologia del comunismo. Olympia, 1936, di Leni Riefensthal. Apologia del nazismo. Il mondo ha sempre gli stessi limiti. Grazie, Filmoski.
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5 maggio 2011, 20:13 di Filmoski
Grazie a te, Maurri.
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9 maggio 2011, 10:30 di angelina
Complimenti Filmoski per questa attualissima e bella playlist ! Ciao ! Angelina
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10 maggio 2011, 00:11 di Filmoski
Grazie Angelina, ciao!
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