Giovanni Falcone, il nostro "piccolo" 11 settembre.
Il 23 maggio del 1992 anche qui in Italia c'è stato un boato vertiginoso, una bomba ha spaccato in due una strada,a Capaci in Sicilia, travolgendo Giovanni Falcone, sue moglie Francesca e i 3 uomini della sua scorta(Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro)...Una morte annunciata. Anzi molte morti annunciate...e altri fantasmi stavano camminando per la strada, conoscendo il destino che li avrebbe uccisi, uno su tutti Paolo Borsellino, che di lì a presto sarebbe saltato in aria anche lui, sempre seguito dagli uomini e una donna della sua squadra.
Questa l'Italia del 1992, scossa da terremoti giudiziari di “tangentopoli”, da scandali...la mafia si fece sentire in modo violentissimo, con stragi e attentati...ma con la morte di Falcone prima, e Borsellino dopo, successe qualcosa che forse non si aspettava nessuno: questi uomini che erano stati lasciati soli nel loro difficile lavoro, criticati da tutte le parti, in alcuni casi infamati da accuse indegne per uomini del loro stampo...furono pianti sinceramente dalla gente comune. Le piazze piene, sconforto, senso di abbandono...Uno scombussolio di pancia per l'intera penisola...ma soprattutto in Sicilia, dove non si era mai vista sino ad allora molto movimento antimafia, finalmente si scorgevano manifestazioni di giovani, lenzuoli bianchi alle finestre, testimonianze di sincero affetto per Falcone prima, e purtroppo poco più tardi per Borsellino.
Piazze, scuole, vie, statue, circoli...e altro ancora è stato dedicato ai due magistrati, diventati loro malgrado martiri da morti...ma da vivi cosa erano?
Commenti
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23 maggio 2011, 14:21 di panflo
Da vivi erano persone che speravano disperatamente di non diventare dei martiri, come Dalla Chiesa, aggrappandosi alla speranza, sempre più flebile, che il loro datore di lavoro alla fin fine li avrebbe protetti.. Invece no. Morti sul lavoro, come tanti e tanti altri lavoratori italiani, per incuria e menefreghismo delle istituzioni, dei datori di lavoro, dei sindacati e - perché no - dell'opinione pubblica con le sue lacrime di coccodrillo.
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23 maggio 2011, 16:11 di maghella
Ho messo nella play altre vittime della mafia...vittime che avevano fatto il loro mestiere con passione e serietà. Altri come Peppino Impastato sono stati infamati anche dopo morti. Il martirio non è ammissibile in questi casi. Credo comunque che lo shock per l'attentato a Falcone e la sua scorta fu talmente grande, che ognuno di noi si ricordi esattamente cosa faceva nel momento in cui si apprese la notizia, un po' come accadde per l'11 settembre del 2001...e questo col tempo diventa un segnale di come certi casi possano essere davvero uno spartiacque per certi comportamenti sociali.
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23 maggio 2011, 17:36 di panflo
Io ricordo anche il mattino che i giornali pubblicarono la notizia dell'uccisione di Dalla Chiesa avvenuta la sera prima ; avevamo il camion del trasloco da Catania a Bolzano che era già partito; la nostra famigliola aveva dormito in albergo (con grande gioia dei figli) e prendevamo la prima colazione al bar: mia moglie aveva il magone perché lasciavamo la Sicilia dopo cinque anni di gioie (ma anche di problemacci) quando lessi il titolo del giornale; dissi a mia moglie di non avere rimpianti nel lasciare quella terra che da un lato è un Paradiso e dall'altro un vero Inferno ; era settembre del 1982 a da allora mi pare che l'Inferno si è ampliato a tutto il continente italiano e di Paradiso se ne veda sempre meno.
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23 maggio 2011, 18:51 di maghella
...hai vissuto tanti anni anche a Milano, e pure quello era un paradiso e inferno. Le terre con grandi ricchezze producono anche grandi dolori, è inevitabile...
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23 maggio 2011, 23:58 di LIBERTADIPAROLA75
Brava maghella! Una play veramente utile! Ciao ciao!!!
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24 maggio 2011, 00:20 di maghella
Grazie Libertà...doverosa soprattutto...e un ricordo sincero. Ciau.
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24 maggio 2011, 00:34 di Baliverna
Sull'assassinio del giudice Rosario Livatino, altra vittima della mafia (di cui non si parla molto), consiglio "Testimone a rischio". Bella playlist comunque. Incisiva, sobria, non polemica.
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24 maggio 2011, 10:09 di maghella
Grazie Baliverna...non credo che ci debbano essere più polemiche su vicende come queste...Penso che bisogna solo fare tesoro del "sacrificio" involantario che queste persone hanno fatto, cercando di portare avanti illoro percorso. Un saluto.
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24 maggio 2011, 16:56 di forzasette
@BALIVERNA SU LIVATINO MI PIACQUE MOLTO "IIL GIUDICE RAGAZZINO" DI ROBILANT
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24 maggio 2011, 20:07 di maurri 63
Eppure, maghella, con l'eccezione dei Cento passi, nessun film appare memorabile: forse che solo con la distanza (vedasi Porte aperte) si possa raccontare la Storia? Brava, comunque, a rammentarci che l'Italia è stata fatta anche con il sangue di innocenti che non hanno voluto piegarsi alla dittatura dell'anti-stato!
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24 maggio 2011, 20:20 di maghella
Sì è vero...i film che ho messo non sono belli...sono solo serviti per raccontare le vicende di vittime di mafia, e "Porte aperte" invece mi piace tanto, con un gioudice Volontè che adoro :)...Invece "I cento passi" è un buon film, discreto...fatto bene, che ha poi il grande onore di essere stato quello che ha portato alla luce la dolorosa vicenda di Peppino Impastato, da molti dimenticato...un compito veramente lodevole.Ciau :)
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