Detour Cinematografici
Scappare da situazioni, persone, luoghi, per poi ritrovarsi ad avere a che fare nuovamente e per sempre con le stesse persone, luoghi e situazioni, magari altre, ma identiche: questo
è il Detour che a livello filosofico è molto vicino all’eterno ritorno di Nietzsche, è stato il primo ad avere un’idea completa di Detour, ma la scoperta era giovane, ci volevano cent’anni di cinema per rendere l’idea di Detour insopportabile, impossibile solo pensarla senza star male, all’inizio era un’idea affasci-
nante ma il cinema e la vita non potevano, come sempre hanno fatto, che abusarne.
Chiudere gli occhi durante un Detour? Si rischia di perdere la strada, di uscire di strada, ma non certo finisce il Detour, il Detour non può finire che con la nostra morte.
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Detour (1945) L’ossessione del Detour, sia della comprensioe filosofica del
Detour che dello stesso vivere e farsi vivere del Detour è ben espresso da questa frase-situazione (un cliente ascolta un
motivetto che l’ossessiona):
Quel motivo! Perché quel maledetto motivo mi seguiva ovunque senza darmi tregua? Avete mai desiderato cancellare
un pezzo della vostra memoria senza riuscirci?
Potete cambiare ambiente. Ma basterà un profumo o una frase
detta da qualcuno e ci cascherete di nuovo. -
Il raid Parigi-Montecarlo (1905) Fenomenale-orribile è la colorazione a mano della
carrozza. Un continuo girotondo di colori che tentano di aderire ad una forma a cui però non appartengono, ogni volta che una colorazione di un fotogramma sembra definitiva tale non è già più al fotogramma successivo ed
osservando con una forma di finta continuità il susseguirsi di fotogramma e quindi di colorazioni apparentemente
definite e definitive ci si accorge dell’illusorietà dell’atto originale e al suo posto prende vita una strana danza di colori (il rosso, ma anche i rossi, più chiaro, più scuro). -
Su su per la seconda volta vergine (1969) Un continuo perdere e riconquistare la Verginità:
Morale, Sessuale, Spirituale.
Un Detour infinito di Corruzione che è la vita stessa - La ronde - Il piacere e l'amore (1950) Un carosello di emozioni e di vissuti personali, dove il Detour in questione è la Vita come Amore, Amore come unica Vita o Amore e Vita come unica possibile distanza da colmare
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Strade perdute (1997) il Detour moderno, anche se non l'ultimo.
Lynch in un intervista ha descritto il suo stesso film:
"si tratta di una fuga psico-genetica".
Si tratta insomma di sfuggire dal Detoru catapultandosi in un altro Detour, senza via di ritorno - Rebecca, la prima moglie (1940) Detour cinematografico del ripresentarsi di oggetti, simboli, espressioni, canzoni, concetti… Come un bicchiere continuamente rotto… sempre lo stesso… Come una moglie da Amare, sempre la stessa
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Ricomincio da capo (1993) Una dimostrazione in senso pratico e cinematografico del Detour automobilistico: la stessa pista viene ripercorsa più volte fino alla fine della corsa. Molti altri film hanno la stessa trama, tra cui:
entrambi i film intitolati "ricomincio da Natale" del 1996 e del 2006; "E' gia ieri" del 2004 con Antonio Albanese; "Un minuto dopo mezzanotte" del 1993.
Addirittura un fumetto di Dylan Dog, non ricordo quale, è ispirato a questo film.
Commenti
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26 maggio 2011, 21:10 di kotrab
Splendida playlist!
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26 maggio 2011, 22:05 di M Valdemar
Il fumetto di Dylan Dog è il n. 277, "Il giorno del licantropo".
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26 maggio 2011, 23:35 di Spaggy
Benvenuto, prima di tutto!!
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28 maggio 2011, 10:34 di LAMPUR
"il Detour non può finire che con la nostra morte." ... e chi ti dice che la nostra vita attuale non sia un detour?... rientreremo dalla finestra volando magari, o nella borsa della spesa surgelati, o rimarremo in garage da caparbi battistrada...
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28 maggio 2011, 14:41 di Cafe Jonquille
Grazie per i complimenti, Sono appena arrivato è vero, quindi mi presento, sono Filippo Mata di Cafè Jonquille. Nel mio profilo trovate tutte le informazioni che cercate. Anche il link di una Newsletter di cui mi occupo personalmente e che tra le altre cose parla anche di cinema. Insomma, grazie per il Benevenuto! Grazie anche per la precisazione sul numero esatto e titolo, di Dylan Dog. La nostra vita attuale un Detour? Certo, senz'altro, un Detour di vita affiancato a infiniti Detour di vita, tutti contemporanei... Vedo hai pienamente colto il senso del termine "Detour"
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