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02/06/2011 h. 14.49 Film: Off Topic
ALL'INTELLETTUALE-MASSA NON PIACE `THE TREE OF LIFE`

ALL'INTELLETTUALE-MASSA NON PIACE "THE TREE OF LIFE"

 
Partiamo dall’ultima opinione negativa sul film The Tree of Life, scritta da Frederickstudio (2 giugno 2011) e confrontiamola con uno dei più semplici (e comprensibili al volgo) dettati della cosiddetta ‘ricezione artistica’ [escludendo altre fonti come Paul Ricoeur, Walter Benjamin, Harold Bloom, ecc.], è di Italo Calvino (in Lezioni americane, Mondadori, Milano, 2002).
Dice Calvino:
 
Chi  siamo noi, chi è ciascuno di noi se non una combinatoria d’esperienze, d’informazioni, di letture, d’immaginazioni? Ogni vita è una enciclopedia, una biblioteca, un inventario d’oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente mescolato e riordinato in tutti i modi possibili
.
Leggiamo ora Frederickstudio [notate come il termine ‘studio’ urta sensibilmente con il carattere impetuosamente volgare delle affermazioni del nostro nuovo arrivato], - altro che ‘campionario di stili’. Leggiamo dunque:
 
“Ma come cazzo ha fatto questo film a vincere la Palma d'Oro?!?! Boh!!!!!!! Una produzione delirante senza capo né coda! scene di vita familiare (infelice) intervallate da immagini che sembrano prese da Discovery Channel! [un’accusa che torna anche nelle opinioni più illuminate!] … Ho visto spot pubblicitari fatti meglio! E gli attori? Il film mi pare tutto sviluppato su Brad Pitt! Sean Penn lo si vedrà in tutto un quarto d'ora! [anche questa osservazione la troviamo sparsa in altre opinioni illuminate!] La cinepresa di Malick pare insistere molto sui piedi nudi della rossa attrice Jessica Chastain! [qui Frederickstudio imputa a Malick una perversione feticistica che descrive lui più che il grande regista americano]  Bravi i ragazzini ma quanto ce li fa vedere correre e giocare? Che palle! [l’interiezione ‘che palle!’ ricorre come un mantra in altre opinioni illuminate!] … Inoltre il fatto che il cineasta se la tiri così tanto negandosi alle interviste e non comparendo mai in occasioni pubbliche come nel caso dell'ultimo festival di Cannes non fa che pompare un artista mediocre! [rileviamo come, stando alla ‘sparizione’ dell’artista, dovremmo definire mediocri scrittori come Salinger, Pynchon e Cormac McCarthy, - ma che volete farci, questa è l’opinione di Fredericksinestudio!]   Un genio un accidente! è che si rende così prezioso! [un genio, si sa, deve rendersi visibile, prendi Pieraccioni!] E paragonare, come ha fatto qualche critico becero [‘becero’ è, secondo il dizionario dei luoghi comuni di Flaubert, chiunque non la pensi come noi!] , The Tree Of Life a 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick è come paragonare la fibra terital con la seta pura! [qui l’utente ci informa della sua predilezione sartoriale per i tessuti!]
 
Qualcuno dirà che tutte le opinioni sono valide: è vero, non fosse che l‘opinare’ allude a un minimo di pensiero critico, mentre la maggior parte delle opinioni negative su The Tree of Life virano verso la volgarità gratuita.
 
Frederickstudio che sbuffa ‘che palle!’ fa il paio [si tratta di palle] con ‘palla cosmica’ di BobTheHeat, uno che ha scritto l’opinione più stufata del reame. Premetto che ho altro da fare che rintuzzare eventuali assalti degli anti-Malick, quindi questa mia incursione ha solo lo scopo di mettere qualche punto di riflessione sulla degenerazione di filmtv che data da un anno e sulla rivista che tra trash e miagolii non ha detto una parola sulla scomparsa di Leonard Kastle.
 
Prendo in considerazione l’opinione di Kubritch che Snaporaz, giustamente meravigliato per il credito che gli dà Valerio Spopola, altrove ‘costruttore’ di proprie riflessioni, mai asseveratore di ‘pacchi’ altrui, induce a pensare che la cerchia dei detrattori di Malick, invece di proporre letture personali si ‘appoggi’ a deiezioni preesistenti.
In generale, dopo un’occhiata panoramica su quanto scritto dall’uscita del film a oggi, mi tocca ripetere ciò che ho rimproverato a un altro utente in vena di zdanovismo [dal quale ho rimediato un deprecabile blacklistaggio, - che la dice lunga sul grado di tolleranza vigente presso chi si sente depositario di verità inconfutabili].
 
Il 'sistema critico' su cui poggiano le opinioni negative sul film di Malick sono: 
 
 
a) l'aggressione verso chi ha apprezzato il film. Dico, tanto per essere chiaro, che il problema non è se di un film, anche molto atteso, non si possa dare un giudizio negativo, - ci mancherebbe!, - ma la quaestio è se attraverso questo giudizio si intenda 'colpire' qualcuno.
 
b) 'la critica per assaggio': come per gli assaggiatori di formaggio, il vessillifero di questo metodo è Kubritch, il quale, prima di stendere una estenuante opinione vetero-salinisticamente motivata, ha dilagato con lunghissimi papiri senza avere visto il film, sulla base della visione del trailer!
 
c) ‘la critica demolitrice auricolare’ ha trovato in lampur un osservatore attento. “come hanno potuto le macroorecchie del Jack ragazzo trasformarsi nelle microorecchie del Jack uomo, indolente Sean scocciato alquanto per le scene tagliate….”. Purtroppo non ho trovato traccia di una così acuta vista neppure nei mille ‘trivia’ di IMDb, ma la domanda di lampur è di quelle che tolgono il sonno. Va da sé che l’otorinocinefilo può vantare un applauso da parte di un incontenibile Dedo (“La tua opera di demolizione del film è piuttosto convincente.”), il quale, poco dopo asserisce che non ha visto il film ma che intanto apprezza.    
 
d) un’altra pratica proditoria è consistita  nell’accusare quelli cui il film è piaciuto di chissà quale peccato: in un commento all'opinione di Marlucche,  barabbovich esulta: “Aspettati ingiurie a iosa dai talebani che bazzicano questo forum.”
 
Tra i commentatori non sono mancati coraggiosi fake che si sono iscritti al sito giusto per lanciare opinione-invettive, come il fake Strikers che dopo avere vomitato insulti in vernacolese ha trovato un difensore nel Minos Database, non nuovo all’allevamento di new entry sgrammaticate (“Non ti curare Strikers: benvenuto, quali che siano le tue opinioni e la tua punteggiatura”, sottinteso: ‘un nuovo cliente, pubblicità, ecc, è la solita storia: difendere i poveri di spirito.
 
Opinione del fake Alines che dà del ‘pavido’ a chi ha apprezzato il film.
 
Opinione di AngelicaForever: da ‘umile cinefila’ afferma che non ci ha capito niente [una cinefila che non capisce niente, - ipsa dixit] ma anche lei si è annoiata. Evita di esclamare ‘che palle’, ma non vedeva l’ora che finisse. Non le è venuto in mente di disertare la sala? In compenso, se non era lei, c’erano ‘gli amici che erano con me ieri sbadigliavano e mormoravano "che palle di film". Quindi, il ‘che palle!’ c’è stato.
Opinione di BobTheHeat che chiama in soccorso Cosulich e misura la superficie corporea di Brad Pitt, lamentando che Malick lo riprenda di sguincio.
 
Opinione di na: na vorrebbe disertare la sala ma non so cosa glielo ha impedito. Piagnucola che ‘da Malick proprio non me lo sarei aspettata’, ma viene consolata dai commenti alati di Alines e Grob (“disgusto totale”, vomita quest’ultimo con grande senso della misura). Na parla di New Age, ma capisco che non ha mai letto nulla sulla New Age, credo che lei si riferisca alla vulgata corrente.
 
Opinioni di Fefy e Scandalo al sole: non si segnalano neppure in negativo per originalità; ridicola l’accusa del secondo: il fallimento del film è da addebitare a Brad Pitt!
 
Opinione di barabbovich: prima insulta chi non la pensa come lui (‘narcolettici’) poi arriva la frase che mi ha fatto incazzare: “. La linearità narrativa è un optional: quello che nel film sembra contare - e che ha vellicato l'entusiasmo di schiere di fanatici - è un estetismo fine a se stesso, accompagnato da dialoghi afasici, algido e incapace di emozionare - non fosse appunto per le immagini - per un solo istante” (fanatici). A questo incolto utente ho risposto con pillole-maestro-Manzi di nuove acquisizioni critiche in materia di plot, nuove per modo di dire, nuove per l’incauto blacklistatore che ha difeso la sua ignoranza togliendo di mezzo chi gliela ricordava.
 
Tutto quanto si è scritto contro The Tree of Life da parte di TUTTI gli estimatori del cinema ‘facile’ mi è parso gratuito e superficiale. Non mi sembra il metodo più civile: scrivere un’opinione dovrebbe implicare il riconoscimento dell’alterità tra posizioni contrastanti. Se un film non mi è piaciuto, devo cercare di smontare la grammatica e la sintassi di un film, ma se sono incapace, allora non mi resta che scrivere critiche insensate, accampare pretesti psicologici (la noia, la lunghezza di un’opera, - La cappella Sistina non mi piace perché mi stanco a vederla ed è troppo grande!, quando non si è fatto un monumento a Fantozzi che è diventato la vera guida morale del sito), infine attaccare il pensiero di altri. (talebani, fanatici, narcolessici, ecc). E non è un caso che nel senso opposto, tra gli opinionisti, ci sono fior di recensioni fatte, come direbbe Marlucche, con i controcazzi (Visitilli, Josif, Mathiasparrow, Rezzonico, Snaporaz), quasi tutte, a dire il vero. E in questo caso, ho notato una densità stilistica e un’offerta estetica che non trova riscontro nelle opinioni contrarie, tutte (compresa la petulante marlucche), scritte con i piedi. Segno che il film è stato visto con i piedi. Segno, se ce ne fosse bisogno, che aveva ragione Francisg (vedi opinione di Marlucche del luglio 2010 su "Copia-conforme", subito pubblicata sulla rivista per la gioia degli occhi di end user) quando affermò che il trash aveva invaso FilmTv. Peggio si è comportato end user che sulla rivista cartacea ha scelto due opinioni (non le migliori) positive e due negative (una barzelletta e un accorato lamento). A mia colpa devo confessare che ho usato lo stesso metodo di offesa dell’avversario nella mia perorazione pro Hereafter, ma la polemica, anche dura, è sempre stata nelle mie intenzioni un tentativo di intavolare un dibattito su nodi cruciali della ‘narrazione’ che, almeno in un caso, è stato fruttuoso di un'amicizia [vedi la lunga polemica su Inception con Snaporaz, appena arrivato in filmtv].
La mia idea è vicina a quella di un forum serio in cui si possano discutere, con argomentazioni serie, senza spirito prevaricatore, tesi contrapposte su un’opera non liquidabile come carta straccia, per pervenire a un documento non univoco ma almeno pacifico. Ma in filmtv è pura utopia.
Anch’io ho molti dubbi su TOL [dubbi sul grado di positività, da ottimo a eccelso], ma se dovessi scrivere un’opinione, rinuncerei alla critica del gusto per soffermarmi sulla ‘narratologia’: in fondo è quello che ho cercato di dire a barabbovich.
 
Venendo all’opinione di Kubritch, devo rimarcare come sia vetusta (dal punto di vista critico) la sua posizione che si muove lungo la direttrice Croce-Lukacs-Alicata-Della Volpe, come se fossimo fermi agli anni di "Cinema Nuovo". Risibile è l'idea che i 'grandi temi' dell'esistenzialismo, alienazione, nevrosi siano appannaggio della cultura europea: il cinema americano classico è tutto farina del sacco dei transfughi europei. - non vale la pena soffermarcisi. Fare finta che l'America sia il paese dell'etica protestante, del pragmatismo, significa non avere letto, non dico Jameson, Suckenick o Zizek, ma neppure Fiedler o Cunliffe, mai sentiti Emerson, Thoreau, Melville, Hawthorne, Faulkner, Gaddis, Pynchon, - quest'ultimo è l'unico grande scrittore che ha rivoluzionato la letteratura creando una cosmogonia dell'entropia cui si abbevera un regista come Malick, aldilà della supposta esibizione heideggeriana.
Se non si fanno i conti con realtà artistiche parallele al cinema, alle avanguardie storiche americane, al cinema sperimentale americano degli anni Sessanta, toccherà leggere opinioni errate e risentite. Per fortuna ci sono persone sensibili che hanno letto poco, eppure sondano opere difficili con gli occhi dei puri. Sono i bodhisattwa: Malick è uno di loro.
Kubritch compie un'operazione inconsciamente disonesta, - come ha bene rilevato Snaporaz: disonesta, perché fa dire al film ciò cui esso si nega; inconscia, perché proietta sul film fantasmi personali im-pertinenti all'opera.                               
 
Scrive Emanuele Severino:
“Che il contenuto «americano» del film di Malick sia edificante e scontato non ha più importanza del fatto che i contenuti dell' antica tragedia greca sono una serie di miti che tutti gli spettatori conoscevano dall' infanzia, ben prima di recarsi al teatro dove se li vedevano riproposti. Sono i miti che parlano della vita, dunque della morte. Prometeo, Edipo, la guerra di Troia. Ma come li riproponeva il teatro greco? Riproducendo l' immagine festiva che solleva gli spettatori sopra la morte: l' immagine che è sentita più reale e più rassicurante dello stesso carattere salvifico del mito che in essa viene riproposto. E come il mito greco continua a salvare l' uomo evoluto della polis solamente quando esso si trasfigura nell' immagine festiva del teatro, così il mito cristiano continua a salvare il credente dell' Europa moderna soltanto quando anch' esso si esprime nell' immagine festiva della Divina Commedia, nella Cappella Sistina, nella Passione secondo San Matteo: soltanto nella fusione di rito e arte. Nella minore dimensione del cinema avviene qualcosa di analogo. In questo diverso senso, L'albero della vita è davvero un' opera «edificante» (aedes facere): «costruisce la casa» dell' immagine festiva e salvifica.
Più semplice di così.
 

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SI

Commenti

  • 2 giugno 2011, 15:56 di ed wood

    e io non l'ho ancora visto, mannaggia! ;-)

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  • 2 giugno 2011, 16:36 di Spaggy

    ...ho dato l'utilità a questa playlist per una questione di fondo che ha caratterizzato il film di Malick: tutti hanno cercato di massacrarlo senza essere convincenti. Anzi, dico anche di più: la scelta del massacro era ponderato e valutato a priori... Kubritch ha massacrato il trailer (si dovrebbero evitare per qualsiasi film i giudizi pre-visione: si chiamano opinioni e non preconcetti), Marlucche ha rovinato una spiritosa "farsa" con il "tacabanda" finale che la diceva lunga, utenti sono comparsi all'improvviso e con tanta velocità scomparsi (era bastata una domanda, per giunta con risposta svelata qualche giorno dopo da Fornasiero su Film Tv, per vedere svanire nel nulla Alines), altri mi parlano di pusher e di passioni che esulano dal cinema... Nessuno, e continuo a sottolineare, nessuno è stato capace di argomentare la sua critica con ragionamenti prettamente cinematografici. Presto parlerò anch'io del film, ho una mia teoria che non vi risparmierò (ma tre festival cinematografici al momento richiamano la mia attenzione e il mio sudore)... poi, chi legge cosa o chi non mi interessa, contano i numeri e a 12 recensioni negative corrispondono 700 e passa visualizzazioni "uniche" a un post in cui se ne parla bene, 1000 e passa a quello in cui si annuncia che Malick ha vinto la Palma d'Oro, 70 condivisioni su Facebook della scheda di FilmTv sul film (tanto per essere empirici),..

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  • 2 giugno 2011, 17:34 di maghella

    Il film merita un analisi meno prevenuta, non dettata da antipatie verso il regista o verso alcuni utenti del sito, perchè questa è stata la mia impressione. Le opinioni negative si sono prestate ad una gara di sarcasmo e facili battute, anche troppo colorite, seguite da commenti che stuzzicavano chi la pensava diversamente, provocando inevitabili polemiche, piuttosto che discussioni. Ho partecipato al dibattito sul post di Spaggy, super visionato, ma poco commentato, se non dai soliti che sono disposti a farsi prendere di mira. Ho partecipato prima e dopo la visione del film, mi sono scagliata addosso a utenti farlocchi, iscritti esclusivamente per stroncare il film, insultare e sparire, per poter continuare con il loro nick storico a stare "pacificamente" qui dentro. Ho cercato di capire chi ha più cultura di me, ma senza aver visto il film, non mi ha convinto del suo punto di vista. Per vedere un film come questo ci vuole una buone dose di modestia intellettuale, più che onestà...e cercare di non farsi prendere dalla sindrome di "nu me piace 'o presepe" (come direbbe Eduardo). Poi ognuno dice quello che vuole, la pensa come crede, lo dice, lo scrive...ma per favore senza far passare per scemi nessuno, senza ghettizzare come "talebani" o "fanatici" chi ha poi argomentato più che degnamente la propria opinione positiva.

    cancella commento cancella commento e blacklista maghella
  • 2 giugno 2011, 17:39 di Spaggy

    ...i termini "inquietanti", "ridicoli" e "tranquilli" pronunciati dai deliri di certi utenti appaiono alquanto sinistri e minacciosi... che aspettarsi da chi qualche giorno fa per ribadire la sua superiorità del cavolo ha sottolineato come una sua certa opinione fosse la migliore... E qui la chiuda, non vorrei attirarmi le ire di quei 5 o 6 cicisbei che si prodigheranno in sua inutile difesa :)

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  • 2 giugno 2011, 19:19 di bradipo68

    ecco ho lo spettacolo alle 20 e 10 ma improvvisamente mi è passata la voglia di andarlo a vedere:certo che di discussioni ne ha scatenate, con la mia opinione di bassa cucina non vorrei attirarmi qualche ira dei detrattori o dei sostenitori di questo film...

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  • 2 giugno 2011, 19:24 di Spaggy

    Emi', al limite rischi che qualcuno ti tolga il saluto, che ti cancelli dalla lista amici, che poi in crisi d'astinenza d'utilità ti riprenda: normale routine, sono i prezzi da pagare ma almeno ti sarai esposto e avrai preso posizione. A me sembra, invece, che si sia persa la bella abitudine di discutere, confrontarsi: subito si passa alle prese di posizione, senza alcuna onestà intellettuale. Questa sì che è la cosa grave...

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  • 2 giugno 2011, 19:28 di maghella

    Bradipo io ti consiglio di andarlo a vedere, senza essere prevenuto se puoi. Poi sarà piacevole dicuterne come ne conviene...Che ti piaccia o meno. Anzi vai che fai tardi :)

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  • 2 giugno 2011, 19:31 di bradipo68

    beh io credo che si deve discutere sempre rispettando le opinioni altrui se sono ben argomentate.A me sinceramente non è piaciuto leggere di talebani,di gente che non capisce un ca@@o perchè questo film gli è piaciuto o non gli è piaciuto,ho letto(non qui) di malafede se questo film non lo si giudica bene oppure insultare gli altri semplicemente perchè sono di parere diverso.Mi spiace ma non è il modo che ho io di discutere di cinema.Ognuno può avere le sue ragioni,può rimanere del suo parere e si può rimanere amici come prima anche se si fanno valutazioni antitetiche.E che sarà mai?

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  • 2 giugno 2011, 19:34 di bradipo68

    oops maghe abbiamo scritto un commento in contemporanea.I miei occhi saranno privi di pregiudizi anche perchè su questo film si è affermato tranquillamente tutto e il contrario di tutto...se non piacerà alla mia collega di cinema lo scotto che dovrò pagare sarà altissimo....per un paio di annetti i film li sceglierà lei....

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  • 2 giugno 2011, 19:41 di maghella

    Infatti...e che sarà mai? E' un film, mica altro. Purtroppo qualcuno cerca la discussione becera, e pensa di avere la verità in tasca, si nasconde dietro false ironie e non accetta però che qualcuno risponda poi a tono. Succede, capita l'incomprensione. Spero che t vada a vedere il film, che ci scriva la tua opinione se vorrai, che se ne ragioni, come si può fare uscendo dal cinema, magari accalorandosi, prendendo posizioni, ma sempre con rispetto per le idee degli altri. Il film non è facile, fa pensare, questo per chi lo affronta in maniera seria. Può non piacere, è ovvio, ma è comunque un opera di rispetto, questo secondo me è indubbio, poi se se ne vuole parlare come di un ultimo blockbuster, un film da cassetta per passare 2 ore con la famiglia non è più un discorso che mi interessa, è come chi va a edere una mostra del Pontormo pensando di trovarci sotto le didascalie di cosa vuole dire, e non trovando spiegazioni va via con una smorfia sul naso dicendo "pensavo meglio". Credo che Marcello volesse intendere anche questo con questa play.

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  • 2 giugno 2011, 19:42 di maghella

    Sarei voluta essere io la tua compagna di cinema in questo caso, peccato...Buona visione. :)

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  • 2 giugno 2011, 20:39 di Estonia

    … per non parlare di quelli che non fanno altro che tirare in ballo il Discovery Channel (come hai già sottolineato sopra) e di quelli che sbeffeggiano coloro a cui è piaciuto il film accusandoli di essere dei credenti ottusi e integralisti (etichetta che mi sono beccata in privato su un altro sito di cinema). Io che sono atea da una vita sono stata promossa sul campo a membro onorario delle schiere dei papaboys… ;)

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  • 2 giugno 2011, 21:28 di ed wood

    eh ma che ci vuoi fare, Estonia? è il solito discorso: se non ti piace Novecento di Bertolucci, sei di destra; se ti piace Ermanno Olmi, sei un fondamentalista cristiano; se ti piace John Ford, sei un reazionario blah blah blah Poi arriva Clint, che con la tessera di repubblicano, fa film che piacciono anche ai democratici...e la gente ottusa comincia ad andare in tilt! :-)))

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  • 3 giugno 2011, 04:54 di LAMPUR

    Cerco di scrivere con le mani sulla tastiera ma in effetti è tosta... coi piedi viene meglio, ha ragione il Sommo... e lo ringrazio per l'intellettuale-massa, anche se mi sento appena appena "massa". Una massa da cui estrapolare a casaccio per sentenziare ridicolaggini come suo solito. "La mia idea è vicina a quella di un forum serio in cui si possano discutere, con argomentazioni serie, senza spirito prevaricatore, tesi contrapposte su un’opera non liquidabile come carta straccia, per pervenire a un documento non univoco ma almeno pacifico. Ma in filmtv è pura utopia" Ecco il "testamento spirituale" di uno dei peggiori elementi del sito, ode all'ipocrisia ed alla falsità, continua da tempo immemore a sparlare del sito e dei suoi utenti ma non ce lo leviamo mai di torno... pazienza ragazzi! Ognuno c'ha le sue croci... a noi è toccato Marcello... amen

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  • 3 giugno 2011, 08:03 di Marcello del Campo

    @Lampur: potenza del web, - come sentirsi investito dall'odio. C'è sempre una prima volta nella vita di un uomo e lo apprendo qui, immaginando incise sulle tue nocche "Hate". Non è una bella sensazione e per fortuna accade nell'irrealtà, "Uno dei peggiori elementi del sito": ricordo questo stigma appiccicato sulle note caratteriali in dossier scolastici, carcerari, dovunque grevi individui esercitino il proprio ignobile potere. E che dire dell'invito a 'toglermi di torno': che c'è qualcosa di troppo, qualcosa che non capisco, cui non ero abituato. C'è anche, grazie al cielo, un plurale majiestatis di troppo ("A noi è toccato Marcello") che descrive te, povero uomo, più di quanto non sfiori me. Comunque, commento che mette i brividi.

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  • 3 giugno 2011, 09:28 di spopola

    ... lasciamo che ciascuno si esprima liberamente per favore (destiniamo le censure ad altri spazi) Lorenzo ha tutto il diritto di difendere a spada tratta il film come creazione artistica (non mi sembra che sia poi molto irrispettoso: cita in ballo anche me, ma io non mi sento colto in fallo nè mi offendo per questo: semmai le sue giuste osservazioni le vivo come un "invito a riflettere meglio prima di gettarmi nella mischia". e' una questione di civiltà confrontarsi "serenamente" con le critiche (che servono sempre ad accrescerci e a permetterci di"osservare" le cose da un'altra posizione) , ogni critica, magari anche quando ci sembra ingiusta.. e nel mio caso sempre ben accetta... e in ogni caso è opportuno evitare ogni dannosissima polemica che sposta il giudizio dal problema centrale (il film) ad altri elementi tutti più strettamente personali (per i quali torno a ripeterlo da una vita c'è la posta privata per dibatterli e risolverli.

    cancella commento cancella commento e blacklista spopola
  • 3 giugno 2011, 09:32 di Snaporaz68

    Stavolta non posso che appoggiare a 360 gradi la playlist di Marcello. Qui si è perso completamente il senso della misura e si formano gruppetti di ultras che ricordano le peggiori domeniche calcistiche. Si continua ad offendere, ad entrare nel personale. Si scambiano i propri limiti percettivi e di sensibilità per voce oracolare dominante che tende a fare proseliti. Chi ama il Cinema (tutto il Cinema) non può fare a meno di rimanere sbalordito non solo davanti alla superficialità di alcuni giudizi (che davvero non hanno niente a che vedere con l'analisi del film) ma soprattutto di fronte a veri e propri attacchi a coloro che non la vedono allo stesso modo che rasentano l'intolleranza e il razzismo culturale. Intolleranza e razzismo che si nutrono di un pericolosissimo cocktail di arroganza e di ignoranza. Poi ci lamentiamo della volgarità di chi ci governa, ma questo sito è una fotografia piuttosto attendibile della deriva cullturale che prende il nostro paese. Megalomania, spirito vendicativo, rabbia repressa, totale chiusura a un confronto leale e onesto, deliri paranoici, manie di persecuzione. Ma porco Giuda non riusciamo a parlare oggettivamente di Cinema lasciando perdere le proprie problematiche personali. Sinceramente è da un pò di tempo che mi sta passando la voglia di confrontarmi in questo sito. Se scrivo non lo faccio per me stesso ma per mettere in condivisioni emozioni e sensazioni. Qui dentro sono stato accusato di tutto. Qualcuno è arrivato a fare il copia e incolla delle mie opinioni. Insomma comincio sinceramente ad avere i coglioni gonfi. E non è una bella sensazione.

    cancella commento cancella commento e blacklista Snaporaz68
  • 3 giugno 2011, 10:49 di Inside man

    "Elementi" come Marcello (con tutti i difetti riscontrabili, e certamente ognuno di noi ha i suoi in abbondanza) sono una delle poche ricchezze intellettuali del sito. Visto che su questi lidi simili apporti (ermeneutici verso lo specifico cinematografico) sono largamente minoritari e tacciati sempre più spesso di fanatismo talebano o bieco elitarismo (sempre più in voga celare queste accuse sotto l'alibi vittimistico-sacrificale del tipo: "ho scritto due scemenze in croce, oddio ora mi arriverà una valanga di improperi, facciamo quadrato miei prodi per la libertà di cazzeggiamento"), mi pare fisiologico che a volte il dibattito sfoci in sfoghi di forte polemismo, soprattutto quando si deridono sprezzantemente opere ora di Malick, ora di Kubrick, o quando si scrivono pamphlet deliranti contro John Ford (offendendo a destra e a manca). A questi sfoghi polemici però si obietta ovviamente non entrando nel merito delle discussioni ermeneutico-interpretative sull'opera, bensì avviando una caccia alle streghe contro gli elementi più estranei e riottosi all'ormai dilagante populismo sarcastico-culturale (naturalmente corredando il tutto con l'assurda accusa di attentare al sacro dogma del de-gustibus). Sottoscrivo in toto quanto detto precedentemente anche da spopola e snaporaz.

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  • 3 giugno 2011, 11:45 di Francisg

    Grande Marcello!!!! ... Non volevo intervenire sull'argomento... Perché se ci fossero siti in cui CHIUNQUE può intervenire in maniera offensiva e banale anche su Leonardo Da Vinci, Mantegna e Dante, come in questo sito sul cinema, sono certa che vi ritroveremmo certe/i Minus Habens che qui si esibiscono nelle loro tranches de vie e de pensée... farneticazioni che il giornale (Database) si diverte a pubblicare... Continuo a comprare il giornale, ma mi pare che potrebbero evitare di sprecare spazio per certi interventi.... Grazie, Marcel Duchamp e grazie a tutti quelli che qui hanno condiviso la tua playlist!

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  • 3 giugno 2011, 13:06 di AlexPortman80

    Partecipo con piacere a questo dibattito, avendo visto pure io "The tree of life" e avendone parlato solo dopo. Anche dal mio punto di vista alcuni giudizi sono fuori luogo e offensivi (ci sono parole che non userei mai anche per il semplice motivo che non mi passano proprio per la mente), ma io in generale sono molto prudente ad usare termini che ogni tanto ritornano in questo sito come TUTTI, NESSUNO, MAI oppure SPETTATORE MEDIO, INTELLETTUALE DI MASSA, SPETTATORE ALLA MODA ecc per definire chi la pensa in modo diverso: le eccezioni penso ci siano sempre. Non voglio essere frainteso, non ho il minimo dubbio, avendola letta tutta, sull'intento positivo che ha mosso Marcello a scrivere questa play, ma mi è già capitato per altre pellicole di sentirmi catalogato in queste discutibili "scatole", cosa che personalmente non ho mai fatto. Poi, tra persone intelligenti, ci si riesce spesso a chiarire. Quello che sta succedendo per il film di Malick è accaduto, per rimanere nel passato recente e all'opposto (per quello che mi riguarda), per "Black Swan": io mi indigno per certi fanatismi (che evidemente oltrepassano il confine della legittima ironia, magari pure feroce) sia quando il film m'ha deluso sia quando mi ha entusiasmato. Vorrei quindi che si usasse la medesima linea di pensiero qualsiasi sia l'oggetto (la pellicola) del dibattito e qualsiasi sia la propria opinione in merito. Per fare un parallelo con la politica, io mi scandalizzo esattamente alla pari se a commettere un certo reato è un politico di destra o uno di sinistra, mentre taluni sparavano su Cosentino (giustamente!) ma andavano in piazza a sostenere Bassolino, per fare un esempio. Chiusa la divagazione, era solo per essere più chiaro. Grazie dell'attenzione.

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  • 3 giugno 2011, 14:13 di panflo

    Fiuuuuu..... per fortuna mia non ho ancora visto questo film e quindi non ho manifestato la mia opinione ; dopo aver letto questa play e relativi commenti non mi par vero di poter restare escluso dal massacro ; mi sento come Redford che uscito un attimo dall'ufficio per comperare le sigarette quando rientra trova tutti i colleghi morti ammazzati ! Tutti sono stati attaccati al muro della vergogna , quasi fossero lestofanti o cialtroni . Ma perchéé ? A chi giova tutto ciò? Un saluto Panflo.

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  • 3 giugno 2011, 15:33 di Utente rimosso (AngelicaForever)

    Marcello, leggendo quello che hai scritto citando la mia opinione intervengo ed è inutile che usi locuzioni latine per sottolineare cose che non ho mai veramente scritto. Io non ho mai scritto che non ho capito niente del film 'Tree of life' come dici tu. ho invece detto che l'ho trovato noioso e non è detto che una cosa annoia solo quando non viene capita. Il film l'ho capito bene, anche troppo forse, nonostante non sono una critica o un esperta, ma mi ha annoiata perchè per la mia modesta opione di amante del cinema, il cinema non dev'essere attento solo all'impatto visivo che ha sullo spettatore. Non deve curare solo l'aspetto esteriore, ma anche quello sostanziale. Questo film infatti a me è sembrato abile nella narrazione visiva ma non in quella sostanziale. Sarebbe stato forse un ottimo film muto -perchè i dialoghi quasi non esistono, ci sono musiche, frasi fatte e sussurrate, tante riprese di fenomeni e fattori della natura- ma a me, e dico a me, personalmente, i film muti che raccontano la trama con lo stile di un filmato a diaposistive di PowerPoint annoiano. E se certi film rappresentano sul serio il cinema puro come ha detto qualcuno, allora preferisco il cinema contaminato da dialoghi che soddisfino, da una trama che coinvolga e che mostri il susseguirsi degli avvenimenti con una narrazione costante e reale e non come se fosse invece una puntata di Quark. Le continue riprese della natura e di tutto quello che ne fa parte, a me dopo un po' fanno sospirare. E non penso solo a me. Parlando con tutto il rispetto possibile, credo che questo non sia uno di quei film per tutti, ma solo per una categoria di gente, perchè il pubblico non è composto solo da esperti di cinema che valutano un film da punti di vista oggettivi analizzanti fattori dei quali un cinefilo qualunque può non fregarsene niente. Questo è un film fatto per piacere alla critica forse e agli amanti degli spettacoli muti, ma l'altra parte del pubblico che vuole vedere una trama vera con avvenimenti, dialoghi o frasi (tra l'altro anche risapute in questo caso) che non facciano addormentare, non lo troverà mai un film eccezionale, ma solo un sonnifero. Mica siamo tutti esperti di cinema (anzi il pubblico è composto per la vasta maggioranza da gente ignorante di cinema ed un regista dovrebbe preoccuparsi di soddisfare un po tutti con un suo film e non solo una categoria) mica siamo tutti amanti della natura, della contemplazione divina e mistica di essa e della vita e mica siamo tutti amanti del cinema muto. Ma ovviamente l'errore è stato mio che mi dovevo fidare di chi mi sconsigliava di vederlo. Io l'ho fatto solo perchè mi piace Brad Pitt in molti dei film che ha fatto e sentendo poi dire dalla critica che questo tree of life era stato ben accolto allora ho pensato che valesse la pena spendere un po di euro per vederlo e invece... e Marcello se non ho disertato la sala è stato solo perchè innanzitutto a me non piace buttare i soldi al vento anche quando non siano chissà quantio perchè sono comunque un piccolo sacrificio e quindi quando pago per qualcosa, anche se poi non mi soddisfa vado fino in fondo nella sua 'consumazione', perchè è giusto così, è giusto non sprecare niente. E poi volevo vederlo tutto il film per tentare di scoprire se c'era almeno una buona parte interessante in esso e invece nulla di nulla. Solo qualche bella frase, un messaggio finale potente certo, ma veramente sconosciuto e mai sentito? Andavo in chiesa e risparmiavo i soldi del biglietto perlomeno.... poi tu ci puoi credere o non credere, ma veramente gli amici che erano con me hanno più volte esclamato 'che palle di film' e mi sono sentita pure responsabile perchè quella sera ce li avevo portati io lì al cinema dicendo che ero convinta che l'ultimo film di Malick fosse un filmone da vedere assolutamente. Mi hanno pure bestemmiata alla fine per averli coinvolti a lor dire 'nella serata più noiosa della loro vita'. Ma c'è dell'altro. Nella sala alcune persone ronfavano alla grande durante la visione e un signore alla fine se n'è andato pure prima che il film finisse e se questo è cinema puro non lo so, ma penso che il cinema dovrebbe coinvolgere e non fare addormentare o peggio, indurre le persone a rinunciare alla visione prima che sia terminata e siccome mi rendo conto che non sono stata l'unica a trovare noioso il film (ho letto anche in giro sul web che diversa gente lo ha trovato soporifero), penso anche che sia contraddittorio dire che l'ultimo film di Malick sia cinema puro. Da quando il cinema puro fa addormentare una discreta parte del pubblico invece di coinvolgerla?

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  • 3 giugno 2011, 15:57 di glm

    non l'ho visto, ma prima di dire che è solo un film ci penserei molto bene,poi si può dire che da quando è tornato a fare film Malick si prende molti più rischi e inevitabilmente è portato a dividere la critica.

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  • 3 giugno 2011, 17:33 di Dalton

    Appoggio la play di Marcello Del Campo.

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  • 3 giugno 2011, 19:02 di AIDES

    Film tv: la gioia di essere 'pubblico'. Pubblico, pubblicità, pubblicare, repubblica, private privazioni del populus verso virtuali ecu(sc)eniche virtù. Un precipitato d’opinionismo spicciolo in cui: si confonde l’amore per il cinema con l’amore per se stessi. La differenza? Una persona che ama il cinema parla di “cinema”. Punto. Equilibrando l’apporto essenziale della propria soggettività. Una persona che ama se stessa solamente non parla di cinema che attraverso se stessa, per dire, inconsciamente, proprio di se stessa. Lo spettatore che si annoia è già annoiato, prima che noioso, (e al cinema finisce di annoiarsi), perché sostanzialmente, insconsciamente soprattutto, è un narciso poco disposto all’accidente, all’ambiguità, e al cambiamento. Nessuna sorpresa, tutto procede ‘come logico e previsto’. E’ solo un sito ‘che fa per te’, non Cahiers du Cinéma. L’ideologia tacita e fragorosa del presente è: VIVI E LASCIA VIVERE. Qualcuno giustamente non si adegua, ma nessuna sorpresa, nessuna illusione. Ironia signori, che la rabbia non teme di scemare.

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  • 3 giugno 2011, 19:06 di jonas

    Non ho visto The tree of life, non so se lo vedrò (sicuramente non in sala), non mi aspetto più nulla da Malick. I miei giudizi sui suoi primi tre film parlano chiaro (il quarto non l'ho visto): 4 stelle a La rabbia giovane, 3 a I giorni del cielo, 2 a La sottile linea rossa. Mi sembra che ormai sia diventato un "Kubrick dei poveri" (definizione che tu hai giudicato "la castroneria del secolo", a proposito di reazioni eccessive: il tuo commento è sempre lì, non l'ho cancellato). A prescindere da tutto ciò, parlando da intellettuale a intellettuale (di te sono sicuro che lo sei, su me ti prego di credermi sulla parola), ti dico: NON mi piacciono frasi come "Fare finta che l'America sia il paese dell'etica protestante, del pragmatismo, significa non avere letto, non dico Jameson, Suckenick o Zizek, ma neppure Fiedler o Cunliffe, mai sentiti Emerson, Thoreau, Melville, Hawthorne, Faulkner, Gaddis, Pynchon, - quest'ultimo è l'unico grande scrittore che ha rivoluzionato la letteratura creando una cosmogonia dell'entropia cui si abbevera un regista come Malick, aldilà della supposta esibizione heideggeriana". NON mi piace che si dica a qualcuno che, prima di scrivere su un sito di cinema due righe a proposito del film appena visto, deve leggere i libri del tale o del tal altro: questo atteggiamento, per me, si chiama terrorismo psicologico. Fra le opinioni si opera una selezione naturale: è giusto e logico che quelle meglio argomentate vengano apprezzate di più, ma mi sembra inutile prendersela con chi si limita a dire "questo film è una palla" quando è suo diritto farlo.

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  • 3 giugno 2011, 19:32 di Utente rimosso (AngelicaForever)

    Aides solo tre cose: "Una persona che ama il cinema parla di “cinema”. Punto." E A TE CHI LO HA DETTO CHE IL CINEMA E' SOLO QUELLO O COME LO PERCEPISCI TU? CI SONO TANTI MODI DI FARE CINEMA, TANTI STILI, TANTI GENERI E NON CREDO PROPRIO CHE QUESTO FILM RAPPRESENTI IN ASSOLUTO IL CINEMA. MA E' UNA PERCEZIONE SOGGETTIVA DEFINIRLO "CINEMA ASSOLUTO". "Una persona che ama se stessa solamente non parla di cinema che attraverso se stessa, per dire, inconsciamente, proprio di se stessa." BENE. IL CINEMA E' DEDICATO A TUTTI, O SOLO AD UNA CATEGORIA DI CINEFILI E CRITICI? PRETENDI CHE ABBIANO TUTTI GLI STESSI GUSTI O CHE TUTTI PERCEPISCANO IL CINEMA COME LO PERCEPITE VOI? E POI. UN REGISTA CHE AMA FARE DEL BUON CINEMA, UN FILM LO REALIZZA SOLO PER COMPIACERE QUELLA DETERMINATA CATEGORIA FREGANDOSENE DELLA MASSA? "Lo spettatore che si annoia è già annoiato, prima che noioso, (e al cinema finisce di annoiarsi)" QUESTA E' LA BALLA PIU' GROSSA CHE IO ABBIA MAI LETTO. TANTI SPETTATORI DI FRONTE A CERTI FILM FATTI IN UN CERTO MODO NON SI ANNOIANO AFFATTO. CI SI PUO' ANNOIARE GUARDANDO ALCUNI FILM ED ALTRI NO, MA CHE VUOL DIRE? IL TUO DISCORSO NON HA SENSO E POI DIMMI, ANCHE TU SEMMAI TI E' CAPITATO DI ANNOIARTI NEL GUARDARE UN FILM APPREZZATO DALLA CRITICA (E NON DIRE DI NO PERCHE' SUCCEDE A TUTTI, E' INUTILE ESSERE IPOCRITI) TI DOVRESTI REPUTARE DUNQUE (PER DAR VALORE ALLE TUE AFFERMAZIONI) NOIOSO E NON AMANTE DEL VERO CINEMA??? ANDIAMO BENE ALLORA PERCHE' DAL TUO DISCORSO ALLORA SIAMO TUTTI NOIOSI E NON AMANTI DEL CINEMA...

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  • 3 giugno 2011, 20:15 di pazuzu

    Ho visto THE TREE OF LIFE in sala e l'ho apprezzato. Poi ho provato anche a scriverne, ma presto ho dovuto fermarmi e sospendere, perché questo film, c'è poco da fare, ha bisogno di più visioni per essere posseduto appieno. Quindi ci tornerò, in caso, a tempo debito. Passando al tema della playlist, credo che in generale quando si stronca un film si tende talvolta a restare inconsciamente in superficie perché, avendolo disprezzato o addirittura detestato, si può arrivare a negargli una profondità. E ciò, agli occhi di chi l'ha amato, può passare come un errore o una mancanza di rispetto.

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  • 3 giugno 2011, 21:19 di AIDES

    "Il cinema è dedicato a tutti": mi ricorda una canzoncina dei Matia Bazar di un po' di anni fa, dediche e amore, piccolo romanticismo quotidiano, belle cosine insomma. Questi caratteri così grossi che significano, il volume dei tuoi grafemi (fonemi)? La preminenza dei medesimi? Ma tu, Angelicapersempre, sei andata a finire dritta dritta dentro quel commento trappola minato di aforismi in toni didascalici......perché Angelicapersempre? Sei sicura di aver tradotto bene? Non tagliare le frasi, tipo quella della noia..(‘la balla più grossa ecc. ecc…) com’è, tralasci la parte più interessante? Dici solo di quella che pensi di aver capito? Se mi togli metà frase è ovvio che non si capisce quella prima, e che sbagli significato. Eh. Così è andato tutto come previsto, però se vuoi puoi provare a rileggere, sarò paziente, magari quando avrò un minuto farò da parte mia le pulci al tuo papiro addolorato delle 15,33. Saluti da Efeso

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  • 3 giugno 2011, 22:04 di billykwan

    Non entro nel merito del film, che non ho visto, nè della play. Mi preme sottolineare che Marcello è una persona che mi ha sempre arricchito con i suoi interventi, mi spiace soltanto che negli ultimi tempi questi si siano fatti più radi.

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  • 3 giugno 2011, 22:37 di Marcello del Campo

    @Jonas. Credo che tu voglia dire "terrorismo culturale" (non "psicologico"). Ma su questo ho forti dubbi: molti critici hanno trovato corrispondenze letterarie e filosofiche (Heidegger un po' tutti, qualcuno Faulkner, altri la Bibbia, ecc). Sono tutti 'terroristi culturali'? Quando uscì "Otto e mezzo', molti critici che avevano letto "Ulisse" di Joyce in lingua originale [la prima traduzione italiana fu pubblicata nel 1960!], scrissero che Fellini si era ispirato allo 'stream of consciouness' dello scrittore irlandese: erano terroristi? Nella "Notte" di Antonioni, Monica Vitti legge "I sonnambuli" di Hermann Broch: terrorismo culturale? La letteratura precede il cinema, raramente è avvenuto il contrario. Prova a pensare che cosa accadde nelle sale nel 1961 quando fu proiettato "L'anno scorso a Marienbad": in confronto, l'accoglienza a "Tree of Life" è trionfale. Il film piacque alla critica ma il pubblico sbuffò "Che palle" all'unisono. Era terrorismo culturale citare Alain Robbe-Grillet e il "nouveau roman"? E mentre scrivo questa nota, sto facendo del terrorismo culturale e dico cose acquisite dalla maggior parte degli utenti di FilmTv. Certo, è giusto che qualcuno abbia tutto il diritto di dire 'che palle!', ma, stando così le cose, perché non comprendere quei poveri spettatori che vessati dal film di Malick, non hanno trovato di meglio che traslare il linguaggio della noia nella contrazione onomatopeica del rutto, mentre lasciavano la sala? A ciascuno il suo 'terrorismo', Jonas.

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  • 3 giugno 2011, 23:12 di Utente rimosso (AngelicaForever)

    Aides sei molto malizioso, (l'osservazione che hai fatto sul perchè ho usato dei caratteri grandi lo prova, ma li ho utilizzati per distinguerli dalle tue frasi che avevo ricopiato, per lasciar capire che non erano state scritte dalla stessa persona, tutto qui, ma tu ci vedi addirittura un desiderio di volerli far apparire come una preminenza... beh a questo punto che ti posso dire, vedila un po come ti pare, io non ho più voglia di fare questioni). Sul fatto della frase della noia, ho capito bene cosa intendevi e non l'ho tagliata per farla sembrare meno interessante. Tu puoi dare tutte le ragioni che vuoi alla tua affermazione, ma il punto che avevo toccato io su quel tuo intervento era un altro. Te lo ripeto, con calma. A te come a chiunque, non è mai capitato di definire noioso un film apprezzato invece dalla critica perchè magari sei stato 'poco disposto all’accidente, all’ambiguità, e al cambiamento'? Di la verità...... a tutti succede almeno una volta nella vita di definire noioso un film lodatissimo dalla critica o definito da certa gente 'cinema puro' e non importa quali siano i motivi che ci spingano a pensarlo perchè ognuno di noi ha delle percezioni diverse che non sono per forza sbagliate (chi lo dice???) e allora? Quando questo succede sarebbe forse una prova di non amare il cinema e di essere annoiati? Io credimi, non stronco il film definendolo inutile. Riconosco la sua profondità, riconosco i suoi meriti, ma non sono forse libera di dire che comunque a me ha annoiato a morte senza coinvolgermi più di tanto? Non posso esprimere un'opinione basata sui miei gusti, pensieri e percezioni senza che mi si offenda con la frase 'se non apprezzi questo film non ami il cinema e sei annoiata di tuo'? Un'accusa del genere è pesante perchè non tira in ballo solo me ti ricordo, ma tutti quelli che almeno una volta nella vita hanno dato del 'noioso' ad un film considerato da alcuni cinema puro. Non mi piace che non si rispettino i gusti degli altri, perchè se dite che chi non apprezza questo film non ama il cinema, offendete e degradate senza rispettare i gusti di chi il cinema lo ama, ma ha percezioni differenti dalle vostre, punto. Poi però leggo che vi meravigliate se vi definiscono talebani........ ammettendo che chi ve lo ha detto ha esagerato, comunque anche voi non scherzate nell'esagerare perchè appena una persona esprime un parere negativo su questo film lo attaccate. E basta! Il cinema può essere rappresentato in tanti modi diversi, e non apprezzarne uno che a voi piace non significa non amarlo. Imparate voi per primi a rispettare le opinioni degli altri anche quando non le condividete senza ricorrere ad offese, se volete essere rispettati.

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  • 4 giugno 2011, 08:39 di Marcello del Campo

    @Devo scusarmi con AngelicaForever: è vero, lei non ha scritto che non capisce 'niente' di cinema, ma che (forse) capisce poco. ["Io ci capirò poco, non sono assolutamente esperta di cinema, ma parlo da umile cinefila"]. E si capisce che c'è una grossa differenza tra 'niente' e 'poco'.

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  • 4 giugno 2011, 09:00 di LAMPUR

    A mettere i brividi potrebbero bastare gli interveti in privato dei fratelli di sangue che sciorinano in chiaro tutta la loro signorilità (!?) chiedendosi angelici come si faccia "a non pervenire ad un documento non univoco ma almeno pacifico" ..ah.. ah... le conservo le vostre gemme di "pacifismo" elergite in privato, voi veramente poveri, ancor più perchè, in talune occasioni, baciati da un'ottima dose di giudizio illuminato. Ed è questo che spaventa, come l'uomo possa fare il bello ed il cattivissimo tempo. Allora ringrazio il Signore per avermi lasciato nel mezzo. Dove non toccherò forse vette eccelse, ma dove non mi sporcherò mai di fango vigliacco. E con questo basta mischiarmi con questa gente, me l'ero ripromesso una volta. Che se la vedano con la loro coscienza. Se la trovano.

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  • 4 giugno 2011, 09:00 di spopola

    CREDO CHE OGNI GIUDIZIO ANCHE DI DISSENSO SIA LEGITTIMO... FORSE QUELLO CHE SI INTENDE SOTTOLINEARE QUI CHE SI DOVREBBERO MEGLIO EVIDENZIARE LE RAGIONI CHE CI HANNO PORTATO A NON APREZZARE IL RISULTATO. OER FARE UN ESMPIO PRATICO "PRESUNTUOSAMENTE2 MI CITO (E ME NE SCUSO)., MA CREDO CHE SIA LA MANIERA MIGLIORE PER ESPIRMERE IL PENSIERO CHE INTENDEVO ESPORRE: "il CANTO EDI pALOMA" è UN FILM IMPORTANTE CHE HA VINTO MOLTI PREMI E CON SCLETE "RADICALI" NON QUANTO MALICK NELLA COMPOSIZIONE DELLA STORIA. IN CONTROTENDENZA DI MOLTI IO NO L'HO GRAN CHE AMATO PUR RICONOSCNEDONE ALCUNI MERITI E SI PU0' DIRE CHE IL GIUDIZIIO CHE NE HO DATO NEL COMPLESSO E' STATO NEGATIVO... MA NON MI SONO PERMESSO DI SCENDERE AL DI SOTTO DELLE TRE STELLE (IL RAPPORTO FRA OGGETTIVSMO CRITICO" E "SOGGETTIVISMO PERCETTIVO" E' SEMPRE NECESSARIO) E MAGARI A TORTO, HO DICHIARATO E MESSO IN EVIDENZA TUTTE LE RAGIONI (CONDIVISIBILI O MENO, MA SULLE QUALI SAREBBE STATO IN OGNI CASO POSSIBILE CONFRONTARSI APERTAMENTE E SENZA PREGIUDIZI DI "NOIOSITA") DELLA MIA "TITUBANTE PRESA DI POSIZIONE. e' LUNGA MA SE QUALCUNO AVRA' VOGLIA DI SUPERARE LA !NOIA" DELLA LETTURA" SI POTREBBE RIPARTIRE DA QUI PER FARE PIU' DIRETTE E PROFICUE CONSIDERAZIONI SU TUTTO CIO' CHE PRECEDE NEI COMMENTI EVITANDO "SCONTRI" DIRETTI" SEMPRE IMPROFICUI E DANNOSI Sono fortemente discordanti le mie sensazioni “percettive” rispetto a questa insolita pellicola che a mio avviso ha un gravissimo “peccato originale” (proprio in relazione ai temi trattati che forse avrebbero avuto bisogno di un approccio molto più antropologico) in un eccesso di formalismo, nella ricerca preziosa della costruzione della “bella immagine” che stona fortemente con la cornice, oltre che in una sovrabbondanza di simbologie a volte un poco oscure (per mia ignoranza probabilmente) che rendono decisamente periglioso e “dissonante” (quasi astratto) il percorso narrativo, molto meno coinvolgente insomma di quanto la materia incandescente del substrato socio-politico che si nasconde dietro il racconto, richiederebbe. La mia è in un certo senso la evidenziazione di un “disagio” profondo che ho avvertito proprio nel rapportarmi con ciò che intendeva tratteggiare (e denunciare) la regista, simile a quello che spesso mi coglie di fronte alle leccate “composizioni figurative” fortemente estetizzanti di certe “rappresentazioni” di Mohsen Makhmalbaf e famiglia (Viaggio a Kandahar in testa), quasi una distanza “culturale” che diventa incolmabile “divergenza” ideologica proprio per le “enigmatiche” (incomprensibili) e discutibilissime contaminazioni pittoriche di un cromatismo esasperato, poetiche quanto si voglia, ma - a mio modesto parere - assolutamente estranee al contesto, con le quali non riesco proprio a trovare la sintonia necessaria, non solo per la comprensione, ma anche per l’apprezzamento. E’ probabilmente un mio limite, ma poiché è proprio ciò che mi mantiene “lontano” dall’emozione, mi distrae e mi “annebbia”, non posso che sottolinearlo come prioritaria indicazione di dissenso, perché è poi l’elemento che maggiormente incide nel giudizio finale che ne emerge e che, per quanto mi sforzi nell’essere conciliante e “disponibile”, non solo per l’importanza, ma anche per l’impegno evidente che si avverte, non riesco a definire in maniera superiore a quello delle tre stellette che rappresenta la “sufficienza” risicata. La protagonista assoluta è Magaly Solier, indubbiamente il pregio maggiore (ma singolarmente anche il limite) del film. La costruzione coraggiosa (ma anche presuntuosa, lasciatemelo dire) dell’andamento della storia, è infatti tutta studiata in funzione dell’attrice-cantante, prende forma proprio dalle sue affascinanti improvvisazioni canore che aprono e costellano il percorso narrativo, quasi un contrappunto musicale che risulta essere la parte più riuscita e struggente, quella nella quale più profondamente si riesce ad avere una “connessione” empatica con il cuore dello spettatore (per lo meno il mio) e anche la parte alla quale (vedi il canto di apertura) è affidata l’interpretazione narrata degli antefatti che sono così importanti (ma lontani e sconosciuti per quanto mi riguarda, da non averne, prima di questo film, memoria e conoscenza). Un utilizzo quasi brechtiano in un certo qual modo, ma che si inserisce in un contesto così stilizzato da non assumere la dimensione del commento straniante che invita alla riflessione, ma da ribaltarne proprio il senso, fino a diventare singolarmente, al di là di certi sguardi e alcune “rarefatte atmosfere di isolamento anche sensoriale” il solo momento “emozionale” che fa penetrare dentro alla poetica drammatica della “materia” (che ovviamente per i nativi sarà in ogni caso molto più coinvolgente per averne vissuti in prima persona i drammi e le conseguenze e per portare forse ancora oggi i segni di una “traumatizzazione” difficilmente cancellabile). Un film tutto al femminile comunque, che solo una regista donna poteva realizzare e che si assume l’oneroso compito (ma è proprio su questo versante che non riesce a mio avviso a raggiungere lo scopo prefisso) di “deunciare” il recente, oscuro (poco conosciuto) e tragico passato del Perù scosso da rivoluzioni ed avvenimenti scioccanti, soprattutto per le donne, oggetto di violenze inaudite e di soprusi, fra stupri e costrizioni di inimmaginabile portata (la nenia introduttiva è uno squarcio profondo che apre prospettive poi fortemente deluse che ambirebbero a una conoscenza più diretta di ciò che ha causato l’asocialità quasi tutta rivolta verso il sesso maschile, di Fausta, alla quale dà appunto corpo e “voce” la Solier, comunque sempre troppo “elegante” e “attrice”, sia pure di indubbie e prepotenti capacità espressive, per risultare davvero credibile fino in fondo come sarebbe invece necessario che accadesse). Il titolo originale ”La teta asustada”, è in tal senso (e come al solito) più aderente e indicativo di quello propinatoci dai nostri solerti “traduttori” (per altro nemmeno tanto disdicevole in questa circostanza) perché prende il nome proprio da una sindrome (o specie di credenza) che sembra molto diffusa nella terra del Perù anche della contemporaneità (l’insopprimibile tristezza, la paura, la “frattura” indotta dell’equilibrio, che in tante donne sopravvive agli orrori di una guerra già finita da molto tempo, una sensazione fortemente “destabilizzante” che la gente attribuisce essere causata da una malattia che “ruba l’anima” e che si pensa acquisita, o meglio “succhiata” da seno delle madri oltraggiate, insieme al latte della poppata, nei primi mesi della vita). La madre di Fausta è appunto una di quelle donne che ha subito violenza quando era incinta, “che ha dovuto persino ingoiare il pene del suo uomo”. E Fausta continua a subirne le conseguenze di una simile prevaricazione orrorifico con una “menomazione” che non è solo della psiche evidentemente, ma una “superstizione” anomala, che la porta a subire il terrore del contatto sessuale anche praticamente, tanto da aver timore di ogni uomo, escluso il nucleo salvifico della sua famiglia, fino a temere persino il contatto superficiale di una conoscenza, quasi che ogni maschio acquisisse ai suoi occhi il significato e il senso di una minaccia che potrebbe sfociare in un possibile nuovo “stupro” (anche “incrociarne” uno per la strada, se è da sola, le risulta “impossibile”). Una incapacità di rapporto, insomma, che la porta a sentirsi “sicura” solo all’interno de su “guscio”, dove vive “isolata” con l’anziana madre, gli zii e i cugini più prossimi, le uniche persone delle quali si “fida” e che in qualche modo la supportano nella sua dissociazione mentale. Sarà un altro fatto tragico (la morte della madre), a costringerla a confrontarsi proprio con le sue incertezze paurose e con tutte le altre contraddizioni evidenti e pesanti del suo vivere quotidiano, oltre che con la realtà (per lei disturbante) del mondo che la circonda e a fare i conti anche concreti, con il segreto che nasconde dentro di sé, poiché anche lei, seguendo la tradizione, si è inserita nella vagina, al fine di potersi così difendere da ogni possibile penetrazione (violenta o no), una patata che le provocherà disturbi e infezioni non secondarie non solo fisiche, ma anche nel proprio disadattamento intellettivo. Le sue fughe (se così possiamo definirle) sono proprio segnate da quelle improvvisazioni canore di straordinaria intensità e bellezza che ne denudano l’anima (la Solier nel suo paese è sicuramente più conosciuta e apprezzata proprio come interprete di canzoni in lingua quechua che non come attrice) che verranno a loro volta “saccheggiate”, approfittando dell’ingenuità della cantatrice, dalla padrona di casa presso la quale presta servizio, nota musicista in difetto d’ispirazione. La pellicola ha due piani distinti di rappresentazione, perché narra in parallelo anche le storie di una civiltà e di una nazione a noi molto distante, fra matrimoni “condensati”, buffet solo simbolici che trasmigrano da una “cerimonia” all’atra senza essere consumati, e tradizioni folcloristiche spesso annotativamente gustose, e a volte fortemente drammatiche (il cadavere della madre dalla quale sembra impossibile separarsi, avvolto in una coperta fra incensi e aromi che quasi lo mummifica, trascinato e nascosto sotto il letto, senza trovare la forza di “disfarsene” per mettere fine all’ossessione) e possiede al suo attivo indubbi squarci di realismo magico Da una parte dunque è un film di denuncia su quell’oscuro recente passato che ci piacerebbe tanto poter approfondire con una più incisiva e diretta conoscenza, ma dall’altra è intriso invece di un eccesso di simbologie che mette sicuramente in luce il talento visionario della cineasta e la sua stupefacente “inventiva” aiutata da una fotografia di eccezionale pregnanza, una dicotomia esasperata fra i “limiti” di una tradizione secolare e la civiltà rapace che prepotentemente invade sempre più queste terre lontane, di per sé affascinante, ma che trova fatica a coagulare le due dimensioni esplicative in un discorso effettivamente compiuto. Ed è proprio a causa della sua densità “ornativa”, una davvero eccessiva opulenza visiva, che la pellicola appare sovraccarica e trattenuta al tempo stesso, così carica di dettagli e “annotazioni” per “voler fare arte” a tutti i costi, da ottenere un effetto “frastornante” che rischia di attenuare, annacquandolo, proprio il respiro politico del progetto.

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  • 4 giugno 2011, 09:36 di Utente rimosso (AngelicaForever)

    Marcello, a ridaje........... guarda che continui a fare apparire la verità diversa da come sembra... tu hai scritto nella playlist che io avevo detto che non ci avevo capito nulla riferendoti a The tree of life ovviamente ed è solo questa cosa io ho voluto smentire. Che cosa c'entra quindi quello che hai scritto ora sul fatto che non cia sia molta differenza fra dire di capire 'poco' o 'niente' di cinema? Non ho mai detto di non aver capito il film di Malick e se per te non capirlo equivale a non capire niente di cinema, non lo so, ma in tal caso allora grazie anche a te per il giudizio così estremo e inequivocabilmente rispettoso nei confronti di chi ha gusti differenti! 0_0'

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  • 4 giugno 2011, 09:54 di Marcello del Campo

    [PAUSA DEL SILENZIO] Nell'affollarsi di commenti, un brusio, impercettibile come il ronzare di una sola mosca in una festa di campagna, stenta a farsi sentire. Eppure l'insetto, per chi abbia orecchie attente alla maledizione biblica, ha qualcosa di solenne da comunicare ai distratti: " Allora ringrazio il Signore per avermi lasciato nel mezzo. Dove non toccherò forse vette eccelse, ma dove non mi sporcherò mai di fango vigliacco.". Ed è un vero peccato che questa voce resti 'in-audita', anche se ha il torto di mischiare la poesia con ondivaghe discussioni mondane. Io l'ho sentito questo brusio e, commosso fino alle lacrime, posso soltanto ricordare che è da circa un anno che ho cessatoi qualsiasi scambio epistolare con il brusio. [MI SCUSO CON VALERIO PER QUESTA PAUSA]

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  • 4 giugno 2011, 10:04 di Marcello del Campo

    "Io ci capirò poco, non sono assolutamente esperta di cinema, ma parlo da umile cinefila e questo film purtroppo mi ha deluso. [...] Ripeto, io ci capirò poco ma un film che ti annoia ha qualcosa che non va. Mi dispiace, ma questo non è uno di quei film che rivedrò ancora. Peccato aver sprecato un ottimo Brad Pitt (che è sempre bravo), perchè lui è l'unico motivo che mi ha spinto ad andare a vedere al cinema questa pellicola così barbosa e prolissa."

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  • 4 giugno 2011, 10:27 di Utente rimosso (AngelicaForever)

    Marcello dalla mia frase è chiaro che dicevo che ci capirò poco di cinema, non del film. Tu invece in riferimento al film hai citato le frasi che ognuno ha detto sul film e poi la mia: 'Angelica da ‘umile cinefila’ afferma che non ci ha capito niente', e quindi si evinceva che usavi la mia affermazione come se mi stessi riferendo al film e non al cinema, -sennò avresti scritto Angelica da 'umile cinefila' afferma che ci capisce poco di cinema' perchè non credo che da nessuna parte sia di un italiano corretto dire 'non ci ha capito niente di cinema', da che mondo e mondo si dice 'non capisce niente di cinema' parlando al presente (perfino parlarne al futuro come infatti ho fatto o al condizionale è più corretto, ma mai al passato... hai veramente mai sentito dire uno: 'quella non ci ha capito niente di cinema'? Quindi mi sembrava ovvio che tu stessi usando la mia frase per far sembrare che l'avevo detta in riferimento al film quando era chiaro che non era così) e non si parla al passato perchè nell'usare il passato l'hai fatta sembrare tutt'un'altra cosa SOLO riferita al film che è l'argomento della tua play poi- dopo di questo passo e chiudo, pensala come vuoi, io ho altro da fare.

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  • 4 giugno 2011, 12:01 di maghella

    Concordo in pieno con Spopola, il suo commento è veramente esaudiente. Un film importante come questo, o altri, può decisamente non piacere, per motivi personali o culturali, ma non si può avere la disonestà di stroncarlo con 2 o addirittra 1 stellina, vuol dire capovolgere il senso della realtà, e non si parla quindi più di semplice e personale opinione. Ribadisco la mia ignoranza assoluta sui temi "filosofici" che circondano Malick, che conosco poco, e ho cercato di ascoltare con interesse tutti quelli che ne sanno più di me. Ma il mio approccio al film è stato comunque esclusivamente emotivo, e il linguaggio di Malick con me è arrivato al centro. Prendo spunto da un commento di Angelica e altri, che mi hanno fatto riflette su una cosa, alla quale non avevo mai pensato: a me un film non mi ha mai annoiato, molti non mi sono piaciuti, che è un'altra cosa, altri non li ho capiti, che è un'altra cosa, ma mai mi sono annoiata.

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  • 4 giugno 2011, 12:31 di bradipo68

    scusa maghella,ma perchè chi stronca questo film con due o una stellina è da considerare disonesto o capovolge il senso della realtà?Ognuno ha la sua percezione e vedo che anche tra chi fa il critico di professione questo film ha scatenato un bel dibattito.Ogni film che vediamo lo giudichiamo filtrandolo attraverso il nostro vissuto,attraverso la nostra formazione culturale,attraverso il nostro background cinematografico,attraverso la nostra sensibilità su certi temi..Ecco perchè ci può essere disparità di giudizi.A me il film è piaciuto ma non sarò certo io a cercare di convincere uno a cui non è piaciuto di rivedere le sue posizioni.Se il suo giudizio è ben argomentato o perlomeno argomentato(è chiaro che se si dice solo che fa schifo,che palle ecc questi non sono argomenti su cui controbattere) ha lo stesso valore del giudizio che posso dare io. E lo ripeto:e che sarà mai se la pensiamo diversamente su uno stesso film?

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  • 4 giugno 2011, 13:01 di maghella

    Penso che sia "disonesto" perchè un film come questo o altri, non possono essere liquidati con 1 o 2 stelline, oltrettutto se poi commentati con i "che palle" o che noia, ma su questo manco mi ci soffermo. Perchè è un film ben fatto, complesso...Perciò posso argomentare il perchè non mi sia piaciuto, ma dire che è mediocre o insufficiente sono giudizi che vanno oltre la semplice opinione. Il fatto di dire mi piace o meno un film,non equivale a dire il film è mediocre o insufficciente. Il film in questione NON è da 1 o 2 stelline, per tutti i motivi elencati da te, me e altri...chi lo fa lo giudica in base ad un proprio giudizio personale, rispettabile, ma che non tiene conto della complessità e dell'importanza dell'opera. Se qualche volta si riuscisse a uscire dal meccanismo:"ognuno è libero di dire quello che vuole, la mia opinione è rispettabile quanto a tua", si riuscirebbe davvero ad ascoltare meglio anche le opinioni degli altri. Nell'arte è così, liquidare come schifezze perchè non comprese, è pericoloso, rischia di far perdere di vista un lavoro importante solo perchè non condiviso.Posso capire chi ha annoiato il film, chi lo considera una boiata ridicola, ma non si può dargli l'insufficienza, pari a qualche filmettino da blockbuster, è questo quando intendo "perdere il senso della realtà delle cose". perdere di vista quello che è un lavoro diverso, ma importante e forse davvero innovativo, paragonandolo a film mediocri che invadono il cinema. Spopola ha detto benissimo quello che intendo io. Avvicinarsi a certe opere con un po' di "umiltà", senza pensare di avere la verità in tasca, solo perchè siamo autorizzati a dare 1 o 2 o 3 o 4 0 5 stelline.

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  • 4 giugno 2011, 13:10 di Marcello del Campo

    @Infatti, Emidio, - "che sarà mai?". In fondo, la mia polemica non era contro le persone (come è parso ad alcuni) ma contro le modalità espressive con cui molti utenti cui il film non è piaciuto hanno argomentato il loro dissenso. Diversamente da quel che può sembrare, ho grande stima degli utenti (spesso non ricambiata) che ho citato ma non del modo in cui hanno espresso il loro parere contrario. Aggiungo (anche se lampur diffida) che spesso da polemiche aspre possono scaturire nuove posizioni in merito a un oggetto artistico, senza che si arrivi per forza a cambiare il proprio giudizio, - ma non era questo il mio obiettivo, ca va sans dire. Un saluto.

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  • 4 giugno 2011, 13:11 di maghella

    ...ovviamente non intendo convincere nessuno che il film in questione sia bello o meno, mi piacerebbe sapere i motivi per i quali non sia garbato, che non si rivelino i soliti superficiali "noia, lungo, banale o ridicolo", perchè sono gli stessi argomenti che tiro fuori quando commento film natalizi di Pieraccioni...e non credo che il livello del film sia quello...

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  • 4 giugno 2011, 13:59 di Marcello del Campo

    AngelicaForever, - vedi che il commento delle 13.37 è lo stesso delle 10. 27. E' vero che 'repetita iuvant' ma... ciao. Ora passo e chiudo, io ho altro da fare (davvero)

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  • 4 giugno 2011, 14:35 di Utente rimosso (AngelicaForever)

    Marcello, l'ho replicato per sbaglio il commento, figurati se lo riporto due volte intenzionalmente. E poi non fare il pappagallo sulle frasi proferite dagli altri per primi, queste cose le vedevo solo alle scuole elementari.

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  • 4 giugno 2011, 15:08 di AIDES

    0) Pensarla diversamente non è un problema. E’ una risorsa. A patto che ci sia un pensiero, però. Che ne dite? Esiste una differente pregnanza, fondatezza, profondità, originalità, sottigliezza delle/tra le argomentazioni poste a sostenere un’idea. Allora tutto questo ambaradan mira a una cosa sola: invitare a una maggiore attenzione. Dedizione, non solo al cinema, ai linguaggi. Tutto qua. A come ci rapportiamo con l'esterno. 1) Il post di Spopola, dunque, può chiarire il senso della frase: "chi ama il cinema parla di cinema". Non di '''un'idea''' univoca di cinema (quella di pinco pallino ipoteticamente) come Angelica ha frainteso, ma delle 'forme' di un’arte. In equilibrio costruttivo tra soggettività ed ‘oggettività’. Senza girare in tondo a una serie interminabile di ‘io’, ‘a me’, ‘mi’ ‘uffa’ ‘deluso’ qua ‘scocciato’ là che non conduce a nulla di fondato e determinante. E' un andare verso il cinema (la vita?) nel senso contrario alla passività tipica del ‘pubblico’. Una visione ‘soggettiva non arbitraria’. 2) Una persona che non sappia cosa sia uno step-framing non sa ‘dare un nome’ a un contenuto (o meglio, a una ‘forma’), ma può ugualmente v e d e r e (non inventare) in quel gesto tecnico qualcosa che il critico o scrivano di cinema o impiegato gazzettiere può non cogliere con altrettanta genuinità e purezza dell'immediatezza, limitandosi quest’ultimo, magari, alla denominazione, alla ‘spiegazione’ di quella figura-nucleo di senso. Al rilevamento, NoN alla ‘rivelazione’. E’ una questione di ‘spirito’, semplicemente (lo spirito si coltiva, al contrario, si può anche preferire di poltrire nello Spettacolo). 3) Non c’è un cinema per la nicchia allora. Non serve nessuna laurea per certi film. Non si ‘interpreta’, si com-prende. Avete braccia abbastanza larghe? Uno che scrive ‘che palle’ per lo più ha già scelto che ‘tutto gli è dovuto’. Si perderà proprio il ‘tutto’? Altra cosa è il discorso del gusto, ma direi delle affinità (elettive), che non sono giuste o sbagliate di per sé, ma che aprono a ‘percorsi diversi’ nella cultura. Anche quest’ultime in ogni caso, si trasformano e si scoprono. 4) Esiste noia e noia. Un conto è un’’assenza’ momentanea, un conto è l’aridità. L’i m m o b i l i t à. L’indifferenza. Malick è tutto il contrario della ‘noia’, tanto per tornare a noi. E’vita. Non soddisfazione di piaceri effimeri, market delle ‘emozioni’. 5) Il discorso è culturale, non si riconduca tutto al personale, con i modi di un’autocommiserazione priva d’umilta e ironia del tutto fuori luogo. Angelica (che invito a contare fino a 275 prima di postare querimonie) e company, con il dovuto rispetto, sono ‘esempi’ per problematiche che li (ci) trascendono.

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  • 4 giugno 2011, 15:20 di Utente rimosso (AngelicaForever)

    Maghella è qui che ti sbagli perchè tu puoi citare tutte le ragioni del mondo per dire che il film non è da 1 o 2 stelline, ma se per un determinato cinefilo lo è non puoi contestare la sua libertà d'opinione, perchè non sei tu che devi decidere al posto suo quante stelle valga il film, allora che rispetto verso le opinioni altrui sarebbe se dici che non si devono dare 1 o 2 stelline? Poi voi che fate questi discorsi magari si scopre che siete anche i primi che assegnerebbero 1 o 2 stelle a dei film che non vi sono piaciuti ma che la critica considera 'cinema puro'. Ovviamente tutto va bene finchè è concorde con la vostra opinione, questa è la verità, chi ne dissente non può permetterselo... evviva la libertà di parola e di pensiero allora! Bello essere in un paese democratico dove ti dicono che non hai nemmeno il diritto di dire che un film ammirato dalla critica ti ha annoiato a morte e che ancor meno ti puoi permettere di esprimere giudizi personali perchè anche l'assegnar voti rientra nella sfera dei giudizi personali. Poi tu dici che chi stronca il film non tiene conto della sua complessità e importanza... ma chi te lo ha detto che tutti la devono percepire come un'opera importante o complessa? Dove sta scritto che deve sembrare a tutti così? Tu ti scandalizzerai, ma c'è chi la può addirittura vedere in altra maniera, reputandola cioè un'opera (sempre per giudizio soggettivo) banale e priva di originalità. Poi nessuno dovrebbe misurare la validità di un'opinione poichè sarebbe antipatico veramente dire 'la mia opinione è valida e la tua no', perchè non credo che i gusti e le percezioni in riguardo ad un film possano essere classificati come giusti o sbagliati, validi o non validi. Maghella, ti è mai capitato di pensare che un qualunque film molto apprezzato dalla critica meritasse 1 o 2 stelle, di la verità? E se ti è capitato anche se magari non lo hai scritto o reso palese, non ti darebbe noia se una persona venisse e ti dicesse 'no, tu non puoi dire che il film è da 1 o 2 stelle?' Poi, per me il film di Malick non è una boiata, riconosco i suoi meriti, ma annoia troppo a mio giudizio perchè mi senta di dargli più di 2 stelle. Per me un film che annoia e che addirittura fa addormentare la gente comunque non è certamente un film che merita la sufficienza perchè penso che sia molto importante che il cinema coinvolga invece di annoiare, quindi un difetto abbastanza serio comunque in questo film in parecchi lo abbiamo ravvisato mi sa (e non parlo solo degli utenti di questo sito, ma di altre persone che anche su altri siti hanno scritto che il film è noioso e parlo pure a nome di quelle persone che si sono davvero addormentate al cinema nel seguirlo o che sospiravano annoiate e altre che peggio ancora hanno abbandonato la sala prima che il tutto finisse). Tu puoi pure dire che il film ha dei grandi pregi che gli fanno meritare come minimo 3 stelle anche se ad alcuni non è piaciuto, ma allora io ti dico che per delle persone un film che annoia e non coinvolge le 3 stelline non le vale tutte. Tu hai le tue ragioni e noi le nostre. Se per te è passabile un film che annoia dall'inizio fino alla fine per altri non lo è anche nel caso in cui affronti una tematica importante, perchè la tecnica e la tematica non sono le uniche cose che rendono ottimo un film. Un film deve anche avere il pregio di saper coinvolgere o no? E se una discreta parte di pubblico questo pregio non lo percepisce in esso, pensi forse che sia giusto impedirci di dirlo? Credo che in tanti pensiamo che annoiare sia una pecca non passabile per un buon film.

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  • 4 giugno 2011, 15:33 di Utente rimosso (AngelicaForever)

    Bradipo mi ha tolto le parole di bocca e sono d'accordo. Come ha detto lui, anche tra chi fa il critico di professione questo film ha scatenato un bel dibattito quindi questo prova che un po di verità deve esserci per forza anche sull'altra faccia della medaglia. "Ogni film che vediamo lo giudichiamo filtrandolo attraverso il nostro vissuto,attraverso la nostra formazione culturale,attraverso il nostro background cinematografico,attraverso la nostra sensibilità su certi temi" GRANDE BRADIPO, TI QUOTO AL 100%!!!!!

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  • 4 giugno 2011, 16:34 di spopola

    .. forse si è solo perso la capacità di ascoltare, ed è questo che impedisce un giusto avanzamento della discussione: fermi e inamovibilinella propria monolitica certezza, mai un dubbio un ripensamento una volgia di mettere in discussione. ci si quota (parola orribile) e si fanno fazioni. E' scoraggiante semmai questo: tornando alle stellette io le abolirei (lo fece coraggiosamente quelal corrente che si rapportava ad Aristarco e a Cinema Nuovo di cui parlava anche Lorenzo, trovandole giustamente "inadeguate" a condensare il senso delle parole alle quali soltanto lascerei il "peso del giudizio". Si possono liquidare così sommariamente le "Noiose" lentezze anche esasperanti di un Ozu o di un Mizoguchi? O i movimenti dei carrelli e della macchina da presa i un Bela Tar che pure spesso è avaro nei dialoghi Ichikawa? non credo prorpio se ci si dichiara cinefili. Ecco poichè in ogni caso il cinema ha una sua sintassi va anche riconosciuto nel "noioso" Malick che NON fa dormire se solo si guarda e si ascolta (magari arrabbiare come ha fatto con me perchè diviso fra sostanza e forma non sono nemmeno io fra coloro lo ha apprezzato interamente (e magari non riusciro a farlo mai) per quel che probabilmente meriterebbe... ma sono come pazuso: ho espresso un aprpezzamento su una crica negativa discutibile probabilmente ma certamente ben motivata dal punto di vista di ci l'ha espressa: io non sono ancor aing rado di parlarne credo che sia necessario rivederlo più volte senza preconcetti (cambio spesso giudizio e posizioni in corso d'opera senza probelmi: Ho scritto e la lascio una breve stroncatura per un film di Techinè (I tempi che cambiano) della quale adesso mi vergono perchè rivedendolo mi sono reso conto che non ci avevo proprio voluto "leggere" niente diq uel che c'era dentro (una serata "no" che fa vedere tutto per il verso storto). A qualuno in privato ho scritto (e qui ripeto) le princiali "attuali ragioni" del mio dissenso: Ho letto praticamente tutto quello che sul sito (e non solo) si è scritto su quest’ultima opera di Malick e il mio interesse è cresciuto notevolmente soprattutto dopo che lo visto e potevo relazionarmi alle mie “sensazioni (che in questo caso devo ammetterlo sono più di “pancia” che di testa e questo non è mai un bene che avvenga). Ovviamente non ho “appreso” nulla da quelle che lo liquidavano negativamente considerandolo noioso, perché tutto si “potrebbe” dire e scrivere ma non certo questo. Con le altre… in molti tratti, nel bene e nel male, ci ho trovato molte cose che si accomunavano con il mio pensiero (per esempio ci riconosco anche io una specie di personale parallelo percorso felliniano, un “raccontarsi” anche spudoratamente attraverso l’arte come in 8 ½) ma ciò che ha scritto kubrick (non tanto per quel che dice ma per come lo argomenta, e sarà pure un suo posizionamento preconcetto e fuorviante, ma ha il pregio di essere stato esposto chiaramente e dettagliatamente) , dal suo punto di vista ovviamente ma questo avviene sempre e comunque quando si valuta un’opera dell’ingegno e ci si scrive sopra, l’ho apprezzato tantissimo perché mi ha permesso davvero di comprendere fino in fondo le ragioni della mia “sofferenza” in sala che ha trasformato un disagio in una rabbiosa reattività che soprattutto nel finale montava a vista d’occhio: ne immaginavo le ragioni, ma non riuscivo a metabolizzare bene i concetti e a far emergere le motivazioni profonde (e tutte personali) che mi stavano facendo così arrabbiare di fronte a un’opera che “formalmente” mi stava invece appassionando, di straordinaria levatura , strutturata magnificamente in tutte le sue componenti e che aveva un profondo afflato filosofico difficilmente riscontrabile di questi tempi … qualcosa di diverso e di totalmente ”nuovo” esattamente come ha scritto mathiasparrow. Perché davvero a scanso di ogni equivoco, sono anche io d’accordo sulla “grandezza” della visione e non sottovaluto il suo valore anche “anticipatore” (lo confermano le divergenti posizioni così radicalizzate che solo il grande cinema sa animare)… però non riesco a ritrovarmi in quel che dice, soprattutto nel “semplicizzato” finale (è sempre un personale punto di vista) che non riesce a farmi accettare tutto il percorso anche liberatorio di Penn (e di Malick stesso quindi). Sarà forse perché sono di un’epoca (intendo come formazione oggettiva) in cui si dava spesso più importanza ai contenuti che allo “stile”, perché anche se sono sempre stato abbastanza critico al riguardo, è indubbio che la mia formazione “dottrinale è di stampo “aristarchiano” e credo che questo anche se più marginalmente possa avere il suo peso anche per il caso in questione. Non mi pongo il problema (ancora) se si tratti di integralismo cattolico o di spiritualità non religiosa, di panteismo o cristianesimo, di Cristo o di Hedeigger, perché in ogni caso non mi ci trovo dentro, è così lontano dalla mia visione delle cose ciò che esprime, si scontra così forte più che con le mie convinzioni con il mio personale vissuto, che come ti ho detto non riesco ad accettarlo e a farlo mio (pur riconoscendo il diritto sacrosanto a Malick a farlo, se questo è il suo pensiero filosofico). E DI NUOVO STO "TENTANDO DI FORNIRE UN METODO" PER SPOSTARE SUL "DISCORSO CINEMA" LA DISCUSSIONE ESATTAMENTE COME HA DETTO L'INASCOLTATO AIDES, ED HO ANCHE AGGIUNTO INFATTI :Il problema vero è che poi rivendico all’artista il diritto di esprimere la sua arte senza concessioni o tentennamenti ,e se si parla di cinema che è poi la “forma”, lo “stile” ciò che fa grande un’opera non tanto i contenuti che potrebbero essere per qualcuno (come per me in questo caso) discutibilissimi per non dire “inaccettabili” ma c’entrano poi poco con il vero e proprio risultato artistico che è tutt’altra cosa... Però poi all’atto pratico non riesco ancora a scindere le due cose – entrambe legittime ovviamente – e preferisco quindi restare in stand-by per lo meno fino a quando una delle due non ha preso definitivamente il sopravvento, e al di là del giudizio espresso in stellette (che magari mi rimane difficile determinare: lo è soprattutto in questo caso specifico, ed ho apprezzato kubrick perché pur dalla sua posizione come dici tu oltranzista, non scende per lo meno al di sotto delle tre stelle perché comunque la si pensi non sarebbe in ogni caso assolutamente possibile liquidarlo con una assoluta e totale “bocciatura” come da qualche parte è stato invece fatto con un eccesso di persino non motivata superficialità), ho finalmente le idee chiare su come io (ed è ancora e sempre un personale punto di vista) credo di poter valutare l’opera (un po’ come ho fatto a suo tempo parlando di Von Trier e del suo Antichrist).

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  • 4 giugno 2011, 17:18 di Marcello del Campo

    E' dal 1963 che non viene ristampato il romanzo "Ella s'umilia per vincere" di Oliver Goldsmith, scrittore per signorine cuorinfranti più famoso per "Il vicario di Wakefield". Dice, come ti è venuto in mente? Così, per germinazione emotiva di una sinapsi in disuso da circa 50 anni. E poi mi ha spinto la bellicosa AngelicaForever. Ella, infatti, 's'umilia', si auto-immola alla ridicolaggine per difendere una frase scritta con i piedi. [Abbiamo detto che "Tree of Life" ha donato la vista ai piedi di alcuni coriacei difensori del 'chepallismo']. E lo fa con stizza, monta in furia e in cattedra, hai voglia a brigare per frenarne l'impeto, per tacerle la dura verità dell'asserzione pedestre, no!, continua impeterrita nonostante abbia scritto a oscure lettere [uso il corpo grande] "IO CI CAPIRO' POCO, NON SONO ASSOLUTAMENTE ESPERTADI CINEMA": "IO CI CAPIRO' POCO" è una forma retorica [litote] con cui la parlante (AngelicaForever) si sminuisce, in realtà mette le mani avanti per dire "Probabilmente non capisco molto"; segue la frase "NON SONO ASSOLUTAMENTE ESPERTA DI CINEMA": qui non c'è nessuna attenuazione [litote], AngelicaForever asserisce di 'non essere esperta di cinema'; Segue "MA PARLO DA UMILE CINEFILA": a parte che 'una cinefila 'seppure 'umile' non può 'capire poco di cinema' ['cinefilo' indica il contrario di 'chi capisce poco di cinema', 'cinefilo' è termine che designa 'l'amante del cinema e di tutto ciò che riguarda la cinematografia'], AngelicaForever rafforza la frase con "RIPETO, IO CI CAPIRO' POCO, MA....". Con la lingua italiana non si fanno trucchi ed è ridicolo il tentativo della mia interlocutrice di distinguere tra "cinema e film (di Malick)', operando uno spostamento dal TUTTO (Il CINEMA) alla PARTE (IL FILM DI MALICK), avanzando la pretesa che la sua frase sia suscettibile di essere letta così. "IO CI CAPIRO' POCO DI CINEMA MA NON DEL FILM DI MALICK" che è come dire "CAPISCO POCO DI CINEMA MA CAPISCO TUTTO DI UN SOLO FILM, QUELLO DI MALICK" (!). Iinfine, come non dare ragione a AIDES: Angelica, ti invito a contare fino a 275 prima di postare castronerie.

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  • 4 giugno 2011, 17:33 di Marcello del Campo

    @Valerio, - hai descritto in modo straordinario il dilemma che il film di Malick ti ha posto: la propensione laica avverso argomenti escatologici. Pubblicando questa play, non ho voluto minimamente scalfire le opinioni contrarie, solo invitare a una maggiore cautela a cospetto di un'opera filmica non liquidabile senza un minimo di argomentazione critica. Anche ad una 'scrittura' che non sia oltraggiosa, imprecisa, corriva con i tempi di decadenza della grammatica. Ti ringrazio.

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  • 4 giugno 2011, 18:32 di Snaporaz68

    @Valerio: scusa ma ti riporto un pezzo della recensione di Kubritch. "Dunque non ho remore nell'affermare che 'The tree of life' è un film al quanto pretenzioso e discutibile sotto il profilo scientifico oltre che filosofico e teologico. Presenta un lirismo ridondante, in quanto strumentale, come in 'The new world', che, oltretutto si accavalla ad immagini di per sé già abbastanza liriche ed eloquenti. Se è fatto a posta per rispetto allo spettatore non vedente occorre dire che il cinema, in quanto rimedio al malessere del vivere, lo è per chi crede di vedere; per chi s'inganna o vuole ingannarsi con la vista (The prestige). Il cinema, allora, dovrebbe essere strumento utile per decriptare il sistema delle illusioni; semmai porsi in opposizione ad esse – illusionista ma non illusorio -; piuttosto che assecondarlo approfittando dell'ignoranza comune. Di conseguenza il difetto più vistoso del film è l'assenza completa di autoironia che è la peculiarità di chi è consapevole dei propri limiti cognitivi e non teme di comunicarlo, anche indirettamente; è la giusta distanza posta tra ciò che è soggettivo, razionale, e ciò che è oggettivo, ignorato, misterioso, da conoscere; tra la propria visione e la verità del mondo." Allora Valerio questo è un punto fondamentale che vorrei discutessimo insieme. Io posso capire le teorie complottiste, la società americana da condannare perchè materialista, posso pure fare passare i deliri sull'Editto di Costantinopoli e sui fondamentalismi Cattolici (non c'è ombra di cattolicesimo in Malick) ma quello che non riesco a capire è il concetto di IGNORANZA COMUNE e di AUTOIRONIA. Antonioni era autoironico? Bergman era autoironico? Ozu era autoironico? Il cinema deve decriptare il sistema delle illusioni ponendosi in opposizione ad esse? E' un punto di vista assolutamente soggettivo che non può essere usato per smantellare Malick! Alllora condanniamo Lynch perche non decripta? Scusa Valerio ma ci sono troppe incongruenza e si fanno passare gli estimatori di Malick come dei babbei ignoranti che si lasciano abbindolare dal gioco di prestigio dell'illusione. Capisco le tue motivazioni, comprendo il tuo rifiuto dell'opera di Malick su base contenutistica e filosofica quello che non riesco ancora a comprendere è l'avallo di un sistema demolitorio (quello fatto da kubritch) che non ha rispetto dell'opinione altrui. E ti invito a leggere le considerazioni sul trailer del medesimo nella sezione di cinerepublic per farti capire ciò che intendo. PS:Ti riporto per completezza il pezzo dopo la visione del trailer dal quale si deduce che chi si lascia suggestionare dal film di Malick (che kubritch ancora non aveva visto, quindi siamo nel massimo della pregiudizialità) è un liceale o un adolescente coi brufoli “Però forse Malick non si rende conto di mettere insieme ciò che insieme non sta: Heidegger e il cristianesimo nella sua forma ufficiale. Ho letto che si è interessato ad Heidegger ma forse lo ha fatto filtrandolo con la cultura americana. Gli americani, come la maggioranza degli italiani cattolici, quindi cristiani semi-fondamentalisti (un po' meno degli ortodossi, un po' più dei riformati), non riescono a mettere il naso fuori dal loro recinto culturale. Hanno paura. Dio non si tocca e ogni presidente deve prestare il suo giuramento al cospetto di dio. Questo è un problema gigantesco, epocale. Perciò m'incazzo. Vedere separato ciò che è tutt'uno produce una mentalità giustifiatoria rispetto al sacrificio umano. Per questo gli americani invocano la benedizione di dio prima di sganciare le loro bombe al napalm o intelligenti. Perciò i leghisti difendono il cattolicesimo come se facesse parte di una identità nazionale. Perciò i capitalisti giustificano una percentuale di morti causati dal progresso mentre si mostrano paladini dei valori cristiani. Sembrano tutti buoni, dicono tutti cose piene di bontà e ci credono - noi occidentali siamo tanto buoni. Si riempiono la bocca di amore e carità ma poi distruggono e ammazzano e lo giustificano pure. Bisogna vigilare sul rigore dei discorsi allora. C'è una schizofrenia diffusa. Il film non l'ho visto. Giudico liberamente, visto che mi viene mostrata una presentazione del film in base a cui io sono chiamato ad esprimere un mio parere: ci vado o non ci vado a vedere questo film? Di che parla? …..”Il fanatismo intellettualistico mi fa venire l'orticaria, le pustole per tutto il corpo. Odio l'opera di seduzione filosofistica. Odio l'ingenuità presuntuosa. Odio chi si spaccia per quello che non è anche inconsapevolmente. Se parli adottando la lingua e le coordinate di una cultura non puoi dire di parlare una lingua universale. La Grazia non è un termine opposto alla natura; fa parte della natura. Il termine Natura viene usato spesso in modo ambiguo, suggestivo, seduttivo, astuto, capzioso. Per la teologia del cristianesimo istituzionale è tutto ciò che non è dio; tutto ciò che è mondano, materia, tempo, natura. Per un'altra visione del mondo invece Natura è tutto l'insieme dei fenomeni e delle leggi che li regolano; è il Tutto. Ho il sospetto che Malick fa filosofia per impressionare liceali. Gli americani sono adolescenziali. E poi Malick usa simboli, concetti mitologici, vetero-patriarcali che non sono degli assoluti ma si adattano ai tempi.” Ora Valerio io sono per la discussione e il dialogo, per la tolleranza e per la democrazia, ma qui mi pare che c'è qualcuno che ha delle Verità Rivelate. E tu sai quanto questo possa essere dannoso in questa come per altre discussioni. E te lo dice uno che è assolutamente ateo quindi al di sopra di ogni sospetto.

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  • 4 giugno 2011, 19:18 di Utente rimosso (AngelicaForever)

    Marcello qui chi monta in furia e in cattedra sei solo tu che credi di avere ragione nell'affermare che una persona non può esprimere un commento su un film come più gli aggrada (siamo in un paese libero dove la libertà d'opinione è un diritto e non un privilegio). Io non ho mai detto di pensare di avere ragione nel dare due stelle al film definendolo mortalmente noioso, perchè appunto non sono un'esperta, ma come tanti penso di essere libera di dare un personale giudizio ad un film, mentre in tanti qui dite che si deve fare entro certi limiti... ma chi siete voi per proibire la libertà di espressione ad una persona? Siete voi che appena uno si esprime negativamente su questo The tree of life partite all'attacco e non dire di no, perchè ho visto che avete attaccato quasi tutte le opinioni negative scritte su questo film. Perfino quelle che come ha detto qualcuno sono state ben motivate (dove c'era l'assenza della frase 'che palle' che tu usi come scusa per stare ancora di più sulla difensiva) avete contestato. Ma chi siete voi per pretendere che le persone rivedano le loro opinioni? Se pure i critici avevano opinioni contrastanti su questo film, chi siete voi per dire che nessuno si deve permettere di dargli meno di 3 stelle??? E a parte questo vedo che continui a travisare il significato delle parole... 'cinefilo' non sta ad indicare una persona esperta di cinema, ma sta ad indicare un appassionato del cinema che ama seguirlo, ma che può benissimo non avere una preparazione cinematografica di base, per questo ho detto 'io ci capirò poco', perchè volevo proprio lasciar capire di non sapere quanto potesse essere valida la mia opinione di persona che il cinema lo segue da appassionata e non certo da esperta che conosca bene le arti e tecniche cinematografiche. E ora non venire a dirmi che una che certe cose se non le conosce, prima di esprimere un'opinione negativa su un film apprezzato dalla critica dovrebbe ripensarci tante volte, perchè a questo punto dovremmo starci zitti in tanti dato che i film non vengono mica guardati solo da gente esperta, anzi, per la vasta maggioranza direi che la gente che guarda i film è solo appassionata di cinema. E come tale, io non pretendo che la mia opinione venga ritenuta valida (non lo pretenderei mai) ma vorrei solo che si rispettassero le opinioni di tutti anche quando non si condividono, perchè la verità è che più di qualcuno qui è convinto che la validità di questo film sia indiscutibile quando invece sono stati degli stessi critici a metterla in discussione come ha giustamente sottolineato Bradipo, solo che questa è una verità scomoda che fate finta di non aver sentito. Inoltre per me qui tanta gente è anche ipocrita, perchè a tutti credo sia capitato di sparare a zero su un film molto apprezzato dalla critica, solo che quando lo fate voi, tutto va bene, nessuno deve permettersi di rinfacciarvi gli stessi discorsi fatti da spopola ed altri vero? Infatti nessuno finora è riuscito a offrire una spiegazione su questa cosa che ho fatto notare, perchè sapete bene che anche voi stroncate in mal modo i film quando vi va, ma è ovvio che vi compiacete nell'attaccare gli altri quando lo fanno e che v'infastidisca invece essere attaccati quando siete voi tra la minoranza di persone che non hanno apprezzato un film... poi per terminare Marcello, non continuare a fare sembrare le cose come non sono. Alzi solo calunnie. Ho forse mai voluto sottointendere che ci capisco poco di cinema e molto del film di Malick? Non credo proprio che l'opinione che ho lasciato lascia intendere questa cosa. Solo tu la intendi così. Io ho detto 'io forse ci capirò poco' e poi ho sottolineato che il film l'avevo trovato noioso, proprio per far capire che la mia opinione negativa era dettata dalla mia inesperienza e che avrebbe potuto non avere riscontri con la realtà, quindi non mi sono elavata a dire che ho capito tutto del film. Sicuramente credo di aver capito la trama, la sua profondità che è apprezzabile, (ma per me non sufficiente comunque nel giudizio globale) e credo di aver capito anche il messaggio e lo scopo del film che possono pure essere degni di lode, ma a me non è bastato, mi ha annoiato troppo lo stile col quale tutto questo è stato raccontato e mostrato. E non pretendo che il mio punto di vista sia attendibile agli occhi di tutti come pretendete voi. Vorrei solo che fosse chiaro quanto ho sempre detto, che non sono un'esperta di cinema e quindi non posso affermare che le mie opinioni siano oggettive, ma che come appassionata voglio sentirmi libera di esprimere cosa mi ha lasciato un film e se il modo o il voto col quale esterno il mio punto di vista non vi piace o peggio vi irrita, è solo un problema vostro che non siete veramente convinti che la libertà di parola sia un diritto di ogni persona purchè non si arrivi alle offese personali. Ma se io stronco un film citando un 'che palle' espresso dai miei amici tra l'altro, cosa dico di così strano e profano? Certe cose si sentono tutti i giorni e soprattutto quando si guarda un film che annoia... quando certe parole vengono espresse attraverso opinioni di film che ad esempio non vi sono piaciuti, ma magari a tanti altri si, com'è che state zitti e non dite che non si dovrebbero dire? Dove sarebbe la vostra coerenza??? A volte si parla solo quando conviene e si fa finta di non aver mai adottato comportamenti simili nella propria vita sempre e solo per convenienza, ma la verità è che ci si lamenta solo quando una spina punge il proprio dito anzichè quello di un altro. Poi perchè ve la prendete così tanto che The tree of life abbia ricevuto delle critiche negative? Mica si offende voi..... ne fate quasi una questione personale..... è un dato di fatto che questo film non sia piaciuto neppure a tutta la critica, fatevene una ragione. E dopo di questo credo che mi cancellerò da questo sito perchè grazie a qualcuno CHE NON FA CHE TRAVISARE LE MIE PAROLE CON LO SCOPO DI FARLE ACQUISIRE ALTRI SIGNICATI CHE MAI LI DAREI E GRAZIE A QUALCUN ALTRO CHE PENSA CHE QUI SI DEBBA ESPRIMERE UN'OPINIONE SOLO ENTRO CERTI LIMITI, RINUNCIANDO QUINDI AD ESSERE TOTALMENTE SINCERI E SOPRATTUTTO DANDO PIU' STELLE AD UN FILM DI QUANTE CI SENTIAMO DI DARNE VERAMENTE, mi è passata la voglia di farne parte perchè mi è venuto già l'esaurimento solo per spiegare che la libertà di parola e di pensiero è un diritto di tutti purchè non si ricorra ad offese personali o alla diffamazione. Divertitevi tra di voi visto che siete tutti esperti di cinema.

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  • 4 giugno 2011, 19:25 di Utente rimosso (AngelicaForever)

    astronomy domine e dopo questa tua frase ho la conferma che qui il rispetto per le opinioni altrui abbonda..... grazie per il sarcasmo educatissimo col quale anche tu travisi le mie parole per farmi comprendere che qui in tanti siete creature superiori che potete prendere in giro noi, povere creature inferiori che abbiamo osato definire noioso l'ultimo film di Malick. Ora me ne vado perchè mi sto sentendo veramente male.

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  • 4 giugno 2011, 19:59 di jonas

    1) No, intendevo dire proprio "terrorismo psicologico", che lo Zingarelli definisce "Atteggiamento fortemente intimidatorio" (con l'uso, aggiungo io, di una cultura esibita allo scopo di far percepire all'interlocutore la sua inferiorità). Gli esempi che fai non hanno nulla a che fare con il caso in questione: è non solo lecito, ma anche ovvio che in sede critica si facciano certi rimandi; è eccessivo, mi sembra, pretenderli dagli utenti di un sito frequentato da semplici appassionati di cinema. 2) Ho parlato di "selezione naturale". Vediamo il caso in questione: The tree of life ha attualmente 31 opinioni positive, 7 sufficienti e 11 negative; fra le opinioni con almeno 10 voti di preferenza ce ne sono 8 positive, 1 sufficiente e 2 negative. Ciò significa che la maggioranza della comunità di FilmTV ha apprezzato sia il film di Malick sia le recensioni positive che ne sono state scritte: quindi, si può sapere cosa altro volete? a) la stesura di liste di proscrizione per chi osa criticare Malick, b) l'istituzione di una commissione che valuti le capacità dei nuovi utenti prima di ammetterli a scrivere sul sito, c) altro (specificare). Va da sé che la recensione di uno Snaporaz sarà meglio fondata criticamente che quella di una Marlucche, ma continuo a dire che qui c'è spazio per tutti senza che ci si debba pestare i piedi. Se poi vogliamo vedere come la pensano gli addetti ai lavori, fra i voti della redazione della rivista ce ne sono 3 negativi su 15 totali (Cosulich, che non mi risulta essere l'ultimo dei cretini, gli ha dato 3/10: vuoi consigliare anche a lui di leggere Emerson, Thoreau ecc.?): sarò infantile, ma la cosa mi rassicura un po'. 3) Ella si umilia per vincere (una commedia, non un romanzo) era stato pubblicato nella BUR qualche anno fa, non so se ce l'hanno ancora in catalogo. Io lo comprai, ma poi l'ho lasciato nella casa dei miei e non ce l'ho tra le mani.

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  • 4 giugno 2011, 21:13 di Snaporaz68

    @jonas: Mi sembra ci sia un ribaltamento della situazione. Tutto è iniziato perchè, facendo un pò il riassunto delle puntate precedenti, c'è stata una serie di accuse rivolte a chi aveva apprezzato il film. Al di là el giudizio personale, che non posso commentare in quanto insidacabile, si è demolito Tree of Life e chi lo aveva valutato positivamente tacciando gli estimatori per babbei e per pesci che abboccano all'amo. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contrario ed ecco il senso di questa playlist di Marcello che arriva DOPO, MOLTO DOPO le accuse e gli insulti. Quindi non prendiamoci in giro. Io ho sempre rispettato e discusso senza particolare acrimonia, ma ci sono dei limiti che non possono essere valicati. Quindi il problema non è sulla quantità delle recensioni a favore o contro, ma sulla qualità degli attacchi personali e l'incapacità a sostenere un contraddittorio su base civile. Per il terrorismo psicologico, penso che siamo tutti adulti e vaccinati per sostenere le eventuali intimidazioni di chiccessia.

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  • 4 giugno 2011, 21:39 di AIDES

    Oltre a quanto dice Snaporaz, preme sottolineare timidamente un dato un po’ più sociologico, carissimi. Non è che questo sito di ‘semplici appassionati di cinema’ sia un’oasi felice in mezzo al postribolo spettacolista contemporaneo. Mi sa proprio di no. E’ un bel tassello di mosaico, invece, guarda un po’. Magari, questa riposata generazione di internaufraghi potrebbe di tanto in tanto ricordarsi l’uso vergognoso che della parola e dell’immagine si fa oggi, e spendersi quantomeno per prendere le distanze dal fenomeno. Ci vuole il sanscrito o si capisce in italiano? Prendere le distanze. Le d i s t a n z e. ----------------------Questa non è una play fascistoide che afferma la superiorità dell’intellettule sulla massa, e che comanda come si giudica il film (ma fate quello che vi pare, date le stelline pure alle sopracciglia del vostro amoroso, alle fettine che vi cucina mammà, ai rutti, ai tramonti). Ma la giusta antitesi dialettica a posizioni ‘critiche’ troppo spesso gratuite, superficiali, dozzinali, altre volte più ponderate, raramente espresse con coscienza argomentativa, partita col ricordare quanto sia opportuno aver cura del modo di esprimersi al di là dell’ignara superficialità, arrivata a dire che l’arte non è arbitrarietà tautologica, e finita col dimostrare come l’’altro polo’ non sia affatto disposto a mettersi in discussione, cosa che la stessa inettitudine di fronte al film e alla scrittura già tradiva palesemente. Altro che libertà d’opinione e democrazia. Ci si pasce nei disfacimenti. Salut, a bon entendeur, a domani, forse.

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  • 4 giugno 2011, 21:55 di Marcello del Campo

    @Gentile Jonas, a parte il 'ribaltamento' di cui parla Snaporaz, sembra che il mio presunto 'terrorismo psicologico', a tuo parere, abbia la pretesa di chiedere a 'semplici appassionati di cinema' risposte che loro non sono in grado di dare. Che dire, - a giudicare dalla maggior parte delle recensioni (parlare di 'opinioni' in molti casi mi sembra riduttivo) che che da due anni ho avuto modo di leggere su FilmTv, mi pare che esse non abbiano nulla da invidiare a quelle dei critici. Così avrei peccato di sopravalutazione degli utenti? Non credo. Un saluto.

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  • 4 giugno 2011, 22:30 di maghella

    Dunque, causa il lavoro, torno ora e vedo che angelica si è rimossa, mi dispiace, di nuovo una discussione che poteva essere stimolante è diventata solo un buon motivo per accalorarsi e rimanere sulle proprie convinzioni, scendendo anche in litigio fastidioso. Mi dispiace angelica, se potessi chiamarti lo farei, per dirti che non te la devi prendere così...E a questo punto non so neanche se risponderti o no. Posso dire che mi ritrovo d'accordo con Spopola, io non credo che la mia idea sul film sia quella giusta, e che la gente non debba dare la sua opinione, ma non si può sempre pensare in maniera soggettiva, senza cercare di comprendere che ci sono cose e opere oggettivamente da considerare, poi arrivano i nostri gusti, la nostra cultura, il nostro bagaglio emotivo. E' possibile che in un altro momento della mia vita questo film lo avrei trovato insopportabile proprio per gli stessi motivi che oggi me lo hanno reso molto bello, ma questa rimane ed è la mia opinione....Poi c'è il film, che non può essere giudicato insufficiente, obbiettivamente. La sua struttura, la qualità, lo sforzo elettivo e intellettuale, la tecnica, il linguaggio innovativo, non possono essere valutati insufficienti e mediocri, in questo senso si stravolge la realtà delle cose...Poi uno può dire che non gli è piaciuto, anche a io il manierismo del '700 lo cancellerei con una botta, ma non per questo mi metto a sentenziare che è inutile e insufficiente. Perciò se si vuole parlare dei gusti i miei sono rispettabili quanto quelli di chiunque, ma l'onestà nel riconoscere l'importanza di un'opera è d'obbligo, e deve essere il primo passo per una discussione, altrimenti si rimane ancorati solo su i propri gusti e risulta inutile anche parlarne. Concordo che dare le stelline di gradimento è davvero inutile in certi casi.

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  • 4 giugno 2011, 22:31 di maghella

    Mi dispiace sinceramente per la cancellazione di angelica, mi auguro un suo ripensamento...un saluto a lei se ci legge ancora.

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  • 4 giugno 2011, 22:39 di Marcello del Campo

    Definizione. Non un operaio si sentì leso nella propria dignità quando (in un passato 'altrove') si definiva operaio-massa, oggi soppiantato dal termine 'operaio-sociale'. L'"intellettuale-massa" è il moderno 'chierico' che ha abdicato al suo ruolo di controllo e opposizione al Potere, assumendo su di sé tutto il negativo che da esso promana, indossandone forme e modi, tradendo il suo ruolo. Quando parlo di Potere, non alludo al Potere Governativo [Berlusconi], ma al Potere come macchina del consenso, parcellizzato in molteplici 'isole di potere'. Non solo La Casta, ma Le Caste, non solo la politica, ma la letteratura, il cinema, i giornali, la televisione. L'intellettuale-massa è l'uomo-sandwich del ticket di riferimento cui si abbevera. Oggi è ancora valida la diagnosi pessimistica di Adorno che, con lucidità profetica, aveva desolatamente constatato come tra il ticket di destra e quello di sinistra, l'unica differenza era che 'la sinistra era più buona': una qualità non da poco ma insufficiente a determinare uno 'stacco'. Del resto, se analizziamo i comportamenti dei sindaci 'di sinistra', la richiesta di 'securitate', i divieti posti ai 'dannati della terra' di soggiornare, sedersi sulle scale di una chiesa, chiedere l'elemosina, lavare i vetri, cadono le braccia e ogni speranza di cambiamento sociale progressivo. L'intellettuale-massa per eccellenza non appartiene al campo della destra, la destra non ha cultura, la destra ha dietro di sé una storia funesta di orrori, la destra deve la sua resistenza in vita a una sinistra che ha rubato al nemico le armi dell'egoismo sociale, della prevaricazione, perfino il linguaggio. E qui veniamo al linguaggio [il tema di AIDES]: siamo sicuri che il linguaggio usato dai detrattori di Malick sia ascrivibile al campo della sottrazione all'ordine del discorso dominante? Non assomiglia esso alla volgarità espansa in auge presso il pubblico televisivo della De Filippi o della D'Urso? E' chiaro, si fa presto a dire 'che palle!', è linguaggio-sintetico, fast-language sbrigativo, tanto più se l'oggetto artistico non consente il disbrigo di una pratica veloce, in linea con il tumultuoso avvicendarsi dell'offerta. Si fa presto, si fa prima: perché arrovellarsi tanto su un film che pone interrogativi perenni? Una notte, mezzo secolo fa, l'ex deportato Solzenicyn telefonò a Koba-Stalin, "vorrei parlarle", gli disse. "Di che?", fece l'altro. "Della vita e della morte", rispose il premio Nobel. Koba chiuse il telefono in faccia allo scrittore. Terrence Malick chiede ascolto sulla vita e sulla morte. CHE PALLE!

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  • 5 giugno 2011, 11:29 di spopola

    Enrico, tu sai che l'intera mia mail diceva anche qualcosa di più di quello che forse impropriamente ho ritenuto di riportare qui per tentare di smorzare ulteriormente i toni... interventi che avrei potuto evitare soprattutto tutta la discussione inutile sulle stelline (che fanno ovviamente parte del gioco) che hanno invece contribuito - forse perchè non sono stato capace di chiarire bene il senso di ciò che intendevo dire - a una cancellazione dal sito che mi dispiace molto e della quale mi assumo il peso di una parte importante della responsabilità primaria. Dico questo perchè tu sai che al momento non sono in grado (non ne ho la capacità "tecnica" e di pensiero) di fornirti le giuste risposte che mi chiedi. A posteriori, avendo poi letto tutta la diatriba che non conoscevo (una condizione che non mi assolve certo) sorta sulla pre-visione del film sorta fra Kubrick e Spaggy (su Cinerepublic) qualche idea di "preposizionamento" mentale me la sono fatta rispetto a una analisi che presa a se stante poteva essere non condivisa parola per parola ma che come ti ho già detto mi consentiva di "ogggettivizzare" certe mie "soggettivazioni" tutte personali che forse poco avevano da spartire con il dirtto di Malick di esprimere a suo modo il suo "laico" pensiero filosofico ma che legittimavano il mio dissenso di "pancia". Non sono abituato a disocnoscere i miei atti ,e non lo facico nemmeno in questa circostanza me ne assumo interamente il peso e la responsabilita: ti assicuro però che non è stata mera piaggeria, nè voglia di schierarmi "faziosamente" da un parte o dall'altra (ho apprezzato in egual misura i pro e i contro su un film che come ha scritto pazuzu non si può in ogni caso liquidare senza averlo lentamente "distillato" e che per la sua complessità ha bisogno certamente di ripetute visioni perchè tutto sia definitivamente "chiarito", soprattutto per quel che concerne ll'ultima parte che per me riguarda il fonamentale motivo di dissenso "privato" rispetto al l'assunto totale che è sicuramente più complesso e sfaccettato. Dovrò rivederlo (spero che riuscirò a farlo, ma non chiedermii quando, adesso non sarei ancora propnto e mi auguro indipendentemente da quelàe che saranno le mie reazioni - perchè qualcosa succederà di sicuroo - di poterti essere più esplicito anche rispetto allo specifico questo mi poni: te lo devo e ti riconosco il tuo pieno diritto di voler "comprendere". Non chiedermi di farlo adesso però, perchè non mi sento di riaffrontare "a caldo" la visione (non sarebbe fruttuoso visto che devo prima elaborare tutto il groviglio di emozioni in negativo che ha scatenato in me il contneuto, non la forma). Non penso minimamente che si possa evitare una "leale" discussione sulle dure parole usate da Kubrick che esrtemizzano il concetto sull'America e sugli americani e in un certo senso anche quello fra "fede" e laicità di pensiero visto la sua drastica impostrazione demagogica, ma per farlo devo anche io essere sulla stessa lunghezza d'onda, avere finalmente uno sguardo oggettivo sulle cose e non essere obnubilato dai miei demoni interni che stanno ancora deformando la visione delle cose. Ne riparleremo Enrico, te lo prometto, ma dammi il tempo necessario per farlo quando avrò ritrovato (spero) un equilibro personale proprio sule cose che qui vengono esposte dall'artista a partire dall rapporto fra la vita e la morte Io avrei tanto bisogno di "certezze" che nessuno mi può dare e niente mi compensa le incertezze, anzi tutto mi fa montare rabbiose reazioni al limite dell'insofferenza. Sono quindi ancora in una posizione che non mi consente di accettare nessun pensiero discordante rispetto a quello di totale sofferenza che continuo a vivere interiormente, e sarebbe deleterio allora espormi ancora perchè credo che non cambierebbe molto ma acuirebbe ceramente il mio disagio. Spero davvero che saprai comprendere. Valerio

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  • 5 giugno 2011, 19:10 di jonas

    1) Prendo atto che vi disturba constatare che qualche utente usa (genericamente, senza fare nomi) parole come "talebani" o "narcolettici", riconoscendovi in esse. Cosa volete che vi dica, avete la pelle molto ma molto sensibile. 2) In risposta a queste allusioni generiche viene steso un elenco nominativo di coloro che hanno scritto opinioni negative sul film, con una piccola antologia dei loro giudizi. Quando ho parlato di liste di proscrizione, non mi sono reso conto che questa playlist lo è già. Usare l'opinione di Frederickstudio (che comunque, nel frattempo, è sparita) come obiettivo polemico è intellettualmente scorretto: non c'è bisogno che te lo dica, lo sai da te. Sarebbe come se io citassi l'opinione di Petrolini84 ("Un gioiello, per menti sensibili", punto) per dimostrare che i sostenitori di Malick non hanno molto da dire. Fai un unico calderone in cui mescoli indiscriminatamente semplici provocatori insieme a utenti seri e civili, che hanno dato importanti contributi al sito e che nel caso specifico hanno cercato di argomentare qualcosa oltre il "che palle"; alcuni, come Na e BobtheHeat, si sono detti delusi, quindi non erano prevenuti negativamente (anzi). Un'utente, iscritta da pochi giorni, si è sentita messa alla berlina e ha ritenuto di doversi cancellare. Spero che gli altri (quelli veri, non i fakes) resistano. 3) Sono stati usati termini come "Megalomania, spirito vendicativo, rabbia repressa, totale chiusura a un confronto leale e onesto, deliri paranoici, manie di persecuzione", mah. Forse il problema è che qui alcuni si considerano critici cinematografici mancati e si sentono sminuiti a rivolgersi a un pubblico non alla loro altezza. Mentre io, che non ho mai desiderato occuparmi di cinema professionalmente, sono ben contento di avere questo piccolo spazio per poter schedare i film che vedo.

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  • 5 giugno 2011, 20:58 di Snaporaz68

    @Jonas. E' una brutta risposta, jonas, proprio una brutta risposta. Mi dispiace che persone intelligenti come te dicano queste cose. Spero sia solo un moto di rabbia passeggero, ma non è questo che intendevo per discussione serena e costruttiva.

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  • 5 giugno 2011, 21:54 di Marcello del Campo

    1) Certamente quei termini ("talebani", narcolettici", ecc. ) sono diretti contro chi ha apprezzato il film di Malick. Non v'è dubbio. Essersi riconosciuti in essi significa 'avere la pelle molto ma molto sensibile'? Se non erano diretti in quella direzione, dimmi a chi erano diretti. 2) Non si tratta di 'allusioni generiche', si tratta di parole che hanno come obiettivo di denigrare i sostenitori del film di Malick. 3) Liste di proscrizione. Ti piacciono i paroloni. Si tratta di una lista esemplare delle scarse capacità critiche di chi non ha argomenti per dimostrare il fallimento di un'opera o per spiegare i motivi del rigetto. 4) La 'lista di proscrizione' comincia dall'ultima opinione in ordine cronologico. E' quella di FrederickStudio che rappresenta vivacemente la sintesi di quelle che precedono. Nella sua icasticità ("Un gioiello, per menti sensibili" di Petrolini84) non offende nessuno, non disprezza la sintassi e ame sembra che dica molto di più che una colata di bava. 5) Non faccio nessun calderone, non mescolo niente, ho già scritto che nel sito ci sono ottimi utenti, tra i quali quelli che citi, ma, se permetti, da BobTheHeat mi aspettavo una stroncatura motivata con la testa non con la pancia né con l'affermazione che la postura di un attore gli è parsa insufficiente, roba che ricorda le lamentele all'uscita del cinemascope ("Hanno tagliato a metà la testa di Gary Cooper!") 6) L'utente AngelicaForever non è stata messa alla berlina, al contrario è l'unica che ha strenuamente difeso la sua opinione, ma non puoi dare la colpa a chi ha opposto alle sue argomentazioni altre argomentazioni. 7) "Spero che gli altri (quelli veri, non i fakes) resistano." Ma che dici, fai l'avvocato in trincea per chi? Chi dovrebbe cedere? Quelli che hanno discusso, ciascuno a suo modo, su questa querelle? Senza dire che la costruzione di fakes ad usum deplhini ha dispiegato tutto il suo ignobile compito proprio per stroncare il film di Malick. 8) "Sono stati usati termini come 'Megalomania, spirito vendicativo, rabbia repressa, totale chiusura a un confronto leale e onesto, deliri paranoici, manie di persecuzione." E' buona regola quando si assume l'aria del causidico di dire esattamente chi ha detto che cosa, è poco onesto usare un generico 'sono stati usati...", sputa invece: "snaporaz ha detto..." e rivolgiti a lui per avere spiegazioni. Se proprio vuoi che mi esponga, ecco: snaporaz ha detto parole che approvo. 9) Bravo: Non sono un critico cinematografico, contento?, ma il mio 'lavoro' è più viciniore di quanto tu possa immaginare alla critica cinematografica. Inoltre, non provo nessun fastidio a confrontarmi in filmtv con utenti che, per qualità di saperi e scrittura non solo ritengo di grande valore ma che mi sopravanzano. E non faccio nomi solo perché tu non possa accusarmi di fare liste di predilezione. 10) Auguri per il tuo 'lavoro' in 'questi piccolo spazio'.

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  • 6 giugno 2011, 19:37 di jonas

    Dunque, cerchiamo di riassumere i fatti. 1) ALCUNI utenti (se ho contato bene stanno sulle dita di una mano, compresi i fakes) hanno fatto allusioni polemiche generali verso chi ha apprezzato il film di Malick. Questo è il casus belli che vi consente ora di passare per vittime, secondo il principio "hanno iniziato loro, non noi" (atteggiamento che riterrei più appropriato se si indossasse un grembiulino e si giocasse a biglie nel cortile di un asilo, ma sorvoliamo). 2) In risposta è stata pubblicata una playlist contro TUTTI gli utenti che hanno scritto opinioni negative, usando toni gratuitamente derisori ("Evita di esclamare ‘che palle’, ma non vedeva l’ora che finisse", "Piagnucola che ‘da Malick proprio non me lo sarei aspettata’") anche in assenza del benché minimo spunto polemico da parte loro: costoro si sono basati sulle proprie impressioni personali (orrore!), mentre avrebbero dovuto "smontare la grammatica e la sintassi di un film" (come se tutti ne fossero capaci, e come se non esistessero film tecnicamente perfetti e ideologicamente inaccettabili). 3) Questa playlist è l'atto di prevaricazione di una maggioranza nei confronti di una minoranza: i numeri che ho fornito lo dicono chiaramente, inutile ricamarci intorno, e nel frattempo si sono ulteriormente sbilanciati pro Malick. In conseguenza di essa un'utente si è cancellata dal sito, sentendosi offesa (mi verrebbe in mente al proposito un'espressione come "pulizia etnica", ma se già vi turbano "mettere alla berlina" e "liste di proscrizione" lasciamo perdere). Se tutto ciò per voi è normale, non invidio chi vi sta intorno.

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  • 6 giugno 2011, 19:52 di Snaporaz68

    Si Jonas adesso fai così chiama Amnesty International e fonda il comitato vittime di Marcello Del Campo....ahahhah sentirti parlare di prevaricazione mi fa davvero morire dal ridere. Spero davvero sia la rabbia ad accecarti perchè a questo punto è evidente che sei in malafede e probabilmente hai anche dei pericolosi fili che muovono i tuoi pensieri. Altro che intelligenza qui parliamo addiritura di pulizia etnica! Ti devi solo vergognare di quello che dici. E spero di non incrociarti mai più in questo sito. Passo e chiudo

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  • 6 giugno 2011, 22:35 di Marcello del Campo

    @Jonas, forse non tutti sono capaci di 'smontare la grammatica e la sintassi del film', ma mi accorgo che tu non sai neppure leggere la sintassi e la grammatica della lingua italiana. Prova a rileggere l'intro di questa play: c'è dell'ironia, è vero, ci sono delle asserzioni paradossali che investono chi è in grado solo di offrire, in luogo di un minimo di correttezza lessicale nei confronti di un'opera che è dispiaciuta, brillanti esempi di iscrittura 'bassa'. La play è nata con l'intento di tirare fuori dal vuoto carniere delle oscenità da salotto provinciale almeno uno stitico approccio di parlare comune. Nessuno dei 'chiamati in causa' ha ritenuto di fare uno sforzo, in compenso, tranne Valerio (spopola) - non avevo il minimo dubbio sulla levatura morale educata dell'uomo - ho ricevuto proposizioni ingiuriose personali molto odiose (che hanno avuto un seguito sull'opinione di bradipo e su una play infamante frutto di un odio raramente riscontrabile su un sito da parte di un utente che ha allestito una gogna nei miei confronti, per tacere dell'indeciso rimosso-non-rimosso esemplare FrederickStudio che è andato a lamentare sulla play di BobThe Heat di essere stato 'maltrattato' da due 'sedicenti critici', un po' come Berlusconi che va da Obama (il paragone è improprio, essendo improponibili in questo caso raffronti anche al ribasso). Tu che non sei stato investito dalla polemica, preso da sacro ardore, hai assunto la difesa dei supposti 'proscritti', tenendo un occhio guercio rispetto al marciume che va montando trasversalmente. Non è più luogo a discutere quando hai di fronte un testuto arnese di indecente avvocateria. Qui ringrazio Spaggy, Maghella, Bradipo, Inside Man, Alex Portman, Estonia, Glm, Ed Wood, Pazuzu, Billykwan, Dalton, Spopola e soprattutto Snaporaz e AIDES. PS. IT'S SAME OLD TALE: JONAS' WHALE.

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  • 8 giugno 2011, 09:37 di Marcello del Campo

    Ho chiuso questa play perché la 'discussione' era arrivata a un punto morto. Inoltre, le iperboliche accuse dell'utente Jonas [essere il sottoscritto il responsabile di una 'pulizia etnica'] non lasciavano, per la loro assurdità, a ulteriori commenti. UNA DOVEROSA PRECISAZIONE: HO CANCELLATO UNA PARTE DELLE MIE CONSIDERAZIONI INIZIALI PERCHE', DA UNA MIA 'INDAGINE' RISULTA ERRATA. [["a) la bocciatura per interposta antipatia personale: quando spaggy ha pubblicato in anteprima su CR quel post che è diventato enorme, subito dopo, in due riprese, un'utente, senza avere visto il film di Malick, gli ha dato due stelline e dopo tre minuti una!]]. LA FRASE SI RIFERIVA A YUME ED E' TOTALMENTE INFONDATA. NON MI RESTA CHE CHIEDERLE SCUSA.

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