
Enfasi
L’enfasi è la brutta copia della bellezza. A prima vista l'una e l'altra paiono simili. In realtà sono antitetiche.
- Jean-Pierre Jeunet “Il favoloso mondo di Amelie” è un film enfatico. Probabilmente Bresson lo avrebbe odiato: è esattamente l’opposto della sua idea di cinema. Se Bresson credeva nella sottrazione, Jeunet confida nell’accumulo. Se Bresson amava nascondere, Jeunet preferisce ostentare. La macchina da presa si accanisce sugli attori, si avvicina quando non serve, satura le immagini fino a distruggerle. Pornografia.
- Danny Boyle “The Millionaire” è un film enfatico. Lo scultore Antonio Canova si proponeva di arrivare sempre al suo fine “per la via più breve e più semplice”, poiché “quel colpo, che più retto viene, più ferisce”, senza essere “da’ vani ornamenti e distrazioni ritardato”. Boyle è tutto il contrario: il suo film manca di decisività, di nitidezza. La macchina da presa sfarfalla tra i personaggi con piglio ruffiano. Ma la pennellata è debole, incerta.
- Ang Lee “Lussuria” è un film enfatico. Provate a immaginarvi la fucilazione di un gruppo di partigiani. E’ una scena delicatissima, esige pudore e sobrietà. Ang Lee, con incredibile faccia tosta, la filma con il dolly, senza risparmiarsi nemmeno un'insopportabile musica roboante. Le scene erotiche non sono urticanti (come nei film di Di Leo) o sconvolgenti (come nei flm di Cavallone), bensì compiacciono l’occhio.
- Paolo Sorrentino “Il Divo” è un film enfatico. Sempre Bresson raccomandava di usare la musica con estrema parsimonia. Troppa musica (come in questo film) atrofizza le emozioni, spegne i contrasti, rende le immagini uguali a se stesse. Se le immagini sono uguali a se stesse, non possono interagire l’una con l’altra. D’altro canto, la musica induce piacevolezza. Ed è eccellente per nascondere il vuoto.
- François Ozon “Potiche” è un film enfatico. Ricordo che lo vidi l’anno scorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Alla fine della proiezione tutti applaudirono a parte me e una signora anziana dagli occhi intelligenti. Era Maria Perego, la creatrice di Topo Gigio. Come me, era convinta che “Potiche” fosse un collage di immagini kitsch (ricordate la scena della spiaggia con il mare scintillante?) e che il kitsch non abbia niente a che fare con la poesia. La Perego mi guardò e mi disse: “Questo è un film borghese”. Aveva ragione.
- Peter Weir “L’attimo fuggente” è un film enfatico. E d’altronde cosa c’è di più enfatico di strappare una pagina del Prichard, fare lezione fuori dall’aula o arrampicarsi sui banchi? Ma ciò non basta a fare di Keating un buon professore (o di Weir un buon regista). Specie se la sua “Setta dei poeti estinti” si riduce a dei ridicoli cenacoli con ragazzini che fumano di nascosto o si scambiano, sempre di nascosto, foto a luci rosse. Cosa c’entra tutto questo con Whitman?
Commenti
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6 giugno 2011, 10:41 di Dalton
Questa playlist è un manuale di regia. Chapeau!
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6 giugno 2011, 11:11 di Travis Bickle 1979
@Cineteca, dissenterei su alcuni punti, ma, in generale, mi trovi d'accordo. E' il Cinema che s'è imborghesito, la gente ama storie banali per vite banali, s'è perso lo smalto grintoso dei grandi western di un Tempo, oramai scomparsi se non in qualche bazzeccola di risibili imitatori dei maestri, la gente ama la ruffianeria e la carineria e poi ha sempre in bocca il sesso, nei discorsi con le amiche a far shopping, in radio e per non parlare della Tv. Perfino la Bellezza del sesso è merce, avariata, data in pasto come se avessimo svilito e b(l)andito ogni pudore, se le nostre intime emozioni siano massificate istruzioni per l'uso "damerine" ove esistono regole infrangibili. Ci propinano programmi osceni che metton in mostra le "mostruosità" dei "reietti" e la gente ride e, nel frattempo, mangia gli spaghetti con una smorfia "al pomodoro". Eastwood, nelle mani di certi critici, diventa un'iconcina senza umanità, apprezzato per una grandezza che tendono a non spiegarci mai. Che sia grande lo sappiamo, ma non credo di reputarlo grande per le stesse ragioni del gusto medio che legge di "voti" alti ai suoi film e lo incensa per sentito dire e poi via a sciropparsi un film di Bruckheimer e a scaricare musica spaccaorecchie per "trombate in allegria". Il dramma della società moderna? La psichiatria. Cosa sarebbe l'uomo senza le sue pulsioni, il suo istinto, la sua unicità, la storia della sua anima, le sue malinconie, i suoi ricordi, le cose "brutte" e quelle "belle" che ha compiuto e che compierà. Si riduce tutto a oggetto di studio, il bieco studio che pragmatizza le coscienze in un manicheismo falso, a indottrinarle di "cortesie" di facciata e a poi a ingozzarsi di schifezze, a osannare il film modaiolo per non "sfigurare" con gli altri tuoi "pari". Tutto questo, lo sai bene Cineteca, mi disgusta, e non poco.
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6 giugno 2011, 11:26 di Dalton
Ps: è parere comune che l'enfasi sia una prassi fascista ...
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6 giugno 2011, 14:21 di Charlus Jackson
che c'azzecca il fascismo con l'enfasi in ambito cinematografico? si sta parlando di un fatto estetico-stilistico, mica di oratori. la play, caro giulio, è un tantino approssimativa, ci sono troppe cose insieme, ma conosco la tua finezza culturale. enfasi è una parola generica, anche le sinfonie di mahler a tratti sono enfatiche ma volutamente, trovandovi un'ispirazione sarcastica, però su molti di questi autori hai ragione. non condivido troppo le visioni apocalittiche di cui sopra, c'è ancora molta creatività...
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6 giugno 2011, 14:28 di Charlus Jackson
comunque come va? oggi sono particolare preso bene perchè ho concluso un corto dopo che lo monto con gli amici quasi ininterrottamente da circa sabato pomeriggio, ma spero troverai moltissime conferme di quello che dico!
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6 giugno 2011, 14:54 di LIBERTADIPAROLA75
Ti dò l'utilità perchè la tua play è "curiosa quindi bellissima" (da quello che ho capito questa frase dovrebbe rispecchiare l'enfasi). Il discorso è però un pò difficile da capire subito subito al 100%. Da quello che leggo e dalle discussioni si potrebbe intendere che il grottesco quindi sarebbe una cosa enfatica. Delle varie definizioni dal "Dizionario della lingua italiana" per il termine "Enfasi" quella che più fa al caso nostro è: "Figura retorica consistente nel dare particolare rilievo espressivo ai passi salienti di un discorso o di uno scritto". Mi vengono in mente quindi i documentari che rendono poetiche le atrocità che denunciano grazie a scene e musiche suggestive (un pò come la fucilazione di LUSSURIA di Ang Lee). In questo caso viene (è appunto così è stato dai commenti letti) viene da pensare a prassi fascista. Comunque bookmarco anche la play. L'argomento mi incuriosisce molto. Ciao a tutti!!!
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6 giugno 2011, 15:42 di panflo
In fatto di enfasi i film di Lars Van Trier non scherzano... Bella play.
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6 giugno 2011, 16:59 di Mathiasparrow
pur concordando solamente in parte su nomi e film citati, nonchè per alcune affermazioni, ritengo la play un validissimo punto di partenza per affrontare la questione. Di spunti ce ne sono in abbondanza. Bentornato
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6 giugno 2011, 21:10 di Dalton
Cosa c'entrano con questa playlist le news sul corto suo e dei suoi amici, semmai. O cosa c'entra l'enfasi nelle sinfonie, mentre si parla di grammatica filmica: sarebbe come confondere un paparazzo col direttore della fotografia. L'enfasi può esserci sia nel linguaggio verbale che in quello estetico (non a caso sono due definizioni della stessa parola) e molto cinema propagandista nazi-fascista era enfatico. Ovvio, no? Lo sanno tutti (o quasi, a quanto pare). La playlist di CINETECA JOHN FRANKENHEIMER è tutt'altro che approssimativa e condivido la sua (ingiustamente definita) "visione apocalittica": è parere comune la penuria di maestri nel cinema odierno ...
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7 giugno 2011, 11:29 di glm
non l'ho capita.
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7 giugno 2011, 13:00 di steno79
Molto interessante il dibattito scaturito da questa play. Io mi trovo concorde solo su alcuni film, e almeno nel caso del Divo, dissento dalla tua opinione (ma de gustibus... si sa già in partenza). Ho notato che hai riportato alcuni passi delle teorie di Bresson, che è un regista che personalmente amo moltissimo, però sono convinto che le sue teorie si applichino perfettamente ad un tipo di cinema spiritualista come il suo (ripreso alla grande dai fratelli Dardenne), ma che non siano valide in assoluto: molti film di Visconti o la saga del Padrino sono influenzati dalla concezione "operistica" che è l'opposto della teorizzazione bressoniana, eppure sono magnifici proprio nella loro voluta enfasi di certe atmosfere: ad esempio Senso è un film perfettamente coerente con questo progetto estetico, in quel caso la magniloquenza registica è perfettamente giustificata. Invece, in senso negativo mi ha colpito l'enfasi di film come Malena di Tornatore o anche Baaria. un saluto
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7 giugno 2011, 18:35 di LAMPUR
Bellezza ed enfasi non le vedo cosi agevolmente correlabili. Citi diverse pellicole "cariche" in realtà, che appaiano anche soggettivamente belle rientra nelle regole. Quali regole mi chiedi? Le medesime per le quali non piazzi in elenco il Maestro dell'enfasi, appena sfiorato nel suo commento da Stefano: Sir Clint Eastwood.
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7 giugno 2011, 18:56 di ziacassie
di questi film ho visto il primo il secondo e l'ultimo, e solo su questi mi posso pronunciare (chiaramente con un parere personale). trovo la parola enfasi completamente sbagliata. A me piace Amelie e non mi piace solo per la storia che è una favoletta per ragazzine in fregola o per signore in menopausa (e io naturalmente non faccio parte della prima categoria). lo trovo bello per la scelta delle inquadrature e per la scelta cromatica : gialllo, rosso e verde, ripetuti all'inverosimile, nei vestiti dei personaggi, nei mobili, nelle camere, una sorta di tormentone o di scelta stilistica: persino il nano credo sia stato scelto come oggetto per i colori perchè verde col cappello rosso. Siccome ritengo quest film un bel gioco lo posso giudicare ridondante, esagerato, esondante ma enfatico no. L'enfasi accentua per sottolineare, qui si costruisce per attirare l'attenzione. The millionaire, film massacrato dai più, a me non interessa mi è piaciuto: per gli inseguimenti, per l'uso della camera in modo preciso, non enfatico. Se poi vogliamo dire che è un film paraculo, allora sì, sono d'accordo: lo è. Però è pure un film godibile, l'india vista dall'altra parte e che vince. E cosa si poteva volere di più (il romanzo, tra l'altro è un bel libro che ti arriva allo stomaco, altro che il film. Non credo si sarebbe potuto tradurre in immagini senza farlo diventare un documentario un romanzo come quello. L'attimo fuggente, è retorica americana. Giuro, lo amo. Lo guardo e dico, ma porca troia quanto è retorico, però lo guardo. Di questi tre film, però citati nella play e da me presi in considerazione, devo dire che a farla da padrone è la storia. E' la rappresentazione delle tre storie che si presta all'esondare, al paraculismo alla retorica. Con tutto questo ripeto, sono tre film che mi sono piaciuti. In genere sono in grado di capire pure che se anche una film mi piace non necessariamente debba essere considerato bello anche da me.
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7 giugno 2011, 21:22 di Charlus Jackson
le visioni apocalittiche su cui dissentivo (ma su cui ritengo molto più interessante soffermarmi) non erano solo quelle di cineteca ma anche quelle del mio grande amico travis bickle. "cosa c'entra l'enfasi nelle sinfonie, mentre si parla di grammatica filmica: sarebbe come confondere un paparazzo col direttore della fotografia" - non ho capito chi è il paparazzo e chi il direttore della fotografia, se il musicista o il cineasta. personalmente ritengo invece arte e cinema ambedue forme d'arte dunque in un ambito di FILOSOFIA ESTETICA accostabili, mentre il fascismo mi sembra una questione di costume, contenuti ideologici e linguaggio politico. comunque il punto non era se condannare o meno l'enfasi, è chiaro a tutti che è una parola con connotazione negativa, ma se quelli sopra riportati erano esempi di enfasi (o addirittura di fascismo). e siccome non si può parlare di 6 registi diversi in circa 24 righe, era inevitabilmente approssimativa (non per colpa di giulio) ma comunque interessante, come ho riconosciuto!
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7 giugno 2011, 21:27 di Charlus Jackson
le visioni apocalittiche su cui dissentivo (ma su cui ritengo molto più interessante soffermarmi) non erano solo quelle di cineteca ma anche quelle del mio grande amico travis bickle. "cosa c'entra l'enfasi nelle sinfonie, mentre si parla di grammatica filmica: sarebbe come confondere un paparazzo col direttore della fotografia" - non ho capito chi è il paparazzo e chi il direttore della fotografia, se il musicista o il cineasta. personalmente ritengo invece arte e cinema ambedue forme d'arte dunque in un ambito di FILOSOFIA ESTETICA accostabili, mentre il fascismo mi sembra una questione di costume, contenuti ideologici e linguaggio politico. comunque il punto non era se condannare o meno l'enfasi, è chiaro a tutti che è una parola con connotazione negativa, ma se quelli sopra riportati erano esempi di enfasi (o addirittura di fascismo). e siccome non si può parlare di 6 registi diversi in circa 24 righe, era inevitabilmente approssimativa (non per colpa di giulio) ma comunque interessante, come ho riconosciuto!
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7 giugno 2011, 21:27 di Travis Bickle 1979
@Lampur, per la tua affermazione su Eastwood, Cineteca ti sbranerà, preparati. Eastwood è tutto fuorché enfatico, il suo Cinema è una rasoiata nervosa, sanamente "maschia", senz'orpelli né smancerie, tesissimo, anche e, soprattutto, quand'è romantico. E, Lampur, confonde il romanticismo classico di Eastwood per "beotaggine". Ah Lampur...
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8 giugno 2011, 05:40 di Cineteca John Frankenheimer
Bonsoir. Prima di tutto un abbraccio a Dalton, TravisBickle79 e Matthiasparrow, amici di lunga data. Il punto di partenza di questa riflessione, come giustamente rileva Libertadiparola, è il significato del termine "enfasi". In linguistica, l'enfasi è una figura retorica, cioè una modalità espressiva che nulla ha a che vedere con il merito o la sostanza dei concetti espressi. Cambiando l'ordine di una frase, si può dare più enfasi (leggi "intensità") ad una parola o ad un'altra: "Ronin è un bel film" è cosa diversa dal dire "Ronin è un film bello". Ricordo a tal proposito una curiosa playlist di Dalton (questa: http://www.film.tv.it/playlist/35508/non-ho-capito-una-parola/ ) in cui la stessa frase assumeva sette significati diversi a seconda dell'enfasi data a questa o a quella parola. In senso lato, "porre l'enfasi" su qualcosa significa soffermarsi su un determinato argomento, sceglierne uno anziché un altro. L'enfasi, però, non si limita a "dare particolare rilievo espressivo ai passi salienti di un discorso o di uno scritto", cioè - come dice Ziacassie - a "sottolineare per accentuare". Essa, al di fuori dell'ambito strettamente linguistico, può indicare - leggo dalla Treccani - "gonfiezza, ampollosità, cui non corrisponde, per lo più, una effettiva forza di pensiero o un contenuto adeguatamente significativo". Ed era questo il significato che mi interessava. L'enfasi implica dunque uno squilibrio tra le componenti di un'opera: che sia voluto o non voluto, sempre di squilibrio si tratta. La definizione migliore di "enfasi" ce la dà proprio Ziacassie, che saluto. Lei ammette che Amelie "è una favoletta per ragazzine in fregola", che è "ridondante", "esagerato" ed "esondante". Ma d'altro canto lo trova "un bel gioco". Il suo segreto? "Costruire per attirare l'attenzione". The Millionaire, dice Ziacassie, è un "film paraculo", decisamente inferiore al romanzo. Tutto sommato, però, è "godibile". Quanto a L'Attimo Fuggente, Ziacassie ammette che è "retorica americana". Ciononostante lo guarda, lo apprezza e "lo ama". Beh, l'enfasi è tutto questo. L'enfasi è ridondante, esagerata, esondante, attira l'attenzione; è "paraculo", godibile, ricca di retorica e decisamente amabile. Mi rivolgo a Lampur: credi che Eastwood sia ridondante, esagerato, esondante? Io no. A me i suoi film sembrano molto asciutti. Di certo non sono fatti per attirare l'attenzione, né sono "paraculo" (conosciamo l'anticonformismo di Clint), né sono retorici. Al contrario sono netti, secchi, violenti. Come un quadro di Caillebotte.
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8 giugno 2011, 10:44 di ziacassie
Al di là del fatto che ribadisco di non concordare proprio con la parola enfasi, credo si possano vedere alcuni film "godibili" pur riconoscendogli dei limiti, ma non è l'enfasi il problema dei tre film secondo me. Se "L'enfasi (dal greco èmphasis, da empháinō, «esibisco, mostro») è una figura retorica di tipo sintattico che consiste nell'accentuare mediante una determinata costruzione una parola o una frase, in modo da sottolinearne il significato e le implicazioni", Amelie non segue questi canoni. La scelta cromatica, che secondo me è più forte che le riprese, non mette in risalto la storia, ma ne svolge una a se. In The millionaire è la storia ad andare in una direzione, e non la realizzazione scenica e filmica. Così come ne L'attimo fuggente, la retorica regge la storia. nessuna scelta enfatica nella trasposizione cinematografica, anzi direi piuttosto piatta. Quindi, gradirei per una completezza della discussione che il padrone di casa mi spiegasse meglio cosa intende con enfasi perchè "L’enfasi è la brutta copia della bellezza. A prima vista l'una e l'altra paiono simili. In realtà sono antitetiche.", mi pare proprio una frase, non enfatica, ma ad effetto sì: vale a dire, non sto dicendo nulla, ma la butto là e vedo come va... Se enfasi è una figura retorica, non necessariamente enfasi e retorica debbono avere lo stesso significato.
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8 giugno 2011, 13:02 di Dalton
Quella sul direttore e il paparazzo era una battuta (appropriata), come a voler dire che abbiamo - a dir poco - equivocato il discorso, portandolo di pali in frasche. Insomma, per dirla terra terra, l'enfasi nella musica classica (così come il cortometraggio) c'azzecca con questa play come un cavolo a merenda. Era alquanto chiaro. Poi rifugiarsi nella filosofia è una facile scappatoia, perchè io potrei dire che tutto il cinema trasmette ideologia, anche in piccoli segnali. Mussolini disse che il cinema "... è l'arma più forte! indi poscia lui e il suo amico tedesco sostennero molto produzione filmica dal ricercato taglio ENFATICO (giustappunto): si va dalle avventure aeree del remoto regime nostrano ai pomposi quanto propagandistici docufilm della Frau Leni R. Ringrazio Cineteca John Frankenheimer per la citazione della mia play e ricambio i saluti.
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8 giugno 2011, 14:16 di Charlus Jackson
ma come, enfasi non è un concetto estetico? se ne può parlare in letteratura, musica, cinema. certo, ha significati anche in ambiti diversi da quello estetico, ma che mussolini amasse il cinema, come che stalin amasse la musica, come che hitler amasse il teatro di wagner, e che poi tutti si esprimessero in modo enfatico (non nel senso estetico o artistico-letterario), mi sembra c'entrare poco, soprattutto perchè gli autori qui esaminati c'entrano poco. è un collegamento laterale, forse. cineteca introduce quella che si chiama ermeneutica. "x implica y" varia di senso per come il concetto viene espresso. tuttavia questa attribuzione variabile di senso avviene nel dialogo sulla fondazione della verità (che insomma non è contenuta nell'enunciato "x implica y", forse non è data da nulla, ma "ci si può intendere" sopra, direbbe wittgenstein). perciò sembra ci siano modi più o meno enfatici di dire "x implica y". a mio giudizio il modo "enfatico" di dirlo è quello veemente ma che non suscita emozioni: ma, per venire al contenuto della play, tutti i film qui citati sono veementi, siamo d'accordo, ma in base a cosa possiamo dire che non suscitino emozioni? forse dal dialogo. (io comunque sono d'accordo almeno per metà di essi, per capirci). qui però cadiamo nel relativismo che forse tu detesti, ma l'unico modo per non essere relativisti sta nel sostenere che il senso di una frase sia contenuto in essa indipendentemente da come viene espressa o colta.
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8 giugno 2011, 14:27 di Charlus Jackson
ma come, enfasi non è un concetto estetico? se ne può parlare in letteratura, musica, cinema. certo, ha significati anche in ambiti diversi da quello estetico, ma che mussolini amasse il cinema, come che stalin amasse la musica, come che hitler amasse il teatro di wagner, e che poi tutti si esprimessero in modo enfatico (non nel senso estetico o artistico-letterario), mi sembra c'entrare poco, soprattutto perchè gli autori qui esaminati c'entrano poco. è un collegamento laterale, forse. cineteca introduce quella che si chiama ermeneutica. "x implica y" varia di senso per come il concetto viene espresso. tuttavia questa attribuzione variabile di senso avviene nel dialogo sulla fondazione della verità (che insomma non è contenuta nell'enunciato "x implica y", forse non è data da nulla, ma "ci si può intendere" sopra, direbbe wittgenstein). perciò sembra ci siano modi più o meno enfatici di dire "x implica y". a mio giudizio il modo "enfatico" di dirlo è quello veemente ma che non suscita emozioni: ma, per venire al contenuto della play, tutti i film qui citati sono veementi, siamo d'accordo, ma in base a cosa possiamo dire che non suscitino emozioni? forse dal dialogo. (io comunque sono d'accordo almeno per metà di essi, per capirci). qui però cadiamo nel relativismo che forse tu detesti, ma l'unico modo per non essere relativisti sta nel sostenere che il senso di una frase sia contenuto in essa indipendentemente da come viene espressa o colta.
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8 giugno 2011, 16:51 di LIBERTADIPAROLA75
Ringrazio tutti per i commenti (parlo come se la play fosse mia! Ah ah ah!!!). Diciamo che vi ringrazio perchè i vostri commenti sono piacevoli da leggere. La play è molto bella e curiosa. Tra quanto sentito cito ziacassie quando parla di "frase ad effetto". Da quel che ne ho capito l'Enfasi dovrebbe essere "materiale" (uso questa parola generica essendo che poi a seconda dei casi può trattarsi di cinema, letteratura, etc...) ad effetto (e in questo caso torna anche il discorso sulla Propaganda...). Ciao a tutti! E mi raccomando...commentate commentate...
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8 giugno 2011, 21:48 di Dalton
Non ho capito un beneamato c4zz0 della tua replica (e a quanto pare non sono l'unico). "x implica y" ??? Sì, mi pare un aggrapparsi sugli specchi con arzigogolati cavilli, al solo scopo di confutarmi. In altre parole, tanto fumo e poco arrosto (o maturità). Siccome siamo scivolati nella polemica rabbiosa che a te piace tanto, chiedo venia per aver colto la tua palla al balzo - m'ha tirato in ballo lui per primo, lo sapete - ed aver contribuito a farti inzaccherare con off-topic l'interessante spazio-commenti di questa bella play. Da questo istante ogni tuo commento, buono o meschino, sarà ignorato (anche perchè ho cose più importanti a cui pensare). E che palle dover stare sempre a spiegare o replicare le mie logiche affermazioni personali.
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8 giugno 2011, 21:49 di Dalton
Non ho capito un beneamato c4zz0 della tua replica (e a quanto pare non sono l'unico). "x implica y" ??? Sì, mi pare un aggrapparsi sugli specchi con arzigogolati cavilli, al solo scopo di confutarmi. In altre parole, tanto fumo e poco arrosto (o maturità). Siccome siamo scivolati nella polemica rabbiosa che a te piace tanto, chiedo venia per aver colto la tua palla al balzo - m'ha tirato in ballo lui per primo, lo sapete - ed aver contribuito a farti inzaccherare con off-topic l'interessante spazio-commenti di questa bella play. Da questo istante ogni tuo commento, buono o meschino, sarà ignorato (anche perchè ho cose più importanti a cui pensare). E che palle dover stare sempre a spiegare o replicare le mie logiche affermazioni personali. Ho replicato giusto per seguire la moda ;-)
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8 giugno 2011, 23:35 di Charlus Jackson
ehehe non ci credo affatto che non leggerai altri miei commenti per vedere cosa rispondo. intanto ho segnalato abuso perchè non ho offeso nessuno. la mia risposta simil-filosofica continuava a essere rivolta a cineteca e agli altri, non a te (anche perchè a quanto pare troppo complessa), cui ho criticato solo il collegamento col fascismo; "x implica y" è un esempio di proposizione elementare (su cui costruire proposizioni più complesse): secondo la filosofia analitica una proposizione può essere coerente e automunita di senso, mentre secondo l'ermeneutica il senso di una proposizione si costruisce dall'interpretazione. dire che il senso di due frasi ("ronin è un bel film" o "ronin è un film bello") è diverso in base all'accentazione data a una sua componente piuttosto che a un'altra, è una posizione profondamente ermeneutica e forse relativistica (io sono pure d'accordo, ma è forse una contraddizione rispetto alle posizioni di cineteca)
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9 giugno 2011, 04:50 di LAMPUR
Entriamo nel relativismo e concordo con Charlus, del resto ruscire, ad esempio, a giudicare "asciutta" o una "rasoiata" la scena del semaforo nei Ponti di Eastwood - e scusatene l'ennesima citazione - la dice lunga sulla soggettività dei punti di vista.
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9 giugno 2011, 11:27 di VeniceKrystel
Lampur al posto di Clint si sarebbe strappato le vesti e possibilmente anche i capelli...altro che 'asciuttezza'... ;)
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9 giugno 2011, 19:32 di LAMPUR
Lampur recita enfatico, questo si, ma è poliedrico e dissimula, rubando la scena anche nei controscena... il prossimo anno vi invito tutti và... ;)
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10 giugno 2011, 01:21 di Cineteca John Frankenheimer
Lampur, ti sfido a duello: chi sono i sei registi più "enfatici" della storia del cinema? Proponimi sei nomi con sei motivazioni. La provocazione è estesa a Ziacassie e a chi, giocosamente, ci sta.
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10 giugno 2011, 12:24 di ziacassie
fai come se avessi accettato, e ti ringrazio per il rimpallo. ma se ad altri le sfide scatenano il meglio a me deprimono... senza contare che sei veramente per me sono stroppo... ti prometto di pensarci (senza troppo sforzo) e se si faranno avanti sei film picchiandomi sulla spalla e dicendomi "siamo noi, i sei più enfatici" tornerò a riparlarne. ps. parlando a casa di questa play e dell'enfasi, ho dovuto scontrarmi con un'altra visione: con chi l'enfasi la ritiene un valore aggiunto qualora usata con proprietà Ecco, cosa farò, i sei film più enfatici me li farò suggerire...
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10 giugno 2011, 16:57 di Dalton
Tarapìa tapiòco! Prematurata la supercazzola, o scherziamo? No, mi permetta. No, io... scusi, noi siamo in quattro. Come se fosse Charlus Jackson anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribài con cofandina? Come antifurto, per esempio. No, aspetti, mi porga l'indice; ecco lo alzi così... guardi, guardi, guardi. Lo vede il dito? Lo vede che stuzzica? Che prematura anche? Ma allora io le potrei dire, anche con il rispetto per l'autorità, che anche soltanto le due cose come vice-sindaco, capisce? No, no, no, attenzione! Noo! Pàstene soppaltate secondo l'articolo 12, abbia pazienza, sennò posterdati, per due, anche un pochino Charlus Jackson in prefettura... ..senza contare che la supercazzola prematurata ha perso i contatti col tarapìa tapiòco ... Charlus Jackson, come se fosse Charlus Jackson, anche per il direttore, la supercazzola con scappellamento. A destra, per due.
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10 giugno 2011, 16:58 di Dalton
Ragion per cui, io discordo dal relativismo di Lampur sui Ponti di Madison County. Insieme ad Antani. ;-)
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11 giugno 2011, 10:11 di spopola
... immagino che l'mportanza di questa play sia evidente a tutti: comunque la si pensi, qui si "parla" di nuovo di cinema, ci si confronta su cose che hanno in ogni caso attinenza e corrisondenza reale con il cinema. Osservato magari da differenti "punti di vista" sempre importanti per un dibattito e un "pacifico" confronto delle idee. Voglio dire alla fine che qui "si respira meglio " che in altre zone play e questo è salutare e propedeutico: intendo in fondo dire che le play sono state previste "soprattutto per questo"... dovremmi senpre tenerlo presente (credo).
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8 agosto 2011, 17:54 di Totororesurrection
A leggere questa roba c'è da sentirsi stupidi (e giudicati), Amelie è uno dei miei film preferiti insieme a C'era una volta il West, per dire. Questi dialoghi da intellettuali italiani mi fanno venire un gran mal di testa, mai che si valuti l'aspetto tecnico di un film, le capacità degli attori, la creatività della scenggiatura. Si deve sempre assistere a queste filippiche sull'etica, estetica, la semiotica, la semantica, ma Gesù Cristo ma che palle! Ma che grandissima rottura di palle! Che poi i registi manco ci pensano a sta roba, loro hanno un'idea, fanno un film, e poi si ritrovano a leggere che hanno fatto un film porno (Nella playlist si bolla come pornografico Amelie). Ma chi siete, i papisti di fine ottocento? Vite banali, storie banali...Io sto in Cina da 5 hanni e ne ho 26, condivido un appartamento con 2 russe e una uzbeka, ballo la salsa, parlo 4 lingue (tra cui il cinese e ovviamente ADORO ANG LEE!) e per vivere organizzo concerti di musica classica, (l'anno scorso ho avuto l'onore di conoscere di persona Morricone per dire). FYI sono autonomo al 100%. Si ho una vita banalissima, come la casalinga di Voghera, idem. Vi chiedete perchè l'Italia non si muova, io e la mia banalità presumiamo da tempo che non sia solo colpa di Berlusconi (che mi dispiace per i detrattori ma no, non ho mai votato anche perchè secondo lui vivo in un paese pieno di comunisti). Sono un appassionato di cinema e penso che Amelie, così come Il Divo siano due ottimi film, e vorrei avere il diritto di esprimere la mia opinione senza già sapere che c'è chi pensa che solo per questo sono un cretino cresciuto a pane e Maria De Filippi. Thanks!
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9 agosto 2011, 00:16 di LIBERTADIPAROLA75
Dipende da come si vede la cosa caro Totororesurrection! Per me l'enfasi non è un termine dispregiativo anzi è bellissimo (molti documentari qui tanto odiati sono da me adorati per motivi enfatici). Comunque se condividi l'appartamento con 2 russe e una uzbeka hai tutta la mia invidia e devo dire che hai una vita proprio enfatica. Pure io dico che se le cose vanno male in Italia non è solo colpa di Berlusconi anzi purtroppo lui rappresenta l'italiano medio e qualunquista (cioè pressapoco il 90% della popolazione, comunisti compresi!!!) quindi la maggior parte degli italiani se lo merita (mi dispiace per i precari però!!!). Hai una vita bella ed enfatica, tutt'altro che banale. Hai tutta la mia ammirazione a parte una pecca (nessuno è perfetto!!!): Maria De Filippi proprio non la sopporto!!! Ma se tu sei cresciuto seguendo i suoi programmi sono affari tuoi e noi dobbiamo rispettare la cosa!!! Ciao!!!
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9 agosto 2011, 17:06 di Totororesurrection
No no niente Maria De Filippi per carità, era per dire...
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9 agosto 2011, 22:24 di LIBERTADIPAROLA75
Ah! Capito il discorso! Ciao!!!
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