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09/06/2011 h. 18.52 Film: Playlist libera
Enfio o enfatico, enfiatico o elefantismo

Enfio o enfatico, enfiatico o elefantismo

Cineteca John Frankenheimer, l'altro Giorno ha scritto una mirabile e lodevole play che ha ingenerato un dibattito "a scena aperta", aprendo, fra l'altro, dei contenziosi e piccole scaramucce o diatribe intestine, oseremo dire interne.
Più avanti, l'ho già preparato, ma coglierò l'attimo nella sua propizia maturità, scriverò un vero e proprio post sull'enfasi.
Cineteca è uomo talmente raffinato che avrà apprezzato, certamente, il mio commento a piè delle sue considerazioni, che, fra l'altro, son state "refutate" in refuso, divenendo da "apodittiche" ad "apocalittiche". Eh eh, colto in flagrante l'autore del "peccatuccio", veniale se non fosse stato iterato quasi allo sfinimento dal medesimo. Ma sa che lo perdono, porgendogli la mia saggia guancia ove potrà riposar a mo' di guanciale, "aspergendo" i suoi occhi affamati di scibile potrà esperire consigli letterari a iosa, osando, semmai, di più di filosofeggianti "istruzioni" scolastiche, tanto plaudibili quanto, effettivamente, di poco effetto. Alla visione cerebrale di un film bisogna sempre accordargli l'affetto, e l'affettività è dono connaturato all'amore per il Cinema che nasce "in fasce" e non confonde il fascismo per prassi enfatica e viceversa. E qui mi rivolgo a qualcun altro.
Ma, tornando a Cineteca, ribadisco, persona troppo colta e non solo in ambito cinematografico da "semplice" cinefilo, che, state tranquilli, non mi rimprovererà certo se lo contesterò in alcuni punti su cui dissentiamo. Credo che il confronto e la "discussione", quando pacifica e appurata dai nostri buon gusti, sia un incentivo che stimola ma, soprattutto, ci rallegra di concederci ai pareri altrui, quindi anche alle tante anime, ognuna nel riverberio alle volte sentenzioso che travisa, ostinato, il romanticismo di Eastwood per enfaticità, e negli occhi del suo irremovibile spettatore assume le sembianze deformi di una melensa idiozia "elefantistica".
Cineteca criticava l'enfasi di certi registi, intendendo, forse, che il loro Cinema foss'anche enfio, nel senso di "malvagio", vituperabile ai livelli di sciocche pornografie perché minato da un'"arredamento" quasi "volgare", così biecamente opportunista a solleticar una medietà conformista che se ne aggrada, o, forse solo a cui conformarsi per piacere.

Ripeto, darò maggior spazio all'enfasi in altra sede, posso solo anticipare che la Bellezza, a volte, a differenza di quanto asserito da Cineteca, per il quale, naturalmente, nutro immane stima immutabile, non è sempre spartita dall'enfasi, come se la Bellezza fosse un valore sacro che non può ornamentarsi di una "retorica" o figura che se n'"incarna" che per sua stessa "concezione" non può abbellirla ma, in qualche modo, deturparla.

L'attimo fuggente è retorica che non sfugge ma acchiappa, e "La Setta dei Poeti Estinti" è l'adolescenza che pende dalle labbra di una ragazza nuda che, a sua volta, avrà fantasie "baby-doll".
Danny Boyle è "schizofrenico" ed esonda ma non è ridondante. Forse, concordo per The Millionaire, mainstream al servizio della ruffianeria, ma Boyle ama sorprender, anche troppo, se stesso, e osa. Spesso, esagerando.

Firmato il Genius
(Stefano Falotico)

  1. Dvd non disponibileBlu-RayUmd non disponibile Apocalypse Now (1979) Coppola: "La Cavalcata delle Valchirie" è splendida enfasi che qui acquisisce Natura e tonalità quasi metafisiche.
    Marlon Brando è, titanicamente, enfatico, quindi inarrivabile.
    Capolavoro.
  2. Dvd non disponibileBlu-RayUmd non disponibile Nemico pubblico - Public Enemies (2009) Michael Mann ama così tanto l'Amore da "eccederlo" e dilatarlo, lo corrobora di picchi talmente sobri che potrebbe esser scambiato per un romanzetto Harmony, ma è sublime enfasi di abbracci "a morirsi" nell'impeto della vita.
    Capolavoro.
  3. L'anno del dragone (1985) Cimino opera quasi di poesia "liturgica" e invisibile, qui il sesso è sempre fuori di scena, il sesso perfino violentato e la violenza che non è necessario mostrare. Magnifica opera viscerale che si "pattuisce" con l'estetica migliore di Dino De Laurentiis (che tante volte non c'ha preso ma qui sì), (im)puro Cinema enfatico di un noir a Chinatown. Domandate in giro chi è Stanley White, Mickey Rourke si presenta così alla "Tv". Se non è enfasi questa? Capolavoro.
SI

Commenti

  • 10 giugno 2011, 14:45 di Travis Bickle 1979

    Voglio rassicurare chiunque "tirato in ballo" in questa play che le mie punzecchiature son bonarie. Mi stupirebbe se l'intelligenza degli utenti che si son sentiti chiamati "in causa" fraintendesse lo spirito un po' burlone della medesima. Grazie, il Bickle-Genius.

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