L'importanza degli oggetti nei film di Hitchcock
Questa playlist trae parziale ispirazione da un articolo, "Il gioco degli sguardi, costante hitchcockiana" di Giancarlo Beltrame, pubblicato sul sito hitchcockmania.it dedicato appunto al regista inglese. Leggendolo, infatti, mi sono tornati alla mente altri articoli e saggi dedicati ad Hitchcock nei quali veniva messo in risalto il ruolo centrale rivestito da alcuni oggetti in molte delle scene clou dei suoi film. Oggetti apparentemente comuni che, calati nel contesto del racconto, assumono un'importanza cruciale. L'idea di farne una playlist è venuta subito dopo. Richiami ad altri film, anche di altri registi, sono ovviamente benvenuti!
- Blackmail (1929) Coltello. La protagonista del film, Alice, usa un coltello per uccidere l'uomo che stava tentando di violentarla. Il giorno successivo, com'è ovvio, si sente stranita, confusa. A colazione, l'unica parola che risuona chiaramente alle sue orecchie è "Coltello". Finché il padre, al culmine del climax, le chiede di passargli il coltello per affettare il pane.
- Io ti salverò (1945) Pistola. In questo caso, l'importanza dell'oggetto sta tutta nell'impatto visivo. La mano gigante del dottor Murchison che impugna un'enorme pistola dimostra ancora una volta che nei film di Hitchcock niente è mai casuale o gratuito. Ogni movimento di macchina o, per così dire, "effetto speciale" è giustificato dalla reazione che il regista vuole suscitare nel pubblico, anche attraverso un oggetto inanimato.
- Notorious - L'amante perduta (1946) Chiave. La scena è probabilmente la più famosa del film: con un dolly, Hitchcock ci mostra dapprima la sala da ballo nella quale è in pieno svolgimento un ricevimento. Poi, lentamente, si sposta sulla figura intera di Ingrid Bergman. Si avvicina sempre più, fino a mostrare la sua mano e ciò che stringe: la chiave che consentirà a lei e a Cary Grant di entrare nella misteriosa cantina del marito dov'è custodito l'uranio. A mano a mano che la macchina da presa si avvicina alla chiave si avverte una crescente tensione che culmina proprio con la vista della chiave. Per questo film, si potrebbe citare anche la tazzina con il caffè avvelenato che non fa altro che confermare i dubbi che Ingrid Bergman già nutriva circa il complotto ordito alle sue spalle.
- Delitto per delitto - L'altro uomo (1951) Occhiali. Come rimarcato dall'autore dell'articolo citato in premessa, spesso in Hitchcock vi è una sorta di equivalenza fra la distorsione della visione e la distorsione morale o sessuale di uno dei protagonisti dei film. Non a caso, in questo film l'omicidio della moglie di Guy viene mostrato attraverso un riflesso sugli occhiali della donna caduti a terra. Altro oggetto importante nel film è l'accendino, che se ritrovato nel luogo del delitto smaschererebbe il colpevole.
- Delitto perfetto (1954) Forbici. È l'arma del delitto, quella con cui Grace Kelly uccide il suo aggressore, complice del marito. Ma è anche l'oggetto attorno al quale ruota una delle scene più forti del film: la mano della donna protesa verso il pubblico, una richiesta d'aiuto amplificata dall'effetto 3D (che evidentemente non è invenzione dell'uomo moderno!). Parlando di questo film, Hitchcock era solito dire: "Le forbici sono il modo migliore". Il riferimento non era solo all'atto di compiere un omicidio, ma anche al modo di renderlo sullo schermo: un buon montaggio, spesso, vale più di qualunque altra soluzione...
- La finestra sul cortile (1954) Macchina fotografica. La macchina fotografica e i relativi accessori rappresentano il vero motore dell'azione. Essi, infatti, consentono alla storia di nascere - se James Stewart non avesse spiato i vicini non avrebbe mai sospettato l'omicidio - e di concludersi, con i flash ripetuti che, abbagliando l'assassino, permettono a James Stewart di salvare la pelle.
- Psyco (1960) Doccia. Riconosco che, rispetto agli altri film che ho citato, la doccia non sia propriamente un oggetto. Quello che però mi ha colpito è l'importanza che ogni elemento della doccia ha nella scena dell'omicidio di Marion Crane. Innanzitutto l'acqua che esce dalla doccia e scorre placidamente, ridando forza a Marion dopo la fuga dalla città. Poi, la tendina della doccia, attraverso la quale vediamo una sagoma, dapprima sfumata, poi dai contorni sempre più definiti, avvicinarsi alla donna brandendo quello che in seguito scopriremo essere un coltello. Poi lo scarico della doccia, con il vorticare frenetico dell'acqua che via via si scurisce per la presenza del sangue. Ed infine i tre elementi insieme: l'acqua che continua ad uscire indifferente dalla doccia, la tendina strappata dalla mano di Marion alla ricerca di un ultimo appiglio che possa salvarla, e poi ancora lo scarico con i piedi inermi della morta poco distanti.
Commenti
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12 giugno 2011, 12:25 di eugenio27
In Psycho l'oggetto che muove la storia, quello che Hitch chiama "mac guffin", è la busta con i soldi. In questo momento mi viene in mente anche la cassaforte in "Marnie". Sotto certi aspetti anche la bibbia nel "Club dei 39". Ma mi fermo qua perchè i film di Hitchcock ne sono pieni. Ciao!
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12 giugno 2011, 13:25 di Scotty
Il McGuffin è più l'espediente narrativo, cioè qualcosa di estremamente importante per i personaggi, ma di scarso interesse per gli spettatori (l'uranio in "Notorious", la formula segreta ne "Il club dei 39", i piani e le formule ne "Il Sipario Strappato", ecc.). Io qui mi riferivo più agli oggetti in senso fisico, come appunto la cassaforte in "Marnie", che hai giustamente citato. Ciao
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12 giugno 2011, 13:32 di maghella
Bravo scotty ;D e io ci aggiungo ne "Il sospetto" il bicchiere di latte =D
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12 giugno 2011, 13:34 di maghella
...e ne "Nodo alla gola" ovviamente la corda, che oscilla, che passa da una mano all'altra, che serve per legare i libri, che scompare nelle tasche...non esce mai di scena, come i protagonisti =D
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12 giugno 2011, 13:35 di BobtheHeat
Sei talmente preparato su Htch che potresti scrivere un saggio. Bravissimo !
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12 giugno 2011, 14:48 di panflo
In "Intrigo internazionale" l'inquietante presenza dell'areo , dei suoi volteggi, delle cariche contro l'uomo inerme ; Duel di Spielberg è nato lì....Bella play. Ciao.
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12 giugno 2011, 14:52 di eugenio27
Hai dato la giusta spiegazione del mac guffin, che non è detto non possa coincidere con un oggetto fisico e importante nella storia. Comunque pensiamo ad altri film... il rasoio in "vestito per uccidere" di De Palma!
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12 giugno 2011, 15:08 di dedo
Bella ed interessante play. Complimenti
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12 giugno 2011, 15:15 di silvia25
complimenti per la play Scotty! aggiungo i gioielli della madre di Francis di CACCIA AL LADRO..
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12 giugno 2011, 16:01 di chribio1
interessante play.
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12 giugno 2011, 18:04 di FABIO1971
Io invece cito due parodie: la sequenza con il telefono gigante in "Top Secret!" e quella della doccia, con il pugnale sostituito da un giornale, in "Alta tensione" di Mel Brooks. Ciao!!
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12 giugno 2011, 18:30 di forzasette
IL PIANOFORTE IN "L'UOMO CHE SAPEVA TROPPO"
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12 giugno 2011, 18:55 di Scotty
Sono felice che la play vi sia piaciuta! @maghella: il bicchiere di latte ne "Il sospetto" è un altro colpo di genio di Hitchcock. Su "Nodo alla gola" ci avevo fatto anch'io un pensiero, anche se avrei inserito come oggetto la cassapanca che contiene il cadavere e attorno alla quale viene organizzato una sorta di "banchetto funebre". @BobtheHeat: non so se sarei in grado di farlo, ma di certo raccoglierei la sfida! @Panflo: non posso che condividere. La scena dell'aereo è una di quelle che, come si suol dire in questi casi, da sola vale il prezzo del biglietto! @Silvia25: i gioielli mi erano venuti in mente anche per un altro film: "La donna che visse due volte". Madeleine indossa i gioielli un tempo appartenuti a Carlotta Valdez, arrivando così ad indentificarsi totalmente in lei - o almeno così crede Scottie - ed è poi grazie ai gioielli che Scottie scopre l'inganno di cui è caduto vittima. @forzasette: certamente il pianoforte, ma anche i piatti che danno il via all'assassino. @dedo, chribio 1: semplicemente grazie!
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12 giugno 2011, 19:24 di silvia25
è vero! in particolare la collana la collo di Carlotta e lo chignon ai capelli di Madeleine bionda.. ;) ciao.. spero sia commentata da molti!!:)
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12 giugno 2011, 23:15 di fratellicapone
belle osservazioni sugli oggetti. Da ricordare la grandezza del regista anche nei documentari che realizzò nei campi di sterminio tedeschi dopo la liberazioni. Gli oggetti come testimoni muti di assenze. Di tutti quelli sterminati. Ricordo una catasta di occhiali che il regista fece disporre in quel modo per rendere la testimonianza dell'enormità di quello che era successo. Non ricordo dove l'ho vista ma ne sono certo.
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