Quando compresi che, come tutti, sarei stato instradato all'idiozia, mi diedi alla "balestra", alla mia palestra, alla "follia" senza folla e alla pazza gioia...
...e, gironzolando, scalzo, nella mia danza del ventre delle mie tante menti, non "saltai in padella".
Sì, a una certà età, il Mondo (non) si svela, burroughsianamente, nella sua nudità, e c'è sempre qualcuno che, "in linea di massima", per non ammassarsi e non ammansirsi, decide consapevolmente d'astenersene, d'anestetizzarlo, di sterilizzare le plasticità, e, semmai, per non "raffreddarsi", "starnutire".
Poiché io non v'annuisco, non lo deglutisco, non lo "fegatizzo", ma lo "traumatizzo" ancora di più.
Molti psichiatri vollero venirne a capo, anzi, "venirmi in testa", perché, (s)venendogli svenandomi, credevano sarei rinvenuto.
Se i freudiani erano "preoccupati" delle mie scarse propensioni verso il sesso, io li presi a sassate, elargendo una promiscua, indecriptabile faccia fra il profetico dai teoremi imponderabili, ponderarLo benissimo, e un vago torpore ad alluparli come Don Juan De Marco. Eccitando e divelvendo la zona cerebrale dei loro orgasmi sempre accordati ai "logaritmi" e a un "depressivo" ritmo che io giudico, a ragion (non) veduta, poco incline al vero progresso. Mi annodai nei loro recessi e scovai la zona sensuale dei loro ormoni poco armoniosi, ma avvinghiati, legati alle moine, alle "birichinate", alle "epidermiche" fratellanze.
"Di tutto petto", in fronte al Sole, replicai che amo molto (com)piacermi come Sean Penn con la sua nuova "fiamma", che, forse sarà solo "ossidrica". E anche un po' ossidante, pedante o solo da "pedalarci" un po'.
Questo Sean Penn tonico, sbarbato in ogni dove che non ha bisogno di barbiturici, a torso nudo come Tarzan, con in una mano le ciabatte da mare, e nell'altra, per dirla alla Benigni, una gran sgnacchera, una patonza levigatissima per "abbronzarsi" nella sua "crema".
Questo Sean Penn tosto che non va per il sottile, che fa d'un sol suo boccone gli ominicchi formato-sottiletta, che va "in giuggiole" per queste Donne formose, asciutte, calve o rigogliose, affamate o denutrite, del Biafra o dall'anima alla Mia Africa. Queste Donne franche, svizzere o morbide come il Lindt, Donne linde o "sporche", con la sporta della spesa o sportive, lagnose o setose, ammalianti o perturbanti.
Contro tutti questi qua che si "medicano" con gli psicofarmaci, che son diventati rintronati, stonati o "intonacati", che amano la Formula Uno senza aver mai assaporato la vera gomma, il chewing-gum del loro Cuore.
Questi uomini spenti, macilenti, untori e cattivi seduttori, questi "dottori", evviva il nostro "motore!".
E io, selvaggiamente, potrei essere Emile Hirsch ma "bisciando" di qua e di là per non cader nella brace, ma nelle sue brame, in una trama della vita che disegno ogni Giorno, essendo architetto del mio amore, leviatano casinaro e Sam Rothstein di Casinò, che l'ha buttata in vacca, anzi s'è dato ai cavalli. Meglio se, "sulla sella", al femminile.
Firmato il Genius
(Stefano Falotico)
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