Casablanca è un classico del cinema, ma è anche un capolavoro?
Casablanca di Michael Curtiz è uno dei film più amati e conosciuti della storia del cinema, ha ricevuto moltissimi omaggi cinefili e nel corso dei decenni è divenuto sinonimo di "cult-movie", film di culto adorato da generazioni differenti e continuamente riproposto sugli schermi cinematografici e televisivi. I personaggi di Humphrey Bogart e Ingrid Bergman sono divenuti archetipi della memoria collettiva cinematografica, e molte battute del film sono divenute famosissime (su tutte, "Play it again Sam"). In virtù di questo successo fenomenale e mai smentito, una parte della critica odierna tende a considerare il film eccezionale anche dal punto di vista artistico e ad includerlo fra i capolavori assoluti della storia del cinema. Tuttavia, non si può dire che ci sia l'unanimità a tale proposito...
Leggendo la scheda di Casablanca contenuta nel Dizionario Mereghetti, mi aveva molto colpito la seguente frase di Umberto Eco: "Quando gli archetipi irrompono senza decenza, si raggiungono profondità Omeriche. Due cliché fanno ridere, cento commuovono". Questa frase mi aveva erroneamente fatto credere che Eco avesse apprezzato il film; in realtà il suo giudizio sul film è molto severo e piuttosto limitativo, ed è espresso in un saggio dal titolo "Casablanca, or, the Cliches Are Having a Ball", tratto dal volume Signs of Life in the U.S.A.: Readings on Popular Culture for Writers, Sonia Maasik and Jack Solomon editori (Boston: Bedford Books, 1994) pp.260- 264.
Riporto alcuni brani, da me liberamente tradotti:
"Quando i cinquantenni si siedono comodamente davanti ai loro televisori per una nuova visione di Casablanca, si tratta di un'ordinaria questione nostalgica. Tuttavia, quando il film viene mostrato nelle università Americane, gli studenti accolgono con ovazioni da stadio ogni scena e ogni battuta canonica di dialogo ("Fermate i soliti sospetti", "Era il cannone, o è il mio cuore che batte?", o anche ogni volta che Bogart dice "bambina"). E ho visto il pubblico giovane in un cinema italiano d'essai reagire allo stesso modo. Allora, qual'è il fascino di Casablanca?
La questione è legittima, poichè dal punto di vista estetico (o secondo ogni parametro critico standard) Casablanca è un film assai mediocre. E'un fumetto, un minestrone confuso, con poca credibilità psicologica e poca coerenza nei suoi effetti drammatici. E conosciamo la ragione: il film fu realizzato mentre procedevano le riprese, e solo all'ultimo momento il regista e gli sceneggiatori decisero che Ilse doveva partire con Victor e non con Rick. Così, tutti quei momenti di regia ispirata che strappano l'applauso per la loro originalità, rappresentano in realtà decisioni prese quasi per disperazione. Allora cosa spiega il successo di questo incidente a catena, un film che perfino al giorno d'oggi, visto per la seconda o terza volta strappa l'applauso riservato a certe arie operistiche che amiamo ascoltare ripetutamente, o l'entusiasmo che riserviamo a una scoperta eccitante? C'è un cast formidabile. Ma non è abbastanza.
Qui ci sono gli innamorati romantici- lui cinico, lei tenera- ma entrambi sono stati sfruttati in modo migliore. E Casablanca non è Ombre rosse, un altro film che si rivede periodicamente. Ombre rosse è un capolavoro in ogni aspetto: ogni elemento è al posto giusto, i personaggi restano sempre consistenti, e la trama deriva da Maupassant. E allora? (...)
A un livello minore, la stessa cosa è accaduta a Casablanca. Costretti a improvvisare una trama, gli autori hanno mischiato un pò di tutto, e tutto derivava da un repertorio testato e provato. Quando le scelte già sperimentate sono limitate, il risultato è un film trito, prodotto per la massa, o semplicemente il kitsch".
Personalmente, non concordo in linea generale con Eco perchè trovo nel film una magia cinematografica che trascende le limitazioni a cui si riferisce, data da un cast formidabile (Bogart, Bergman e Claude Rains sono nei loro ruoli migliori, certamente meritevoli di un Oscar) e da una sceneggiatura piena di battute memorabili e di personaggi coloriti ed efficaci. La regia di Curtiz non è paragonabile a quelle di grandi autori come Welles o Ford, è solida, molto lineare ma senza lo straordinario lavoro sull'immagine dei veri maestri del cinema, ed è questo che impedisce a Casablanca di raggiungere lo status di capolavoro. Sarei molto curioso di avere anche i vostri pareri sul film, che credo conosciate un pò tutti, e sulla sua consistenza artistica.
Commenti
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7 luglio 2011, 19:04 di panflo
Io penso che Casablanca essendo uscito in Europa nell'immediato dopoguerra colpì in maniera particolare l'immaginario degli spettatori di allora, anche se di per sè non è proprio un opera d'arte : 1) non si era abituati ancora al "verismo" e al nuovo modo di dialogare delle produzioni americane degli anni '40, vietate dai regimi e rimasero felicemente stupiti 2) lo spettatore europeo vede per la prima volta un film che denunzia apertamente il nazismo e se ne compiace , commuovendosi fortemente alla scena della Marsigliese cantata dai profughi (è una scena quella che, a parte tutto, ancora oggi commuove) 3) Il finale è controcorrente rispetto a tutti i film dell'epoca e quindi rimane nella mente. Ricordo che mio padre e mia madre ne furono entusiasti anche per la recitazione da duro di Bogart che in effetti creò un "cliché" . Gli spettatori di allora crearono lo zoccolo duro su cui venne costruito il mito "Casablanca" e di fronte al "furor di popolo" i critici seguirono l'onda. Ciao, bella play.
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7 luglio 2011, 19:15 di steno79
Grazie mille panflo, condivido tutto quello che dici ciao
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7 luglio 2011, 19:57 di silvia25
a mio parere Casablanca è si un gran film, ma non un capolavoro. la struttura narrativa non è eccessivamente complessa e la storia d'amore tra la Bergman e Bogart, scontata. A volte non è detto che i classici debbano essere capolavor, nonostante il loro successo di pubblico. Speso anche piccol film di serie b possono essere considerati capolavori. Ad esempio io considero un capolavoro IL CORRIDOIO DELLA PAURA di Fuller o IL BACIO DELLA PANTERA di Tourneur. Ciao!
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7 luglio 2011, 20:08 di jonas
La risposta l'ho data con la mia recensione a 5 stelle (una delle prime che ho scritto). Casablanca è un capolavoro senza se e senza ma, nel senso che ha tutti gli ingredienti per funzionare alla perfezione: lamentarsi della loro banalità, senza guardare l'effetto d'insieme, significa solo essere snob.
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8 luglio 2011, 04:36 di spopola
..difficile giudicare "serenamente" e "definitivamente" un film come CASABLANCA che è entrato con prepotenza a far parte dell'immaginario collettivo. Però a mp avvisp è più un "OGGETTO DI CULTO" strarodinario e indimenticabile che rimane impresso nella memoria al di là dei sui valori artistici (se lo guardassimo semplicemente da quest'ottica, ci sarebbero forsetroppe cose da dire, ma avrebbero importanza?. Giorgio Gosetti ha scritto sintetizzando, su un vecchio dizionario degli Editori Riuniti ormai in disuso e curato da Fernaldo di Giammatteo: "Premio Oscar 1942, il famosissimo Casablanca appartiene al filone dei film di propaganda arricchito dal gusto degli ambienti esotici e soprattutto dagli apporti culturali di un'équipe guidata da Curtiz ma composta in gran parte da mitteleuropei. Ogni personaggio è, quasi realisticamente, dell'origine giusta: Rains è francese, Veidt tedesco, triestino emigrato a Vienna Henreid, ecc. Tutto il dramma si sostiene al mito del "duro" Bogart dal fondo ambiguo e dall'inaspettata, passionale abnegazione, e alla bellezza limpida e commovente di Ingrid Bergman. La canzone "As Time Goes By" sigla il primo incontro di Ilsa e Rick e il loro primo ritrovarsi notturno nel locale di lui; in un altro momento risuona invece epica la "Marsigliese", cantata dai presenti, guidati da Rick, contro i nazisti. E' un cult movie per affezionati (e non solo) ma a larga base di popolarità". E' una sintesi che condivido: se si analizza "cirticamente" ci si trova proprio tutto quell'accumolo di cose evidenziate da Eco e non solo, ed è certamente "affascinante" ma tutt'altro che perfetto... se si guarda col cuore però è struggente, appassionante, STRAORDINARIO e sale immediatamente al vertice delle emozioni che produce. E allora che importanza ha tutto il resto? Casablanca è Casablanca e basta.
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8 luglio 2011, 19:05 di angelina
Caro Steno,io condivido pienamente il commento di Valerio. "Casablanca" è ormai nell'immaginario collettivo,è un "oggetto di culto" ,è un archetipo. Personalmente amo molto questo film,perchè,proprio come spiega bene Valerio "è appassionante e straordinario".Anche per me "Casablanca è Casablanca" e basta. Complimenti per la bella play,un caro saluto da Angelina
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9 luglio 2011, 14:33 di ed wood
Capolavoro sì, anche solo per come mescola i toni e i generi: noir, melo, spionaggio, bellico etc...Gli interpreti sono uno migliore dell'altro; la scena finale è uno dei momenti più alti, per forme e contenuti, della "scuola" hollywoodiana classica (pur contraddicendone, per paradosso, le convenzioni). Film asciutto, stringato, ma capace di accogliere dentro di sè digressioni di grande intensità emotiva. Curtiz non era nè Ford nè Hawks nè Huston nè Welles, ma aveva una gusto registico non comune: basta vedere un cappa-e-spada proverbiale come Captain Blood per rimanere affascinati dalle sue invenzioni (prima di Mamoulian e di altri "esteti" del cinema avventuroso). E poi non dimentichiamoci di una cosa: nel 1942, negli USA, nonostante il clamore suscitato dall'esordio di Welles l'anno prima, non c'era ancora in concetto di "cinema d'autore". Ford, ad esempio, sarebbe diventato "autore" solamente per effetto della revisione operata dai critici francesi negli anni 50...Prima di tutto questo, specialmente nel cinema americano, non c'erano "autori" come li avremmo intesi successivamente: c'era il cinema, ed era un lavoro di squadra...il famoso "cinema d'equipe", in cui ogni elemento (non solo la regia), concorreva a fare la qualità dell'opera...E Casablanca è un capolavoro "d'equipe".
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10 luglio 2011, 17:40 di Inside man
Da cult per eccellenza, sono passato nel tempo a considerarlo un vero e proprio capolavoro artistico grazie a tutte quelle qualità così ben sintetizzate da Ed Wood nel suo commento; probabilmente negli anni "80 non riuscivo a valorizzarlo adeguatamente in quanto condizionato anch'io dall'imperante visione, fondata sull'antinomia cultura alta vs bassa, che aveva trovato largo seguito critico a partire dall'epoca della "politica degli autori" (per giungere fino ai giorni nostri) e accolta pure da Eco nell'ingenerosa interpretazione inserita da Steno (un Eco abbastanza contraddittorio se altrove si è dimostrato addirittura fiero paladino dell'industria culturale statunitense bassa e serializzata di stampo televisivo). Ben venga pertanto, a mio avviso, la recente rivalutazione dell'ottica alternativa che recupera e "ricolloca" Casablanca nel suo empireo più consono, riscoprendo in Curtiz doti registiche d'eccellenza e innovatività se contestualizzate al tayloriano sistema produttivo hollywoodiano d'allora (ed ai numerosi "paletti" formali ed espressivi imposti dal cinema classico dei tempi d'oro). Concordo inoltre con spopola, perchè trovo che la sua definizione di "affascinante seppure non perfetto... struggente, appassionante, STRAORDINARIO e (che) sale immediatamente al vertice delle emozioni che produce" riferita a un film classico del 1942 sia decisamente accomunabile al termine di capolavoro. Un saluto.
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12 luglio 2011, 20:40 di steno79
Ringrazio tutti per i bellissimi commenti, scusate per il ritardo ma per alcuni giorni non ho potuto usare il pc... comunque anch'io amo tanto questo film, che ha significato molto per la mia crescita di cinefilo. Credo che Umberto Eco sia stato decisamente ingeneroso come ricordava Inside man, probabilmente come critico cinematografico non vale poi molto... a mio parere i difetti di Casablanca sono tutto sommato poca cosa, anche se manca al film quella connotazione autoriale che avrebbe potuto farlo decollare nell'empireo dei capolavori... manca una certa sofisticazione linguistica, è emozionante, memorabile e avvincente, eppure nello stile si avverte che manca quel certo non so che. saluti a tutti
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19 luglio 2011, 02:25 di dr sardonicus
Sono pienamente d'accordo con Spopola, Ed Wood e Inside Man. Casablanca non è perfetto (ma quante opere, non solo cinematografiche, lo sono al di là di ogni ragionevole dubbio?), né tantomeno un capolavoro (termine quest'ultimo che io trovo personalmente "pericoloso" e spesso fuorviante perché utilizato a sproposito). Se lo analizziamo con attenzione possiamo notare non tanto "buchi" nella sceneggiatura, bensì, forse a causa del finale rimasto in sospeso fino all'ultimo, una certa tendenza all'accumulo narrativo, piuttosto che ad un vero e proprio "sviluppo". Anche la trama in sé non è nulla di particolare. Ma tutto questo a mio avviso viene brutalmente scavalcato dalla capacità, come sottolinea Ed wood, di passare da un registro narrativo all'altro senza soluzione di continuità, una caratteristica questa che a volte rischia di far "avviluppare un film su se stesso", mentre in Casablanca questi cambi donano al "suo divenire" quel movimento ondivago che fa dimenticare le carenze narrative. Poi ci sono loro: Humphrey Bogart e Ingrid Bergman, l'indimenticabile "As time goes by", e infine una storia d'amore forse scontata ma mai gridata, sempre vera e allo stesso tempo in parte "illecita". Tutto questo, unito ad un lavoro di squadra senza sbavature e alle capacità non indifferenti di Curtiz (La carica dei 600, La leggenda di Robin Hood, Capitan Blood, Angeli con la faccia sporca, 20000 anni a Sing-Sing...) hanno fatto e fanno di Casablanca un film assolutamente da vedere e amare. Le obiezioni di Umberto Eco possono essere condivisibili, ma leggendolo si intuisce a mio avviso una cosa: egli ignora cosa sia la PASSIONE, l'AMORE, per il cinema.
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