Il cinema ha esaurito la sua spinta ?
Quando la musica (sinfonica e lirica) smise di interessare la gente, agli inizi del secolo scorso, forse a causa della prima guerra mondiale che segnò anche la fine della spensierata "Belle Epoque", o forse perché aveva esaurito la sua spinta ispirata e travolgente, iniziata cento anni prima , apparve il Cinematografo, che raccolse quella eredità e pian piano si trasformò nell'intrattenimento principale delle masse. Ora dopo cento anni anche il cinema non attira più, anche perché non vi è più nuova fantasia , nuove idee : tutto è già stato inventato , le trovate geniali di registi come Welles, Hitchcock e Kubrick non si ripetono più, si cercano nuove vie con la tecnologia (effetti speciali perfetti, Tridimensione..) ma è sempre la stessa minestra. Manca proprio il nuovo, e il nuovo , secondo me, non potrà che essere una nuova forma di arte da inventare, che si affianchi alla musica e al cinema per intrattenere l'essere umano. Ma quale potrebbe mai essere ?
- Rossini! Rossini! (1990) Il primo moderno
- Amadeus (1984) il primo che scese a livello del popolo
- Puccini (1952) secondo me l'ultimo "grande"
- L'uscita dalle fabbriche Lumière (1895) eccolo arrivato...
- Cabiria (1914) il primo kolossal
- Il cantante di jazz (1927) arriva il sonoro
- Avatar (2009) l'inizio della fine.
Commenti
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9 luglio 2011, 13:35 di dedo
Oggi c'è la grande concorrenza della televisione, con i suoi reality (che di reale non hanno nulla), i suoi appuntamenti di (dis)approfondimento, e le molto seguite rubriche di gossip, oltre a perdere giornate sui socialnetwork. L'intrattenimento si è differenziato e, specie i giovani, preferiscono un approccio diverso da quello di visionare un film, magari di difficoltosa interpretazione. Ma non dispero. Un saluto Dedo
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9 luglio 2011, 14:01 di chribio1
Questa Play caro Panflo,fa pensare molto...!!! Complimenti!
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9 luglio 2011, 14:11 di panflo
@dedo lo so , lo so e proprio per questo ritengo che sarebbe necessaria una nuova forma di arte che spinga la gente fuori di casa per andarla a vedere, anziché isolarsi solitaria davanti a una tastiera di PC. Dicono che Internet ti permette di spaziare per il mondo, può anche darsi, però non ha nulla di artistico, non c'è magia. non ti arricchisce l'anima. Ciao.
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9 luglio 2011, 14:12 di panflo
@chribio1 Grazie,sei molto gentile. Ciao.
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9 luglio 2011, 14:13 di Mathiasparrow
Leggo regolarmente affermazioni quali "il cinema è morto, non ha più nulla da dire" anche da parte di gente competente, che col/nel cinema ci ha vissuto e ci vive tuttora. D'accordo, rispetto a un tempo non ci sono più moltitudini di maestri, si fanno montagne di remake e trasposizioni, le idee nuove prettamente filmiche scarseggiano, tutto quello che volete, ma c'è una cosa evidente che non sento affermare da nessuno: il cinematografo è nato appena un secolo fa, è un neonato in confronto a pittura letteratura poesia eccetera. C'è un'incredibile fretta di darlo per morto, quando sarebbe il caso di osservare i fatti in una prospettiva più ampia e rendersi conto che ha poco più di un secolo di vita, praticamente niente in confronto alle altre arti. Ricordo benissimo quanto disse un mio professore: hanno dato il cinema per morto prima all'avvento del sonoro, poi del colore, dopo degli effetti speciali, poi per il digitale, ora per il 3-D, fatto sta che i film si fanno ancora e ci sono autori che esplorano e scoprono eccome nuove direzioni, consentendo l'evoluzione del mezzo. Ed è così infatti. Il film che ha vinto l'ultima Palma d'oro sta lì a dimostrarlo, ma basterebbe citare anche opere molto meno blasonate. In un panorama d'arte contemporanea così deprimente, fra sporcizia su tela incorniciata e quattro stecchi messi in croce, dove "arte concettuale" è sempre più una scusa per mascherare la mancanza di un vero pensiero (senza con questo voler generalizzare troppo dicendo che l'arte odierna è tutta uno schifo, perchè è chiaro che non è così), il cinema continua ad essere il mezzo che meglio riesce ad esprimere e valorizzare creatività e poetica vere e proprie, quando ce ne sono. Senza contare che l'arte contemporanea - tra videoarte, digitale, computer di ogni genere utilizzati come mezzo creativo, installazioni, eccetera - ha fatto dei pixel, delle macchine e dell'immagine in movimento la propria base. Dunque non capisco perchè accusare il cinema di aver esaurito la sua funzione per via del fatto che si concentra "solo" sulla tecnica, quando in realtà quest'affermazione - francamente a mio parere superficiale e palesemente sbagliata - si applicherebbe assai meglio al resto dell'arte visiva odierna, che paradossalmente non viene mai data per morta, anzi... Cose da dire in merito ce ne sarebbero a iosa, non è questo lo spazio adatto a raccoglierle tutte temo, spero solo di non aver divagato troppo ed essere stato chiaro in ciò che intendevo dire. Il cinema è più vivo che mai e in futuro continuerà ad evolversi. Inutile guardare al passato per lamentarsi di ciò che è stato, sarebbe come lamentarsi che come Tiziano e Raffaello non si dipinge più. Il cinema di oggi non è e non potrà più essere nè Kubrick nè Welles, la loro lezione è già stata assorbita e non vedo perchè bisognerebbe ricalcarli all'infinito. Il pubblico si lamenta che lo spettacolo è finito però poi quando arriva la novità rifiuta di apprezzarla perchè richiede uno sforzo, così torna in cerca delle storielle comode e spettacolo facile; è questo non mi infastidisce. Liberissimi di vivere il cinema anche come semplice diversivo o intrattenimento, per carità, per me il bello dei film è anche questo... ma che dopo non si pretenda di cominciare a discuterne come arte nel momento in cui fa comodo per denigrarlo. Nulla di personale Panflo, pur non essendo d'accordo con quanto affermi nell'introduzione della play il mio fastidio è principalmente rivolto certi intellettualodi, non ai tuoi dubbi.
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9 luglio 2011, 14:20 di silvia25
quello che manca al cinema di oggi è una buona trama. ci sono sempre troppi film con effetti speciali, in 3D.. bisognerebbe levare,, invece di aggiungere. come si dice "il troppo.... ". un saluto!
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9 luglio 2011, 14:24 di alfatocoferolo
Io invece sono contrario ad ogni forma di generalizzazione. La musica classica non è mai morta, ha semplicemente cambiato forma e mezzi d'espressione. La comunicazione si evolve ma le idee non si finiscono mai, sono tante le combinazioni possibili che è impossibile che le si sia esaurite già tutte. Più facile che siamo noi ad osservare con una lente distorta a non capire che alcune cose sono semplicemente cambiate ma non morte e la genialità e creatività delle persone è la stessa che c'era cinquant'anni fa. Oggi non è come una volta, oggi non ci sono sentimenti, oggi siamo più attaccati al denaro e meno ai valori, tutte balle. La mia opinione, ovviamente. Un tempo Mozart si sarebbe dedicato alla musica, i Mozart di oggi magari si dedicano alla fisica o all'informatica perché lì c'è più denaro che gira ed il loro "genio" trova ragione di esprimersi anche in funzione di una più materica gratificazione.
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9 luglio 2011, 14:34 di panflo
@Matthiasparrow grazie per il commento ; spero tanto che sia come dici, che il cinema abbia ancora cento anni di vita entusiasmante (il mio titolo ha il punto interrogativo) ; però non puoi negare che non rappresenta più quella "calamita" che attirava la gente dagli anni '30 al finire del secolo scorso. Ciao.
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9 luglio 2011, 14:49 di bradipo68
Concordo in toto con quanto detto da Mathiasparrow:è un pò troppo semplice dire che la musica classica sinfonica e lirica sono morte all'inizio del secolo e che dopo è nato il cinematografo e che oggi anche questo ha esaurito la sua spinta.Bisogna vedere che cosa cerchi in queste forme d'arte:se cerchi solo roba da canticchiare sotto la doccia o vedere qualcosa in tv (o al cinema ma giusto perchè non c'è altro da fare) solo per impiegare il tuo tempo magari facendo anche qualcosa d'altro allora può darsi che hai ragione.Ma tutti i nostri giudizi sono assai parziali sulla musica e sul cinema.Parlando di cinema in Italia in tutto vengono importati e /o distribuiti circa 5-600 titoli l'anno.Nel mondo ogni anno vengono prodotti circa 25 mila film l'anno.Quindi come fai a dire che il cinema è morto visto che ne hai(te come tutti noi) una visione così forzatamente ristretta?Basta guardarsi intorno e vedrai che di film che stanno a testimoniare la vitalità del cinema ne troverai tanti.La crisi del cinema è quasi esclusivamente hollywoodiana,sono loro a corto di idee e quindi cercano di rastrellare il meglio che vedono in altre nazioni,restaurano invenzioni del passato(tipo il 3 D che al momento appare sempre più una sonora presa per i fondelli) e fanno remakes.Il cinema è VIVO,il cinema NON E'SOLO HOLLYWOOD come pensa qualcuno ed è sbagliato parlare del suo stato di salute basandosi esclusivamente sul numero degli spettatori.Anzi molti dei grandi autori non sono mai stati trionfatori al botteghino....
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9 luglio 2011, 15:00 di panflo
@bradipo io non ho detto che la musica e il cinema siano morti !! La play vuole riferirsi al "fenomeno di intrattenimento di massa" di una manifestazione che attira la gente di ogni ceto e di ogni levatura intellettuale, così fu il teatro nei secoli, la musica e poi il cinema. Tutte queste forme sono certamente ancora esistenti ma molto meno seguite. Ciao.
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9 luglio 2011, 15:02 di panflo
@bradipo io non ho detto che la musica e il cinema siano morti !! La play vuole riferirsi al "fenomeno di intrattenimento di massa" di una manifestazione che attira la gente di ogni ceto e di ogni levatura intellettuale, così fu il teatro nei secoli, la musica e poi il cinema. Tutte queste forme sono certamente ancora esistenti ma molto meno seguite. Ciao.
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9 luglio 2011, 15:20 di ed wood
beh il cinema come "fenomeno di intrattenimento di massa" è stato da tempo soppiantato dall TV e ora da internet...Il cinema come arte invece esiste ancora e si trova soprattutto fuori da Hollywood: Dumont, Muratova, Naderi, Iosseliani, Porumboiu, Ceylan, Roy Andersson sono lì a dimostrarlo...Comunque un secolo fa il cinema non soppiantò la musica sinfonica/lirica, bensì spettacoli popolari come il vaudeville, l'operetta etc...o anche il romanzo d'appendice: tanto è vero che il primissimo cinema, quello dei vari Fantomas, era una trasposizione filmica del romanzo d'appendice...Il cinema nacque come fenomeno popolare, bistrattato dalle elite intellettuali, almeno fino agli anni 20...Considero quello attuale un periodo di grande divaricazione fra i due modi di considerare il cinema: per la massa, un surrogato della TV (specialmente qui in Italia dove il successo premia film con attori televisivi) o un'esibizione di alta tecnologia digitale; per pochissimi, una forma d'arte viva e creativa, come in passato, forse anche di più...Una volta invece la differenza era più sfumata e si poteva concepire più facilmente anche un cinema che unisse arte e costume/spettacolo: Fellini, Truffaut, Lester, Scorsese, Kurosawa etc...
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9 luglio 2011, 15:22 di yume
Panflo fa una sintesi un pochino spensierata di tante cose,troppe forse, messe insieme. Capisco cosa intenda e cosa si stia affannando a spiegare alle critiche o alle puntualizzazioni che inevitabilmente piovono, non si possono toccare gli idoli senza che la doratura resti sulle mani. Quando ho letto la play, la prima volta,avrei voluto commentare, ma per evitare pulpitini non l'ho fatto. Quello che dicono mathias e gli altri mi trova concorde, più o meno, aggiungo solo che il nostro angolo visuale è talmente ristretto, in positivo o in negativo, che qualsiasi cosa diciamo può essere confutata mille volte. Non resta che quel margine che il buon senso suggerisce, in questo caso sarebbe la sospensione del giudizio, il futuro, come si dice, è alle nostre spalle, abbiamo una lunga storia con tante cose su cui già possiamo farci un'idea di come vanno il mondo, l'opre e gli eventi, perchè non limitarci a quello e sul presente dire:vedremo?
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9 luglio 2011, 15:24 di Mathiasparrow
@panflo. Certo, l'effetto-calamita del cinema si è affievolito (non esaurito) da un bel pezzo, ma considero altre le vere minacce al suo proseguimento nella storia. Di sicuro preferirei vedere le sale invase ogni giorno come accadeva un tempo, ma ho sempre preso l'evoluzione temporale degli eventi come un innato continuo flusso e riflusso, fra alti e bassi; per questo non credo che il poco pubblico di oggi rispetto a quello di un secolo fa costituisca il principio di un degrado irreversibile. E' solo una fase. Seguiranno nuovi rialzi, nuovi ribassi e così via, nel frattempo muteranno ulteriormente anche determinati fattori fondamentali (luoghi e modi di fruizione), ma è perfettamente naturale che ciò avvenga. Se oggi la gente va meno al cinema è anche perchè si accontenta di vedere tranquillamente film scaricati a casa o sul telefonino. E' agevole e non costa, chi glielo fa fare di spendere soldi e tempo quando ci sono il monitor davanti al divano con tutta la sua superrisoluzione e relative comodità domestiche? Inutile farne una colpa a qualcuno. Andare in sala è un piacere per molti, per altri era semplicemente l'unico modo di vedere film e nell'attimo in cui si è resa possibile un'alternativa gratuita e semplice è stata colta al volo. Ormai è così, che possiamo farci... ma allo stesso tempo bisogna dire che i cinema non sono costantemente vuoti. Non per ripetere cose già dette, ma nel giro di un anno abbiamo visto Avatar e poi addirittura Checco Zalone riportare in sala milioni di individui (nel secondo caso contro ogni aspettativa). E molti autori affermati fanno spesso incassi dignitosissimi, segno che hanno eccome un pubblico al seguito. In sostanza, per me è ancora presto per parlare di fine del cinema, sia come espressione artistica che in quanto spettacolo per le masse. Che per certi aspetti non sia più come un tempo son d'accordo, ma la fine non è neppure all'orizzonte, nemmeno ipotizzabile in tempi prossimi. Il cinema dovrà continuare a fare i conti con l'evoluzione del tempo e relativi ostacoli derivanti, il pubblico avrà il compito di essere presente e favorire il sostentamento in ogni modo: andando in sala quand'è possibile, facendo passaparola, e così via.
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9 luglio 2011, 15:32 di yume
comunque, tanto per dire anch'io una bella cosa parziale parziale, il cinema non è morto affatto, anzi è più vivo e vegeto che mai, basta guardarsi intorno a 360° lungo la circonferenza del pianeta. Poi, non confondiamo il cinema con gli spettatori , a differenza di mathias, io adoro le sale vuote
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9 luglio 2011, 18:27 di tabula rasa elettrificata
Come sul mio piatto gira il primo concerto di Lizst per pianoforte ( vinile di speacker's corner ) nella mia tv si vedono ancora i cinema vecchio (?) stile ......e finchè campo sarà così.....al massimo vorrei aggiungere un balla alle pareti della mia sala......battaglia di retroguardia ? ultimo suddito nipponico nelle foreste di una sconosciuta isoletta del pacifico ? ......può darsi , ma ci sarò.......senza però cavarmi il gusto di guardare il nuovo , non si sa mai che rinasca qualche genio da questo magma di mediocrità.......e non vorrei perdermelo :)
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9 luglio 2011, 19:37 di maldoror
Mi spiace ma non sono d'accordo con chi afferma che oggi il cinema sarebbe più vivo che mai. Io credo che lo stato di salute del cinema e delle arti si debba misurare in base al panorama generale, e non prendendo in considerazione i singoli autori interessanti che non sono mai mancati nè mancheranno mai. Volete dire che il cinema italiano attuale, ad esempio, non faccia rimpiangere un periodo come quello fra gli anni '40 e i '70 che ha visto nascere e operare autori come Rossellini, De Sica, Monicelli, Risi, Germi, Fellini, Visconti, Antonioni, Pasolini, Ferreri, Rosi, Bertolucci, Bellocchio, Olmi, i Taviani ecc? Idem per il cinema francese (dove sono oggi i Bresson, i Renoir, i Carnè, i Truffaut, i Godard, i Rivette, i Rohmer, gli Chabrol e tutta la Nouvelle vague?), quello tedesco (Espressionismo e nuovo cinema tedesco-Fassbinder, Herzog, Wenders, Von Trotta ecc?) o quello americano (tutta la Hollywood classica e poi la New Hollywood degli Scorsese, Coppola, Altman, Spielberg, Allen, Cimino, De Palma ecc). Lo stesso discorso vale per le arti visive ovviamente, che per lo più sono merda allo stato puro, per la musica "colta", che oggi "vanta" personaggi come Giovanni Allevi e Ludovico Einaudi, per la letteratura, per il teatro ecc. Io credo che oggi ci sia una crisi generale di tutte le arti, non solo del cinema, e credo che quello che manca sia un "terreno comune", mancano insomma idee su cui confrontarsi come quelle che resero invece vitali e fertili gli anni sessanta e settanta di quasi tutto il cinema europeo. Non vorrei parlare di cose che non conosco, ma ho come l'impressione che la vitalità delle arti possa dipendere in gran parte dalle condizioni economiche: l'Occidente è in una condizione di stasi, mentre paesi come la Corea, la Cina o l'India, che stanno vivendo una forte e tumultuosa espansione economica, sono tra i pochissimi paesi che dal punto di vista cinematografico stanno dando delle cose nuove e interessanti, non so se sia una coincidenza o meno. P.S.: una piccola osservazione: credo che agli inizi del secolo, ad essere soppiantato dal cinema come forma di intrattenimento sia stato il teatro, e non la musica classica, che probabilmente ha visto allontanarsi il pubblico perchè da un lato stavano subentrando la dodecafonia e le varie avanguardie, dall'altro per il diffondersi del jazz, del rock e poi della musica commerciale.
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9 luglio 2011, 19:46 di maldoror
E poi ormai i vari film libanesi, iraniani e simili che ogni anno vincono le palme, i leoni e gli orsi d'oro, anche se salutati come capolavori vengono dimenticati sistematicamente nel giro di pochi mesi. La maggior parte dei film realizzati nel periodo di cui parlavo sopra invece sono ancora impressi nella memoria cinematografica collettiva, e lo saranno per un bel pezzo.
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9 luglio 2011, 20:44 di medusatouch
Praticamente ci vorrebbe una 13° arte?Ma proprio non saprei rispondere a questa amletica play,io dico che come accade per il sesso,PER ESEMPIO, se la" tua"donna non ti eccita piu' meglio cambiarla,al limite provare il terzo sesso basta che si provi piacere,all'uopo ti cito una frase da "Cosi dolce...cosi' perversa"(1969) di U.Lenzi"La cosa piu' eccitante e' scoprire che e' sempre piu' difficile eccitarsi...eppure riuscire ancora a farlo" ergo se ci fossero ancora registi come Dino Risi,Lelouch,Hitchcock,Argento, Carpenter....(Q.Tarantino non lo sopporto ma piace il suo entusiasmo),riusciremmo anche noi ad eccitarci, se poi Shyamalan(l'ultimo in cui ripongo speranza) e' impazzito con quella sua ultima porcheria be' allora e' finita davvero.P.S: A me piacerebbe se in futuro si potesse risuscitare gli attori scomparsi,ma certo sarebbe un surrogato.
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9 luglio 2011, 23:54 di LIBERTADIPAROLA75
Riguardo al cinema quello che manca sono idee nuove. Le trame possono anche essere gradevoli ma oramai è stato raccontato di tutto (negli ultimi 10 anni gli unici film originali come finale sono stati THE VILLAGE, SEGNALI DAL FUTURO e CATACOMBS. Come idea di partenza FROZEN e BURIED-SEPOLTO). Riguardo a tutto il resto direi che l'idea di trovare una 13ma arte non sarebbe male. Perchè la nuova idea di Cinerepublic (dopo che qualche tempo fa ci lamentavamo per la fine dei laboratori artistici) non è un concorso tipo "Inventiamo una nuova arte" o "Idee nuove per il cinema del futuro"? Bravo panflo a chiudere la play con AVATAR che rappresenta la morte del cinema (come considerare capolavoro un film che praticamente ricicla idee già viste dalla 1° all'ultima scena!!!). Ciao a tutti!!!
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10 luglio 2011, 09:24 di yume
Chi afferma che oggi il cinema è più vivo (e vegeto) che mai ha anche aggiunto che basta guardarsi attorno lungo il perimetro del pianeta, non essendo, (grazie a Buddha, forse) afflitta da quella prospettiva eurocentrica che ha sempre ottuso anche le menti migliori. Se palme leoni orsi e giungla varia vengono dimenticati non dipende certo da loro,mon dieu! le vicissitudini legate alla tradizione del testo e la sparizione di interi cicli di grandi opere d'arte dipendono da tanti fattori, non ultimo dall'incremento esponenziale di frequentatori di circhi e lupanari piuttosto che teatri e biblioteche
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10 luglio 2011, 14:30 di AlexPortman80
In effetti quel punto interrogativo nel titolo testimonia che non è un'affermazione, per fortuna, direi io. Ma è legittimo interrogarsi sull'evoluzione e sul ruolo del cinema oggi. Prima di tutto non ritengo sia morto, sta forse diventando quello che è l'arte, la poesia, la musica classica, cioè un fenomeno d'elite (che assolutamente non deve essere confuso con snob, ma semplicemente da un punto di vista numerico): non che sia per forza un male, anche io adoro le sale vuote visto che in questo paese è impossibile avere i cinema pieni senza avere pure urla, schiamazzi, cellulari, viavai... E questo introduce un altro tema: quello che accade a sud delle Alpi non rispecchia gli altri paesi. Almeno da due punti di vista: innanzitutto per la qualità del pubblico (la maleducazione vista nel Belpaese non l'ho mai riscontrata da nessuna altra parte, per la mia pur modesta esperienza, ma altre testimonianze dirette me lo confermano), poi per il numero e il livello delle pellicole distribuite: il cinema italiano di oggi se non è morto è di sicuro in rianimazione, forse anche perchè i titoli migliori non escono ovunque, ma il livello medio è davvero bassino. Io mi vanterei poco degli incassi delle "grandi" cOMMEDIE (all')ITALIANA, purtroppo non mi sembra che questi introiti siano destinati alle opere "minori". Per non parlare del fatto che queste pellicole, con le loro 700-1000 sale a testa, riducono ancora di più le probabilità di poter vedere sui nostri schermi piccole opere straniere: ormai noto che la qualità media di film che acquisto sul web perchè mai usciti da noi supera il livello di quelli distribuiti. Poi, personalmente, penso che 3D, film sui cellulari o altre diavolerie siano mode passeggere. Uno dei problemi (tra i mille) è che gran parte della gente è ormai in perenne modalità fast-food: una canzone si può sentire, un pezzo di uno show con B. D'Urso (magari mentre si fa altro) pure, perchè bastano pochi minuti (e guardando un qualsiasi grafico dell'auditel non esiste un tratto orizzontale, ora ci sono 2 mln di spettatori, tra 2 minuti 4 e mezzo, tra 3 900 mila, cosa che è ancora più preoccupante quando si tratta di un film): guardare (non solo "vedere") un film richiede un minimo di sforzo in più e alcuni non sono più disposti a farlo. Ciao
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10 luglio 2011, 17:15 di panflo
@TUTTI vi ringrazio dal profondo del mio cuore cinemaniaco perché finché ci sarà gente appassionata come voi a difendere questa meravigliosa forma di arte essa non scomparirà !! Ciao a tutti.
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11 luglio 2011, 02:40 di Neve Che Vola
Panflo, personalmente non mi potrebbe importare di meno se anche da domani, da ora, si smettesse di produrre film. Ci sono miriadi di film che conto di rivedere, miriadi di composizioni musicali che conto di riascoltare, e non conosco neppure – per dire – l'opera omnia di Beethoven. Sento di avere qualcosa in sospeso con queste opere che già conosco, sento di avere ancora da sottostare al loro influsso, perchè dovrebbe importarmi lo stato di salute del cinema o della musica? Ti faccio un esempio: non conosco la seconda, terza, sesta, settima e ottava sinfonia di Mahler, un autore che amo alla follia – sai cosa vuol dire “alla follia”? La Nona l'ho ascoltata due sole volte. Saprai anche tu quanto tempo richieda l'ascolto di simili composizioni. O una persona ha la memoria e le capacità di un genio, oppure come farà ad assimilare tutta questa musica? E non solo. Se tu “usi” questa musica come porta – usiamo questo linguaggio – verso l'interiorità, dovrai darle tempo di agire su di te. Non posso dire: in un mese mangerò senza interruzione a sufficienza per poter poi vivere senza più pensare al cibo. Sarei morto in poco tempo. Secondo me – salvo eccezioni geniali – non c'è modo di conoscere sufficientemente bene neppure una infinitesima percentuale delle opere esistenti. E non serve a nulla credere di poter estrapolare “il succo” da un'opera (questa è la mia convinzione personale) come se questo bastasse a rendere giustizia a quelle opere, al nostro “tipo di conto” aperto verso quelle opere. Conosco gente che ha ascoltato tutte le cantate di Bach, ma mi chiedo a cosa serva se tanto non ne ricorda una nota... son capace anch'io di mettere un disco dopo l'altro sul lettore. Panflo, non conosco neppure tutte le opere di Mahler, che adoro alla follia, ti puoi immaginare quanto me ne freghi se il regista indiano Al Mustakillo ha diretto un film con duecento lire (qualità, la povertà di mezzi, molto ricercata) che la giuria di Cannes ha premiato oppure no? Secondo me le persone si accontentano di una conoscenza superficiale delle opere che vedono/ascoltano, ne traggono un inventario appena, dal quale si fanno un'idea di una storia supposta – che so – del western, e di ciò son contente. Sono anche un fanatico di western, mica li ho visti tutti; non mi importa se faranno o meno western in futuro. Sono contento di quelli che hanno fatto e che conosco troppo poco, e che mi urge di rivedere.
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11 luglio 2011, 15:33 di panflo
@Neve Che Vola se ho ben capito vuoi dire che il mondo della musica e del cinema è talmente vasto che non basta una vita sola per approfondire le opere migliori ; questo è vero ma il tuo è un ragionamento da "fine intenditore" mentre i parlavo di "masse". Ciao e grazie del bel commento.
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11 luglio 2011, 21:41 di Neve Che Vola
Esatto, intendo dire che non capisco tutta l'ansia di "nuovi orizzonti" quando molto probabilmente quelli "vecchi" non sono stati nemmeno esplorati. Ognuno ha naturalmente il proprio modo di conoscere e la propria idea di "conoscenza". Conosco persone ch parlano di una Sinfonia di Beethoven come se la conoscessero e non ricordano se non qualche frammento di tema. Del resto, altra cosa è studiarla con lo spartito etc. Esistono diversi livelli di profondità (restiamo alla semplice percezione uditiva o visiva), ed ho l'impressione che la maggior parte della gente si accontenti della superficie e che dica di conoscere un pezzo (o un film) secondo i criteri soggettivi che andrebbero perlomeno un pò discussi. Se non si discute questo, mi chiedo, che senso ha dolersi o rallegrarsi dello stato di salute di un'arte? Non ignoravo lo scopo della tua play, semplicemente cercavo di introdurre questa domanda: “Fino a che livello di profondità è necessario conoscere un'opera?” per poter dire di conoscerla almeno un minimo? Parlando di musica, se qualcuno mi chiede dei cd, è sicuro che poi lo interrogherò nel modo più banale: “come fa quel pezzo?” e quello cerca di ricantarmelo. Se non me lo sa ricantare, non gli faccio altri cd. Ora, visto che la maggior parte non si ricorda neanche un tema, mi chiedo se l'esigenza di “roba nuova” sia legittima oppure una semplice forma mentis per la quale proprio la superficialità di acquisizione diventa il motore di ricerca del nuovo. Se conosci una cosa alla superficie, fai presto a conoscere, e probabilmente continuerai sulla falsariga sempre affamato di cose nuove. Ma non sarebbe meglio sfamarsi meglio “divorando” tutta una Sinfonia per bene, fino all'osso? La ricerca del nuovo da parte di alcuni registi e musicisti è necessaria in quanto loro hanno assimilato e digerito tutta la cosiddetta storia della loro arte, oppure il nuovo è un semplice moto impulsivo dettato, che ne so, da una incapacità di dominare i loro impulsi? E la ricerca del nuovo da parte del pubblico di qualsiasi capacità, una semplice conseguenza di sfamarsi per davvero con una singola opera? Avrà ragione Baricco quando parla della tecnica del surfista di conoscere in velocità e senza profondità, ma di più? Io non credo, credo che Baricco si sbagli. Non si tratta di conoscere “tutto” Beethoven, la profondità la puoi raggiungere ascoltando per davvero – assorbendo come la terra assorbe l'acqua – una singola opera di Beethoven. Questa è la profondità, secondo me: non “tutta l'opera” di un autore, ma “ sufficientemente alla profondità di un'opera”. Guardeando i miei tempi di assorbimento, rimango allibito quando vedo gente alla ricerca di “cose nuove”, e mi chiedo “avranno assorbito a sufficienza?” “sono io che sono tarato?” etc. Il mio sospetto è che il dibattito che si forma attorno ad un'opera sia un male per l'acquisizione di un'opera, quando l'aspetto sociale entra in quello che – a mio avviso – dovrebbe essere quello dell'acquisizione in solitudine, allora si crea un mondo fatto di messaggi e dibattiti falsi e fuorvianti. Solo il tuo approccio all'opera conta, quanto l'hai assorbita esponendoti al suo influsso. Quindi, Panflo, ti chiedo: ma è importante che il cinema o la musica diano nuove opere? Su quali presupposti si basa la fame per nuove opere? Ha importanza il dibattito su un'opera, oppure è un semplice modo di socializzare, solo un pò più raffinato del bar e i discorsi su Genoa e Sampdoria?
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12 luglio 2011, 14:00 di panflo
@Neve cheVola La causa ditutto di base, secondo me, è la struttura che ha assunto la civiltà contemporanea, la struttura dell'"usa e getta" in cui tutto ciò che si fa è superficiale, istintivo e isterico ; l'approfondimento di cui giustamente parli non è più attività di questo mondo ; il consumismo globale scivola sulle cose e sull'arte come un wind surf sulla superficie del mare, senza vedere le meraviglie che racchiude sotto. Ciao e grazie.
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- 8 Molto forte incredibilmente vicino 239.484,00







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