
Geniali e (mai) se stessi
L'ossessione di (non) esser geni è tramandata quasi geneticamente, dalle prime generazioni australopiteche all'Australia di Pasqua, ed è impacchettata a ogni uomo sin dalla nascita, dal primo "schioppettio" dei polmoni. Aria tersa? No, l'inquinamento umano è dappertutto, un morbo che non patirà l'estinzione, perché è sempre da lì che bisogna pa(r)tire.
Chi o cosa è un "genio?". Definizione quantomai sommaria. Su Facebook impera il "virus", certamente contagioso, di proclamarsi e chiamarsi a gran voce, "murales" che murano ancor di più pensando di lib(e)rarsi, che sono digitazione di umori spesso triti, i perentori rumorini di pancia di chi vuole incidere quel che prova in quel dì al sorger del suo chicchirichì.
Campionari di citazioni, poeti e scrittori tirati in ballo, ché alla fin fine tutti si balla, sì, i soliti balletti o balbettii, a "insaporir" il Tempo, sempre più se stesso.
Ci sono volti e facce a cui demandiamo, "proiezionisticamente" la nostra anima, illudendoci, alle volte, di assomigliarvi.
Oggi, è certo l'attore o quel regista con cui proviamo empatia.
Chi si darà alle disperate solitudini di Abel Ferrara perché si sente "rattrappito" nella sua addiction, chi inneggerà al compianto Arthur Penn perché si sente un eterno "ribelle" senza causa, chi troverà nel volto molto nevrotico d'uno Sean poco milk gli spasmi del suo vederla un po' sopra le righe. E "rigarsi" talvolta fra canne e cannoli dolcissimi ad alleviar i patemi.
Eccone tre, sì, mi fermo al 3 perché numero (im)perfetto come ogni genius che si rispetti.
Firmato, quindi, il Genius
(Stefano Falotico)
- Jim Carrey Le ventate d'aria fresca e novità son sempre "irriconoscili" all'inizio. Mereghetti lo declassò ad Alvaro Vitali, altri lo scambiarono per un poveretto da "gita ai viali".
Trasformista, sempre se stesso anche quando lo ingabbiano e "gabbano". Sì, è un gabbiano. - Quentin Tarantino Laura Morante, già di molto sfatta, l'ha conosciuto e l'ha definito un geniale, appunto, "bambino".
L'unico bimbetto che bombò Uma Thurman, memore del carisma alla Samuel Jackson.
- Polly Walker Si può essere geni anche per il culo.
Quest'è un culo storico e felliniano, tant'è, di rinomanza raffinatissima, per un Greenaway contemplativo che l'ha immortalato proprio mentre "palpò" l'Eros prima della morte. Donna per ogni età da spalmare "al sugo", di foga o anche per quelli che, dopo una vita-fogna, voglion la f... a. E qui ce n'è di roba, roba "bona".
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