sà und skéïp list
c'è chi dice che la colonna sonora di un film sia veramente riuscita quando, anche facendo inequivocabilmente parte della struttura portante dell'opera cinematografica, non si percepisce come elemento indipendente e quindi non supera in importanza le altre componenti base (regia, sceneggiatura, montaggio, recitazione, fotografia, scenografia, ecc…). probabilmente è proprio così. questa playlist vuole invece dimostrare un pochino il contrario, o meglio vuole evidenziare quei film in cui la musica ha giocato un ruolo determinante nel loro successo (o insuccesso) artistico.
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Heimat 2 - Cronaca di una giovinezza (1992) La versione tedesca della saga truffautiana di Antoine Doinel, con in aggiunta il fatto che gli attori sono anche veri musicisti che suonano sul serio e bene. Inoltre la colonna sonora originale di Nikos Mamangakis è un riuscito coacervo di lirismo e sperimentalismo come di rado accade.
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Fellini-Satyricon (1969) Oltre al solito immenso Nino Rota, sono presenti alcuni maestri della musica elettro-acustica, da Ilhan Mimaroglu a Tod Dockstader, passando per un inedito e audacemente decontestualizzato utilizzo di musica tradizionale, specialmente extra-europea.
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I misteri del giardino di Compton House (1982) Un regista e un musicista che sapevano quello che volevano (l'imperfetto è d'obbligo per entrambi). Formula ripetuta con straordinario successo fino a "L'ultima tempesta" (compresa).
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Il cielo sopra Berlino (1987) O della maestrìa di Wenders nell'utilizzo di materiale eterogeneo, prima degli sconfinamenti "modaioli". La musica di Jürgen Knieper, qui ai massimi livelli (vedi la scena della biblioteca) si alterna felicemente a Nick Cave e a Laurent Petigand.
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Il petroliere (2007) Sembrava che con l'abbandono di Jon Brion il regista Paul Thomas Anderson avesse perso un validissimo collaboratore. Scatenando il lato più avant-garde di Jonny Greenwood, riesce quasi a dimostrare di avere più competenza musicale di Stanley Kubrick, se non altro nella scelta di musica originale.
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La donna di sabbia (1964) Ma cosa bevevano (o fumavano) i registi nipponici durante gli anni '60? Roba buona di sicuro, visto che commissionavano colonne sonore spesso ardite e affascinanti. Il più noto compositore giapponese, Tôru Takemitsu, qui al servizio di un film essenziale e meraviglioso, non esita a entrare nella materia (la sabbia) e farla suonare.
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L'anno scorso a Marienbad (1961) Non mi viene in mente un altro regista che per tutta la sua produzione abbia saputo usare in maniera sistematica partiture quasi sempre originali così attinenti e disparate (sperimentali, romantiche, astratte e liriche). Con Alain Resnais il rapporto colonna sonora/immagine è garanzia di altissimo livello.
Commenti
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26 luglio 2011, 20:08 di Database
:)
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26 luglio 2011, 21:28 di Marcello del Campo
Lieto di leggerti, Giovanni Venosta. Un saluto.
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