Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

scrivi la tua opinione

Non ancora bookmarkato  
31/07/2011 h. 19.35 Film: Off Topic

Omaggio a Vieri Razzini, nell'estate del disonore di RAI3

Scrivo questa playlist sulla scia di riflessioni un po' autobiografiche fatte negli scorsi mesi, ma lo faccio in un momento particolare, in quest'estate 2011 dove scopro che RAI3, dopo avere riesumato tutti i Bud Spencer possibili, arriva a programmare per la prima serata il film "Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia" con Lino Banfi (!!!), fino a qualche anno fa appannaggio esclusivo di canali tipo ODEON 2, in orari pre-notturni o notturni. E' vero che qualche giorno fa Berlusconi ha potuto dedicare solo mezz'ora al sindaco De Magistris che gli doveva parlare dei guai di Napoli perché aveva un appuntamento con Lino Banfi. Certo il nonno Libero nazionale merita rispetto: è un comico umile che ha lavorato sodo, alcuni titoli di fine anni '70 come "Cornetti alla crema" rimangono assai divertenti... ma andare a recuperare una schifezzella pecoreccia come questo brigadiere Pasquale Zagaria (che non ebbe successo nemmeno all'epoca) è una tale forma di impudenza nei confronti di gente che paga il canone che mi chiedo se dietro ci sia il gusto provocatorio di qualche dirigente di RAI3 che odia la (vecchia) immagine di RAI3 canale culturale, o una semplice strafottenza nel ripescaggio dei film dagli archivi... comunque sia, è una cosa che mi ha immalinconito tremendamente.
Chiunque sia il genio che cura la sezione cinema del palinsesto di RAI3 (non lo so e non lo voglio sapere), occupa un posto che fino alla metà degli anni '90 fu di Vieri Razzini.
E qui mi riallaccio alle mie riflessioni autobiografiche... dovete sapere che negli ultimi tempi mi è capitata una cosa insolita per me, che di solito memorizzo senza sforzo i particolari. Dopo avere comprato, visto e amato qualche film di quelli che lui sta pubblicando su DVD per la collana "Il Piacere del cinema" della TEODORA, e dopo averlo ringraziato mentalmente di esistere, di avere rieditato questi titoli spesso rari e di averli commentati così bene negli Extra, mi sono sentito in colpa. Mi sono detto: certamente io Razzini già 5-6 anni fa (prima di questa serie de "Il piacere del cinema") me lo ricordavo e lo avrei saputo riconoscere, ma come diavolo è possibile che di tutti i cicli che lui ha curato per RAI3 ricordo di avere visto pochissimo? Perché non li vedevo? Premetto che negli anni in questione ero alla fine delle medie superiori, poi uno studente universitario, poi ancora uno studente del post laurea. Per qualche tempo ho avuto stupore e rabbia per il me stesso di quegli anni (fra fine anni '80 e metà anni '90): fortunato senza saperlo, uno che dissipava questo patrimonio di grandi film del passato mandati in onda dalla TV pubblica... ci sono stati momenti di dubbio atroce su me stesso in cui mi sono detto: "vuoi vedere che in quegli anni ero così supponente da credere che del cinema classico hollywoodiano ormai, grazie a certi cicli pomeridiani della RAI di metà anni ottanta, conoscevo tutto l'essenziale, e mi interessava soltanto scoprire i grandi autori come Kubrick, Bergman, ecc.?". Oppure "sarà stata la mia diffidenza dell'epoca per i film in lingua originale, che Razzini da vero pioniere iniziò a mandare in onda in un ciclo meraviglioso ("Movie") di cui sicuramente conoscevo e amavo la sigla?" Però non mi quadrava granché neanche questa spiegazione: per quanto rincoglionito io potessi essere in quel periodo (e non mi pareva di esserlo stato), il cinema l'ho sempre amato.
Allora ho fatto qualche ricerca, e ho scoperto che Vieri Razzini ha passato gran parte di quegli anni, specie gli ultimi, a combattere una battaglia solitaria contro il management della RAI dell'epoca (degno precursore di quello attuale) per poter trasmettere i film bellissimi che aveva in magazzino a orari decenti... ho scoperto che questi favolosi cicli che mi ero perduto andavano in onda dopo mezzanotte, orario in cui io, studente, mediamente dovevo impormi di andare a dormire. Forse l'unico errore che posso rimproverarmi è di non avere avuto, in quegli anni, il video-registratore (mi pare che il primo video-registratore è stato acquistato a casa mia nel '96, quando questa stagione favolosa di RAI3 stava finendo, ad eccezione dell'isola felice di FUORI ORARIO, che grazie a Dio sopravvive).
Insomma, a differenza di Claudio G. Fava (che ha lavorato nella RAI degli anni '70 ed ha avuto budget e spazi di programmazione di tutto rispetto), Razzini è arrivato troppo tardi, quando in RAI iniziava la perdita di senso e di ruolo che oggi ha assunto dimensioni grottesche, da incubo.. una RAI cattiva imitazione di MEDIASET, che ha paura di scegliere.
Un po' riconciliato con me stesso, ho cercato di recuperare (fra preziose registrazioni VHS fatte all'epoca da amici lungimiranti, YouTube e archivio RAI), un po' di presentazioni di film a cura del Vieri Razzini di quegli anni.
Questa playlist contiene 7 film notevoli, in qualche caso bellissimi, di cui ho potuto vedere la presentazione di Razzini. Scriverla è un mio modo di resistere all'insopportabile stupidità della RAI3 di oggi e anche un ringraziamento a Razzini, che da anni lotta per salvare la memoria e spesso addirittura la sopravvivenza fisica di quel pezzo della nostra cultura e della nostra vita che è il cinema del passato.

  1. Ventesimo secolo (1934) Trasmesso (in lingua originale con sottotitoli) in un ciclo RAI3 su Howard Hawks dei primi anni '90. Razzini racconta la collaborazione fra Ben Hecht e Hawks, e spiega la differenza nel rapporto uomo/donna fra i film western e le commedie di Hawks. Un gioiello che custodisco come una reliquia anche perché "Ventesimo secolo" finora non è uscito su DVD
  2. Perdutamente tua (1942) Ciclo notturno di RAI3 su Bette Davis (in lingua originale con sottotitoli) dei primi anni '90. Razzini fa una lettura psicanalitica del film di grande sensibilità, giocata sui temi dell'insicurezza e dell'emancipazione.
  3. Il tesoro della Sierra Madre (1948) Ciclo "Movie" (film in lingua originale con sottotitoli). Razzini compare solo per dire che la copia che sta per essere mandata in onda è finalmente, dopo tante copie malmesse, un'ottima copia. Anche questo è fare bene il lavoro di curatore.
  4. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Jules e Jim (1962) Bellissima presentazione del capolavoro di Truffaut. Questa è reperibile su YouTube grazie a un utente che l'aveva registrata. Meno male che c'è YouTube...
  5. Pennies from Heaven (1981) Vista all'Archivio RAI. Qui Razzini è giustamente infastidito per essere costretto a andare in onda a notte fonda, e lo dice apertamente. Quanto al film, rivendica di avere scoperto questo musical di Herbert Ross con Steve Martin ambientato negli anni della Grande Depressione e poco noto in Italia.
  6. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Radio Days (1987) Un commento colto e piacevolissimo all'altrettanto godibile film di Woody Allen
  7. La donna del fiume (1954) Nel 1994 Razzini ha curato un ciclo su Mario Soldati uomo di cinema e televisione così succoso e ricco che meriterebbe di diventare un cofanetto... se non sbaglio, all'archivio RAI c'èla breve introduzione mandata in onda prima di questo film con la Loren. Anche Soldati andrebbe riscoperto
SI

Commenti

  • 31 luglio 2011, 19:40 di panflo

    Giustissime indignazioni che condivido appieno !! Interessante il ricordo di Razzini che tanto fece per noi cinefili. Ciao

    cancella commento cancella commento e blacklista panflo
  • 31 luglio 2011, 20:30 di jonas

    Come ho scritto da qualche parte, per me Razzini è l'anti-Ghezzi: uno che introduceva i film con osservazioni sensate e puntuali, non con sproloqui a ruota libera. Di lui ho solo ottimi ricordi: in quegli anni di cui parli non ero già più studente e d'altra parte a casa non avevamo il videoregistratore, quindi capitava spesso che vedessi film che iniziavano a mezzanotte; in particolare mi sono rimasti impressi due cicli su Kurosawa (1986) e Truffaut (1989). Inoltre concordo sull'attuale scadimento della programmazione estiva: fino all'anno scorso, mandati in vacanza i vari frizzi carloconti ecc., era la tipica stagione in cui si potevano recuperare vecchi film, mentre ora c'è stato un netto calo di livello; sospetto che il motivo abbia a che fare con l'avvento del digitale terrestre.

    cancella commento cancella commento e blacklista jonas
  • 1 agosto 2011, 10:42 di marlucche

    Concordo pienamente con l'apprezzamento per questo grande uomo di cinema...

    cancella commento cancella commento e blacklista marlucche
  • 1 agosto 2011, 15:56 di fixer

    Ghezzi fa filosofia del cinema. La sua è una solipsistica visione del mondo attraverso il cinema espressa in modo criptico, volutamente e aristocraticamente per iniziati, ma sopratutto per se stesso. Razzini è un dio sceso in terra che si illude di mediare fra il cinema nel senso serio del termina e la massa. Purtroppo, il mezzo che gli consentirebbe di farlo, dopo un felice periodo che Diego F ha giustamente e meritoriamente ricordato, è diventato uno scatolone, un contenitore di stracci e immondizia voluta da chi vorrebbe fare di tutti noi telespettatori tante falangi di rimbambiti o, almeno, intesa come specchio di quella che si vorrebbe credere "gente". A questa gente ignorante, piccolo-borghese, incolta, vanesia, pensano a Viale Mazzini e nel Palazzi, diamo ciò che si merita e cioè una tv pessima, che la contenti e la faccia sognare: quiz, varietà, balletti, filmetti da avanspettacolo ecc. Diamo un digitale terrestre che fa letteralmente bestemmiare tanti sono i problemi che ha creato, quando avrebbe potuto scegliere il sistema più adatto per un Paese orograficamente speciale come il nostro e cioè il satellitare. Lodo Razzini e i suoi sforzi: l'ho seguito e registrato e mi ha rivelato un cinema che non conoscevo e che mi ha magistralmente spiegato. Ma urlo di rabbia nel vedere come è ridotta ora la nostra TV.

    cancella commento cancella commento e blacklista fixer
  • 2 agosto 2011, 09:16 di forzasette

    Anche RAI3, ultimo baluardo di cultura, è ormai definitivamente persa. E' la fine ormai.

    cancella commento cancella commento e blacklista forzasette
  • 2 agosto 2011, 11:12 di marlucche

    che nessuno se la prenda a male ma ho sempre pensato che ghezzi piaccia solo agli studenti fuori corso di lettere... :-D

    cancella commento cancella commento e blacklista marlucche
  • 2 agosto 2011, 13:40 di Diego_F

    E' vero, c'è dello snobismo in Ghezzi, specie quando ostenta di non credere nella divulgazione, quando gode che nessuno lo vede, o quando dice di considerare la reperibilità dei film come qualcosa che toglie magia a quei film. Però lo stimo, in modo diverso da come amo Razzini, ma lo stimo. Sarà che, pur avendo studiato Legge e facendo l'avvocato, sono un eterno fuori corso (non iscritto, virtuale) di Lettere? :-D Anche se + volte ho pensato le stesse cose che hanno scritto qui panflo e fixer, alla fine lo ho sempre perdonato. A differenza di Razzini che viene dalla scrittura, credo che Ghezzi nasca come film-maker. Forse x qualche motivo ha rinunciato a fare film suoi, e ha trasformato Fuori Orario nella sua ricerca espressiva. Però, fra tante pippe e monologhi e suggestioni auto-compiaciute (ma anche auto-ironiche), Ghezzi ha il merito oggettivo di continuare a mandare in onda (anche se disordinatamente) classici, di creare nessi fra film, di intuire aspetti di estetica dell'immagine, di fare scoprire registi minori (ad es. i piccoli artigiani del noir americano), di fare arrivare in TV film dell'estremo oriente, film sovietici, ecc. Insomma, se lo guardiamo x quello che realmente fa e non x quanto si diverte a specchiarsi mentre lo fa, e se ci ricordiamo dell'attuale contesto di progressivo oblio del cinema, c'è da fargli un monumento. Dico così anche perché ho letto i suoi saggi di cinema in "Paura e desiderio", e li ho trovati molto fini. Ecco: sarà snob, ma per lo meno è uno che di cinema ne capisce e non si è mai piegato a certi diktat comunicativi x cui x fare vedere un film di ieri al pubblico di oggi bisogna farlo introdurre da una ragazza scosciata che sembra una venditrice o da un tizio trendy che ti sventola presunte "curiosità" sul film ;-)

    cancella commento
  • 2 agosto 2011, 19:51 di john merrick

    Razzini mi ricorda un periodo bellissimo,ero su per giu ventenne,affamato di cinema e mi considero fortunato perchè quelli son stati gli ultimi anni prima della catastrofe...la tv trasmetteva ad ogni ora molti film e il mio videoregistratore andava senza sosta,custodisco gelosamente tante vhs registrate in quegli anni,il citato Ventesimo Secolo lo scoprii così e di recente ho avuto la fortuna di rivederlo al cinema a Bologna in versione restaurata.I cicli di Razzini e i suoi commenti puntuali mi hanno aiutato in questa mia scoperta.Non invidio certo un adolescente che oggi abbia la stessa necessità,ok c'è internet ma non è la stessa cosa,una tv che fa cultura dovrebbe essere la normalità e sarebbe qualcosa di cui andare orgogliosi,ovviamente se vivessimo in un paese normale...oggi è il 2 agosto e in tv pare se ne siano dimenticati,scusate se sono uscito dal tema ma stamattina ero alla stazione,l'onda emotiva non si è ancora placata.Grazie Diego_F per la bella play!

    cancella commento cancella commento e blacklista john merrick
  • 3 agosto 2011, 09:12 di kotrab

    Mi aggiungo tra gli estimatori di Vieri Razzini, che in verità ho "conosciuto" solo di recente grazie proprio ai dvd Teodora, dai titoli affascinanti. Io non ho nulla contro i film di "serie B" (a parte le autentiche porcherie), però anche a me ha lasciato di stucco la programmazione di quel film con Banfi in prima serata. Non l'ho visto, ma credo che se avessero programmato (dico per assurdo ed esagerando), che so, Farfallon o Ultimo tango a Zagarol sarei stato mooolto più contento... ;)

    cancella commento cancella commento e blacklista kotrab
  • 3 agosto 2011, 09:13 di kotrab

    PS: vita senza fine alle notti di Fuori orario!!!!!

    cancella commento cancella commento e blacklista kotrab
  • 3 agosto 2011, 11:09 di Diego_F

    john merrick ti ammiro per avere avuto, a vent'anni, la tempestività di registrare tutto quel ben di Dio... ora hai un tesoro. Tanti film mandati in onda all'epoca non sono usciti e non usciranno su DVD! Allla cineteca di Bologna non ci sono ancora stato e non so quando riuscirò ad andarci (a Bologna capito poco) ma mi sono fatto l'idea che è un'oasi favolosa di buon cinema, fra proiezioni e titoli disponibili per visione... vero? PS x kotrab: lo sapevi, vero, che Goffredo Fofi negli anni '70 scriveva di preferire "Ultimo tango a Zagarol" a "Ultimo tango a Parigi"? In effetti, Franco e Ciccio negli anni in cui si sono separati hanno fatto esperimenti niente male.. di Franco Franchi sia "Ultimo tango a Zagarol" che "Farfallon" sono ciambelle riuscite col buco.. a parte che in "Ultimo tango" c'è la stupenda Martine Beswick, una forza della natura ;-)

    cancella commento
  • 3 agosto 2011, 14:32 di kotrab

    Sì, ricordavo qualcosa del genere, ma non che fosse Fofi.... Dato che ti aggrada la Beswick, se non ricordo male è anche nel notevole Quien sabe? di Damiani. Se non l'hai visto lo consiglio.

    cancella commento cancella commento e blacklista kotrab
  • 3 agosto 2011, 15:34 di spopola

    .. e io te la consiglio (la splendida Beswick) in un riduzione poco ortodossa di un celebre romanzo popolare di Carolina Invernizio , "Il bacio di una morta", realizzato per lo schermo con il più abbreviato titolo de : Il bacio" da Mario Lanfranchi nel '74: là vestiva i panni (spesso discinti) di una ballerina la perfida Nara della storia... da vedere assolutamente per lei (non per il resto) un pò Mortisia e un pò Theda Bara... truce perversa.. e flessuosa... sempre un pò sopra le righe.....

    cancella commento cancella commento e blacklista spopola
  • 3 agosto 2011, 15:42 di Diego_F

    grazie mille per queste due segnalazioni, kotrab e spopola!

    cancella commento
  • 3 agosto 2011, 17:49 di angelina

    Sono anch'io una estimatrice di Vieri Razzini e ho molto apprezzato il cofanetto da poco uscito Powell Pressburger ("Duello a Berlino","Narciso nero","Scarpette rosse") con gli ottimi contenuti speciali ,tra cui la presentazione dei film di questo grande critico cinematografico.Complimenti per la bella playlist,Angelina

    cancella commento cancella commento e blacklista angelina
  • 3 agosto 2011, 18:09 di Diego_F

    Grazie Angelina! Anch'io ho comprato quel cofanetto (il terzo x me, dopo quelli dedicati a Mitchell Leisen e a Carol Lombard).. confesso che l'ho comprato con una strana inquietudine, perché sul sito della TEODORA la pagina "il piacere del cinema" non viene più aggiornata e le uscite del 2011 (cofanetto Powell Pressburger, "Breve incontro" di Lean) mi sembra siano avvenute un po' alla spicciolata, quasi per un puntiglio generoso del nostro di darci cmq ancora qualcosa quando ormai gli scarsi ricavi su questo tipo di editoria rendono sempre + difficile x la TEODORA mantenere alta la quantità di uscite annuali... ma spero di sbagliarmi

    cancella commento
  • 3 agosto 2011, 21:48 di angelina

    Spero davvero che non sia così....mi dispiacerebbe. Ciao!

    cancella commento cancella commento e blacklista angelina
  • 3 agosto 2011, 23:02 di Marcello del Campo

    Senza nulla togliere a Vieri Razzini, i cicli di grandi film in televisione furono offerti da Pietro Pintus, Gianni Rondolino, Francesco Savio e con i tempi che corrono, anche Gian Luigi Rondi [sciarpa come Claudio G. Fava] oggi farebbe una decente figura. Da non dimenticare Luciano Michetti Ricci che, negli anni Settanta, presentò cicli televisivi su Buster Keaton e Douglas Fairbanks, e "Cinematografo: i favolosi primi vent'anni" e negli ani Ottanta "Cineclub" con film di Charles Chaplin, Louise Brooks, Germaine Dulac, Renè Clair. Pintus, Savio, Rondolino non sono mai diventati 'personaggi' e hanno 'educato' con cicli eccelsi [tutto Lang, per esempio, o Peter Watkins che molti ignorano chi sia] in un periodo di analfabetismo culturale che rendeva tutto molto più difficile. Su Ghezzi mi sono pronunciato su una play di due anni fa: chi lo detesta dovrebbe pensarci su un bel po'. Potrei esibire l'elenco lunghissimo di film offerti da Ghezzi in circa 30 anni di lavoro critico in televisione. Roba per studenti del dams? Meglio della signora di Voghera, no? Ghezzi-Heidegger-Foucault-Derrida: niente è facile per chi non 'si applica'. Non era Foucault che aprendo i seminari salutava gli allievi con discorsi esoterici per costringere i disinteressati a prendere la via dell'uscita?

    cancella commento cancella commento e blacklista Marcello del Campo
  • 4 agosto 2011, 09:20 di Marcello del Campo

    E Ernesto G. Laura, - per chi non ha la memoria corta. Ciao.

    cancella commento cancella commento e blacklista Marcello del Campo
  • 4 agosto 2011, 17:39 di Diego_F

    Grazie delle informazioni utilissime, Marcello del Campo. Sul web è difficilissimo trovare notizie su questi cicli andati in onda prima che nascessi o quando ero bambino, per cui invece nutro molto interesse. Nei mesi scorsi, mi era venuta la curiosità di sapere quali film avesse programmato Rondi in un suo ciclo di metà anni Sessanta sulle dive degli anni '30... niente: almeno x me, notizia introvabile... neanche il pur piacevolissimo libro di Fava ("Clandestino in Galleria") aiuta molto a sapere nel dettaglio quali titoli erano programmati da questi critici (dà ovviamente qualche notizia sui cicli curati da lui, e un'enorme quantità di aneddoti gustosi). ultimamente ho scoperto un blog interessante dove un collezionista del Radio Corriere recupera e commenta molto bene vecchi palinsesti, ad es. la programmazione RAI del 12 giugno 1973... mi sono fatto l'idea che la quantità di cinema che passava in TV prima dell'avvento delle private fosse molto, ma molto ridotta..

    cancella commento
  • 4 agosto 2011, 18:59 di Neve Che Vola

    Che sappia io, Fava ha un blog di cui non ricordo il nome. Magari è disponibile a rispondere a questo tipo di domande.

    cancella commento cancella commento e blacklista Neve Che Vola
  • 4 agosto 2011, 19:07 di Neve Che Vola

    http://clandestinoingalleria.blogspot.com/ (si chiama proprio Clandestino in Galleria, ma forse già lo conosci).

    cancella commento cancella commento e blacklista Neve Che Vola
  • 5 agosto 2011, 14:59 di Diego_F

    grazie Neve che Vola. sì, conosco quel blog...

    cancella commento
  • 8 agosto 2011, 06:53 di Baliverna

    RIPUBBLICO SENZA ERRORI.... Condivido tutto quello che c'è scritto. Anch'io mi registravo i film dei cicli di Vieri Razzini, e ne ho conosciuti molti di belli grazie a lui. Faccio anche notare un fatto. Mi pare che sulla fine degli anni '80 i suoi film andavano in onda attorno alle 22.30. Poi, quando io iniziai a registrarmeli, cioè attorno al 1992, lo avevano già spintonato alle 23.15. Più in là si ritrovò ad andare in onda alle 0.15. Per gli ultimi appuntamenti mi pare che lo avessero relegato attorno all'1.15. Poi è scomparso dalla scena. Inutile ribadire qui il valore del suo contributo per far conoscere il buon cinema al pubblico (alla fine solo ai nottambuli o a quelli muniti di videoregistratore). Sorvoliamo anche sul caso Pasquale Zagaria. Segnalo, invece, che Rai Movie ha trasmesso nei mesi scorsi in prima serata i film di Pierino di Alvaro Vitali, che una volta si vedevano solo sulle piccole tv private locali, e che la Rai si vergognava di mettere in onda. Ora non se ne vergogna più

    cancella commento cancella commento e blacklista Baliverna
  • 18 novembre 2011, 15:39 di gretagarbo

    Vieri Razzini è e resterà un mito per chi ha amato, ama e amerà il cinema, per l'intelligenza somma delle sue presentazioni, per la scelta dei titoli da proporre, e per il suo operato di tutta una vita, Teodora da ultimo ma non per ultimo. A lui un grazie dal profondo del mio cuore cinefilo e a Diego grazie per averlo qui riproposto come argomento

    cancella commento cancella commento e blacklista gretagarbo
  • 20 novembre 2011, 17:17 di Diego_F

    Grazie a te per il tuo intervento in questa play! Un po' per caso, nei mesi dopo che l'ho scritta, grazie alla scoperta del formidabile archivio de La Stampa on line, ho potuto ricostruire ancora meglio il lavoro di Razzini curatore a partire dagli anni '80... e mi sono potuto togliere parecchie curiosità sulla storia del cinema in TV e sui cicli nelle varie epoche. Consiglio a tutti quelli che hanno interessi di questo tipo o in generale interessi storici di fare una navigata: è un'autentica miniera di notizie

    cancella commento

Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?