DISCONTINUITA'
Il nuovo trend politich(aziendal)ese si riempie la bocca, ultimamente, di riferimenti continui (scusate il bisticcio) alla discontinuità
Fino all'altro ieri “assenza di costanza”, in una accezione denigratoria universalmente riconosciuta, oggi sinonimo di frattura e repentino cambio di direzione, rinnovamento, riforma, riorganizzazione, spirito moderno.
Anzi che ci abbiano risparmiato la solita anglofobia arruffata; ora si pesca direttamente dall'italiano incruschito, da rivalutare con libera interpretazione.
Anche Benedetto XVI si è affidato all'Ermeneutica della continuità e della riforma in contrapposizione ad un'inquietante Ermeneutica della discontinità e della rottura (chissà come saranno soddisfatti i bimbi che continuano a morire di fame e stenti - sempre uno ogni cinque minuti precisi, ma nessuno in Svizzera -).
Fisicamente il mondo è già una discontinuità per suo conto, ma parliamo di fotoni ed elettroni, di sequenze on/off (tanto per non tradire il rigurgito anglofono).
Ed intanto, sul piano di questa presunta, mirabolante e decantata discontinuità, non si muove una foglietta che è una ed al massimo apre un ministero del Monopoli a Monza, o si polemizza sulle 40 macchine blu a disposizione del Colle (“sono solo 35” recita una laconica replica da brividi dello staff presidenziale), o si tengono le camere aperte ad Agosto (e quei poveri parlamentari che hanno prenotato le Seychelles?!?), ma vuoi mettere discontinuità con innovazione? Tutta un'altra musica...
- Ragazze interrotte (1999)
- Gli irregolari di North Avenue (1979)
- ...continuavano a chiamarlo Trinità (1972) ...qualcuno lo discontinui, vi prego!
Commenti
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6 agosto 2011, 09:43 di panflo
Attento , qualcuno ha appena scritto che non vuole politica sul sito......
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6 agosto 2011, 10:07 di dedo
Un tempo si poteva dire:" basta !!!!! Sono stufo !!!!. Cambio nazionalità ed me ne vado !!!!. Oggi è inibita anche questa possibilità e subentra la rassegnazione.
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6 agosto 2011, 11:18 di LAMPUR
Cambiare nazionalità. Bell'esempio di discontinuità.
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6 agosto 2011, 11:21 di LAMPUR
Chi sarebbe questo qualcuno? Già sono abbastanza a dire cosa e a chi si può scrivere... ;)
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6 agosto 2011, 12:28 di maghella
...per lo meno non cominciamo ad autocensurarci...grazie =D Bravo Lampur, bella play. Posso cogliere l'occasione, prendo in prestito il tuo spazio, per dire che a me era piaciuta anche la play che aveva fatto Alfacoterolo l'altro ieri...che poi è stata levata (capisco il motivo, ma non lo condivido)...Perciò "fanculo" alla dicontinuità, fanculo ai parlamentari che è bene che vadano a sbancalare un po' di roba nei magazzini prima di parlare, alle auto blu, che si spacchino tutte e vadano un po' sui mezzi pubblici, a pagamento, fanculo a chi parla di ironia e poi non la capisce mai quando viene rivolta a lui. Grazie Lampur, ho avuto un moto di ribellione, ora sono ritornata in me...cancella pure il commento se non lo trovi appropriato, capirò...=D
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6 agosto 2011, 13:42 di panflo
@Lampur è il penultimo commento nella playlist prima della tua. @Maghella mi ha detto il cane Pinkerton di scrivere "fanculo i gatti" ma mi pare poco serio....
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6 agosto 2011, 16:41 di LAMPUR
Ora che Tremonti ci cambia la Costituzione (Tutto ciò che non è vietato, è permesso) coi giochini di parole che troveranno le più arzigogolate interpretazioni, hai voglia a parlare di cose vietate truccate da lecite.. eh eh.. che Paese ragazzi...
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6 agosto 2011, 16:47 di LAMPUR
...a proposito, non ho potuto commentare il buon nandolustig, utente suscettibile sugli argomenti da esporre in sito, in quanto, dall'alto della sua magnanimità, mi tiene blacklistato (orrore! del resto è un fan del genere...) da diverso tempo...
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6 agosto 2011, 19:33 di panflo
Per i politici però non si applica, perché vige da sempre la loro "Anche ciò che è vietato è permesso."
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8 agosto 2011, 09:00 di GIANNISV66
Troppo spesso la politica si è rivelata l'arte di usare paroloni e proclami al solo scopo di produrre fumo negli occhi dell'elettorato e, di fatto non cambiare alcunché (tanto a destra come a sinistra, Veltroni ad esempio è sempre stato uno che ama i proclami ad effetto, tranne poi non far seguire a questi alcunché di concreto). Se riconosciamo alle parole il loro reale significato allora sarà bene ricordare ai signori che ci dovrebbero rappresentare che POLITICA deriva da un termine greco che tradotto suona come"le cose della città/comunità" ovvero, in senso lato, tutti gli atti e fatti che riguardano la vita di una collettività, insomma la "cosa pubblica" (Res Pubblica......questo non dice nulla?). Un simile concetto se applicato alla vita reale prevede poche parole e molti fatti, esattamente l'opposto di quello che fanno coloro che definiamo "politici".
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