INTERIORS
Il tavolo è abbastanza largo per allungarci le gambe senza toccare nessuno degli altri quattro, è rotondo. " Legno duro" Wade si stira fino alla punta degli stivali"Cosa ne farei quando non sarà più un tavolo col piano staccato e sbrecciato, quando non servirebbe più, quando sarebbe solo legno rovinato, cosa potrei farci ?" Ancora pensieri distruttivi, incontrollati e dolorosi quanto il mutare degli affetti che gli rovinano addosso. Davanti a lui Ed Crane che cerca di guardare oltre la finestra, ci vede anche troppo, luci di palazzi che si accendono intermittenti, un fumo denso che sale verso il cielo nero. Sa di custodire delle verità ma sono così profonde che non ha la chiave per liberarle, il fumo della sua sigaretta si allarga come un'esplosione. A fianco il professor Unrat che negherebbe di essere troppo vecchio e di voler fare il giovane nell'età in cui un figlio rigenera il cerchio della vita. Apre e chiude con uno scatto l'orologio da tasca come se potesse immobilizzare il tempo, ma nessuno lo rispetterebbe. Non ha più niente da insegnare. Un posto più in là, Glauco, lui sa andare fino in fondo, si è spogliato del senso inutile della vita, nulla gli importa in questa società del benessere. Odia gli altri seduti intorno a lui, potrebbe ucciderli ridendo, ma sa che sarebbe inutile. E' rassegnato a non uscire da quel posto anche se restasse solo. Le pareti della stanza sono di un colore pallido, i pochi oggetti disposti in un ordine maniacale, forse mai adoperati, inutili. Il quinto uomo Hugo Barrett ama il comando ma non può fidarsi di nessuno. Ha sotto controllo tutto e una memoria di ferro. Vive nell'ansia del tradimento così il suo dominio è relativo e fugace come il suo umore mutevole. Non ha paura della morte perchè non sa immaginare, non lo rivelerebbe a nessuno, tantomeno a una donna. La luce di fuori dona forme inconsuete all'interno della stanza. Stanno quasi tutti con i gomiti appoggiati sul tavolo e le guance schiacciate dai pugni delle mani,pensando che a quell'ora qualcuno dovrebbe cominciare mentre le ombre tremano sul muro.
- Affliction (1997) Wade, uomo del fare un sacco di cose, ci prova e sbaglia continuamente. Il classico soggetto virile fallito fino al midollo, non si può però non volergli un pò di bene.
- L'uomo che non c'era (2001) Ed Crane, vuole svoltare la propria esistenza per eccesso di monotonia. Arriva fino a uccidere quasi inconsapevolmente , innesca drammi e conseguenze fino all'epilogo finale senza rendersene conto.
- L'angelo azzurro (1930) Il professore Immanuel Unrat per un amore impossibile si autodistrugge fino alla morte, la cultura non lo salverà. Il suo grido dà uno dei brividi più tragici e veri della storia del cinema.
- Dillinger è morto (1968) Glauco è l'icona dell'uomo contemporaneo, ha tutto e niente lo soddisfa.Si spoglia di ogni ossessione, supera ogni barriera alienante, si trasforma nel superuomo per ritrovarsi al punto di partenza, forse ancora peggio di prima.
- Il servo (1963) Hugo Barrett servo alle dipendenze di un ricco e decadente signore, ne sfrutta le debolezze e si sostituisce a lui in un delirante gioco al massacro e di dominio classista. Ma la felicità non è alla sua portata.
Commenti
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9 agosto 2011, 05:40 di LAMPUR
Bella tavolata di contrasti cupi.
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