Stanley(amoci)? No, alle(n)iamoci, poco Woody, nello "stallonismo"
Sì, lo stivale italiano ha sempre portato su un "piatto d'argento" Sylvester Stallone, per gli amici Sly, perché lo voleva sempre secondo al Cinema "più alto" di Stanley Kubrick.
E' giusto che, ora, a furor del popolo che l'osannò nell'Osanna (canto vagamente ambiguo della religione più "ortodossa" e giudeocristiana), Stallone batta Stanley sul ring, col suo ringhio che, felino, poco ha da spartire con questo Kubrick professorucolo che si professa, anche ora defunto e forse "compianto", fanatico di Federico Fellini.
Ma dai, è ai gusti del Falotico da cui bisogna apprendere, se non volete che la vostra vita s'appenda. Il labbro di Sly "pende", sì, ma in mezzo alle gambe sa bascular il "pendolo".
Dunque, sia aperta la sfida fra l'Uomo balboiano e l'ometto "grigio" che, durante vari backstage, abbiamo appurato che, lentissimo a spinger i tasti, non ha neanche frequentato un adeguato corso di dattilografia, e neppure di "stenografia". Diciamocela, chi capisce i suoi film parla la sua lingua?
Firmato il Genius
(Stefano Falotico)
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2001: Odissea nello spazio (1968) Prima del distrofico astrofisico Stephen Hawking, Kubrick "carpì" il Big Bang, zigzagando alle origini del Temp(i)o e delle sue "tempie", ascese a mitologie australopiteche donando a una scimmia il monolite che fu la "scintilla" michelangiolesca dell'inizio delle liti. Le scimmie "progredirono" in "sapienti" uomini che impararano presto l'onanismo con babbuina, Mel... brooksiana "voracità" e, da "gobbi" si (e)ressero "in piedi". Anche Marlon Brando di Fronte del porto, "caduto", urlò perché i sindacati l'avevano reso "affamato" come uno di Neanderthal.
Le caleidoscopiche "luccicanze" di Stanley Kubrick, in un "infinito" ondivago fra regressioni infantili da "culla" e il cullarsi nelle campagne inglesi, in compagnia della sua intelligenza artificiale poco spielberghiana. -
Shining (1980) Il "lupo" lavora tutto il giorno nello stanzino, e la moglie vuole, invece, che la soddisfi. Che esca in giardino col "piccolino" e poi "la" spupazzi senza "pigiamino", ma pigiando e "vendemmiando".
Torrance, con la voce di Giancarlo Giannini, "impazzirà" e diventerà "pacinesco", e, nel labirinto del non raccapezzar più la via "giusta", si raffredderà, imbizzarrendosi in un gelido inverno shakespeariano, urlando, eroticamente, poi: "La mia figa per un cavallo!" - Full Metal Jacket (1987) Coscienze non ancora "dure", ammaestrate a "tirar fuori i coglioni", con un sergente istruttore alla Trapattoni che prenderà "in cura" un obeso dall'indole vendicativa. Soltanto, il Joker, in quanto "demente", si salverà, citando John Wayne contro ogni orizzonte di gloria. Sì, John Ford...
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Eyes Wide Shut (1999) Questa Kidman immolata al godimento voyeuristico di Stanley, che prova vari abiti e poi lascia che una delle tante gonne scivoli perché un pubblico di borghesucci "liofilizzati" possa urlare: "Che culo!". Il dottorino Cruise, "intruso" a una festa orgiastica, mascherato come al carnevale di Venezia, scandalizzerà, nel finale, la figlia col suo dobbiamo "Scopare!".
"Papà, che significa?". E lui: "Voglio che tu tenga gli occhi aperti e capisca che sono come Jack Nicholson".
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Rocky (1976) Quest'Uomo umiliato, "saccheggiato", che s'"idolatrerà" da solo con un'Adriana per "tacchini" intimiditi al buio.
Un Uomo che suda, si riesuma, resuscita, suscita commozione dopo quelle cerebrali che gli furono inferte. Le "ferite" dell'Uomo che non (si) "cuci(ne)rà" mai. -
Rambo (1982) Emarginato, traumatizzato del Vietnam, subisce le angherie d'uno sporco, laido cafone che fa lo sceriffo, e dei suoi scagnozzi ritardati e irriguardosi per un eroe di guerra.
Si scatenerà la furia omicida, "a risarcimento" dell'"Oltre al danno la beffa". Finiranno tutti morti ammazzati, tranne il protagonista, che sarà consegnato alla "giustizia", "ammanettato" e "arrestato", ma già sotto contratto per molti seguiti. Della serie "John Rambo non lo arrestate". Neanche se lo consolerete con una mignottona-gran patonza dell'Estate di Riccione. - I mercenari - The Expendables (2010) Questi "fallitacci", tipi poco "raccomandabili", con fisici intagliati "nella carta igienica", ma dallo Sguardo svelto e "tagliato" e i coltelli tra i denti e taglienti. Questo Mickey Rourke, filosofo-menestrello con zoccola d'ordinanza, che orina frasi da mentecatto per dei mitici "balordi" che lo festeggiano anche al suo compleanno. Capolavoro assoluto, altro che Kubrick!
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