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24/08/2011 h. 20.10 Film da ricordare

Fedor Michajlovic Dostoevskij al cinema

Fedor Dostoevskij è considerato uno dei più grandi scrittori della letteratura russa, autore di numerosi capolavori fra cui I fratelli Karamazov, L'idiota e Delitto e castigo. Il cinema si è spesso ispirato alle sue opere con numerosi adattamenti: non tutti sono grandi film, ma alcuni registi sono riusciti a trasporre con grande talento il tormento e la ricerca della verità dei personaggi partoriti dalla fantasia del grande romanziere. 

  1. L'idiota (1951) Forse il migliore fra i tanti adattamenti da Dostoevskij: Kurosawa riesce nel miracolo di restare fedele alla pagina dello scrittore russo pur spostando l'azione dalla San Pietroburgo dell'800 al Giappone post-bellico. Impressionante l'interpretazione di Masayuki Mori nel ruolo del "folle" Kameda/Mysckin, ma notevoli anche Toshiro Mifune come Akama/Rogozin e la "dark lady" Taeko Nasu, modellata sulla principessa Nastasja e interpretata dalla grande Setsuko Hara. Sconvolgente la sequenza della veglia sul cadavere di Taeko, geniali invenzioni di regia come la mancata esecuzione rievocata da Kameda e percepita dallo spettatore grazie all'uso del sonoro. La critica si divide sul suo valore, ma per me resta un grande film.
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Le notti bianche (1957) La purezza dell'amore romantico. Visconti rende un ottimo servizio al testo dostoevskyano creando un'atmosfera magica e sognante in cui inserire la vicenda di Natalya che aspetta il ritorno del suo innamorato a cui si era promessa un anno prima, e nel frattempo alimenta le speranze di un giovane incontrato casualmente, che si innamora di lei. Scenografia completamente ricostruita in studio che simula il labirinto di viuzze di una città innominata che dovrebbe essere Livorno; eccellenti interpretazioni di Mastroianni e Maria Schell. Dallo stesso racconto fu tratto anche Quattro notti di un sognatore di Bresson, altrettanto riuscito anche se più raffreddato nei contenuti.
  3. Così bella, così dolce (1968) Dal racconto "La mite", la storia di un inferno coniugale in cui il rapporto fra marito e moglie è costruito secondo una logica di possesso e sfruttamento (il marito gestisce un banco dei pegni e riversa la sua avidità anche nel rapporto con la moglie, nevrotizzandola e portandola lentamente al suicidio).  Questa "femme douce" è una donna che vive secondo un proprio codice morale e decide di andare nella direzione opposta a quella della società materialista che la circonda, a costo di un terribile isolamento interiore; tuttavia, nella sua scelta di morire non c'è una sconfitta, ma una dichiarazione di estraneità alle regole del mondo circostante che la rende una tipica eroina bressoniana. Narrato con il consueto stile scarno ed essenziale del regista, è un film di grande intensità in cui brilla la bellezza e il talento di una Dominique Sanda al suo esordio.
  4. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Delitto e castigo (1983) Sembra che il miglior adattamento "fedele" del capolavoro letterario sia il film del 1935 di Pierre Chenal, definito da Morandini "un film che ancora oggi conta per il duello attoriale Blanchar-Baur di cui il regista sfrutta magnificamente l'istrionismo, e per l'atmosfera febbrile di morbosa tensione per questa storia di una caduta e di una redenzione". Fra gli adattamenti "infedeli", il migliore è Pickpocket di Bresson, che spesso si ispirò allo scrittore russo.
  5. Karamazov (1958) Il film di Richard Brooks è il più famoso adattamento del grande romanzo I fratelli Karamazov, ma non viene ritenuto dai critici all'altezza della fonte letteraria (Morandini ne parla come di un "digest" in cui sembra di assistere alla lettura dell'indice del romanzo). Anche le altre riduzioni, in genere, sono ritenute poco riuscite.
  6. I demoni (1987) Anche qui, un grande regista come il polacco Wajda per un adattamento ritenuto mediocre dai critici.
  7. 40.000 dollari per non morire (1975) Forse il miglior adattamento cinematografico de Il giocatore dello scrittore russo: per Morandini "un film - scritto benissimo da James Toback - di dolorosa intensità: è uno spaccato memorabile di America amara con un'interpretazione notevole di J. Caan e un epilogo straziante".
SI

Commenti

  • 24 agosto 2011, 23:02 di ed wood

    C'è solo l'imbarazzo della scelta: certo è che uno scrittore che ha influenzato registi tanto distanti quanto Kurosawa, Bresson e Visconti deve essere stato un genio! :-) Inoltre pensavo ora che anche un Herzog, in film come Wojzeck e Kaspar Hauser, abbia ritratto veri e propri "idioti" dostojevskiani...

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  • 24 agosto 2011, 23:23 di Marcello del Campo

    Attualizza "Delitto e castigo" il Kaurismaki del 1983], ma è uno dei film più vicini al mondo dostoevskiano; "Partner" [o "Il sosia"): Bertolucci è troppo giovane e combina un pasticcio. "Il giocatore" di Claude-Autant Lara (1958) vale solo per Gerard Philippe; "Il grande peccatore" di Siodmak (1949), ispirato al "Giocatore" è un'americanata come "I Karamazov" di Brooks. "Ho ucciso" di von Sternberg (1938), sempre "Delitto e castigo", vale Peter Lorre; "Raskolnikow" di Robert Wiene (1923) è dimenticabile. A parte i titoli in lista, la televisione ha fatto di meglio.

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  • 24 agosto 2011, 23:52 di Diego_F

    E' filmabile, Dostoevskij? Quando da ragazzo lo leggevo con immedesimazione e avidità, ero convinto di sì, perché Dostoevskij mi sembrava il mago dell'intreccio e dell'esplorazione senza sconti dell'animo umano... dunque sognavo trasposizioni cinematografiche fedeli, immaginavo i volti di attori più adatti ai personaggi... poi però mi sono reso conto che col cinemaha avuto miglior fortuna Tolstoj: un motivo deve esserci. forse il problema è la densità. Dostoevskij è scrittore di contorcimenti dell'anima, discese agli inferi, religiosità drammatica e inquieta... una buona trasposizione cinematografica di Dostoevskij ha bisogno di attori e colonna sonora più che di sceneggiatori e registi... anche per questo, come dice Marcello del Campo, la TV ha fatto meglio. resta il film di Kurosawa, che non ho visto ma di cui la tua recensione mi mette appetito

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  • 25 agosto 2011, 00:37 di maldoror

    Citerei Andrzej Zulawski, perchè L'amour braque è una (personalissima) versione cinematografica de L'idiota, e La femme publique ruota tutto attorno a I demoni di Dostoevskij; e poi perchè in generale tutto il suo cinema è attraversato da personaggi, tematiche e inquietudini (la fede, l'angoscia della libertà, la morte di Dio) che rimandano allo scrittore russo, che infatti costituirebbe una sorta di ossessione per il regista, secondo quanto ammesso da lui stesso.

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  • 25 agosto 2011, 00:56 di Marcello del Campo

    Sta a vedere che Dostoevskji attraversa tutta la storia del cinema!

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  • 25 agosto 2011, 11:14 di steno79

    Ringrazio tutti per gli interventi. Non riesco a capire perchè, avendo inserito la playlist nella categoria "Film da ricordare", il sistema non mi ha poi consentito di inserire una foto, visto che i film scelti sono tutti famosi e le foto c'erano sicuramente... se qualcun altro vuole intervenire su Dostoevskij, i commenti sono sempre graditi

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  • 25 agosto 2011, 19:10 di Mr.Klein

    Sarebbe giusto ricordare anche "L'idiota" televisivo con l'imperdibile terzetto Proclemer-Albertazzi-Volonté(venticinquenne):fascino e bravura inarrivabili.

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  • 25 agosto 2011, 20:27 di maurri 63

    Sarà anche molto insolito, ma "Match point" di Woody Allen "è" Delitto e castigo. E Woody ci aveva già provato, con "Amore e guerra"...Ps anche io, che non l'ho visto, corro a recuperare "L'idiota" di Kurosawa!

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  • 27 settembre 2011, 13:15 di Utente rimosso (pgll)

    Mi piace questa playlist ma ho un problema ... non ho visto neppure un film tratto da Dostoevskij! E se devo dirla tutta non "amo" Dostoevskij (sebbene ne riconosca la grandezza) nel senso che l'ho letto ma non lo rileggerei. Più che le sue opere, mi ha sempre più appassionato la critica alle stesse e soprattutto il fatto che egli sia così amato in occidente e così meno amato in patria. Così profondamente russo eppure come nato nel posto sbagliato (e se Puskin, o Tolstoj sono l'apollineo Dostoevskij è il dionisiaco - ma questo è un pensiero mio e qualche critico potrebbe ribaltarsi sulla sedia!). In definitiva quindi non ho una gran foga di vedere questi titoli, forse solo "Le notti bianche" di Visconti mi incuriosisce veramente. Perchè amo visconti e "Le notti bianche" è un opera un po' a se stante.

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  • 27 settembre 2011, 21:07 di steno79

    @pgll Ti consiglio davvero di vedere Le notti bianche di Visconti, mi sembra che in questo film Mastroianni sia una perfetta esemplificazione del "sognatore" del racconto dostoevskjano, e io ci ho trovato davvero un'atmosfera magica in cui il romanticismo non stona affatto. I film di Bresson tratti dallo scrittore sono invece di stampo diverso, ma, se ti piace Bresson, ti piaceranno....

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