
Un liquefatto mio "starnuto" non fu pennuto, semmai mi spenno
Ah, quanto dolore v'affligge, rinchiusi nella lobotomia d'una scarnificata compassione, al martirio, in "imperiose" grida osannanti, questo vostro biascichevole indurvi un trauma, nell'"impellicciata" maschera sociale che tanto v'"imbelletta", quando mai la smetterete d'inveirmi contro con questo chiassoso, vostro "torturarmi?". Ah, la mia tortura, navigando va, assorta nel "campanello" acuto che si serba in sé, contro ogni diserbante a cui, in un dondolarmi, "riappacificato" non sono.
Ah sì, certo, certissimamente, l'avete per caso certificato che dovrei "starnutire" a quel che mi costringerebbe il "raffreddore" e al raffreddar la mia carne che, invece, impetuosa, "sciroccata" nel mio effluvio, non placidamente s'effonde?
Mi professo Genius, e forse ironizzai parecchio sul (non) esserlo, tanto che taluni "precipitarono" nell'equivoco, "evocando" ambulanze a sirene spiegate perché "calmassero" il tonante intonar i miei colori alle "luci rosse".
Ad esse, in un rosseggiante mio "raggomitolarmi", con gote più che rose(e), porgo le spine a chi volle spennarmi, ché, "pennuto" mi spengo quando mi "dolgo" e, quando "mal" mi coglie, impennandoLo vado "volando", con un volante "schietto" tra le mani come una cannuccia attaccata al "manubrio" delle mie labbra. Labbra che considererete "ossidriche, ah sì, voi ossidati nel "tepor" del perbenismo che tanto soffocar (non vi) fa. Labbra che leccano, "clacsonizzanti", l'asfalto, l'ombra del mio godermi tra linee bianche, vigneti con vendemmiatori neri, e animali dal vago profilo antichrist.
Se la volpe voleva l'uva, le vulve tremeranno alla "banda" del mio scorazzar "in bestia". Come una favoletta di Esopo denudata dalla mia Mesopotamia.
Sì, comprate pure l'appena sfornato pane e, poi, già "sformati" da stress di "logorree" lavorative, non infornate la vostra mogliettina, preferendo persino il "cacio" al Calcio. Io sono ottomano, nel Senso "millepiedi" del mio giuocarle di pelle "feticista" e, se proprio voglio un godibile spettacolo, mi guarderò la registrazione di Manchester-Arsenal, un 8-2 secco, con Rooney "rourkiano" (patì come Lui) che insacca non più di spelacchiata "pelata", ma "rigorosamente" su Punizione.
No, datemi retta, la vostra vita è spesso ruggine, e io m'accomodo, comodamente in poltrona, con la "doccia" del mio film preferito.
E' ora che il Re viva anche solo di allori. Io diedi, mi bastonarono ma, a differenza di voi, non cammino col bastone.
Il mio "bastione" è in mezzo alle gambe che scalpitare "ossequiano" chi Lo "spenna". E, "gentilmente", ora, dopo "fatiche-falotiche", altro che Ercole, lascio riposar l'"ercolino".
Firmato il Genius
(Stefano Falotico)
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