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02/09/2011 h. 09.59 Film da ricordare
Ricordo di Joan Crawford nel giorno della nuova Mildred a Venezia

Ricordo di Joan Crawford nel giorno della nuova Mildred a Venezia

Oggi a Venezia viene presentato “Mildred Pierce”, l’attesa nuova versione per la TV del romanzo di James Cain, per la regia di Todd Haynes, con Kate Winslet. Su cinerepublic c’è un post di maghella sull’evento, che giustamente festeggia la ripresa di questo interessante personaggio femminile della letteratura americana e rende onore alla memoria della diva che per prima gli diede volto.
 
Ma a parte noi di FILM TV, quanta parte del pubblico italiano si ricorda di Joan Crawford?
 
Constato un’assurdità: la sua versione de “Il romanzo di Mildred”, riconosciuto classico del noir anni Quaranta, in Italia non è mai uscita su DVD. Per fortuna, viene mandata spesso in TV. Inoltre, sempre per fortuna, è presente nel cofanetto di metallo “La collection Joan Crawford” edito in Francia (acquistabile da internet), con tanto di doppiaggio italiano originale e sottotitoli in italiano.
 
Poi basta fare un giro sul web per scoprire che – rispetto a una filmografia copiosa che va dagli esordi nel muto negli anni ’20 fino a un episodio della serie televisiva Night Gallery diretto nientemeno che da un giovane Spielberg – sono disponibili su DVD solo pochissimi fra i suoi film: i due classici degli anni ’30 “Grand Hotel” e “Donne” e i due gioielli della maturità “Johnny Guitar” e “Che fine ha fatto Baby Jane?”. Fortunatamente a fine settembre uscirà in DVD “So che mi ucciderai”, per cui fu candidata all’Oscar. Due buoni film degli anni ’40 (“Perdutamente” e “Anime in delirio”) sono stati editi in DVD negli anni scorsi, ma adesso risultano fuori catalogo.
 
Uno che di cinema conosce quello che gira su DVD, rischia di pensare che l’unica cosa da ricordare di questa attrice è il suo essere stata talmente piena di sé e vessatoria coi figli adottivi che la sua stronzaggine è stata immortalata in “Mammina cara”. Il che francamente mi pare troppo.
 
Meno male che in questi anni le TV, oltre a programmare spesso “Il romanzo di Mildred”, “Johnny Guitar” e “Che fine ha fatto Baby Jane?” hanno continuato a trasmetterne alcuni altri.
 
Non dico che questa rimozione sia direttamente imputabile alla figlia adottiva Christina, che dopo avere scoperto di essere stata diseredata dalla madre, decise di scrivere e pubblicò l’omonimo libro, dando della diva nonché testimonial e poi manager della PEPSI-COLA (fino ad allora molto amata in patria), il ritratto di una donna imperiosa e irascibile, patologicamente bisognosa di essere al centro dell’attenzione, oltre che convinta dell’utilità formativa di metodi disciplinari molto duri.
 
Penso che la scelta di parlare il meno possibile dell’attrice - se non come di una cattiva madre-  è stata dei media. Probabilmente, ricordare la madre con la figlia ancora in vita è parso sconveniente.
 
30 anni da Mammina cara mi sembrano un tempo sufficiente per rendere giustizia alla presenza cinematografica di Joan Crawford. Altrimenti, una finzione con pretese di verità (Faye Dunaway che nella scena madre di “Mammina cara” urla alla bambina “Niente grucce di ferro che ci fanno le grucce di ferro in quest'armadio…”) cancellerà la vera finzione, cioè i film con questa attrice. Sull’argomento “Mammina cara”, rinvio al post di maghella su cinerepublic del marzo 2011.
 
In Italia, il ricordo è ancora più difficile perché al fattore “Mammina cara” se ne sono aggiunti altri tre: la traduzione dei titoli dei film, la scelta della doppiatrice e la perdita dei doppiaggi originali.
 
Traduzione dei titoli: molto spesso, i suoi film in Italia sono stati ribattezzati in un modo fuorviante, che oggi li fa apparire più incartapecoriti di come sono: “Sadie Mc Kee” diventò “Tormento”, “Humoresque” (una tecnica di suono del violino) diventò “Perdutamente”, “Daisy Kenion” diventò “L’amante immortale”, “This woman is dangerous” diventò “Perdono”, e così via.
 
Doppiaggio: fino a metà anni ‘50 in Italia Joan Crawford fu doppiata da Tina Lattanzi, perché quest’ultima, dopo avere inventato la fortunata voce italiana di Greta Garbo, pretese e ottenne dalla MGM l’esclusiva su tutte le star del suo comparto femminile. Tina Lattanzi era un’ottima attrice, e cercava di adattare le voci alle personalità delle dive, però aveva un timbro vocale molto diverso da quello un po’ roco e sensuale della Crawford e poi usava il birignao (la “esse” arrotata) che oggi suona artificioso (mentre la Crawford aveva una dizione pulita, senza giochi di pronuncia).
 
Copie dei film: di molti interpretati per la MGM a inizio anni ’30 la copia italiana è andata perduta o distrutta. Temo che film niente affatto malvagi come “Paid” (“Debito d’odio”) del 1930, “Possessed (“L’amante”) del 1931, “Sadie Mc Kee” (“Tormento”) del 1934 non usciranno mai in versione italiana DVD, perché il doppiaggio originale è andato perduto e l’investimento per fare un doppiaggio o anche solo i sottotitoli non sarebbe conveniente per nessun produttore di home video.
 
Forse Joan Crawford non è stata un’attrice sublime, da applauso a scena aperta. Per tutta la vita, evitò il teatro perché aveva paura di trovarsi davanti alla platea. Nei personaggi tendeva a mettere una parte di sé e aveva una gamma espressiva più limitata, per dire, di Bette Davis. Però, dentro questa gamma espressiva era potente. Sapeva rendere benissimo l’attenzione, la rabbia che monta, lo sgomento, la femminilità che pungola l’uomo a decidere, la tensione erotica che si scioglie. Aveva gli strumenti del mestiere di una che si era formata nel cinema muto: riusciva a fare intuire il passato di un personaggio con uno sguardo, a esprimere sentimenti con una piega della bocca. Piccola di statura (1,60) era dritta, flessuosa, con belle spalle larghe che negli anni di Mildred Pierce esaltava con le spalline. Dicono che dedicasse ore al trucco e alla scelta dei costumi.
 
Proverò a raccontare il suo fascino per me intatto attraverso 7 film, lungo l’arco di due decenni.
 
NOTA: non inserisco “Johnny Guitar” e “Che fine ha fatto Baby Jane?” perché sono due cult che non hanno bisogno di essere ricordati: la quantità di validissime recensioni pubblicate dagli utenti di FILM TV ne è una testimonianza. Tranne “Donne” i film di questa play-list, per quanto interessanti, sono imperfetti. Come nel corpo delle donne, anche nei film trovo che un’imperfezione è stimolante.

  1. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Donne (1939) Trasposizione MGM di una commedia anni ’30 di Clare Booth Luce (che dopo la guerra fu ambasciatrice USA in Italia). Dopo quasi 15 anni di carriera (prima nel muto, poi in una fortunata serie di film di cassetta della MGM), quando il suo astro sembra destinato al tramonto, Joan Crawford risorge ottenendo qui da George Cukor il ruolo della stronza Christal Allen, in cui può tirare fuori le sue unghie da pantera. In questo film corale più lungo della media, la nostra, in gran forma, compare in poche scene tutte memorabili, specie quelle in cui duetta con Rosalind Russell. EFFERVESCENTE.
  2. L'isola del diavolo (1940) Produzione esotica, ancora targata MGM, che racconta la fuga, attraverso foreste e oceano, di un gruppo di ergastolani guidati da Clark Gable, cui si aggiunge una ex puttana disincantata e spiccia molto ben interpretata da Joan Crawford. La chimica fra l’omone Gable e la piccoletta di temperamento Crawford funziona benissimo. C’è anche Peter Lorre che fa il cattivo: una delizia. SUGGESTIVO
  3. Volto di donna (1941) Fiaba nera diretta da George Cukor per la MGM, ambientata in un immaginario paese nordico, ma realizzata in studio con fondali di cartapesta. Purtroppo il film circola in una versione doppiata negli USA durante la guerra da italo-americani, con voci dall’accento di Little Italy e un bambino doppiato in modo ridicolo da una donna. Nel primo tempo Joan Crawford, sfregiata, nasconde metà del volto sotto un cappellaccio nero a larghe tese; in un ruolo da ricattatrice affascinata dal male, dà il meglio del suo dark side sfoderando una grinta da lottatrice (potente la scena in cui sovrasta e picchia una signora che l’ha scoperta mentre frugava nei suoi cassetti). Era da Oscar, ma non lo ottenne. DARK
  4. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Il romanzo di Mildred (1945) Nuova resurrezione per la diva da poco messa in pensione dalla MGM (che erroneamente la considerava finita), fu l’inaugurazione di una felice collaborazione con la Warner, casa di produzione specializzata in drammi sociali e noir. Paradossalmente - proprio in questo film che le valse un meritato Oscar - Joan Crawford, pur calandosi visceralmente nel personaggio, ha un’aria MGM e sembra un po’ sfasata rispetto allo stile recitativo degli altri attori della Warner. Il trailer originale (vedi Youtube) presentava la storia di Mildred Pierce (una casalinga che riesce a diventare imprenditrice e poi va in rovina per troppa tolleranza verso una figlia capricciosa), come “gli affari intimi di una donna che ha rifiutato di vivere nelle regole”. Il pubblico americano apprezzò. CLASSICO
  5. Perdutamente (1946) Il titolo italiano mistifica quello originale: Humoresque, cioè un genere di musica romantica contraddistinta da pezzi di fantasia con umorismo. Centrato su una presenza ossessiva della musica classica e sull’impossibilità di amarsi allo stesso momento, il film prefigura a parti rovesciate Un cuore in inverno di Claude Sautet del 1992. Joan Crawford ha grande classe nel ruolo della mecenate che inciampa in un amore complicato con il violinista di talento (John Garfield). MELO' A 24 CARATI
  6. Anime in delirio (1947) Noir della Warner, diretto da un regista di origine tedesca che aveva imparato bene la lezione dell’espressionismo (Curtis Bernhardt), segue tutte le regole cinematografiche del genere: flashback, musiche incalzanti, tensione pompata ad arte, pistolettate. Ottima prova della Crawford nel ruolo della dark lady dalla personalità scissa. DISTURBANTE
  7. Foglie d'autunno (1956) Film per signore, un vero e proprio genere negli anni ’50. Si apre con la canzone di Nat King Cole, e racconta la storia d’amore fra una segretaria un po’ matura ma di bell’aspetto rimasta zitella, e un giovane con turbe mentali. Il regista Robert Aldrich scompiglia le carte, dando alla diva cinquantenne un ruolo completamente diverso da quelli suoi tipici da ex ballerina o arrampicatrice sociale o donna del capo. La trama ha qualche forzatura, ma la Crawford smuove emozioni. AVVOLGENTE
SI

Commenti

  • 2 settembre 2011, 15:14 di fixer

    Una Play accurata, sapiente e informata. Purtroppo neanch'io sono riuscito a reperire i 3 film da te citati. Forse nella collezione francese esistono, magari con doppiaggio in italiano o almeno sottotitoli? La piaga del cinema andato distrutto e perduto è un vero disastro!

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  • 2 settembre 2011, 15:19 di steno79

    Bellissima playlist, bravo Diego...

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  • 2 settembre 2011, 15:21 di fixer

    Dimenticavo: il birignao della Lattanzi, per me e per molti altri, era una particolare modulazione del tono della voce nella parte finale di una frase, che aggiungeva una nota di cialtroneria al personaggio, rendendo un servizio non sempre felice al doppiaggio.

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  • 2 settembre 2011, 15:26 di Diego_F

    Grazie fixer e steno79! Per fixer: purtroppo nel cofanetto francese “La collection Joan Crawford” quei 3 film anni '30 non ci sono.. ed è un peccato, specie per "Sadie McKee", che invece è stato inserito (purtroppo senza versione italiana, temo ormai irreperibile) in uno dei due cofanetti circolanti sul mercato USA. Però nel cofanetto francese ci sono (sia con doppiaggio italiano che con sottotitoli in italiano) "Grand Hotel", "Perdutamente" e "Anime in delirio"; c'è (con sottitoli in italiano) un bel documentario su Joan Crawford con materiali d'archivio e interiviste, e c'è "I dannati non piangono", ma senza versione italiana. Curiosamente, la scomparsa dalla circolazione dei classici MGM anni '30 non riguarda solo i film della Crawford dell'epoca:: sono introvabili anche capolavori come "Vicino alle stelle" di Borzage. Hanno avuto miglior sorte i film anni '30 della Paramount, oggi quasi tutti pubblicati in DVD versione italiana grazie a Vieri Razzini

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  • 2 settembre 2011, 16:03 di maghella

    Questa è una play veramente curata, bravo Diego..e ti ringrazio per avermi citata con i miei 2 post. Amo molto la Crawford, quasi quanto la Davis, 2 vere dive che non tramonteranno mai. Mi piace in “Johnny Guitar”, "Donne"...e in tutti quelli che hai citato tu, ma di lei (e anche della Davis) adoro anche tutti i film di serie "B" che hanno girato in vecchiaia, trovo quelle produzioni lo stesso interessanti, che mettevano in luce le loro grandi capacità in mediocri pellicole.Per quanto mi riguarda il film "Mammina cara" non ha offuscato l'immagine della Crawford, perchè la Dunaway è talmente brava ad interpretarla, che il film ne dissacra un la figura, ma per me rimane sempre "divina". Inoltre proprio in quel film, viene raccontato molto bene la serata in cui la Crawford attende a casa la notizia della vincita del premio oscar per Mildred.

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  • 2 settembre 2011, 16:50 di Diego_F

    Grazie, maghella... è vero che "Mammina cara" film offusca l'immagine della donna, ma non quella dell'attrice. Secondo me in una parte del pubblico l'equivoco può nascere dal fatto che il film punta solo sulla sua vita privata, senza nessuna scena ambientata sul set, luogo dove la Crawford passò gran parte della sua vita (con professionalità ma anche con impuntature divistiche, scenate, ecc.). Quando si iniziò a pensare di trarre un film dal libro, uno dei registi papabili era Zeffirelli, che diede la sua disponibilità, a patto di descrivere quanto la vita della Crawford fosse stata intrecciata all'industria hollywoodiana, coi suoi fasti e le sue crudeltà. Christina non volle, perché secondo lei questo approccio avrebbe trasformato la madre da carnefice in vittima, una sorta di Hollywood martyr.. invece è proprio il fatto che questa donna sia stata fino in fondo, nel bene e nel male, "dentro" quel sistema che ha dato un'impronta ai suoi peronsaggi e al suo stile.. chissà, se "Mammina cara" lo avesse fatto Zeffirelli, oggi sarebbe un po' più facile reperire i suoi film

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  • 2 settembre 2011, 17:09 di maghella

    ...Ma i film della Crawford passano ancora in tv, per lo meno quelli più famosi (tranne il bellissimo Jhonny Guitar" e non ne capisco il motivo). Per esempio "Come le foglie d'autunno", e lo stesso "Il romanzo di Mildred"...In effetti io sono fortunata perchè qui in toscana c'è un canale privato che passa tanti film vecchi, tra cui quelli con la Crawford bellissima, e sempre elegantissima. Quello che mi piace tanto di lei è proprio il suo portamento, come indossa certi abiti, che su altre risulterebbero improponibili. C'è una scena meravigliosa in "Il romanzo di Mildred", dove lei esce dal mare, dopo aver fatto un bagno, si leva la cuffia dai capelli, e con un colpo di mano si aggiusta la pettinatura...C'è una classe in quei gesti, che non si può insegnare, è innata. Il film "Mammina Cara" voleva raccontare la storia solo dalla parte della figlia, non voleva essere obbiettivo, una volta inteso questo, ognuno fa le considerazioni del caso...La visione di Zeffirelli (non sapevo questa cosa) sarebbe stata quindi più aperta a varie interpretazioni, e forse più interessante.

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  • 2 settembre 2011, 21:27 di Neve Che Vola

    Johnny Guitar passa spesso su Sky in alta definizione, la versione è quella restaurata all'originale tonalità di colori trucolor, il doppiaggio quello originale e si sente da dio. Molto meglio della versione dvd che ha l'immagine restaurata ma usa un dvd5 invece che un dvd9, l'audio con un effetto come se un mp3 fosse campionato a 64 invece che al minimo della decenza, 128. Chissà che non esca su blue ray...

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  • 3 settembre 2011, 19:49 di Diego_F

    Grazie Neve Che Vola, è importante dirlo. Io ho sia la versione che passa su SKY (come dici tu, di gran lunga la migliore come qualità dell'immagine e del sonoro) sia quella DVD (che ho comprato per sentire il film in lingua originale coi sottitoli). Dopo aver sentito l'originale, devo dire che per "Johnny Guitar" non vale quello che ho scritto per il doppiaggio di altri suoi film. Qui la Crawford fu doppiata in modo veramente eccellente da Lidya Simoneschi, con una voce calda e una recitazione potente che si adattano così bene al personaggio di Vienna da essere alla pari con l'originale. Su Johnny Guitar è difficile aggiungere qualcosa alla tua e alle altre eccellenti recensioni pubblicate su FILM TV, che ho riletto più volte.. Trovo singolare che un film tanto bello fosse così sottovalutato dai due protagonisti. Joan Crawford, che inizialmente ci aveva creduto moltissimo, nella sua autobiografia scriveva di dover essere stata pazza, in quel periodo, ad accettare di imbarcarsi in un'operazione del genere. Sterling Hayden, intervistato in Francia negli anni '80 da un critico innamorato del film, rispose qualcosa del tipo "Johnny Guitar cosa? Nemmeno me lo ricordo, interessa solo a voi francesi".. forse, Johnny Guitar è immortale anche perchè sceneggiatore e regista sono stati così abili da riuscire ad utilizzare gli attori loro malgrado, più per una loro oggettiva vocazione a diventare un archetipo che per la loro volontà di esserlo. Non saprei immaginare Vienna interpretata da nessun'altra attrice: sento Vienna come una libera proiezione (iconografica prima ancora che cinematografica) di Joan Crawford (volto e storia) come poteva essere percepita da spiriti creativi non convenzionali. Di solito, quando arrivo alla fine del film, dopo avere goduto della sua perfomance, mi arrabbio un po' con lei, perchè - proprio a causa delle sue scenate nei confronti della irriverente Mercedes Mc Cambridge - Nicholas Ray fu costretto a girare in studio la parte con la Crawford delle scene del duello finale. Alla fine di un film girato in esterni, trovarmi il cielo finto e la cartapesta dietro la Crawford (mentre la Mc Cambridge a valle è circondata da alberi veri) mi irrita un po'. Però alla fine glielo perdono, perché se Joan Crawford non avesse avuto un temperamento così estremo, un senso così radicato della "lesa maestà", non avrebbe mai potuto essere Vienna, quella Vienna.

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  • 4 settembre 2011, 04:05 di Neve Che Vola

    Trovo curioso che la versione dvd (io ho anche quella in inglese della Universal) e quella di Sky differiscano nei titoli di testa: lo sfondo è blu con sopra i titoli nelle prime, ha un paesaggio fisso di sfondo nella versione su Sky. L'antica versione italiana aveva quel paesaggio ma dipinto. Ciò mi porta a credere che fosse quello originale, ma non capisco il perchè di questa differenza. Nella versione di Sky, se non erro, manca l'uomo che si avvicina alla cinepresa e dice "non ho mai visto una donna che fosse più uomo". Lydia Simoneschi era una gran doppiatrice, mi piace molto la scena in cui dice a Turkey: "Salvati, Turkey" ("save yourself"), ed anche la doppiatrice della McCambridge era fantastica: "Ora vengo lassù, Vienna!" ("I'm coming up, Vie(n)na!"). Hai fatto caso all'errore di doppiaggio in cui si dice "Le cose non vanno come hai detto, Vienna" rivolti invece a Emma nel finale? Grazie per l'apprezzamento per la mia opinione, non è granchè, è solo un apprezzamento di alcuni momenti del film. A me non da fastidio lo sfondo fasullo nel finale, francamente mi piace. Mi era parso che anche il vetro rotto a fianco di Vienna fosse stato cambiato, ma non ne sono certo. Certo gli attori sono un pò strani, forse non sanno valutare i film che interpretano, ricordo che Hitchcoch diceva che la Bergman era ansiosa di girare film che le dessero una grande parte, come Giovanna D'Arco, film che avessero chissà quale supposto grande messaggio. Johnny Guitar poi è un western, un genere di "serie b" secondo alcuni. Credo che in tempi andati fosse considerato un sottogenere, forse ancora da alcuni anche oggi. Questo potrebbe aver influito sul loro giudizio, non so.

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  • 5 settembre 2011, 11:44 di Diego_F

    Complimenti per l'occhio, io non avevo notato nessuno di questi particolari! Sul fatto che Joan Crawford e Sterling Hayden lo considerassero unl film minore, non credo che dipenda dalla circostanza che era un western: all'epoca i western di serie A, quelli di Hawks e di Ford, mi pare fossero apprezzatissimi da tutti: attori, pubblico e critica. La mia impressione è che Johnny Guitar è un anti-western che mina alle fondamenta uno dei codici del genere: i ruoli sessuali. Non solo è dominato da due donne, ma queste due donne hanno un potere decisionale e una dimestichezza col grilletto che in quel genere e, tranne rare eccezioni, nella storia del West, avevano gli uomini.. Negli USA un western che si concludeva con un duello fra due donne deve essere sembrato una cosa poco seria: credo che x questo i due protagonisti se ne vergognassero un po'.. negli USA c'è voluto Scorsese, con la sua credibilità di autore di un cinema "maschile", per sdoganarlo.

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  • 6 settembre 2011, 07:56 di Neve Che Vola

    Non so, la tua spiegazione mi sembra più convincente della mia, forse le cose andarono proprio così. E' comunque vero che altri western, in precedenza, avevano avuto una donna al centro dell'azione, forse non si erano spinti così lontano da architettare un duello fra due donne di quell'intensità ed erano b movies. Inferno di fuoco (Hellfire, 1949) di R.G.Springsteen vede al centro dell'azione Marie Windsor nel ruolo di Mary Carson che si trasforma nella fuorilegge Doll Brown. In tale film, un duello vero e proprio viene mostrato tra lei e un uomo. Rider from Tucson (1950) con Tim Holt mostra un personaggio femminile (Veda Ann Borg) che prende in mano le redini della situazione, "La donna che volevano linciare" (Woman they Almost Lynched, 1953) di Allan Dwan vede una sfida tra due donne, la "buona" Joan Leslie e la "cattiva"Audrey Totter. C'è qualche western che vede la donna in ruoli più importanti, ho elencato i primi che mi sono venuti in mente. E' difficile nel western rendere credibile una donna del genere, non è come in un film di kung fu dove le gesta stesse di arti marziali vicine alla dimensione fantastica e/o spirituale possono giustificarla con maggior facilità. Senza contare che, a quel che ho letto, era quasi sempre una donna il personaggio principale nei drammi cinesi (l'ho letto in una intervista, mi pare, a Chang Cheh). Johnny Guitar mi pare un sogno ad occhi aperti che si svolge nel west.

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  • 6 settembre 2011, 08:14 di Neve Che Vola

    Anche "Rancho Notorious", volendo. Il serial Republic "Zorro's Blach Whip" narrava le gesta di una donna, "La figlia di Zorro" vedeva una donna (Barbara Britton) a capo di una gang che si ribellava ai soprusi. Anche "The Renegade Ranger", con Rita Hayworth, oppure "Alias Billy the Kid" (1945) con Peggy Stewart. Forse la situazione era accettata nei film di pura fantasia e di basso costo. Anche Cheyenne /Anne Jeffreys cavalca e spara e assalta una banca in "Gli avvoltoi". Successivamente, visto che ti piacciono i films di serie b con donne toste, venne l'impareggiabile The Dalton Girls (1957), forse l'hai visto. Nel film c'è una scena impagabile, Lisa Davis canta "A Gun Is My True Love" in mezzo al deserto, insieme alle tre sorelle fuorilegge. http://www.youtube.com/watch?v=uZpKeHnlmHs . Non ho mai capito se Lisa Davis, quando arma il cane della pistola, non riesca a fargli percorrere l'intera corsa e si fermi ad uno dei quattro scatti del cane, nè so se all'epoca il cane avesse questi quattro scatti. Il primo di sicurezza, il secondo per caricare l'arma, il terzo nuovamente una sicura, il quarto in posizione di sparo. Se ci fai caso, la prima volta non riesce a premere il grilletto. Darei via tutto il cinema per questa sola scena.

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  • 6 settembre 2011, 13:43 di Diego_F

    Grazie mille! Mi hai svelato un filone che mi era ignoto: tranne Rancho Notorious (che non ho ancora visto) non conoscevo nessuno di questi film: li cerco da subito, a cominciare da una prenotazione su FILM TV... Anche a me Johnny Guitar sembra un sogno a occhi aperti, saturo com'è di tensione, di amore, di odio, rappresentati in un modo elementare, ma sublimati in una poesia struggente. Quando lo rivedo, trovo sempre nuove conferme alla bravura di Nicholas Ray, di Philip Yordan, di Harry Stradling (il direttore della fotografia). Mi commuove la musica di Victor Young. E sento che l'apporto della Crawford è insostituibile. Ci sono due scene che adoro: quella in cui Vienna confessa a Johnny Guitar quanto gli è mancato (resa con un'intensità da pelle d'oca) e quella in cui suona il piano vestita di bianco (dove c'è tutta la sua regalità, governata con lo stile recitativo di una che si era fatta le ossa nell cinema muto). Ci sono dei personaggi da film che vorresti che esistessero veramente: Vienna è uno di questi. PS Posto questo nostro scambio su Johnny Guitar anche come commento alla tua recensione al film; altrimenti, non essendoci in questa play il film, le informazioni che abbiamo dato non sarebbero recuperabili da utenti FILM TV che hanno interesse al film

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  • 6 settembre 2011, 16:50 di joanc04

    Rancho Notorius è un bellissimo film western,diretto da Fitz Lang.Anche in questo film,come in Johnny Guitar il personaggio principale è una donna (da Rancho è Altar Keane interpretata da una superba Marlene Dietrich).Johnny _Guitar ha qualcosa che Rancho Notorius non ha:ha un carisma,una poesia,un sentimento d'amore,ma allo stesso tempo di odio impareggiabile e scene commoventi(come quella in cui vienna Suona mentre parla con Emma e i suoi e quella in cui si sveglia di notte....sono d'accordo co diego...un sogno!!).Anche io vorrei che Vienna fosse vera,perchè secondo me è una di quelle donne,che anche le donne possono amare,e poi incarna il mio modo di essere,ovvero quello di donna forte e decisa,a volte amara,ma senza scrupoli.Entrambi i film soo accomunati dal carattere delle protagoniste...un po' masculazze (Come le chiamerebbero nella mia terra d'origine,la Sicilia),amare,forti e decise....spettacolari...devo dire che Joan e Marlene quando vengono guardate nei loro film sanno regalare e mozioni ineguagliabili! PS:avete notato che in quasi tutti i suoi fil Joan Crawford o qualche alto personaggio suona il pianoforte? e ancora:Diego_F la tua playlist è bellissima,complimenti!!

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  • 6 settembre 2011, 18:47 di Diego_F

    Grazie mille... Hai ragione, Joan Crawford rappresentava la donna non solo forte e decisa, ma, come dici tu, "a volte amara".. questo aspetto mi affascina, perché al cinema non è frequente.. con una piega della bocca riusciva a far intuire un senso crudo della realtà, un'innocenza perduta.. penso a certi film che non ho messo in play-list, come "Viale Flamingo" o "I dannati non piangono". W le donne un po' masculazze :-))

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  • 7 settembre 2011, 02:27 di Neve Che Vola

    Grazie di aver postato gli interventi sotto la mia opinione. ___Il mio personaggio preferito è Ballerino Kid, è lui a salvare la vita di Vienna lanciandosi verso Emma. Tra le mie scene preferite c'è quella in cui Borgnine dice "Metti che restiamo!" con quella faccia lì... Ballerino Kid che abbassa la pistola a Borgnine, che voleva fargli solo un graffio. Scena comunque illogica, non si poteva permettere uno sparo a quel punto, senza attirare su di loro la posse prima del tempo (è una possibilità)... Emma che esce dal saloon in fiamme... Vienna che dice: "Dovrai farlo da te, Emma", Turkey che chiede a Vienna "Cosa devo fare?" e lei che risponde "Salvati, Turkey". "lo uccideranno, è solo un bambino" "I bambini che giocano con le armi devono essere pronti a morire da uomini"... La perfetta sincronia tra musica e azione nel finale... "Sai ballare?" "Sai suonare?" ... "Vuoi cambiarlo?" "No, no, mi piace" (il nome) ... Johnny che spara alla pistola di Turkey, "Se tu proteggerai me, chi proteggerà te?"... E quando la gamba di Turkey cade dal nascondiglio, proprio nel momento in cui Vienna dice "Chi sei tu? E tu? Miserabili..." ci sono tante di quelle scene e dialoghi memorabili... ______ A proposito di pianoforte e della colonna sonora, la versione al piano è bella. Siete d'accordo che l'inizio orchestrale introduca già il mood del film? C'è l'introduzione, atta a dar rilievo all'entrata della melodia cantata dagli archi. Ma non c'è solo la melodia, già cantata con grande intensistà dagli archi, perfino esageratamente. Nello "sfondo" si ode una figurazione ripetuta di due note (tipo do reb do reb do reb do) che conferisce alla melodia, con la sua insistenza, una specie di senso di rassegnazione. Nella versione pianistica è evidente nella figura di accompagnamento alla mano sinistra, ma questa versione non mi pare possa competere con quella orchestrale. Nel finale, introdotto dalle due note ripetute, quando canta Peggy Lee, c'è quella lunga nota tenuta dagli archi, ci avete fatto caso? Secondo me conferisce al tutto il tocco magico in più, quasi come se tutto fosse "sospeso", incantato. La sua insistenza sottolinea anche (così la percepisco io) una specie di rassegnazione dolorosa. La melodia è conclusa proprio partendo da quella nota tenuta. Anche prima dell'ultimo sparo di Vienna, c'è la figurazione di due note molto allargata. ___ Ci sono altri titoli con una donna alla ribalta, per esempio "La signora dalle due pistole" (Two-Gun Lady, 1958) di Richard Bartlett con Peggie Castle nel ruolo del titolo. Film secondario, ma se piace il genere... anche qui duello con un uomo. Il comico "Viso Pallido" (The Paleface, 1948) con Jane Russell nel ruolo di Calamity Jane, che riprenderà nel seguito "Son of Palaface". Ce ne sono un bel pò, alcuni li ho nominati in questo post che è rimasto incompleto (quando ne avrò voglia aggiungerò gli anni mancanti) http://cinerepublic.film.tv.it/quel-west-un-pa-porno-gli-anni-50/2423/ ed anche qui http://cinerepublic.film.tv.it/quel-west-un-pa-porno/943/ . Mi si deve riconoscere che di sciocchezze sono un vero intenditore! Anche la canzone di Rancho Notorious, Legend of Chuck-a-Luck è memorabile, ce l'ho sull'ipod e l'ho ascoltata moltissime volte, la venero, sebbene preferisca, nel complesso, Johnny Guitar. L'ho caricata qui http://www.youtube.com/watch?v=9YXnMX5ADjs estrapolandone tutte le apparizioni nel corso del film, ma se non lo si è visto è meglio non ascoltarla, visto che narra gli avvenimenti. Ho anche riportate le liriche complete, visto che non le trovavo online, ci ho provato ad orecchio e quello che non capivo (poco perchè è cantata con chiarezza), per fortuna, l'ho trovato su un file .csr di sottotitoli.

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  • 7 settembre 2011, 16:59 di Diego_F

    Tutte osservazioni giuste: non ci avevo pensato, ma ora che lo dici mi accorgo che è vero. Tutti questi elementi visti come hai saputo fare tu al rallentatore contribuiscono al risultato.. finalmente ho una spiegazione del perché in quel film, pur avendo a disposizione un tracciato musicale eccellente, Ray ne fa un uso molto moderato, talvolta solo accennato... complimenti per il tuo canale Youtube, raffinatissimo.

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