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06/09/2011 h. 14.34 Film: Playlist libera
Non sopporto più...

Non sopporto più...

- I festival,le mostre, le rassegne a premi e tutta la kermesse che ci gira attorno; - le giurie presuntuose e supponenti che  decidono chi debba vincere;  - le pressioni che subiscono le giurie presuntuose  e supponenti da parte di tanti interessi che con l'arte poco hanno a che fare;
- gli attori che passano in Tv e vengono intervistati in maniera talmente banale che dovrebbero, per la loro dignità, alzarsi e andarsene; - i simposi, le tavole rotonde, gli incontri del  dopo qua e dopo   là,  utili solamente per pavoneggiarsi con le parole difficili  sempre nella speranza di portarsi a letto la sciocchina (ma poi mica tanto) di    passaggio; - i fiumi di champagne e alcolici vari che per diversi giorni    rischiano di provocare il fenomeno "dell'acqua alta" (ma chi  paga?)                                          °°°°°°°°° A cosa servono  questi festival del cinema se poi ormai i film che  vincono non li va a vedere quasi nessuno del popolo qualunque, quello che paga e superaga le tasse, che la mattina si alza per lavorare otto e più ore e la sera spera di passarsi un oretta rilassante con un film di distrazione pura. Qualcuno dirà che è il solito discorso generalizzante e qualunquista, dissacrante e polemico da quattro soldi. Invece no, è una mia semplice considerazione.

  1. Requiem - Il festival dei morti (2000)
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Festival (1996)
  3. Dai nostri inviati - La RAI racconta la Mostra del cinema 1968 - 1979 (2011)
SI

Commenti

  • 6 settembre 2011, 14:44 di yume

    Parole sante, ma farei una puntualizzazione, scusa panflo ma mi conosci. Allora, fai benissimo a scagliarti contro questi apparati di potere e mondanità, neanch'io che ci vivo a due passi ne sono minimamente attirata e andrò solo all'incontro con Sokurov (extra mostra). Però non sono d'accordo, non con te, ma con il popolo che la sera regala lo share più alto a Bonolis, come proclamava trionfalmente poco fa canale 5. E' un modo per mettere il cervello all'ammasso, abbasso mostre e festival, benissimo, che se la cantino e se la suonino da loro, ma si vada al cinema, quello buono, che ancora c'è, ci si distrae in tanti modi e soprattutto non si fa il loro gioco, non ti pare?

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  • 6 settembre 2011, 15:15 di panflo

    @yume d'accordissimo ma io alle loro statistiche di audience non credo proprio : sono tutti maneggi con gli sponsor dove la realtà del numero di spettatori viene mmodificata a piacere; dalla mie statistiche, fatt parlando con parenti, conoscenti, amici e bottegai vedo che la maggior parte della gente non sopporta più i programmi TV e guarda solo film la sera. Ciao e grazie dell'intervento.

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  • 6 settembre 2011, 15:45 di maghella

    A me piacciono i Festival, le Mostre di cinema...Certo ci naviga un po' tutto, vengono spesi soldi in maniera troppo "facile"...Ma danno anche modo di fare da trampolino ad alcuni film che altrimenti non avrebbero modo di avere visibilità. Per certi autori, registi e attori sono vere opportunità di mostrarsi...Per altri sono delle passerelle doverose e niente di più. Ma soprattutto per il cinema italiano, di alcuni registi "emergenti", sono ottime opportunità...Yume ha ragione, andare a vedere il cinema, quello buono...ma se non ci sono neanche più le Mostre e i Festival a lanciare un po' di cinema d'autore...siamo fregati, dalle mie parti si vedrebbero solo Kung fu Panda e Thor e Nicholas Cage in tutte le salse...(con tutto rispetto)... Il programma di Venezia continua a piacermi molto, ci sono dei film davvero interessanti, spero che abbiano la giusta visibilità, anche se non riceveranno premi. Ciao.

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  • 6 settembre 2011, 17:18 di yume

    Maghella io non sono addentro in certe cose, può darsi che sia così, ma mi chiedo quanti di quei film di cui parli arrivino poi nelle sale, a quanti di quei registi senza coperture e finanziamenti adeguati sia data la possibilità di emergere veramente. Me lo chiedo perchè non lo so, vorrei delle statistiche degli ultimi anni, vorrei sentire la voce di qualcuno che racconta la sua esperienza di filmmaker senza santi in paradiso, sono scettica non per partito preso ma perchè mi fido poco di questo paese, e mi dispiace perchè è il mio

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  • 6 settembre 2011, 17:44 di gene55

    Ciao Panflo...è quello che più o meno dicevo nella play dell'altro giorno...Un'Estate al mare che batte Fortapàsc fotografa al meglio lo stato in cui versa... questo paese qua...:(

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  • 6 settembre 2011, 17:56 di Thobia

    Io invece mi son sempre chiesto come mai in un paese piccolo come il nostro ci siano così tanti festival........

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  • 6 settembre 2011, 18:01 di panflo

    @gene 55 proprio così ! @Thobia perché...magna tu che magno io....

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  • 6 settembre 2011, 18:05 di panflo

    @Maghella una nazione seria e ben amministrata non ha bisogno di tutto 'sto rataplan (come per i vari premi Strega, Campiello ecc dove vince chi è più amico degli amici) Se un autore è valido veramente è la distribuzione e il ministero che dovrebbero fa sì che la sua opera venga adeguatamente pubblicizzata e consigliata; ma noi non siamo una nazione seria e andiamo avanti con il paese dei balocchi.

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  • 6 settembre 2011, 18:10 di Mathiasparrow

    i red carpet, lo champagne, ecc è l'immagine patinata del festival che creano giornali e tv, pertanto l'immagine nota a adottata dall'immaginario collettivo. Poi c'è il festival vero, quello fatto dei film stupendi ignoti destinati a rimanere tali, c'è la storia del cinema che si sviluppa e prosegue silenziosa tra queste opere che nessuno vedrà mai, e c'è la gente che ha la fortuna di poter essere presente e ne approfitta, facendosi le maratone ogni giorno, per giorni, senza mangiare e lavarsi per stare dietro a più proiezioni possibili. Senza festival, troppo grande cinema resterebbe eternamente invisibile.

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  • 6 settembre 2011, 19:12 di yume

    Dunque in un paese così il cinema è una questione da pionieri, e chi non ha la fortuna di essere presente e non mangiare e non lavarsi non vedrà mai come prosegue la silenziosa storia del cinema, visto che senza festival rimarrebbero invisibili tanti film, ma col festival bisogna fare del pionierismo per non inciampare nel red carpet. Evviva l'Italia!

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  • 6 settembre 2011, 19:28 di maghella

    @yume, io credo che se un film come "The tree of life" non avesse vinto il festival di Cannes non sarebbe mai e poi mai arrivato al cinema del mio paese, che è veramente di superprovincia...Eppure ci sono 2 cinema con 4 sale di visione. Se non ci fossero a Venezia (cosa di questi giorni) le sezioni "controcampo" (nata proprio per dare più spazio a certi tipi di film) e "fuori concorso", film come "Scossa" o "Maternity blues" (dico i primi 2 che mi vengono in mente, e che voglio vedere al più presto) non avrebbero mai avuto la visibilità e la pubblicità che possono avere in questi giorni...Poi vincerà sicuramente Polanski, con Cronenberg come grande star, ma c'è tanto contorno che non mi pare proprio da buttare.

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  • 6 settembre 2011, 19:32 di hupp2000

    Penso che per il cinema, come per gran parte delle espressioni artistiche, il tempo sia galantuomo. Dietro gli oscar di Hollywood, i festival di Cannes, le mostre di Venezia, i Césars, i Davide di Donatello, ecc. ecc., ci sono ovviamente questioni di interessi finanziari, necessità di apparire il più possibile, equilibri politici da non urtare. Poi, cosa resta? La nostra curiosità di sapere chi vinse quel tale festival, quali altri film fossero in gara, quando venne fuori il tale attore diventato star mondiale, quale regista così giovane avrebbe sconvolto il modo di fare cinema, a chi andò l’oscar per la migliore attrice nel 1966, quello per la miglior regia nel 1977, il César per la migliore attrice non protagonista nel 1981…. Le grandi manifestazioni cinematografiche hanno tutti i difetti di questo mondo, ma FANNO STORIA! Pensate alla visione che avranno tra solo 40 anni i giovani che scopriranno il “vecchio” cinema degli anni 2010. Quindi, niente entusiasmo né esecrazione per le kermesses della celluloide, ma osservazione e tanta pazienza. Alfred Hitchcock non vinse un solo oscar. La Storia del Cinema gli ha reso giustizia.

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  • 6 settembre 2011, 20:47 di yume

    bravo hupp2000, sono con te.Maghella io non dico di abolire i festival e le mostre, tutto fa brodo e questi sono i tempi in cui viviamo, ma non mi piace la kermesse mondana che, come dice mathias, fa colpo sull'immaginario collettivo (cosa che poi si traduce in diseducazione di massa, non lo sottovaluterei come fenomeno), non mi piace la fibrillazione che c'è dietro al punto che sembra fermarsi tutto per un po' e non esista altro cinema che quello, salvo poi riuscire a vederne solo una parte se non vai sul posto, e non solo in Italia. Vorrei solo che ci fosse una distribuzione equa delle opportunità, che ci fosse una selezione davvero basata sul merito, che non capitasse di vedere certi obbrobri, dopo, nelle sale , mentre certi gioiellini fanno fatica ad esser visti se non sei un pioniere come mathiasparrow.

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  • 6 settembre 2011, 21:16 di yume

    C'è una cosa che vorrei ricordare, per spezzare una giusta lancia a favore di Venezia e perchè non si pensi che parlo per pregiudizi. Nel '51 dovemmo proprio alla mostra di Venezia la scoperta di Kurosawa, con Rashomon.Da lì, a seguire, il grande cinema giapponese praticamente sconosciuto fino a quel momento. Dunque onore alla grande tradizione di questa Mostra con l'augurio che resti ancora all'altezza di una tradizione gloriosa e non si lasci trascinare dalla deriva dei tempi difficili in cui ci tocca vivere

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  • 6 settembre 2011, 22:06 di shadgie

    in parte credo che la qualità media dei film presenti nelle grandi manifestazioni vada via via abbassandosi, anche se non ho letto tutti i programmi di tutti i film degli ultimi anni. Però partecipare ad un Festival per me è sempre stato abbastanza stressante: pochi giorni a disposizione, costi eccessivi, film da prenotare, accrediti da prelevare (solo una volta, a Torino), lontananza dell'alloggio. L'atmosfera e la fortuna di incappare nel film "giusto" incidono molto sulla buona disposizione d'animo. Sono andata tutti gli anni al Festival di Roma perchè vivo da quelle parti, ma la qualità media della programmazione è talmente imbarazzante che spesso neanche varrebbe la pena del "viaggio" (breve ma comunque necessario). Nel 2006 ho partecipato al concorso per far parte della giuria popolare, sottoponendomi alla visione di film che normalmente non avrei visto e ad un colloquio collettivo davvero demenziale ed umiliante con operatori del settore provinciali e grossolani (in linea con la concezione veltroniana e superficiale del cinema, ulteriormente peggiorata dopo l'ingresso al comune di Alemanno). Insomma, mi sembra che per godersi le piccole perle che un festival può offrire sia necessario aggirare mille ostacoli, in primis gli inutili e stressanti siparietti della mondanità che si specchia, che magari 50 anni fa potevano anche essere significativi (simbolo dell'italia del boom?) e ora depauperano totalmente il vero contenuto delle jkermesse, ovvero i film. Un consiglio per chi si reca alle manifestazioni: evitare le grandi arene, i grandi cast, i grandi nomi e concentrarsi sulle sale minori (mille volte meglio i cinemini vissuti di Torino dei tendoni asfissianti del Lido). Se davvero interessa un film di un grande nome in concorso, aspettarne la "seconda visione" in altre sale. Sarò estrema, ma a me tutto quel casino inutile e chiassoso atto ad alimentare le trasmissioni del Marzullo proprio non piace

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  • 6 settembre 2011, 22:11 di audrey84

    Vorrei fare un intervento che potrebbe mettere insieme diverse opinioni che ho letto fin qui: io sono innamorata dei festival, in tutti i loro aspetti. Se il problema è il destino dei film dopo i festival, non è un demerito di queste manifestazioni, ma di altri personaggi che dovrebbero occuparsi del cinema e invece si occupano di favorire un certo produttore o di censurare qualche idea che non approvano. I festival credo siano il punto di contatto del cinema col pubblico, un momento indispensabile per dare concretezza a quello che sogniamo ogni volta che ci sediamo in sala.... Certo, ci sono festival più mondani e più spartani, più nascosti e più strombazzati: personalmente sono andata al festival di Venezia, a quello di Locarno, al Biografilm di Bologna e a quello di Bellaria, la mia esperienza è limitata, ma ogni volta ho respirato a pieni polmoni il più a lungo possibile, per immagazzinare quanta più aria di cinema potessi. Quello che si respira ai festival è amore per il cinema, è condivisione di esperienze con persone che vedi per la prima volta, è il piacere di prendere il calendario all'inizio della giornata e scegliere il film più sconosciuto che si trovi.... Insomma, per quanto mi riguarda, viva i festival e abbasso gli avvoltoi incompetenti che si spacciano per cinefili!

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  • 6 settembre 2011, 22:29 di shadgie

    io sono stata a Torino-Venezia-Locarno, e ho aspettato molti anni prima di fare una trasferta (mancanza di soldi e organizzazione) nonostante all'epoca dell'università molti compagni partissero con degli accrediti. a ben vedere forse la mia visione si discosta da quella di panflo perchè secondo me il bello dei festival lo fanno proprio quei film di cui parla audrey, accompagnati da piccole presentazioni e spesso sprovvisti di "passerelle", e non tanto gli attira-presenze. Non voglio snobbare il cinema commerciale perchè in fondo è quello che finanzia tutto il resto (e anche i festival), perchè è "commerciale" anche Cronenberg, come Polanski, persino Todd Haynes. Ma personalmente non mi piace il continuo e sempre più pervicace ammiccamento al pubblico o q quello che credono sia il pubblico, in particolare con le ridicole passerelle di esponenti dell'anti-cinema come Greggio, le infiltrazioni di personaggi che non hanno nulla a che fare con il cinema (bloggers, politici rozzi, modelle, olgettine) e la presentazione di film d'esordio di gente che farebbe meglio a darsi alla pubblicità, se non all'ippica

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  • 6 settembre 2011, 23:52 di maurri 63

    Complimentissimi ad audrey84 per la sua partecipazione ai festival!! Ed anche a shadgie, che ama il cinema di nicchia! Ma, giusto per precisare, più che una kermesse di "bloggers, politici rozzi, modelle, olgettine", il cinema si autocelebra da sempre perchè ha necessità di visibilità, a tutti i livelli. Dunque, Venezia è tappa necessaria, appunto e senza, con molta probabilità, a noi resterebbe solo la televisione. E' vero, in una rassegna il mercato è, per così dire, parallelo. Ma, straordinariamente, è proprio lì che si fanno affari: i film si acquistano (e si vendono, si spera), si stringono accordi, si tessono trame per futuri progetti. Le co-produzioni nascono quasi sempre dopo una manifestazione, l'arrivederci degli addetti ai lavori è una promessa (non una minaccia, certo!). Essere contro "i concorsi" a prescindere (mi sembra questo il senso primo della play di panflo) può essere condivisibile se si riduce tutto ad una classifica (chi ha vinto, chi ha perso), ma non si può dire altrettanto dell'essere contro tutti "i red carpets" del mondo. Trovo bello il senso d'aggregazione che permette a numerosi giovani e meno giovani di sentirsi parte di un'idea comune, l'amore per il cinema, la gioia di un incontro insperato. Va qui considerata una cosa: il festival (molti ricorderanno la mia polemica di poco fa su CR) è "finanziato" (purtroppo) da quei "politici rozzi" che si accompagnano a "modelle, olgettine", comunque lo si voglia riconoscere (attualmente i contributi "statali" coprono Venezia per circa 9 milioni di euro). In pratica, cari amici, io non sono contrario alla passerella, perchè è quella che lo "regge" 'sto festival. E, se pur è vero che c'è un certo piacere nel trovare il film "misconosciuto", al contrario, io preferisco il concorso principale e la manifestazione più popolare (cafona ?), perchè (lo so, almeno in questo sono molto fortunato) il "mio" cinema - sotto casa! - ha stipulato un accordo al riguardo con Venezia - Locarno - Cannes che prescinde dall'elemento distributivo. E, dunque, il lunedì ed il martedì (per giunta a prezzo ridotto!) posso osservare di tutto. Ma, lo riconosco, c'è un'altra ragione che mi tiene vicino alla manifestazione principale, con i ricchi nomi presenti: per quanto possa sembrare strano, sono questo quelli da cui si può apprendere di più. Come diceva Truffaut : "il cinema è narrazione, sempre. Chi fa sperimentalismo fine a sè stesso, alla lunga perde". In fondo, caro panflo, Bertolucci non premiò "Prenom Carmen" di Godard, per poi chiedere "scusa" venti anni dopo?... Un carissimo saluto a tutti! E...viva Venezia!

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  • 7 settembre 2011, 00:03 di LIBERTADIPAROLA75

    Io apprezzo i vari festival per varie categorie per vari generi etc... però panflo ha ragione da vendere su di una cosa: i risultati finali riguardo ai vincitori sono quasi sempre truccati peggio delle partite di calcio!!! Comunque io "devo" sopportare, abito in provincia di Torino, una delle province e città che ha più festival cinematografici del Mondo...Ciao a tutti!!!

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  • 7 settembre 2011, 15:00 di yume

    e allora, caro panflo, non resta che organizzarsi per l'anno prossimo e andare anche noi, siamo in minoranza, che Dio ci perdoni! Però io ho intenzione di lavarmi... :))

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  • 7 settembre 2011, 15:27 di panflo

    @yume io non mi laverò, anzi, così gli inzacchero i red carpet...

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  • 7 settembre 2011, 20:16 di shadgie

    ciao maurri, io non amo il cinema di nicchia, anzi sono molto pigra e abbastanza ignorante. andare ai festival ti fa scoprire qualcosa...che forse si perderà nel tempo, forse no. alcuni film visti (pochi perchè resto lì pochi giorni), pur essendo di autori sconosciuti e semiesordienti, erano molto narrativi. non è detto che il "nuovo" sia necessariamente sperimentale o facente parte dello sperimentalismo fine a se stesso. ed è vero che dai grandi nomi c'è sempre da imparare, però i grandi nomi a poco a poco scompaiono e non è che ci sia un gran ricambio generazionale. i grandi vecchi che continuano a lavorare dopo 50 anni di carriera ci sono, ma raramente i loro nuovi film conservano l'interesse di un tempo. l'esempio più tipico mi pare quello di Allen, che trovo abbastanza decaduto. Però è il mio gusto personale che mi fa preferire i film imperfetti e un po' giocosi del vecchio Coppola alle commedie senili di Allen, me ne rendo conto. quanto a politici e ciarpame di contorno, mi rovinano un po' l'atmosfera ma in fondo si possono pure aggirare. si può aggirare meno il fatto che i finanziamenti sono spesso vincolati a delle scelte o a delle pesanti influenze di gente che, nel migliore dei casi, di cinema non capisce nè vuole capire nulla. Nel peggiore invece capisce che i film possono ancora essere un valido strumento di propaganda...

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