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22/09/2011 h. 19.09 Film: Off Topic
DEDICATA A FILIPPO INZAGHI

DEDICATA A FILIPPO INZAGHI

Lo so, centra poco col cinema, oppure no invece. Quella che allego è una sceneggiatura, un sogno, un Fantastico col sapore di film, di grande film. L'ha scritta oggi un mio carissimo amico romano e milanista. Si chiama Giulio Ricciuti, è una persona fantastica, schiva e sognatrice. Avrebbe tenuto nel cassetto questa favola ma invece la diffondo in ogni dove. Ci ho pianto su, rileggendola, e non me ne vergogno.                                                                                             " Ieri sera, a S.Siro, si sono perpetrati almeno tre delitti sportivi. Di cui uno efferatissimo.
Il primo e' forse veniale, perche' involontario, pero' Abbiati che goffamente rincorre la saponetta bagnata e' una scena che ti fa cascare le palle.
Il secondo colpevole e' Allegri : il Milan e' riuscito a pareggiare dopo circa un'ora di faticoso gioco piuttosto sterile, che pur con una Udinese ormai schiacciata nella sua area, ha prodotto poche vere occasioni da gol.
La partita e' di quelle che devi vincere per forza, perche' di un punto non te ne fai niente,perche' l'avversario e' in testa alla classifica e perche' Napoli e Juve stanno in difficolta'.
Ibra, Binho e ora pure Pato sono infortunati, in campo ci sono un Cassano gia' stanco e un ragazzino che e' riuscito a segnare ma niente di piu'.
Inzaghi e' in panchina.
Non gioca gare ufficiali da molto, molto tempo, pero' gli allenamenti li ha fatti.
Mancano circa 20 minuti alla fine.
Si scalda nervosamente a bordo campo e si vede che vorrebbe spaccare il mondo, prenderne a calci tutti i pezzi urlando  come un ragazzino che immagina di far gol nella
finale dei mondiali e invece e' solo nella sua cameretta, e poi rimetterli insieme, ma meglio di come erano  prima, in un folle puzzle,  perche' nel mondo sono tante le cose che andrebbero aggiustate.
Fare un mondo senza le ingiustizie e senza la sfortuna, perche' e' ingiusto avere la sfortuna che ha avuto lui, la sfortuna di rompersi un ginocchio a 37 anni , sul campo,
mentre cercava di fare un gol.
Perche' per lui il mondo e' solo quello, il gol. 
E cosa fa Allegri ?
Manda in campo un giocatore che non ha MAI giocato bene da quando e' al Milan, che non ha MAI segnato o fatto qualcosa che somigliasse ad un bel tiro in porta.
E difatti Emanuelson ha ben tre  occasioni da gol , tutte e  tre malamente sprecate.
Questo e' un delitto.
Ma non e' neanche il piu' grave.
Inzaghi entra a 6 minuti dalla fine, sei minuti di Riveriana memoria.
Rivera in quei sei minuti non combino' niente, quando gli arrivo' un pallone fra i piedi, tiro' inutilmente, da lontano, per frustrazione.
Ma aveva una nazione intera dietro,milioni di italiani con un televisore in bianco e nero davanti e una cinquecento in garage che speravano in un ormai inutile colpo di genio.
Inutile perche' stavamo 4 a 1 e in campo c'erano i mostri .
Me lo ricordo anch'io, con i miei otto anni.
Inzaghi entra a sei minuti dalla fine.
Dopo non so quanti mesi di calvario per rimettersi dall'infortunio.
Avrebbe potuto farne a meno, aveva 37 anni, ora 38 , una lunga carriera fatta di successi, trofei e gol.
Lui no, e non e' la prima volta.
Lui si e' sempre rialzato , anche a trentotto anni, per fare gol.
Inzaghi entra e lo stadio freme, Rivera non poteva nulla sul 4 a 1, ma ora invece stiamo 1 a 1 e basterebbe un gol.
Inzaghi non tocca quasi palla , pero', all'ultimo minuto dei minuti di recupero accade :
lui e' in mezzo all'area con due difensori avversari al fianco, filtra un pallone, si gira, ha il portiere davanti e il difensore dietro, il pallone corre di fronte a lui ma lo puo' 
raggiungere e tirare.
Sarebbe solo un tiro, ma forse un gol.
E' in quel momento che il difensore dell'Udinese lo cintura con un braccio, ne ferma la corsa, cade.
L'arbitro , mezz'ora prima aveva ammonito Abate per una lieve trattenuta sulla trequarti  di campo, una semplice mano sulla spalla di un avversario in corsa.
Questo e' un fallo piu' evidente, ma l'arbitro fa finta di niente vanificando la caduta.
Il difensore dell'Udinese e' un assassino.
Assassino di sogni, assassino di leggende , assassino di storie di calcio che vengono raccontate per decenni , di padre in figlio , tra amici che discutono di giocatori
ormai lontani, ormai grassi e vecchi , alcuni non ci sono piu' eppure ancora emozionano con il loro ricordo.
Il Calcio si alimenta delle loro gesta, di quelle imprese storiche che rimangono nella memoria e ne fanno la storia come e piu' degli albi d'oro dei campionati.
E quello che fa ? 
Lo cintura.
Pensa se avesse segnato che leggenda sarebbe uscita fuori, pensa lo stadio pensa che sarebbe successo, tutti a saltare e ad urlare impazziti di gioia,
tutti che si abbracciano e ridono e piangono.
E pensa Inzaghi cosa avrebbe fatto, la sua corsa urlante con le braccia aperte ad abbracciare ottanta o cento anche duecentomila persone sugli spalti, nelle case
davanti alle televisioni, questa volta a colori, megaschermi in alta definizione con i telecronisti impazziti che per una volta non esagerano parlando di "Evento"
dell'anno, del secolo, del millennio.
Pensa su quel campo cosa sarebbe successo, tutti i giocatori del Milan che corrono verso Inzaghi , sopra Inzaghi sommerso dagli abbracci e pure quelli
dell'Udinese, ne sono certo, dopo aver imprecato ognuno il proprio dio, gli avrebbero stretto la mano, dato una pacca , detto un amorevole vaffanculo carico di 
stima e di ammirazione. 
E la gente a casa, e il giorno dopo negli uffici, a scuola , nei bar a parlarne entusiasti, con le lacrime agli occhi e i peli ritti sulle braccia.
E quello che fa ? 
Lo cintura.
 
Quel difensore dell'Udinese e' come uno che entra improvvisamente in una seconda elementare e grida a tutti che Babbo Natale non esiste."          
 
 

  1. DvdBlu-RayUmd non disponibile Shaolin Soccer (2001)
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Sognando Beckham (2002)
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile 4-4-2. Il gioco più bello del mondo (2005)
  4. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Ultimo minuto (1987)
  5. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Goal! Il film (2005)
  6. Il sostituto (1978)
  7. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Febbre a 90º (1997)
SI

Commenti

  • 22 settembre 2011, 19:15 di jonas

    Ti offendi se ti dico che questa presunta favoletta potrebbe commuovere solo gente come Galliani?

    cancella commento cancella commento e blacklista jonas
  • 22 settembre 2011, 19:25 di LAMPUR

    Sbagliato. Commuove le persone che ancora credono al Calcio Sognato. Galliani non si commuove se si "rompe" Inzaghi. Pensa solo che dovrà pagare lo stipendio ad uno inutile. Galliani non si commuove se il Milan vince la Champions League. Si commuove quando gli arriva l'estratto conto a casa. Per quanto girino miliardi attorno al calcio, come mi fa notare mia moglie ogni volta che mi vede trasfigurato, a noi affamati di strane emozioni, è il Sogno che ci commuove. E la favola che ho riportato lo alimenta, quel sogno, come un Babbo Natale in una seconda elementare... ;)

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  • 22 settembre 2011, 19:31 di Viola96

    LAMPUR,sei emozionante! Firmato:uno juventino. ;)

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  • 22 settembre 2011, 19:35 di LAMPUR

    No. Sono emozionato. ;)

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  • 22 settembre 2011, 19:40 di GIANNISV66

    E come mai potrei non essere d'accordo con te, amico @lampur. Inzaghi è uno di quei giocatori che trascende la squadra per cui gioca, ce ne sono pochi, direi Gattuso e Ambrosini nel Milan, Del Piero e Buffon nella Juve, Zanetti nell'Inter, Totti nella Roma (per quelli che mi sono scordato chiedo venia). Simboli di un calcio che va a sparire. Fra pochi anni ci sarà un campionato senza retrocessioni, esattamente come negli U.S.A. per basket, basebal e football, dove le squadre partecipano a un campionato più elevato in modo direttamente proporzionale alla loro capacità finanziaria. Niente meriti sportivi, solo soldi da spendere. @jonas ti offendi se ti dico che non hai capito nulla dello spirito di questa playlist? Un saluto

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  • 22 settembre 2011, 21:00 di dianacarlesi

    @lampur, ti dirò, Inzaghi non mi era simpatico neppure quando giocava nella Juve figurati adesso, non lo sopporto quando festeggia in maniera isterica un gol anche se è quello del 6 a 0 al Canicattì, eppure... se ieri sera avesse segnato un po' sarei stata contenta, il vecchio campione che non vuole arrendersi è sempre una bella storia da raccontare. La tua favoletta mi piace, è proprio perchè nel calcio girano tanti soldi che abbiamo bisogno di vivere emozioni così.

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  • 22 settembre 2011, 23:04 di chribio1

    Simpatica play...cmq il giocatore dell'Udinese che era caduto in area era Giampiero Pinzi. Vedremo a fine campionato dove arriveremo (Noi Bianconeri) !!!

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  • 22 settembre 2011, 23:22 di Neve Che Vola

    LAMPUR, il tuo amico mostra chiari segni del Berlusconi-pensiero. Dove scrive "E' in quel momento che il difensore dell'Udinese lo cintura con un braccio, ne ferma la corsa, cade. L'arbitro , mezz'ora prima aveva ammonito Abate per una lieve trattenuta sulla trequarti di campo, una semplice mano sulla spalla di un avversario in corsa. Questo e' un fallo piu' evidente, ma l'arbitro fa finta di niente vanificando la caduta. Il difensore dell'Udinese e' un assassino." Insomma, il difensore dell'Udinese sarebbe un assassino perchè ha impedito a VOI milanisti di festeggiare? Doveva lasciarlo andare a far goal per ripetto a voi, e voi questo "voi" lo trasformate arbitrariamente nel "noi" (spirito berlusconiano di questa play è trasformare il "voi" nel "noi")? Il difensore dell'Udinese è uno che manca di rispetto al vostro sogno, e quindi in tal modo uccide il Sogno in quanto tale? Un pò come la magistratura manca di rispetto al sogno di Berlusconi di fare quello che vuole?

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  • 22 settembre 2011, 23:34 di bradipo68

    Lo posso dire che non sopporto Inzaghi? Lui si che è un assassino di sogni dei tifosi con la sua tecnica di avviluppare il difensore come fosse una piovra e poi d'improvviso fare un carpiato in avanti o indietro per ingannare l'arbitro.E quante volte lo ha gabbato...poi quel modo misurato di esultare,direi quasi zemaniano..

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  • 22 settembre 2011, 23:39 di Neve Che Vola

    Bradipo68, come osi dir male di Inzaghi, l'eroe nazionale? Mano alla pistola! Mi sono stufato del tricolore italiano, d'ora in avanti: propongo che il tricolore diventi il bicolore rosso nero, l'unico accostamento di colori universale.

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  • 22 settembre 2011, 23:42 di Neve Che Vola

    Il mio pensiero, è il vostro pensiero. La mie emozioni, sono le vostre emozioni. Le mie lacrime, sono le vostre lacrime. La mia gioia, è la vostra gioia. Il mio dolore, è il vostro dolore (da: "le tavole della legge secondo Berlusconi").

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  • 23 settembre 2011, 00:09 di Neve Che Vola

    Mi accorgo di aver usato un tono sbagliato, e quindi mi scuso. Sarebbe stato meglio se non fossi intervenuto, Forse stasera sono un pò nervoso. Non cancello i commenti nel caso qualcuno li avesse già letti e volesse replicare.

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  • 23 settembre 2011, 00:18 di bradipo68

    il mio bicolore è giallo e rosso ma al momento è un pò scolorito....con questo chiticaca blaugrana adattato ai campi di tuberi trigoriani.La musica dovrebbe essere celestiale,sono i musicisti che so' diversi, a Barcellona la suona la Filarmonica a Roma per adesso è come 'na serata con Lando Fiorini.......

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  • 23 settembre 2011, 05:07 di LAMPUR

    Gli "assassini" di sogni esistono Neve, e dovrebbero essere banditi a tutte le latitudini. Non giudico male il tuo sfogo, purché tu comprenda che non si parlava del sogno Inzaghi, ma del Sogno inzaghi. Inzaghi mezzo, casuale, per coltivare gelosamente il Sogno dell'Appassionato. Ti ho indicato la luna e ti sei soffermato, sbadatamente, sul dito.

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  • 23 settembre 2011, 05:33 di Neve Che Vola

    LAMPUR, non mi sono fermato al dito, non sono così ingenuo. Ho capito perfettamente lo spirito che hai voluto dare alla play, ma voler dare uno spirito non significa essere riusciti nell'intento. Non dico che non esistano gli assassini di sogni, sostengo che il tuo amico abbia sbagliato bersaglio nel cercare di sostenere una simile tesi con un simile mezzo. Le tue intenzioni non le ho mai discusse, ma espresse in questo modo sembrano una favola per Galliani come ha notato anche jonas. Quello che ti vorrei far notare io è che ci vuole precisione, dire le cose con emotività è facile, basta essere tifoso o semplicemente avere l'animo poetico. spesso i poeti raccontano menzogne, a livello di contenuto, e solo i grandi poeti possono permettersi di considerare i loro versi un mezzo che già di per sè testimonia di qualcosa di grande. Mi fai un grosso torto, dandomi la patente dell'idiota. La tua play ha bisogno di persone che siano disposte a battersi una pacca sulla spalla reciprocamente, per esprimere un consenso alla stessa. Qui mi sembra piuttosto che tu vohlia indicare la luna, e ti ripeto che già lo sapevo che volevi farlo, ma punti il dito verso terra.

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  • 23 settembre 2011, 05:58 di Neve Che Vola

    Non volevo più intervenire, ma me le sono andato a cercare. Sarebbe come se io volessi parlare di qualcosa di nobile (come è la tua volontà di preservare un qualcosa di puro) parlandone con mezzi di parte. Forse mancherò dell'innocenza giusta, non so, ma io non mi sarei permesso una play con al centro un atto di un genoano, anche se il gesto descritto avesse avuto un nobile intento. Mi sarebbe saltato all'occhio che sarebbe stato difficile per un non genoano riuscire a calarsi nei miei panni. ci sarebbe stato un elemento di disturbo abbastanza grande. Non so se rendo l'idea, avrei voluto dire qualcosa di diverso, avrei voluto indicare la luna, ma proprio l'elemento di dubbio introdotto con un avvenimento di parte (io sono genoano e non posso sapere cosa pensino gli altri, che ne so, di Palacio) rischia di svuotare l'avvenimento del suo livello simbolico. Ci sarebbe voluto l'esempio di una persona della quale so con una "certa certezza" che è ben vista da tutti. Lo stesso Bradipo dice di Inzaghi che non è proprio un modello di virtù calcisticamente parlando. Cioè, secondo il mio parere, la tua play richiede al lettore una astrazione dal fatto raccontato nudo e crudo della quale non è così sicuro si possa essere capaci. Una volta una persona mi disse: "Alle volte tu dai oro alla gente, ma dimentichi di averci sparso sopra dell'acido. Hai un bel dire che gli altri non riconoscano l'oro". Ricapitolando ancora, tanto per scrollarmi la patente di idiota di dosso (ma non quella della stupidità di non essere stato capace di trattenermi dall'intervenire), il mezzo usato per dire una cosa non è indifferente.

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  • 23 settembre 2011, 09:28 di GIANNISV66

    @Nevechevola tu confondi la passione per una squadra di calcio - che esisteva prima del suo attuale presidente ed esisterà dopo di lui - con l'identificazione in un movimento politico. Conosco schiere di tifosi milanisti , mi ci metto io per primo (anche se il mio primo amore calcistico è il Savona e il mio bicolore è il biancoblu molto più sbiadito - ahimé - di quello di @bradipo), che manderebbero volentieri l'attuale presidente del consiglio e la schiera dei suoi accoliti a cavar patate nella steppa dei Kirghizi. Parimenti conosco molti tifosi di altre squadre, tra cui parecchi genoani, che davanti al Silvio politico vanno in deliquio e si prostrano convinti che sia il salvatore della patria. Se giudichiamo una squadra sulla base di quello che ha combinato il suo presidente allora forse è meglio abbandonare il calcio e seguire il campionato nazionale di curling. E non mi si venga a dire che gli altri "non sono scesi in politica" perché sappiamo benissimo tutti (almeno quelli che sanno usare la testa) che la classe imprenditoriale di questo paese ne ha fatte di tutti i colori anche grazie alla classe politica compiacente. Quindi evitiamo per cortesia in futuri di fare certi paragoni. Un saluto a tutti

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  • 23 settembre 2011, 09:52 di Neve Che Vola

    GIANNISV66, forse mi sono spiegato male, non so, tirando in ballo Berlusconi effettivamente potrebbe sembrare che mi sia riferito al fatto che egli sia il presidente del Milan. Non avevo pensato alla implicazione peraltro evidente; l'avevo già scritto altrove, mi pare, che i tifosi del Milan non hanno niente a che fare con l'onestà del loro presidente. Avevo solo inteso dire che, secondo me la play, in quel passo citato, sembra operare un trucco tipico del pensiero di Berlusconi. Ma l'avrei potuto dire anche se si fosse parlato del Genoa o della Samp. Io sono, francamente, fra quelli che detestano il Milan fra le altre, infatti mi sono scusato per il tono acceso usato con LAMPUR che non lo merita. E' stato perchè detesto il Milan, cioè ho parlato spinto da livore da tifoso. Quindi non credo di aver mai tirato in ballo la politica, o l'onestà dei presidenti. Intendevo dire: come Berlusconi (lasciamo perdere che sia presidente del Milan) usa uno schema preciso per giustificare il suo operato davanti agli italiani, leggendo a suo modo le situazioni, allo stesso modo il passaggio della play di LAMPUR sembra una lettura di parte di un avvenimento oggettivo, che indirizza l'avvenimento verso una interpretazione a sostegno di una tesi. E' normale che un difensore faccia quello che ha fatto quel tale (mi fido della descrizione della play, io non ho viste le immagini), invece l'amico di LAMPUR ci scorge un assassinio simbolico, visto che introduce un elemento di disonestà all'interno dell'azione pura e onesta e degna di ammirazione di Inzaghi, che in questo caso incarna un ideale che si va perdendo. Io ci ho scorto, al contrario di LAMPUR, non l'assassinio di un Sogno, ma una semplice azione di gioco. Lui ci scorge l'assassinio di un sogno perchè opera in base ad alcune premesse ed è mosso dal desiderio di farci partecipi di un nobile ideale, fra le quali l'animo puro di Inzaghi e il suo entusiasmo per Inzaghi. Ora, la cosa funziona tra milanisti, oppure se stai al gioco e condividi le sue premesse. LAMPUR però vuole che ci commoviamo od emozioniamo verso un nobile ideale usando i suoi parametri di milanista pur senza esserlo. Pretende che ci emozioniamo di fronte ad una play di carattere emotivo fornendo come materiale degli elementi non da tutti condivisibili. Se lui avesse esposto il fatto senza emotività, la condivisibilità sarebbe stata più facile. Invece, conferisce dimensione emotiva ad un avvenimento che può emozionare un milanista oppure un nobile di cuore, ma non - presumibilmente - le persone comuni cui è diretta la play. Alla fine anch'io ho risposto, sbagliando, emotivamente. Jonas, presumo, ha inteso esprimere in una riga l'idea che di favola si tratta magari anche, ma non adatta o proponibile a tutti. Cogliere lo spirito di questa play secondo le intenzioni di LAMPUR richiede, a mio avviso, di spogliarla degli elementi potenzialmente fastidiosi che la compongono. Le uniche squadre che mi sono simpatiche sono la Lazio e il Catania, quelle che siamo riusciti a battere. Le altre, le odio tutte.

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  • 23 settembre 2011, 11:18 di jonas

    Se proprio ci si ostinasse ancora a cercare favole nella squallida melma del calcio contemporaneo, allora l'altro giorno la favola sarebbe stata quella dell'Udinese che vince in casa dei campioni in carica e si ritrova sola in testa (ed è appunto ciò che avevo sperato). Prendersela con quei cattivoni dell'Udinese che non si sono tirati da parte per far segnare un minuscolo stronzetto come Inzaghi è semplicemente grottesco, e non fa neanche ridere.

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  • 23 settembre 2011, 13:38 di GIANNISV66

    Ogni volta che si parla di calcio qui si finisce per litigare. Comunque @neve ho capito le tue intenzioni anche se effettivamente da quello che avevi scritto l'equazione Milan e tifosi = Berlusconi e berlusconiani si poteva anche vedere. Quanto a @jonas mi pare faccia un pò di confusione, se le favole non ci sono allora non ci sono per nessuno. Se l'Udinese (che non è proprio una squadretta) sta lì da parecchio tempo è perché ha alle spalle qualcuno che spende un bel pò di soldi (altrimenti farebbe il campionato di Eccellenza). La favoletta della squadretta che arriva in serie A e batte la grandi squadre non sta in piedi. Poi ognuno ha il suo senso del grottesco........

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  • 23 settembre 2011, 14:28 di hallorann

    Pur non essendo un milanista e un calciofilo pentito Inzaghi mi riconcilia con il calcio, quello vero ed emozionante. Fin da quando apparve con la maglia del Piacenza (sua città natale) era diverso, un attaccante da rapina in area di rigore con un che di romantico. Roba da malati di calcio, capisco. Anche quando è stato tirato in ballo da una supertettona quale presunto puttaniere ha mantenuto un profilo basso, ha schivato il gossip-monnezza. Paradosso. Le partite di Champions senza di lui non sono più le stesse. Lunga vita ad Inzaghi.

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  • 23 settembre 2011, 16:25 di jonas

    Infatti ho scritto "SE". Io alle favolette nel calcio ho smesso di crederci da un pezzo.

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  • 23 settembre 2011, 17:10 di chribio1

    bravo GIANNISV56 !!!

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  • 23 settembre 2011, 22:20 di maso

    Eh va bè parliamo di calcio pure in un sito di cinema, cosa che non approvo per niente, ma noi italiani non ci definiamo ne supporters - ne tocedores - ne afficionados - noi siamo tifosi, malati di questo sport, e finiamo sempre nel metterlo ovunque: in parlamento, in ospedale, ad un funerale e vuoi che non viene fuori anche in ambito cinematografico. Detto ciò: Inzaghi non sa calciare! Come si dice al nord :- L'è un piè de gess-:, corre tutto storto ed anche lentamente, soffre molto la fisicità dell'avversario, non chiude un triangolo, non sa dribblare, di testa non è una cima, esulta come uno degli allievi tarantolato anche se segna il 27 a 0, però fa i goals o almeno li faceva e questo pregio obnubila tutto il resto, in più voci di corridoio mi dicono che se le fa tutte ma proprio tutte, per la gioia della sua attrezzatura di piacere. A me personalmente non è mai piaciuto perchè un centravanti senza fondamentali è come un palazzo senza fondamenta, non si regge. Non interverrò più! .....forse...

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  • 24 settembre 2011, 12:26 di gene55

    Arrivo in ritardo...e Pippo si smarca e segna...:)) Una cosa è certa,poesia o no,questo è stato un grande calciatore...Dico 'è stato' perchè è patetica la sua scelta di restare al Milan ( o della società di trattenerlo ) visto che non gioca manco quando sono fuori Ibra/Robinho/Pato....Secondo me avrebbe fatto meglio ad andar via,vedi Raul....E pensare che Galliani in estate dichiarava incedibile anche Paloschi....BRRR....

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  • 24 settembre 2011, 12:27 di gene55

    Ah già,dimenticavo...FORZA NAPOLI!!!

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  • 25 settembre 2011, 20:54 di LAMPUR

    Ricevo ed allego: Salve a tutti, sono Giulio Ricciuti, l'autore del pezzo su Inzaghi che Lampur vi ha proposto. Ringrazio tutti voi dell'attenzione dedicata e qualsiasi commento e' , ovviamente accettato. Tuttavia ho letto alcune interpretazioni che ritengo abbiano completamente travisato il senso di quanto scritto, cose tipo "Berlusconi pensiero" o "elemento di disonesta' nell'azione pura e onesta di Inzaghi"... ammetto che mi hanno un po' ferito e necessita una spiegazione. Avevo solo intenzione di scrivere di emozioni. Forse non ci sono riuscito, forse si, o forse ci sono riuscito solo per alcuni. Volevo scrivere una storia di calcio. Le storie di calcio sono immagini, sono piccoli frammenti di vita, la nostra, quei pochi secondi che trascorrono mentre assistiamo a qualcosa che rimarra' nella nostra memoria e ci accompagnera' per sempre. Le storie di calcio sono emozioni, ricordi. Pele' che nella finale contro l'Italia si libra in aria per colpire di testa il pallone del 1 a 0, con Burgnich che arranca e non riesce a contrastare quel volo. Sta' li' , gli occhi aperti a fissare il pallone, veloce e potente , ad impattare la sua fronte, rimane in aria fermo, sembra, per interminabili secondi. Un Angelo Nero nel cielo del Messico. In quell'istante, in campo, sulle panchine e sugli spalti dell'enorme Stadio Azteca sono tutti fermi, con il fiato sospeso, anche Burgnich che lo marcava non e' riuscito a saltare o e' gia' atterrato, tutti hanno i piedi a terra tranne uno, alberi di una muta foresta inesorabilmente legati alla terra dalle loro radici, che fissano un'unica stella ferma nel cielo. Quell'immagine e' un'emozione che gli appassionati di calcio custodiscono nello scrigno della propria memoria, e SE Burgnich avesse tirato giu' per la maglia Pele' , impedendogli di saltare, noi, oggi, saremmo tutti piu' poveri. Lo so che , tornando a quel Milan Udinese, se Inzaghi avesse segnato, avrebbe suscitato il disappunto di molti non milanisti. Ma tra vent'anni, quei due punticini in piu' in classifica non avrebbero avuto piu' alcun significato, sarebbe rimasto solo il ricordo di quel vecchio centavanti, nemmeno tanto bravo tecnicamente, scorbutico e a volte sleale in campo, ma con un istinto animale per il gol e che a trentotto anni, dopo un lunghissimo infortunio, entrato a sei minuti dalla fine, il primo pallone che tocca lo mette dentro. Sarebbe stata solo un'altra bella storia di calcio.

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  • 26 settembre 2011, 00:07 di Neve Che Vola

    Com'è da attendersi conoscendo LAMPUR, anche i suoi amici sono civili e ammodo come lui. E, prima di ribattere all'intervento, dico di essere contento di averlo conosciuto e spero poi di conoscerlo di persona se lui non ha cambiato idea. Credo di capire la spiegazione di Giulio Ricciuti che saluto, ma rimango abbastanza fermo sulla mia posizione, e tento di chiarire la mia posizione sul calcio. Cioè: ho visto decine di volte il goal di Pelè, ma non lo trovo necessariamente l'incarnazione di un bel momento. La descrizione che ne dai "In quell'istante, in campo, sulle panchine e sugli spalti dell'enorme Stadio Azteca sono tutti fermi, con il fiato sospeso, anche Burgnich che lo marcava non e' riuscito a saltare o e' gia' atterrato, tutti hanno i piedi a terra tranne uno, alberi di una muta foresta inesorabilmente legati alla terra dalle loro radici, che fissano un'unica stella ferma nel cilo." è un tuo vissuto personale, mi pare che tu voglia attribuire un valore oggettivo alle tue impressioni. E' una lettura di quello che è accaduto, legittima, ma non è necessariamente la verità dei fatti. Sono proiezioni, letture, e come tali necessitano di essere condivise. Io ho parlato di Berlusconi-Pensiero proprio perchè egli legge la realtà a modo suo, e poi la trasforma magicamente in un dato di fatto accusando gli altri di non condividerla. E' questo che non riesco ad approvare della playlist. Io trovo impensabile che un milanista (genoano, doriano etc.) pensi di poter condividere un fatto che riguarda la sua squadra con altri, pensando di avergli conferito carattere universale. Se è vero quello che dici di Pelè, allora questa storia l'avresti potuta raccontare fra vent'anni, non adesso. Io non ho mai smesso di credere nei sogni, ma solo quando essi sono utili. Il calcio - questa è la mia idea del calcio - è uno sport basato sulla competizione. Certo, dovrebbe rimanere circoscritta al rettangolo di gioco. Ma si tratta, basicalmente, di competizione. Ora, in uno stato di competizione, esiste un fatto negativo: uno dei due perde. Non esiste civiltà per definizione in un gioco che prevede un perdente. Ci sono state prove di popolazioni che, giocando al calcio, dopo essere andati in vantaggio, facevano pareggiare la squadra avversaria. Nella loro testa, non esisteva un perdente. Questo è un Sogno, non mi pare che Inzaghi o Pelè possano incarnare un simile Sogno dato il carattere di competizione. E' la competizione la morte della civiltà, dei Sogni. E' ridicola l'idea di prendere con filosofia e sportivamente una sconfitta, se vai in campo, o ci vai per vincere, oppure fai della violenza su te stesso fingendo un distacco che stride con il carattere di competizione del calcio. Per definizione uno sport basato sulla competizione non può essere un Sogno, mi pare una cosa piuttosto elmentare, dopo tutto. Ci vorrebbero dei giochi dove nessuno perde, non dove il vinto deve far buon viso cattiva sorte. Pelè, per quel che mi riguarda, segnando quel goal ha reso infelici altre persone, e così sarebbe stato se noi avessimo vinto. Quello che non capisco, è perchè vi ostiniate a vedere dei sogni laddove non ne sono mai esistiti. Tra vent'annio, mi auguro che non esista più nessuno che creda possibile un Sogno laddove per definizione non può esistere un sogno totale, ma solo parziale, fino alla prossima sconfitta/vittoria.

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  • 26 settembre 2011, 04:59 di LAMPUR

    Fai una domanda, Andrea, alla quale dai subito una risposta: "Come fate a vedere dei Sogni dove non ne sono mai esistiti?". Mi deturpi cosi la natura del Sogno? Il Sogno esiste proprio perché lo si sbircia dove nessun altro oserebbe. Non si poteva raccontare questa Storia tra vent'anni, come dici, perchè non è mai avvenuta. Pelè è rimasto appeso in cielo ed Inzaghi non ha segnato un bel nulla. L'Inzaghi che mi stava tanto sulle balle quando è arrivato dalla Juve. E su questo posso probabilmente darti ragione: è stato eccessivo tentare di universalizzare un qualcosa di estremamente personale, ma questo dev'essere il coraggio di chi ama le emozioni e di chi soffre di sensibilità. Tentare di mettere le proprie a disposizione di tutti, raccontarle almeno, che non rimangano in una sola lacrima privata. Poi si può non riuscire. Ma, proprio "per definizione", caro Andrea, rivoltandoti contro l'assioma che enunci, il Sogno esiste proprio dove pensi che non Possa. Non vorrai snaturarmelo cosi? ;)

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  • 26 settembre 2011, 07:41 di Neve Che Vola

    LAMPUR, il sogno per me deve poggiare su una base realistica in quanto a descrizione e premesse. Cioè: non è necessario che sia accaduto (mi sembra abbastanza ovvio), ma deve - se lo si vuole descrivere in maniera efficace e farlo arrivare agli altri - essere enunciato in maniera tale da non sembrare qualcos'altro. Quando un poeta scrive, sa come fare. Il tuo amico non mi pare sia stato capace. La descrizione che da il tuo amico dell'avvenimento è totalmente errata nelle premesse, il sogno deve avere una realistica possibilità di successo, oppure anche non averne, ma poggiarsi su premesse stabili e oggettivamente condivisibili. Qui sono sognate anche le premesse, mi pare di averlo detto con chiarezza. Lo ha ribadito jonas un pò rudemente dicendo che cadiamo nel grottesco. Infatti l'intenzione è buona, ma non la realizzazione. Cioè: il gesto di Pelè piace al tuo amico che lo idealizza su basi proprie, il problema consiste in questo: farlo arrivare agli altri attraverso una condivisione delle basi sulle quali si origina il sogno. Credo che il tuo amico si sia sbagliato, e per due volte. C'è un confine tra sogno e follia, a meno che non ci mettiamo a giocare col linguaggio. Il tuo amico parte da premesse che condivide lui solo, magari le condividi anche tu, e spoglia l'avvenimento di tutte le possibili implicazioni. A questo punto, possiamo avere campo libero ad ogni genere di invenzione e dargli, poeticamente, il nome di "Sogno". Il "Sogno" del tuo amico è così estremo che può riguardare solo lui, oppure te se lo condividi, è chiaro che il Sogno per essere tale non può essere già accaduto (e mi dai nuovamente la patente dell'idiota ma è lo stesso), ma deve basarsi su elementi reali. Si può fare anche come in quei film - come Sucker Punch - che costruiscono un sogno su un sogno, cioè: il tuo amico legge in maniera poco oggettiva gli avvenimenti, li contraffà, è questo il punto. Il sogno non si può basare su una contraffazione, altrimenti cessa di essere Sogno a meno che, per Sogno, non intendiamo qualsiasi avvenimento immaginato slegato dalla realtà. Ma allora, a quel punto, che rimanga nel cassetto senza pretese di condivisione. "Come fate a vedere dei Sogni dove non ne sono mai esistiti?" l'ho formulato malissimo, ma te ingrandisci un particolare in mezzo a tutto quello che ho detto, la cosa mi pare un pò indisponente. Mettici anche che speravo di non mettere mai più piede in questa discussione, quindi ho scritta la risposta in velocità. Ma ciò non di meno, anche con questo errore, trovo assurdo che tu lo faccia pesare a dismisura nell'economia della discussione. Quando si parla di Sogni, avvenimenti che per definizione sono indefinibili con chiarezza, possiamo andare avanti fino al giorno del giudizio cambiando le carte in tavola. La stessa parola "follia" è indefinibile se non nell'ambito di un canone accettato (follia è appunto l'eresia a quel canone). Di tutto quello che ho detto, tu ti fermi su un particolare? Devi metterlo in rapporto a tutta la discussione. In tal caso, vedrai che è un pò assurdo riprendermi per la seconda volta su una cosa banale e scontata. Quindi ribadisco, sperando di non dovermi ripetere, che il pensiero del tuo amico si basa su accadimenti reali - ne fa seguire una lettura (sognata a modo suo, ci sono generalizzazioni incredibili, io ne ho evidenziata una) - per poi trarne un terzo livello che chiama "Sogno"? Qui c'è qualcuno che mischia leggermente le carte in tavola. LAMPUR, se vuoi andare avanti fino al giorno del giudizio, per me va bene, però tu devi rileggere l'intera discussione e non ingrandire un particolare che trova già abbastanza spiegazione in quello che ho già detto. Tu capisci che ora, per fare le cose seriamente, dovrei ricostruire punto per punto tutta la discussione e non, come hai fatto tu, ingrandire a dismisura un punto che è espresso male ma che ciò non di meno, se letto nell'ambito della discussione, può ugualmente prendere il suo posto.

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  • 26 settembre 2011, 07:53 di Neve Che Vola

    Ora sto facendo le cose in fretta perchè avevo altri progetti prima di leggere questa (a me pare tale ) cosa inesatta che hai scritto (non per la mia frase in sè che è evidentemente sbagliata e contraddittoria, ma per il modo di leggerla all'interno dell'intera discussione) e quindi scorgo frammenti ai quali dovrei rispondere con più calma ma ormai speravo che la discussione fosse chiusa. "ma questo dev'essere il coraggio di chi ama le emozioni e di chi soffre di sensibilità." Assolutamente no, c'è un confine tra sogno e supposta follia, non puoi mettere in piazza tutto con la semplcie scusa dell"amare le emozioni" o "soffrire di sensibilità". Cosa vuol dire? Ci sono tante cose che io non racconto perchè ritengo meglio che stiano in una lacrima privata. Spiegami cosa vuol dire "il Sogno esiste proprio dove pensi che non Possa". Che ne sai? Cosa intendi con "Sogno"? Alle volte sì, alle volte no, dipende dai casi. Qui si sta discutendo del sogno che traspare dai racconti del tuo amico, e a quello mi sono attenuto. Se poi vuoi discutere la natura del sogno in se stesso, auguri, l'impresa è veramente ardua e forse non basta un libro.

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  • 26 settembre 2011, 08:36 di GIANNISV66

    Incredibile: si è cominciato parlando di calcio si è finito per filosofeggiare sulla natura dei sogni! Sembra di assistere a quelle discussioni che nelle sere d'estate si fanno tra amici e si finisce a fare l'alba che manco te ne accorgi. Non intervengo anche perché non credo di poter arricchire il dibattito, chiedo solo a @Lampur di salutarmi il suo amico Giulio che davvero ha scritto delle cose molto belle.

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  • 26 settembre 2011, 09:41 di Neve Che Vola

    LAMPUR, se hai voglia sentiamoci per telefono (te lo mando via pm, se hai un fisso e ne hai voglia, io posso chiamare i fissi gratis) oggi non ho più tempo. Poi, magari, riassumi tu i risultati per iscritto, perchè tra le altre cose fissare a lungo lo schermo pare, già da un pò, darmi una certa noia.

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  • 26 settembre 2011, 17:58 di jonas

    Beh, vedo che il dibattito si è rianimato e quindi vorrei aggiungere qualcosa anch'io. 1) Neve (con cui raramente mi trovo d'accordo) ha centrato perfettamente il problema. Questa storiella esemplifica una prassi che Berlusconi usa da decenni: spacciare i suoi porci comodi per l'interesse della collettività (ergo Mediaset diventa una risorsa per il paese, ergo le intercettazioni vanno ridotte per tutelare la privacy dei cittadini). Pelè è un campione universale, Inzaghi è un giocatore del Milan: perché un non milanista dovrebbe sentirsi obbligato a commuoversi sul secondo che, poverino, non riesce più a segnare? 2) Dietro queste storielle da libro di lettura per berluschini c'è la brutalità di gente che bada solo a vincere a qualunque costo (i Galliani, per l'appunto). Ce lo siamo dimenticato l'episodio emblematico dello spirito del Milan berlusconiano, ossia un Milan-Atalanta di una Coppa Italia di qualche anno fa? Allora rinfreschiamoci la memoria: Stromberg mette la palla fuori per consentire i soccorsi a un milanista infortunato (mi pare fosse Galli); alla rimessa in gioco i milanisti cincischiano e la palla va a finire all'ex infortunato, che è guarito miracolosamente, salta come un grillo e punta verso la rete; i difensori dell'Atalanta lo stendono (sacrosantemente), Baresi trasforma il rigore e il Milan passa il turno. Ovviamente l'indomani sui giornali i soliti quaquaraqua spiegano che nessuno si era accorto e che Baresi non poteva fare diversamente: perché questa gente non si accontenta di vincere, vuole anche imporre la propria versione dei fatti. Ce la siamo dimenticata la orwelliana riscrittura del passato operata escludendo sistematicamente Rivera dai raduni di vechie glorie rossonere, solo perché non allineato politicamente con il ducetto? 3) Non finirà mai di stupirmi la pretesa, da parte dei milanisti, che si debba far finta di non sapere chi è il loro presidente. Quanti scudetti ha vinto il MIlan negli ultimi 20 anni? quanti l'Udinese? ecco, appunto. Da cosa dipende questo divario: dal fatto che i giocatori del Milan sono tutti campioni e quelli dell'Udinese tutti schiappe, oppure dal fatto che il Milan ha tanti di quei soldi da potersi permettere di schierare 2/3 squadre a livello di A? ecco, appunto. E Berlusconi i soldi come li ha fatti? grazie al suo onesto lavoro di imprenditore edile oppure grazie ai suoi rapporti con mafia e P2, al pagamento di tangenti e alla corruzione di giudici? ecco, appunto.

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  • 27 settembre 2011, 15:12 di GIANNISV66

    Se il tuo ragionamento è corretto @jonas (e supponiamo che lo sia) allora va applicato anche alla Juventus e all'Inter (oppure vale solo per il Milan? Nel qual caso lo possiamo definire usando il termine termine "grottesco" che a te piace tanto). Quindi abbiamo pressapoco una ventina (e più) di milioni di italiani appassionati di calcio che tifano per squadre che hanno alle spalle personaggi impelagati con la delinquenza etc.etc. Quello che tu non consideri (e non lo fai o perché non sei tifoso - e allora sei in buona fede - oppure perché sei antimilanista per partito preso - e allora sei in malafede ed è meglio che parli di altro) è che la passione per la nostra squadra, indipendentemente da quale essa sia, nasce quando siamo bambini e non sappiamo un bel niente di tutto quei retroscena di cui parli, vediamo solo undici giocatori che portano gloria alla maglia cui ci siamo affezionati. Può essere un campione a determinare quella passione (nel mio caso fu Gianni Rivera) o altro ma non importa. Quello che importa è che la nostra squadra diventa parte di noi stessi. Dici che Pelé è un campione universale, e su quale base? Per quello che ha dimostrato in campo, immagino. E allora sono stati campioni universali anche Marco Van Basten, Franco Baresi e Gianni Rivera, così come lo sono stati Gaetano Scirea e Marco Tardelli, Beppe Bergomi e Sandro Mazzola. Quando ho cominciato a tifare Milan Berlusconi neanche sapevo chi fosse (rubo una frase all'amico @lampur: suonava ancora sulle navi da crociera), quando Berlusconi non sarà più presidente io sarò comunque sempre milanista, come lo sono stato con orgoglio per i miei colori anche quando ci siamo fatti due anni di serie B, milanista sempre con il rispetto per il tifo degli altri ma pretendendo rispetto per la mia passione. Quanto a Inzaghi è stato uno dei più grandi attaccanti italiani degli ultimi vent'anni, a (quasi) trentaquattro anni suonati ci ha fatto vincere una Coppa de Campioni (il trofeo più importante che possa vincere una squadra di calcio) che pareva impossibile. Ma cambiamo prospettiva e andiamo a esaminare con occhio critico i retroscena poco puliti che ci sono alle spalle del calcio odierno, e che sono spesso determinati da interessi economici che con lo sport hanno poco a che fare e con la passione dei tifosi nulla: allora ti dò questa notizia e cioé che cherubili immacolati tra i padroni delle squadre non ce ne sono, non solo nel (da te odiato) Milan, neanche nella Juve (vogliamo parlare della famiglia Agnelli?) né all'Inter e neanche nelle altre squadre di Serie A (tra cui quel Genoa per cui tifa @nevechevola, vatti un pò a informare quello che ha combinato Preziosi nella sua carriera!) e oserei dire che è difficle trovarne nel calcio professionistico in genere: E allora coerentemente sarebbe meglio non seguire il calcio né tifare per alcuna squadra. Come probabilmente farai tu. Ecco, appunto.

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  • 27 settembre 2011, 16:33 di jonas

    Fra i miei amici c'è per l'appunto un milanista antiberlusconiano, che io rispetto (appunto perché so che al cuore non si comanda) ma che non avrebbe mai la pretesa di farmi commuovere sulle sorti di Inzaghi. Qualunque persona di normale sensibilità è portata istintivamente a parteggiare per i più deboli. In una partita fra Milan e Udinese, anche senza guardare le fedine penali dei rispettivi tesserati, è ovvio che i più deboli sono i secondi, e infatti sarei stato contento se avessero vinto: va da sé che questo è il punto di vista di uno spettatore neutro (non pretendo certo che i milanisti tifino contro sé stessI), e va da sé che se l'avversario fosse stata la Juve non me ne sarebbe fregato niente (come mi disse un amico anarchico, sarebbe come dover scegliere tra Folgore e X Mas). La morale della storiella di cui sopra è che non solo i milanisti ma TUTTI, compresi gli spettatori neutrali, avrebbero invece dovuto parteggiare per i più forti e gioire se Inzaghi fosse guarito dalla bua al pancino: ecco, queste sono le aberrazioni mentali prodotte da anni di berlusconismo selvaggio e impunito. Per la cronaca io tifo Bologna, quindi anche sui due anni in B del Milan non provo particolare tenerezza: mi ricordo pure delle nostre partite in C1 con Pro Sesto e Rondinella Marzocco, figuriamoci.

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  • 27 settembre 2011, 20:01 di Neve Che Vola

    Ecco un altro errore, GIASNNISV66. Quel "vatti ad informare" è piuttosto strano, non ho neanche accennato al Berlusconi presidente disonesto (e su questo non ci piove), e tu che ne sai se io sia informato o no su Preziosi? Sono informato, e la verità è che chiudo un occhio. C'è comunque una grande differenza tra Preziosi e Berlusconi: il primo non l'ho mai sentito raccontarci che splende il sole di notte, il Berlusca invece sì. Il Berlusca ha usato l'Italia per pararsi il sedere, l'intera Italia, qui non si tratta solo di essere disonesti: si tratta di aver ridotto un intero paese, tramite opera di rimbecillimento collettivo attuato per mezzo delle sue reti televisive, all'incapacità critica. Strano che non abbia ancora sostenuta la necessità di dipingere di rossonero lo stadio di Milano, nonostante ci sia un'altra squadra. E' una cosa che non credo abbia precedenti. Ci sono molte cose, visto che ora si parla di questo, contrarie a simpatizzare per il Milan, fatevene una ragione: le distorsioni (cui jonas ha già accennato al punto 2) cui il potere intimidatorio del Milan ha indotto i media. Ricordo un episodio clamoroso: Maldini entrò da vero cane sulle gambe di Mancini in un Milan-Sampdoria a Milano. Perfino io che odio il Doria (ma meno del Milan o della Juventus, l'altra squadra che ha rubato scudetti per una vita sia per oggettiva bravura che per intimidazione) rimasi di sasso, a vedere che, alla domenica sportiva alla sera, ci fu il padre di Maldini a minimizzare il tutto. Vi aiutarono in modo indegno, secondo il Berlusca-Pensiero non fu una entrata da cane. Non è che mi dia fastidio lo strapotere economico: se uno è ricco e può permettersi più di me, amen. Qui si tratta invece di essere stati trattati coi guanti in maniera indegna a causa del timore che gente come Agnelli e Berlusconi incute, vienimi a tirare in ballo un simile aiuto per il Genoa, per la Samp, per il Bologna, per l'Udinese che non sia casuale e non ripetuto nel tempo. Quanto agli arbitraggi, non sono necessariamente di parte, ma è chiaro che se sbagliano a sfavore del Genoa, del Bologna, dell'Udinese, la cosa si minimizza. Se sbagliano a sfavore del Milan o della Juve apriti cielo per lesa maestà, se ne parla per una settimana, abbiate sempre presente cosa è stato fatto ai danni del Milan, del quale agli altri tifosi non può importare di meno. Quindi, gli arbitri stanno all'occhio, e se proprio c'è da rischiare, nel dubbio fischiano a favore di Milan e Juventus (almeno in anni passati è così che facevano). C'è dunque un fattore in più che sembrate far finta di non vedere, e del resto NON POTETE VEDERLO, perchè è impossibile per un tifoso vedere nella figura di colui che vi fa vincere un nemico, o sputare contro i trattamenti di favore che vi sono sempre o quasi riservati. Per cui chiudete entrambi gli occhi. Questo è il motivo per cui siete molto malvisti, non per partito preso. Ci sono dei motivi e belli grandi. Si vede anche dal modo in cui sceglielgono la squadra del cuore, la statura umana di molte persone: tifano Juve perchè vince! L'impulso naturale tirato in ballo di tifare per il debole, sembre sonnecchiare in costoro. E' normale per le persone di Torino scegliere l'una o l'altra delle torinesi, ma non per chi vive in Sicilia. Perchè non tengono per il Palermo? Con questi criteri, non sarei dovuto diventare genoano, visti i risultati degli anni settanta, in bilico tra la A e la B. Io mi riferisco a trattamenti di favore a lungo termine, naturalmente. Sul potere economico non sono molto polemico, purchè si circoscriva al potere di acquisto. Altrimenti, dovremmo scegliere solo genovesi per giocare nella Samp o nel Genoa, e solo milanesi per il Milan o l'Inter. Secondo me, solo usando giocatori originari della propria città, si potrebbe definire, a livello di competizione (che già ho detto perchè sia nefanda), chi giochi meglio al calcio, che dovrebbe alla fine essere l'unico criterio di valutazione. Jonas l'ha detto qui il perchè ci stiate sulle palle"perché questa gente non si accontenta di vincere, vuole anche imporre la propria versione dei fatti."

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  • 27 settembre 2011, 20:25 di Neve Che Vola

    E' del resto chiaro, e l'ho tirato implicitamente in ballo accennando alla dimensione negativa che il suo carattere di competizione fornisce al calcio, che io partecipi coscientemente ad un gioco sporco. Sarei ugualmente in contraddizione - a rigor di logica - se io tifassi per il Genoa pur sapendo che la competizione è un male e non ci fossero strapoteri economici e intimidatori. Purtroppo anch'io mi comportai da scimpanzè travestito da gorilla, quando mi attaccai alla griglia dei distinti con un braccio agitando in aria l'altro quando ruotolo segnò alla Samp al primo minuto, anni fa. Se rimane circoscritta alla sport, la competizione può anche avere delle valenze positive. Ma oggi siamo in una società basata sulla competizione, basta guardare un cartellone pubblicitario che parla di creme: lei è bella e quindi vincente. Tu invece sei brutta ed hai una sola possibilità: rifarti il viso. Quando le persone vanno allo stadio, cercano anche di rifarsi di una settimana di pressioni psicologiche quasi insostenibili. Del resto, partecipando alla competizione sportiva, non fanno altro che aumentare lo spirito di competizione negativo che già le anima. Io non ne faccio mistero: sarei entrato in campo a prendere a pugni quel giocatore che ci ha fatto goal al 93' a Verona. L'unica cosa che io prenda sportivamente sono le vittorie del Genoa, con conseguente rispetto e simpatia per la squadra sconfitta. Vediamo se Domenica il Parma rinnoverà la mia simpatia.

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  • 28 settembre 2011, 09:02 di GIANNISV66

    Caro @nevechevola il mio "messaggio" non era rivolto a te ma a @jonas. Quindi quel "vatti a informare su quello che combinato Preziosi" era un invito a lui, non mi passava minimamente per la testa di indirizzarlo anche a te, presupponendo che il "tuo" presidente tu lo conosca meglio di me. Quanto al resto direi che sono "fiumi di parole" e non te ne avere a male. Noi favoriti? Può darsi, in Italia Berlusconi (che negli ultimi anno sta facendo un sacco di affari con Preziosi, a proposito grazie per Boateng) ha, come dici, potere. In Europa? 8 finali di Coppa dei Campioni (mi piace chiamarla ancora così) di cui 5 vinte sono successi ottenuti grazie a poteri occulti? O forse perché abbiamo visto una squadra dare spettacolo su tutti i campi d'Europa? Un pò di obiettività non guasterebbe. E' inutile fare tanti discorsi e filosofeggiamenti se poi alla fine, gratta gratta, troviamo il ragionamento del tifoso da bar. E se vuoi ti posso citare una valanga di episodi arbitrali che ci hanno penalizzato (soprattutto in era Moggi, anche se adesso si sta cercando di ribaltare la frittata), mica solo voi avete da recriminare. Ma non mi interessa, quello che invece mi va di ribadire è che ESIGO il massimo rispetto per la mia passione, nata quando il Milan (parliamo degli anni '70) politicamente non contava un cazzo (scusa la parolaccia) e cresciuta e consolidata anche con due anni di serie B. Per la quale non chiedo né desidero, come dice @jonas, nessuna tenerezza. Non me ne frega niente della tenerezza altrui, quello che mi piace ricordare era che per un Milan - Varese c'erano trentamila persone allo stadio mentre squadre di serie A in lotta al vertice non ne portavano neanche la metà. E'quella è passione vera, orgoglio come ero orgoglioso io di portare la sciarpa rosso nera quando il Milan ha vinto il campionato di B ed è ritornato in serie A, o come quando abbiamo battuto Inter e Juve dopo sei anni e le abbiamo festeggiato come se fossero state finali di Coppa. Che c'entra Berlusconi con tutto questo? Assolutamente un cazzo di niente! (E chiedo nuovamente scusa per la parolaccia)

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  • 28 settembre 2011, 18:52 di jonas

    Interessante, invitarmi a prendere informazioni su Preziosi come se io lo avessi portato a esempio di chissà cosa (non l'ho neanche nominato...) o come se qui il tifoso del Genoa fossi io. Comunque ha già risposto Neve: Preziosi sarà anche un delinquentello (come mediamente lo sono tutti quelli che hanno le mani in pasta nel mondo del calcio) ma non ha distrutto la vita civile in questo paese, a differenza di Berlusconi; fra il primo e il secondo c'è la stessa differenza che fra un rubagalline e Al Capone. Inoltre non cambiamo le carte in tavola: la storiella da cui tutto è cominciato NON chiede agli spettatori neutrali di rispettare il Milan, chiede di parteggiare per il Milan. Forse non sarebbe male riordinare le idee, prima di smanettare a casaccio su una tastiera.

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  • 29 settembre 2011, 08:44 di GIANNISV66

    Ecco bravo, rirodiniamo le idee (io le ho già chiare, magari con tutte 'ste parole abbiamo fatto confondere qualcuno, non si sa mai) e non smanettiamo a casaccio (invito che ti rimando volentieri). La "storiella" di @lampur era solo un omaggio a un grande calciatore (i "minuscoli stronzetti" - ti cito - sono ben altri) che a trentotto anni suonati continua ad aver voglia di andare in campo e dimostrare il suo valore e non credo proprio che sia una questione di soldi (magari per te invece sì) visto che se ne potrebbe stare in villa a fare un bel niente. Si è trattato di Pippo Inzaghi, ma poteva essere anche Javier Zanetti o Alex Del Piero o magari il Di Vaio del tuo Bologna. Nessun invito a omaggiare o a fare il tifo per il Milan, rileggitela bene. Se poi vogliamo cogliere ogni occasione per sparare addosso a Berlusconi allora è un altro discorso. Ma ti è mai venito il dubbio che se un Berlusconi riesce ad arrivare dove è arrivato è grazie anche (per me soprattutto) ai tanti "rubagalline", anche di livello molto modesto, di cui il nostro paese è pieno? Tornando al nostro discorso, siccome da questa playlist si è colto il prestesto per attaccare una squadra che rappresenta una bandiera per molti tifosi e che, mi ripeto scusatemi, esisteva prima di Silvio e continuerà ad esistere dopo di lui, ho difeso la mia passione che ho trovato maldestramente attaccata per motivi che con il calcio mi pare abbiano ben poco a che fare. Attacca pure Berlusconi, anche a me non piace come politico e rappresenta idee che sono esattemente l'opposto delle mie (che pure non sono di sinistra). Ma lascia stare una squadra gloriosa come il Milan. Se poi Inzaghi non ti sta simpatico questo è legittimo ma ci si può esprimere con altri toni. Magari non smanettando a casaccio su una tastiera!

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  • 29 settembre 2011, 08:59 di GIANNISV66

    E visto che le idee le abbiamo riordinate, chiudo qui i miei interventi a questa playlist. Se @jonas vuol continuare a odiare il Milan liberissimo di farlo, del resto quando le vittorie (proprie) latitano si finisce per tifare "contro" gli altri. Ma questo tipo di "vittorie" lasciano un sapore amaro amaro in bocca, quando vedi vincere la tua squadra è tutta un'altra cosa. Ieri pomeriggio ho visto il mio Savona che è in piena crisi societaria vincere con grinta e cuore una partita che non sembrava ormai andata, alla fine eravamo in piedi ad appaludire i nostri ragazzi. Eccola lì l'essenza del calcio, la magia di cui parlava @lampur. Da questa cosa, per cortesia, la politica lasciatela fuori. Se non ne siete capaci allora lasciate perdere il calcio.

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  • 29 settembre 2011, 16:15 di jonas

    Non è questo il punto, non giochiamo a far finta di non capirci. Qui nessuno ha mai messo in dubbio la purezza di fede dei milanisti preberlusconiani, perciò non c'entra niente tirare in ballo la serie B, gli anni '70 o magari il Gre-No-Li. Qui non si sta discutendo di calcio ma di politica, perché per B. il calcio è solo la continuazione della politica con altri mezzi. Cito solo un episodio: prima delle ultime elezioni Totti ha dichiarato di votare PD e B. ha risposto che un campione dovrebbe restare al di sopra delle parti e che se lui avesse voluto si sarebbe fatto fare propaganda dai giocatori del Milan, come se non ci fosse nessuna differenza fra l'esprimere liberamente la propria opinione e il dover obbedire agli ordini di un capo (e comunque, con la mia memoria lunga, ricordo che nel 1994 Massaro si presentava in tv col distintivo di Forza Italia sulla giacca). Ciò che qui disturba è la pretesa che non nel 1982 ma nel 2011 (cioè quando nessuna persona normale può più ignorare chi sia B.) un non milanista debba provare simpatia per il Milan solo per fatti sportivi, facendo finta di non conoscere i sottofondi politici.

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  • 2 ottobre 2011, 08:29 di LAMPUR

    Credo che nel bailamme di chiacchiere Gianni abbia sottolineato l'unica cosa sacrosanta: "Eccola lì l'essenza del calcio, la magia di cui parlava @lampur. Da questa cosa, per cortesia, la politica lasciatela fuori. Se non ne siete capaci allora lasciate perdere il calcio." Non si chiede di provare simpatia per il Milan ma per un Sogno che riguarda tutti indistintamente. Ora ritraggo definitivamente il dito che ha indicato la Luna una cinquantina di messaggi fa, tanto, tranne Gianni, che sentitamente ringrazio per la sua perseveranza, giusto quello continuate imperterriti a guardare...

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  • 2 ottobre 2011, 09:47 di gene55

    @Lampur....presto farò una play 'Dedicata all'albitro Rocchi'....eheh

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  • 4 ottobre 2011, 19:42 di jonas

    Lampur, ho spiegato nel mio ultimo commento il motivo per cui, nel caso specifico, non si può tener fuori la politica: è B., non noi, a fare un uso politico del calcio. Io voglio credere all'esistenza e persino alla buona fede del tuo amico, ma non posso fare a meno di rilevare che questo paese è finito in mano a un branco di criminali grazie ai tanti puri di cuore che li hanno votati; e allora, anziché chiedere a noi di diventare come i puri di cuore, sarebbe meglio per tutti chiedere a loro di acquisire un po' di senso critico. Altrimenti oggi ci si comincia a commuovere per Inzaghi, domani si continuerà con un altro, e così via fino al terzo portiere della squadra primavera che deve essere consolato per un brutto voto preso a scuola. E alla fine ci si ritrova berlusconiani senza neanche essersene resi conto (come infatti penso sia successo a molti).

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