Le temprate, "assonnate"-temporeggianti diversità infiammate contro un idiota attempato a "stemperarlo"
Arse immagini dalla memoria d'efferata spietatezza
Ho sfocati ricordi, "allentati" per un po' nel "dimesticheggiarli" masticandola, vita speranzosa che s'"aggrottò", in zampilli fatui di vanitose esuberanze "rinate" o solo "reinalberate", intrecciate all'agonia laconica delle agoniche, labirintiche "vaghezze" a sfumarsi prima nel rimpianto e poi in adamantine luci a scolpirmi come una ginnasta malia a tornirla d'uno smagliante "sorriso", quasi (s)ferrato nel suo arcuarsi incarnato finalmente in sé, con occhi "struccati" in un rimmel flessuoso di lagrime inteporite d'accovacciati "covi" a incavarsi per non incravattarla. O nel neon mio vagarla.
Navigo, funambolico, ridacchiando, di beffarde labbra a slabbrarmi, tra ferite di cui m'infilzai, e ossigenanti palpiti dal "mantello" sgretolato nel mio incalzarle frenetico, dinamitarda guasconeria "folle" che si "friabilizzerà" in un asfalto ora terso ora piovigginante-sfiammato con ombre maieutiche a incupirmi pedinandomi con la loro "educazione", ove affiora il delirio del mio disancorarmi per arpionarmi etereo nel "meteorologico" battito cardiaco d'un orologio spalmato di palme, di pallide signore dalla stregoneria d'incenerità femminiltà senza "gatteggiarla", d'una Los Angeles invischiata nel suo fischio di fianchi morbidi d'una Jennifer rotondeggiante in curve pericolose quanto equilibrate al maschio d'avvenenza "danarosa", e una mano destinata a sorteggiarsi mentre tocca le tante sieste del sé anche nel feticcio di piedi screpolati nell'accudirsi ormeggianti nell'odore mai fetido dei loro lindi ormoni.
Il gusto imperioso della decadenza "senescente" che "rischioccò" scattante dopo che la "giuocaron" a scacchi, adombrandola di nerezza perché non "mangiava" nel "bianco", ma s'affliggeva in una "mogana-monaca" schiavitù ermetica da mulatto ancor d'allattare.
Nella nostra vita, s'incontran idioti da docce calde, e da sciacquoni mai tirati sebben prima di tirarlo tirava ben "erto".
Logorroiche loro diarree da buffoni contro chi s'"annacqua" nelle "alte" maree, ma quasi Moint Saint-Michel, emergemmo dopo le sommersioni, acquattati in acque "torbide" & "sporche" per non porcheggiarla nei turbinii giornalieri del "mendicarla" dietro paraventi di "dignità" che concederebbero l'on a ogni nefandezza quando essa viene mascherata dalla "legalità".
Mi son combattuto per anni a svelarlo, quest'idiota dalla "balocca" lingua libidinosa quanto le sue pose "cioccolatesche" da (mal)sane voglie di bacon.
Voleva ammazzarmi, perché non tollerava che si potesse concepirla in quel che gli appariva uno "sparecchiarmi" da chi non ha orecchie né occhi, dunque ritenendola tanto inconcepibile da "ustionarla", congestionarla, "gastrizzarla" e "reciderla".
La miglior vendetta l'aspettai per anni, servendola con uno Sguardo semi-giocondo di chi finalmente l'idiotizzò.
E, poi, tramortendolo, raggelato al-Al Pacino, "mozzandogli" la testa prim'ancor che la muovesse...
Firmato il Genius
(Stefano Falotico)
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