
Addii, forse madidi & forse laidi nell'Aida
In un bar di turgide nevrosi, zampillai nelle mie scarpe da tennis, d'un gorgoglio immortale finalmente immorale
Compagnie "altolocate" di teppistici branchi per brandelli della tua carne, ove un sinistro figuro avvoltolato nel suo pranzo carnascialesco, imbandisce virtù da chi banchetta bandendo il prossimo con ferocità d'animale che s'è già arso "latrando" in un'identità che lo rapisca: Brando, s'"autonomignola" nella sua vita "mignola al mignon, soprattutto a mignotte", come il magnifico Marlon, di cui ha solo la tragicità delle più pingue malinconie sue senili, ingobbito in una precoce demenza che schiamazza d'urla vanesie per non stramazzar al suolo.
Molti i suoi idoli giovani, capeggiati dal suicida Kurt Cobain, emblema dello sfacelo grunge del nirvana tanto alato che infatti si sparò in bocca, per sfracellar eternamente con un Morfeo (im)mortale che lo intristitì dopo tanti orgasmi love di fetida tetrità.
Uno smashing punpkin del peggior Nosferatu per Mtv, Billy Corgan, pelatello per "salse" infermieristiche d'"esuberante" nitore solipsista col ciuccio nell'altalena. Cuculamente autoinculatosi. Forse uno che l'ha mai "allenato". Optò per il suo game allegretto per grilletti nervosi in una voce d'"altezzoso" brio come il cashmere senza una Donna che lo palpi.
Dopo questa breve disanima dell'"arrembante" (s)omarino dei suoi carnai, fra piedi di ragazzotte "slabbrate" & pulviscoli in neuroni appannati, forse "apneati" come il bimbo-pisellin della copertina del Nevermind, altro che Neverland, imbocchiamolo e rimbocchiamogli le coperte, servendogli un Freddy dritto nel suo sogno più reale.
E' il gemello d'uno speculare ritardato, avvezzi a "scornarsi" e a narrarsi di loro corna, figli della flatulenza provincialotta del borghesismo "placido" d'un panciuto "Balanzonino" e d'una Madre "Pulcinella" per scremature classiste di dubbia "saggezza", forse solo gallinella, s'"educarono" al bieco manierismo di lucide agonie presto "alienate" o inanellate nel tribal porcile, a uso e consumo d'una "cultura" tanto appestante quanto "festivaliera".
Ruminan in pub ubicati nelle loro vene più trucide, "scoreggian" spesso di vaniloqui emulando anche George Clooney per ambirne a una Lisa Snowdon che li "affusoli" nelle cosce affusolate.
Seguiti a ruota, "libera", da una manica d'ammanicati alle loro "camicie", in prima linea ossequiati da un pappamolla che recensisce musica metallara, ma è friabillismo nella zona "cavalla". Tanto che, se una trentenne lo fissa, lo strabismo si corruga in un'arroccato-fortilizio che sorride benignamente con aria di chi sa che se la fotterà un altro, proprio il "cantante" che "osanna" nelle sue eremitiche solitudini speranzose che la sua miserrima esistenza non s'immiserisca di più.
Sono stato cattivo? Io sono "mostruoso", questo è risaputo, e neppur il sapone potrà "cristallizzar" la mia mente luciferina, sempre meglio che maialina e "analina".
Diciamocelo, qui l'unico Spencer Elden sono io, nel mio Eden che d'uccellin nuota nell'"umido" frizzantello, quasi nella bollicina, sostanzialmente un Uomo senza Tempo che si balocca per Lei bagnata e per me che giocherella anche d'acquerelli.
Firmato il Genius
(Stefano Falotico)
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