
"Spostati, voglio vedere il film".
Lars von Trier ha recentemente annunciato il suo silenzio stampa. Vorrei crederci, ma l'esperienza mi dice che si tratta di una mossa tipica di chi vuole trasformare le sue prossime interviste in un evento e non vedo perchè dovrei dare il benficio del dubbio ad un uomo che sembra girare film solo per relegarli a pretesto e sfondo delle sue goffe esibizioni da performance artist frustrato. Della famigerata conferenza stampa di Cannes, quello che mi ha colpito oltre alla mancanza di originalità e lucidità della sua provocazione (la scena sembrava Mel Gibson ubriaco che usava LVT al posto del castoro di "The Beaver"), è stata proprio la gelosia risentita del regista nei confronti del suo stesso film. LVT non sopportava che "Melancholia" gli rubasse la scena. Purtroppo, questo tipo di atteggiamento va a scapito di quelli che vorrebbero che un regista si esprimesse attraverso un film e non sopra ad esso.
- Lars von Trier Quanti mesi durerà il silenzio stampa?
- Quentin Tarantino Recentemente ha imparato ad essere meno invadente e credo che questo abbia aiutato molti profani come me ad apprezzare meglio "Inglorious Basterds". Non tutti vogliono pensare a QT che riordina gli scaffali del soggiorno mentre guardano un suo film.
- Nanni Moretti Credo che il titolo della mia play sia una frase di Dino Risi nei suoi confronti.
- George Clooney Lui ha la parziale attenuante di essere attore e divo. Però Eastwood e Redford sono infinitamente più attenti a non schiacciare con la loro immagine i loro film da registi.
- Terrence Malick Naturalmente lui non è certo colpevole di esibizionismo, anzi. Sarà pure una posa la sua, ma mi auguro che molti altri suoi colleghi malati di presenzialismo la adottino al più presto.
Commenti
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25 ottobre 2011, 18:41 di LAMPUR
Anche Olmi aveva giurato di smetterla col cinema... vatte a fidà!!
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28 ottobre 2011, 22:30 di shadgie
Olmi aveva detto che avrebbe fatto solo documentari e non più"fiction", ma da quello che leggo l'ultimo è un film di finzione. mi viene in mente Steven Soderbergh, che aveva annunciato il ritiro e quest'anno è tornato con un film catastrofista, o Joaquim Phoenix (ma era una sorta di scherzo). per quanto riguarda i nomi della lista, nessuno di loro mi inquieta per il suo presenzialismo o anti-presenzialismo, in genere li apprezzo, chi più chi meno, per i loro film. in particolare Lars von Trier, che fa film quasi sempre significativi pur essendo, probabilmente, un "idioten" nella vita reale. anche se fosse, non riesco ad interessarmi alle sue polemiche ma mi fa specie la poca obiettività nei confronti del suo cinema: i detrattori non argomentano il loro dissenso, dicono genericamente che i suoi film sono boiate e subito dopo che lui è un esibizionista, come se le due cose fossero strettamente legate. Moretti è uno strano tipo, da giovane era francamente odioso ma in fondo (vedi intervista con Monicelli post Io sono un autarchico) credo che fosse e che sia semplicemente poco incline alle pubbliche relazioni che il mondo del cinema impone. azzardo anche che, nonostante le sue discrete/buone idee iniziali e l'ambiente culturalmente preposto al suo esordio, se fosse stato giovane adesso non avrebbe avuto nessuna possibilità. oggi, soprattutto in un sottobosco provinciale ed ignorante come quello italiano, l'unica arma più imponente del nepotismo sembrerebbe essere la carineria/lecchinismo/servilismo. Tarantino e Clooney li trovo entrambi sopravvalutati, anche se il secondo è stato più interessante come regista che come attore e il primo ha fatto anche grandi film
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29 ottobre 2011, 17:59 di eloiseshf
@ Shadgie: Il mio problema, soprattutto con LVT, non è la qualità o meno dei film, ma proprio che trovo difficile godermeli o almeno guardarli con davanti la loro ingombrante figura pubblica. E basta guadare per intero la conferenza stampa per "Melancholia" per notare che, vuoi per scontentezza nei confronti del risultato, vuoi per narcisismo autolesionistico, Von Trier sta cercando di schiacciare il suo stesso film. Giurerei che se gli dicessi che apprezzo il suo film a prescindere da lui, gli farei un dispetto. Spiacente, per me il regista che non riesce a comunicare restando DIETRO la cinepresa ha sbagliato mestiere. O sarà sempre un infelice.
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2 novembre 2011, 04:48 di shadgie
capisco, sarà che per claustrofobia e paura di file in genere evito le conferenze...
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